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27 settembre 2004 1 27 /09 /settembre /2004 12:17
Se all'improvviso alle mie spalle fosse comparsa la fulva criniera di Mengacci ed il suo sorriso a 67 denti, non sarei rimasta sorpresa, tanta l'assurdità del matrimonio a cui ho partecipato nel fine settimana.
Magari io non sono abituata a frequentare il parentado se non nelle feste comandate, ma certe volte la fantasia in confronto della realtà è poca cosa.
Ma andiamo per ordine.

Tirate fuori i fazzoletti: arriva la sposa
Piccola chiesa sul mare, un po' barocca ma molto carina. Costretta dall'etichetta e da una stretta parentela con lo sposo ad un della prime panche mi guardo intorno con ansia e attenzione, cercando di adocchiare la zona single. Che, scoprirò poi, non esiste.
E le cose sono due: o le marchigiane non sanno vestire, o le amiche della sposa non sanno vestire.
Favolosa una ragazza con un abito azzurro da cubista dei poveri accompagnato da uno scialle da gitana ubriaca e un'altra tutta vestita di tigrato. Viola, tigrato viola. Non sapevo esistesse, non si finisce mai di imparare.

E ce ne sarebbero da raccontare, ma sorvolerò perché la musica già è partita e mio cugino, bello come il sole al braccio della madre avanza.

Io mi commuovo, ripensando a quando mi inseguiva in casa di mia nonna per picchiarmi di santa ragione perché gli avevo rotto Big Jim. Oppure a quando mi inseguiva per picchiarmi in casa sua perché rea di avergli rubato il 45 di "Wild boys".
Son cose.
Insomma, la commozione sale.

Inizio a tirare su col naso, quando al braccio del padre compare la sposa.
Ho omesso di ricordare a voi fedeli lettori che la sposa non ha una silhouette da top model. Nemmeno da trop model.
Non ci credo, ci deve essere un errore.
La sposa è vestita di azzurro. No, aspetta, è azzurro e oro, come la Madonna del presepio.
Oddio.
Una enorme nuvola azzurra che riempie la chiesa fino a farla esplodere. Non ci credo. Mi passa accanto e noto che è truccata come una passeggiatrice del Pantano e pettinata come mia sorella il giorno della Comunione.
Sulla fronte una specie di diadema oro e brillanti che invece di farla assomigliare a Sissi la rende una Wonder Woman passata attraverso un distorsore di particelle molecolari alla Star Trek.

Agghiacciante.

Le lacrime mi sono evaporate di botto.

Il DNA non è acqua
Il Caso ha voluto che accanto a me siedano Le Tre Serpi. Tre sorelle (e quindi tutte e tre ugualmente zie) sputasentenze che, stranamente, adorano me e mia sorella. Forse perché difficilmente i serpenti si pizzicano tra loro.
Tutta la funzione è scandita per me dai loro pettegolezzi e mi sento una principiante. Il loro taglia e cuci è un esempio di rara maestria e acume.
Posso ancora migliorare molto.

Ma la prossima sei tu?
Avevo avvertito mia madre. Il limite di tolleranza consentito era cinque. Il sesto parente che mi avesse chiesto "Ma tu quando ti sposi?" si sarebbe sentito rispondere "Sono lesbica".
Peccato essersi fermati a quattro. Sarà per un'altra volta.
Devo dire che la predica del prete sulla solitudine mi ha toccata molto. Sono stata lì per lì per alzarmi in piedi e chiedergli se me lo trovava lui un fidanzato, visto che era così sicuro che dipendesse solo ed esclusivamente dalla mia volontà.
Comincio a rimpiangere di non essere nata nell'epoca in cui i matrimoni combinati andavano di moda. Magari avrei avuto fortuna...

Ricchi premi e cotillon
Cena principesca tutta a base di pesce annaffiata da vino frizzantino.
Mi mettono al tavolo degli sposi come galateo impone, accanto all'unico single della serata: mio cugino ingegnere/agricoltore. Non mi resta che ubriacarmi, ovvio.
Momento principe della serata quando il cameriere scambia i miei (bellissimi, devo proprio dirlo) per i genitori dello sposo e mio padre gli risponde: "Guardi, non sa come mi fa felice. Non credo che mi possa capitare a breve..." Che umorista, quest'uomo...
Fra gli scherzi degli amici degli sposi (banalotti e senza la giusta dose di cattiveria, i miei di amici saprebbero fare molto molto peggio di così...) penso che tutte noi single abbiamo già deciso tutto del nostro matrimonio, tranne il marito.
Io per esempio ho già l'idea del vestito, della chiesa e di chi canterà mentre attraverso la navata, delle decorazioni, del fotografo e persino di chi stamperà le partecipazioni, ma non dello sposo.
Anzi, no.
Ho deciso anche quello.
Keanu Reeves.

Conclusioni
Riassumendo tutta la situazione:
- Mio nipote di anni quattro all'antipasto aveva già rimorchiato una graziosissima bambina di cinque anni portafedi della sposa, mentre io al dessert ancora non ero riuscita ad incrociare lo sguardo con il bonone del tavolo 6. Sto invecchiando, è irrimediabile ormai.
- Due mie zie con un'età indefinibile ma certamente superiore ai 75 anni vittime dell'alcool sono finite a ballare la macarena. Uno spettacolo che da solo ha valso i chilometri effettuati.
- Visto che (a parte il cugino ingegnere/agricoltore) ero l'unica single, il lancio del bouquet è stato reinventato e hanno partecipato tutte le donne. Ovviamente l'ho mancato, ma considerando che l'unica volta in cui mi è piovuto tra le braccia la felicità degli sposi è durata tre mesi, magari è giusto così.
- Dopo venti portate di pesce e molti bicchieri di vino, la sposa mi è sembrata bellissima e solare.

Insomma, evviva gli sposi.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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