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13 febbraio 2010 6 13 /02 /febbraio /2010 12:01
Interno pomeriggio.
Libreria di un centro commerciale.
Compro due libri, chiacchiero con la commessa. Lei abituata alle bimbeminkia del sabato pomeriggio e agli idioti del cinepanettone mi fa le feste come il mio cane se gli sventolo un osso di fiorentina a venti centimetri dalla faccia.
Vado alla cassa per pagare.
Da dietro, una voce: “Scusi, ha l’ultimo libro di Antonella Clerici?
Mi volto incattivita (in fondo c’ero prima io, villana!) e vedo una trentenne occhialuta dall’aspetto dimesso e i capelli che urlano “voglio uno shampoo”.
La commessa sgrana gli occhi: “Ma è un libro di ricette?
Io penso tra me e me: “Ti prego Dio, per la sua sanità mentale, fa che risponda sì!” Ma lei uccide senza nessuna pietà  tutte le mie speranze con un: “No, no. La sua autobiografia. Esce oggi, ce l’avete?
La commessa scartabella nervosa il computer in cerca di risposte: “Mmmm… no, guardi. Non ancora. Se ripassa magari dom…
Incazzosa come una biscia d’acqua la interrompe aggiustandosi gli occhiali sul naso:”Guardi, lasci stare. Me l’avevano detto che non siete forniti!!
Io avrei voluto risponderle: “Ma pezzo di cretina coi neuroni mangiati dalla complessità del calcolo binario delle probabilità dei pacchi di Max Giusti, sei connessa?? Questa libreria è sfornita sì, ma perché non c’ha Jane Austen a volontà e nemmeno, per dire, Neil Gaiman, non certo perché non c’ha una interessantissima biografia della Clerici, uscita OGGI scritta da un povero ghostwriter frustrato! Ma perché non ti evolvi almeno al livello dei pesci tropicali che sguazzano nella vasca all’ingresso del centro commerciale?
Invece ho solo sorriso alla commessa che, basita da tanto livore, ammirava la scontenta cliente girare i tacchi rumorosamente e lasciare stizzita il negozio.
Per ulteriori commenti su questi soggetti, ho già dato.
Passo.


Interno giorno.
Spogliatoio della palestra.
Entra la professionista di grido, che in genere ha anche le mutande firmate in Arial 28 da MiuMiu, con una pelliccia di un animale a scelta lunga fino ai piedi.
Silenzio tombale.
Nonostante la funzione primaria dello spogliatoio sia, appunto, togliersi i vestiti e cambiarsi per la lezione, lei se ne sta lì a pavoneggiarsi.
Ferma.
Fino a che una ragazza osa dirle timidamente: “Posso toccarla?
Lei tutta garrula e fiera: “Ma ceeeeerto!!” e aggiunge magnanima come Papa Ratzinger “Se vuoi puoi anche provarla!
E la ragazza: “No, no, guarda. Mi fa impressione!!!
E ci credo!!
Offesa nell’orgoglio, l’impellicciata la incalza: “Eppure è così comoda!!!! Non la cambierei con null’altro al mondo! E’ di un teporino! Proprio quello giusto!
Io avrei voluto risponderle: “Chiaro, anche il povero animale a cui l’hai strappata la trovava molto comoda e di certo non l’avrebbe cambiata per niente al mondo! Ti sembra così bello andare in giro con un cadavere sulle spalle, eh? Ti sembra una cosa di cui vantarsi, piccola cretina finto-chic? Sappi che probabilmente in una dimensione parallela alla nostra c’è un cucciolo di foca che va a scuola tutte le mattine usando il tuo scalpo come cappuccio e ne è molto soddisfatto perché i tuoi capelli gli danno il giusto teporino!!
Invece ho sorriso alla ragazza con la lingua troppo lunga ed ho assistito alle sue manovre elusive per scappare ed evitare la prova dell’oggetto.
Poveraccia.


In entrambi i casi sono stata brava, non trovate???
 
Solo un'anno fa le avrei mangiate...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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