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2 novembre 2005 3 02 /11 /novembre /2005 10:45

Gli uomini e le donne sono diversi, e Cremonini dica un po’ quello che gli vuole lui. Magari è meglio che si fumi tutta la maggese dell’universo, perché in queste cose non è che ci capisca tanto.
Ma del resto, è pur sempre un uomo.
E’ così.

Siamo diversi, è innegabile.

E chi afferma che veniamo da pianeti diversi, non è che ci è andato tanto lontano. Anche se io vestita da venusiana mi ci vedo assai poco. Non so se mi starebbe bene il vestitino con tre occhi.

Saranno motivi generazionali, saranno pure le classiche ed ataviche differenze comportamentali stile "Io uomo caccia – Tu donna cucina", sarà la doppia elica del DNA, sarà quel che vi pare, ma è così. Le differenze, più che culturali o di educazione autoimposta da società e obblighi genitoriali (anche se un brivido d’orrore mi percorre la schiena ogni volta che vedo la pubblicità del ferro da stiro giocattolo, che Dio perdoni la De Longhi e tutti i possibili acquirenti…), risiedono lì, proprio tra le sinapsi dei neuroni e le pieghe della dura madre.

E questo, mi duole dirlo ai maschietti, è perché noi ne abbiamo molti più di voi.
Di neuroni, intendo.

Facciamo un rapido esempio.

Questo.

Per l’uomo il viola è semplicemente VIOLA.
Per la donna può essere viola, lavanda, violetto, prugna, indaco, lilla, peonia, glicine, melanzana, mauve, vinaccio, ciclamino.
Come minimo.
Ecco.

Una delle differenze fondamentali è tutta qui.

Chiedete ad un uomo di media intelligenza ed aspetto che colore è questo, e lui risponderà che ci vede semplicemente e chiaramente il VIOLA. E solo e soltanto quello.
Non che sia poi così grave, beninteso.
E' un esempio.
E’ solo che siamo diversi.

E’ questione di sensibilità.
Siamo diversi.

Nella percezione delle cose esterne. Del mondo circostante.
I colori, le situazioni, i sentimenti.
Tutto viene analizzato, compreso, immagazzinato e metabolizzato per essere quindi risputato fuori in maniera troppo diversa dai due sessi perché possa pretendere di capirsi fino in fondo.

E questo non per cattiveria, malafede o ignoranza.

E’ proprio che il nostro cervello ragiona in maniera diversa. Cercando sfumature, ravanando nei doppi sensi e scavando in un inconscio, quello maschile, che spesso non c’è.
Perché i maschi, ahimè, sono lineari. Diretti. Semplici.

Sarebbero anche prevedibili, se solo noi donne riuscissimo a mondare il cervello dagli inutili orpelli deduttivi ed immaginifici che lo adornano.
Senza lazzi e senza pizzi, l’uomo ci sarebbe più comprensibile.

O forse no?
E’ proprio vero che gli uomini sono così lineari?
Così semplici nel senso non proprio carino del termine??
Che sono così scarni e privi di tatto non a causa loro, ma del DNA?
Oppure è tutta una scusa sedimentatasi nel corso dei secoli per giustificare una pigrizia materiale e sentimentale?
E se fosse solo una giustificazione alla stronzaggine?
Se non fosse vero che siamo così diversi?

Così si spiegherebbe il fenomeno (raro, eh!) dell’emo-boy che tanto piace in astratto alle donne e disgusta il maschio medio e tutto concentrato su di sé e sul suo essere profondamente maschio.
Ma che poi, alla fine della fiera, piace assai di più in concreto alla sciocca femmina?
Tra cui, ovvio, ci si mette a pieno titolo anche la sottoscritta.

Ma allora, se non siamo poi così diversi, da dove nasce l’incomunicabilità?
La differenza di percezione?
Sono tutte scuse?
Oppure no?

Ad esempio, se un uomo che è stato qualcosina di più di un cortese amicizia e continua a mandarti mail e messaggi assortiti, béh, una donna normale e sana di mente potrebbe anche pensare che costui sia un tantino, non dico innamorato, ma per lo meno interessato.
O arrapato, fa lo stesso.
E invece no.

 Vedete, siamo diversi.

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Published by phoebe1976 - in sick sad world
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