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29 giugno 2005 3 29 /06 /giugno /2005 12:36
Da piccola sognavo di poter parlare con gli animali.
Novella Dr. Dolittle immaginavo che la mia cagnolina mi facesse dei discorsi che io e solo io potevo intendere e che le oche starnazzanti e pettegole dell'aia venissero da me per il thè a raccontarmi tutt e le chiacchiere più interessanti dell'ultim'ora.

Alle elementari m'era poi presa la fissa di voler avere i poteri come Yu che agitandosi, roteando e recitando pampolo pimpolo parim pam pù diventava la sciantosa Creamy coi capelli viola sempre perfettamente in piega e la boccuccia a cuore.   
Inutile roteare incessantemente ripetendo la formula magica e brandendo tra la mano destra la bic a quattro colori.
Non funziona.
E poi, diciamocelo, io volevo più di tutti i gattini Posi e Nega da spupazzare.

Alle medie, in piena crisi pre-adolescenziale, sognavo di essere invisibile e di poter così ascoltare i discorsi degli altri su di me da vera paranoica occhialuta coi brufoli, frustrata da un paio di tette che non ne volevano sapere di crescere (e non sono mai cresciute, ma a quell'età è un problema più che grave. Gravissimo. Critico.).
Che periodo orribile le medie. Lo dovrebbero abolire per legge.
Ora che sono grande, spesso mi capita di desiderare di potermi vedere con gli occhi degli altri, dall'esterno. Come io vedo gli altri.
Come sono vista da altri occhi?
Che immagine riesco a dare di me?
Sbagliata?
Giusta?
Se mi vedessi passare in un centro commerciale, cosa penserei della proiezione di me? La troverei una di quelle che "Una così non dovrebbe mettere quel vestito, no, no!" oppure mi approverei?
E la gente? La gente come mi vede?
Certo, a sapere dove sbaglio, potrei correggere qualche brutta abitudine. limare gli errori, migliorare.
Sarebbe utile, insomma.
No?
Certo, lo so che questo piccolo desiderio è frutto dell'insicurezza, che non me ne dovrebbe fregare nulla di quello che si vede fuori, che io sono come sono, bla bla, bla bla.
Ma mica son vere tutte questa banalità.
Cioè, son vere fino ad un certo punto.
Perchè nella società alla fin fine, ci dobbiamo vivere tutti anche se sognamo di fare gli eremiti, e quindi anche solo un pochino ci dobbiamo piegare e vivere nel mondo cd. civile.
Non è vero che l'apparenza non conta nulla. Sarebbe bello, ma non è così e non ci si può fare nulla.
E allora quanto sarebbe bello sapere come appariamo?
Non solo l'immagine riflessa nello specchio, che è fallace.
E' come la nostra voce che sentiamo mentre parliamo. Quant'è diversa se la registriamo e poi la ascoltiamo? Io a volte non mi riconosco.
E' lo steso anche con l'immagine? Che poi, l'immagine è più complessa. E' fatta die stetica, certo, ma cnhe di gesti, modi di fare, carattere, anima.
Se potessi scegliere un superpotere, vorrei proprio questo: guardarmi da fuori.
 
Oppure spostare gli oggetti muovendo il naso. Andrebbe bene lo stesso, eh!

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Published by phoebe1976 - in sick sad world
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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