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19 gennaio 2005 3 19 /01 /gennaio /2005 17:38
 
In giornate come queste, con la tramontana che soffia cattiva da nord sferzando visi e rubando ombrelli ai passanti sciagurati, non lo credi possibile.
Vedi la pioggia mista a ghiaccio battere cattiva e furibonda sulle finestre dell'ufficio scuotendo quello che rimane degli alberi spogli e tristi, e proprio non riesci a crederci.

Eppure sarà così.
La bella stagione tornerà. Tornerà la primavera, i fiori, il profumo, il caldo, le giornate lunghe che sembrano senza fine.
Manca ancora del tempo, ma tornerà.

Ma intanto qui si gela e non esiste riparo da questo ventoghiacciato che ti si infila sotto il cappotto. Maligno e beffardo.

Niente neve candida per noi, no.
Figurarsi se poteva nevicare e farmi restare calda calda sotto le coperte, con l'unica preoccupazione di andare alla ricerca dei miei Moonboot verde psichedelico fatti apposta per inseguire il mio cagnolino per tutto il giardino innevato.
Magari fosse stato così.

E invece nulla, solo freddo porco e niente altro.

E mi torna in mente il mitico inverno del 1985, giusto giusto 20 anni fa.
Cavoli, come sono vecchia. Faccio i discorsi di mia nonna...
Il Lago Trasimeno si era ghiacciato, tanto faceva freddo. Ma non una sottile strisciolina come nel 2002. Si era ghiacciato così tanto che la gente ci camminava sopra. Ci fecero andare addirittura una 500 bordò, me lo ricordo benissimo.
Avevo 9 anni e la mia fantasia era più fervida che mai. Complici le mie letture del periodo, stressavo non poco mio padre per avere un paio di pattini da ghiaccio. Per farci cosa, poi, chissà, visto che quello era un evento più unico che raro.
Per fortuna non mi assecondò, forse perchè aveva già notato i danni che i pattini a rotelle avevano prodotto sulle mie rotule. O magari perché pensava fossi un po’ tocca, non lo saprò mai.
Mi ricordo anche che al tramonto il Lago ghiacciato era di una bellezza sconcertante. E io stavo lì, seduta sull'argine imbacuccata come nella migliore tradizione dell'omino della Michelin, a guardare il sole che spariva dietro le colline in un festival di rosa ed arancio che si rimbalzavano sul ghiaccio.
Eccezionale.
Bellissimo.
In questi casi pure il freddo ha un senso.

Ma così, no. Non lo voglio più.
Voglio l'estate.
Basta.
Ma siccome so che anche se punto i piedini numero 37 questo non sarà mai possibile, vi regalo un piccolo ed insignificante ricordo della mia estate passata.
Così, per scaldarci un po'.

E speriamo che la primavera e le rondini arrivino presto...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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