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14 ottobre 2005 5 14 /10 /ottobre /2005 18:59
Non è solo un libro capostipite della chick lit.
E’ la realtà.
Più dura della vita dei concorrenti dell’Isola dei Famosi.
Peggio del lavoro nelle miniere di sale di Sassu Scrittu.
Più tremenda delle miniere di carbone dove lavorava il povero Remi.

La vita da single è veramente una jungla.

E tutti quelli che lo negano, che affermano di sguazzare allegramente nella loro condizione atavica di single per scelta o coloro che rimpiangono questo nuovo status in quanto accoppiati per tutta la vita o meno, tutti loro mentono. E mentono sapendo benissimo di mentire, il chè è peggio.
Oppure si sono dimenticati di com'era, ora che la loro vita è immersa nel tedio assoluto e nella tranquillità.

Diciamocelo, la vita da single ha i suoi vantaggi.

  1. Puoi uscire con chi ti pare, senza dover rendere conto né di orari né di luoghi e situazioni. Libera come l’aria.

  2. Se libera avere valanghe di amici maschi con cui avere comportamenti assolutamente camerateschi che possono sfociare dalle fughe a Mediaworld fino alla gara di rutto libero post-birra infrasettimanale

  3. Non devi simulare mal di testa immaginari, se non ti va di fare sesso non ti va. E basta. E il frequentante di turno s’attacchi al tram. Senza nemmeno bisogno di inventarsi una encefalite fulminante da stress.

  4. Se qualche pazzo sconsiderato ti guarda un po’ troppo insistentemente o un operaio di un cantiere ti fischia mentre passi non si rischia tutte le volte il rissone con tanti di insulti ai reciproci morti.

  5. Se una vecchia zia vedova piena di anelli ti chiede: "Sei fidanzata o ancora no? No? Ma una bella ragazza come teee!!" puoi anche prenderti la libertà di scandalizzarla a morte cusando la prematura scomparsa del lavoro del parrucchiere sulla nera chioma di tua madre e la rinascita improvvisa dei suoi fu capelli bianchi apostrofando l’odioso dinosauro a scelta o con un "Sono lesbica" o con un gustoso "Io solo due alla volta".

  6. Sei libero di andare a caccia, fregandotene di regole, convenzioni sociali, ecc. ecc. Insomma, ammore libero, nessuna pippa mentale, nessuno che ti dice cosa fare e tutte le volte che qualcuno colpisce la tua attenzione in maniera particolare sentirsi come il leone che acquattato nella savana che punta la gazzella. E partire di scatto. Bèh, più o meno…

Fin qui i vantaggi.
Che sono molto belli, molto gratificanti, importanti… certo, certo.
Ma non è tutto oro quello che luccica.

Prendete le festività.
Tutte, ma proprio tutte. Da quelle religiose come il Santo Natale a quelle maledettamente commerciali e schifate all’unisono con gesti di disgusto come S. Valentino, l’essere single si rivela una vera sciagura che cagiona la famosa depressione da festività, con conseguente salita di avvoltoi sulle spalle e umore nero, ma così nero capace di trasformare in Scrooge anche Pollyanna. Ed è vero, ci sono gli amici, per carità. E le tombolate in famiglia con la zia sorda e il nipotino teppista di 5 anni. Ma, a ben vedere, tua sorella che amoreggia sotto il vischio col fidanzato (benchè simile ad Homer Simpson) ti sembra più felice.

Senza considerare tutte le cose che si fanno in due: la passeggiatina romantica, la coppa gelato megasuperallanocciola con due cannucce, il tunnel dell’amore al Luna Park, le serate d’inverno sotto il piumone.

Poi ci sono le canzoni romantiche, quelle che ti fanno venire voglia di fare cucci cucci. Come si fa, eh? Come si fa??

E per ultimo l’aspetto più rimpianto dal maschio ingabbiato: la caccia.
A parte che stare sulla piazza è una fatica allucinante, mica non è detto che dia sempre buoni frutti, anche ai più speranzosi ed introdotti.
La caccia al single è fatta di feste, cocktail, chiacchiere, vestiti alla moda (pure troppo), chiacchiere banali, occhiate sfuggenti che diventano occhiate un po’ più sicure, vorrei ma non posso, posso ma non voglio ed avanti discorrendo.
Ogni venerdì e sabato sera (ma il venerdì fa più chic) il single deve affrontare locali affollati (e per fortuna non più fumosi, santo Sirchia, sennò ero morta), rumorosi e assolutamente non a buon mercato, ingurgitando massicce dosi di alcool per cercare di slegare i freni inibitori ed accennando improbabili passi di danza degni di Garrison ubriaco.
Il tutto per trascinarsi fino alle cinque, esausto ma felice di eventuali conquiste che si riveleranno fuffa la mattina dopo almeno nove volte su dieci, o, comunque d’avè passat à nuttata.

Quindi riemergere dal come la mattina dopo con la faccia degna di Micheal Jackson in Thriller.
Perché, detto tra noi, il trentenne non c’ha più l’età per queste cose, specie se le fa da quando ne aveva dieci di meno senza soluzione di continuità.

Insomma, la vita del single è dispendiosa, tediosa e molto faticosa.

Una vera jungla, dove la competizione è altissima e assolutamente senza nessuno scrupolo morale. Dalle ragazzine alla tardona (e vale anche per gli uomini. Forse.) sembrano tutti avidi della persona ideale. Ma chi è? Dov’è? Che è sta gara?

Una faticaccia, insomma.

A cui sottrarsi sembra impossibile, a meno che nella nostra vita non si affacci il salvatore che ci traghetti verso una vita serena e felice.

Io, nel frattempo, mi sarei scocciata.

 (Ndr. Tanto per essere chiari non intendo trattare l’argomento dei fidanzati/delle fidanzate ed eventuali corna. Sarebbe troppo lungo e andrei fuori tema).

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Published by phoebe1976 - in sick sad world
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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