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4 ottobre 2005 2 04 /10 /ottobre /2005 18:19
Sono stanca.
Non fisicamente, nè di cervello.
Sono emozionalmente stanca.
 
Stanca.
Sfinita.
 
Sono sempre stata pronta ad ascoltare tutti, a capire tutti.
I problemi di tutti erano i miei, dall'unghia spezzata al gattino rimasto intrappolato in cima all'albero della vicina e che non ne vuole sapere più di scendere.
Passando per pippe assortite e fidanzati gelosi, attraverso frequentanti smaniosi e rapporti senza futuro alcuno che generano fiumi di lacrime a non finire.
Non solo per amiche e/o amici veri. Quello è un piacere/dovere al quale in ogni caso è impossibile sottrarsi senza incorrere in sensi di colpa senza fine a causa di rimembranze nemmeno tanto antiche in cui i sopracitati amici mi hanno risollevato.
Proprio per tutti compresa l'amica lagnosa e fidanzata che si fa sentire una volta ogni 4 settimane e sempre in sconvolgente concomitanza con una litigata senza fine per poi sparire inghiottita dal nulla fino alla prossima sfuriata. 
Un orecchio ed una parola per tutti.
Una spalla affidabile e ironica.
Ora non ce la faccio.
 
Io ero quella in grado di fare 100 cose, prendere mille impegni e trottare a testa bassa per giorni senza mai dirsi stanca. Scuola d'inglese, ballo, palestra, teatro, cinema. Chi più ne ha, più ne metta. E poi ilo tempo per scrivere, quello solo per me.
Di corsa da un posto all'altro. Mille attività.
Ora non ce la faccio.
 
Io ero quella che teneva le fila di rapporti di amicizia scalcinati, magari anche a distanza. Conoscenze occasionali e non, nate in vacanza o in posti lontani. Così come è successo con la mia guru, conosciuta in quel lido allegro e solare di Pineto e diventata poi con il tempo e la passione di entrambe, più che una amicizia una sorellanza.
Io, con la costanza di mantenere rapporti, scrivere, inviare foto, invitare sulle ridenti sponde del Lago Trasimeno ed offrire albergo ai soggetti più disparati, collezionando amicizie in tutta Italia.
Ora non ce la faccio più.
 
Sono stanca.
Forse sono solo diventata egoista.
Ma mi sento prosciugata.
Esausta.
Non ho più nulla da dare.

Magari è un momento.
Magari è che la morte di mia nonna è stata un dolore troppo grande e non mi ha lasciato altre energie mentali ed emozionali per nessuno.
Per nessuno.
Nemmeno per me.
Il dolore si è inghiottito tutto, passano i giorni ma è sempre con me come un piccolo chiodo ficcato nello stomaco che non passa e mi immobilizza al suolo.
 
Passerà.
 
Passerà. Speriamo.
 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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