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28 ottobre 2013 1 28 /10 /ottobre /2013 10:00

jolinne-my-sweet-escape.jpgDa piccola per me il giorno più bello dell'anno non era il mio compleanno, e nemmeno il giorno di Natale.
Per me il giorno più bello dell'anno era verso la fine di maggio, quando un sabato venivo salvata da un noioso sabtao scolatico per accompagnare mio madre a timbrare in Tribunale i registri della società per cui lavorava.
O una cosa così, insomma. Facevo le elementari, non pretendete troppo da me.

Insomma, mio padre mi portava con sé in quei sabati mattina che ricordo sempre assolati e tiepidi come solo il sole di maggio sa essere, ed erano speciali per tanti motivi: andavo in un luogo da grandi, ero sola con mio padre che mi regalava il cento per cento della sua attenzione e poi, il dopo.

Il dopo era: "Dai, andiamo in libreria, ché lo so che non aspetti altro" detto dalla faccia sorridente e sorniona di mio padre, che allora mi sembrava immenso ed invincibile.

 

Ora, so che fa molto piccola fiammifera, ma non è che avessi all'epoca molte occasioni per andare in centro a Perugia. erano gli anni'80, non c'era il villaggio globale ed  il mio mondo era il mio piccolo paesello con una sola cartoleria che aveva anche libri. Nello specifico un piccolo assortimento di libri adatti alla mia età, rimpinguato mensilmente dalle uscite de I classici per ragazzi della Mondadori. Uscite che, immaginatelo, attendevo con fremente attesa. A proposito, esistono ancora? Non ne ho trovato traccia.

 

E così, in quei sabati così speciali, con mio padre tutto per me, mi avventuravo nella libreria storica del centro perugino, la Libreria Simonelli. Un posto speciale, dove l'amore per la lettura mi sembrava avere un odore ed una consistenza, con tanti libri impilati in scaffali molto più alti di me. Tanti, tantissimi libri che mi guardavano e chiamavano.

Scegli me, scegli me!

E io, che già ero potenzialmente l'accumulatrice seriale di libri che sono diventata poi crescendo, avrei davvero voluto portarmeli tutti a casa, tenerli con me, leggerli, coccolarli. E la scelta era difficile, difficilissima. 

Uno, uno solo sarebbe venuto via con me

Almeno fino all'anno successivo, e sbagliare, prendere un libro senza magia sarebbe stato uno spreco enorme, un peccato capitale. Così, sotto gli occhi pazienti di mio padre, senza fretta passeggiavo tra un libro e un altro fino alla scelta definitiva.

Un momento emozionante, magico.

Così, ad esempio, La storia infinita di Michael Ende venne a casa con me un sabato mattina splendente di maggio modificando per sempre la mia fantasia.

Ed io, bambina silenziosa e che si sentiva incompresa nel suo amore per i libri, in quel momento stringendo il mio prezioso regalo e guardando mio padre mi sentivo amata e capita. Ed ero certa, lì ferma nella libreria, che sarebbe andato tutto bene. Che sarei cresciuta ed avrei preso la mia strada, sempre con la mano di mio padre nella mia.

 

Oggi l'antica Libreria Simonelli, aperta i primi del Novecento in una Perugia che non c'è più, ha ceduto il passo ad una grande catena che vende libri per tutti, ma senza magia. Oggi poi i libri si comprano su Internet se si è tradizionalisti e si vuol la carta, o si infilano nel lettore ebook se si è più tecnologici.

La mia casa e quella dei miei genitori è invasa da libri di tutti i formati, il mio computer trabocca di libri digitali e mio padre è sempre lì che mi guarda, grazie al cielo.

 

Oggi tutto è cambiato, è vero. Ma vorrei tanto che un po' di quella magia ricadesse sulla mia piccola, che un giorno possa provare quella spasmodica attesa per qualcosa di desiderato, quella voglia di buttare la testa in un altro mondo, quella certezza che trovavo nello sguardo di mio padre..

 

 

E che un giorno possa avere ricordi così luminosi.

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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