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9 agosto 2012 4 09 /08 /agosto /2012 00:00

00034.jpgLa morte è una brutta stronza. Ti prende alle spalle a sorpresa, striscia e ti prende a tradimento, colpendo negli affetti più cari.

Arriva alle spalle, con tutta la sua oscenità.

Arriva e ti colpisce, anche se non direttamente.

La morte è sconcia nella sua brutalità, una sentenza senza appello, il vuoto sotto i piedi.

La morte è subdola, perché finché non t’arriva vicino fa sì che ti dimentichi della sua esistenza. Inizi a pensare che sia un escamotage da film, che non sia possibile vederlo accadere davvero.

E invece la morte ti ferisce per la sua sconcia irrevocabilità, per l’impossibilità di premere il tasto rewind e prendere strade diverse, non poter dire non fare questo, non fare quello, sennò. O anche solo dar voce a quella cosa lì, che proprio non si è riusciti a dire. E che rimane appesa alla lingua, immota. Inutile.

E non pensavi che potesse essere così, perché è già doloroso veder andarsene le persone a cui vuoi bene, ma che sapevi fragili, malate, possibili bersagli della Vecchia.

Ma così, a ciel sereno, in una afosa giornata d’agosto, no.

No.

Perché Dio, se esiste un dio, lo permette?

E’ un tiro di dadi, una riffa senza senso o accanimento?

C’è crudeltà o solo noncuranza?

 

Uno, la morte, se la dimentica.

Non pensa che magari non finirà mai di leggere tutti i libri che ha accantonato.

Ci si sente eterni, ed un po’ è normale: come sopravvivrebbe l’uomo col suo fiato puzzolente sul collo?

Ma sarebbe bello aver più coscienza. Degli odori, dei colori, delle emozioni. Non scordarsi che non c’è nulla di scontato.

Vivere tutti i giorni, ogni giorno.

Vivere le cose belle come doni, le brutture e le rogne con una scrollatina di spalle.

 

Per mettergliela in quel posto lì, alla morte…

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Published by Phoebe - in sick sad world
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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