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11 novembre 2004 4 11 /11 /novembre /2004 18:32
Ultimamente ci penso spesso.
Ci penso guardando mia nonna che diventa ogni giorno più piccola.
Ogni giorno più stanca, stremata da 25 anni di malattia alle ossa.

Ci penso ascoltando il telegiornale.
Vedendo i cadaveri di una guerra assurda.
Le lamiere di una fretta esasperata e tragica.
La pazzia che porta ad uccidere.

Ci penso spesso a lei, alla signora vestita di nero e attrezzata di tutto punto con la falce affilata.
Alla morte.

Ci penso specie dopo l'intervento, da quando mi hanno detto che solo 50 anni fa sarei andata incontro a morte certa e dolorosa. Beata e santa chirurgia.

E mi chiedo come sarà, se la storia del Paradiso, Purgatorio, Inferno è poi vera.
Chissà se esistono i gironi come ce li descriveva Dante. Girone dei golosi, dei lussuriosi, degli invidiosi, degli accidiosi.
Se è vero che il Paradiso è bellissimo, se esiste il fiume Lete.
Se Caronte fa avanti e indietro per due monetine sul suo barconaccio per portare le anime nell'aldilà. Magari nel frattempo s'è fatto uno yacht degno di Briatore.

Chissà se hanno ragione quelle religioni tipo il buddismo, per le quali esiste la reincarnazione. Magari è così. Magari è come un videogioco: dopo il GAME OVER clicchi e ricomincia una nuova partita.
Se sei stato buono, ti tocca una bella vita, altimenti ti reincarni in pantegana.

Oppure è come dice Alice Sebold nel bellissimo "Amabili Resti", magari si resta sospesi ad osservare i propri cari finchè non è tutto a posto, non si sono sistemate tutte le cose che si erano lasciate sospese e poi si va in un posto caldo e rassicurante.

Oppure c'avevano ragione gli illuministi, magari si diventa mangime per i vermi e via. Tutto chiuso, tutto finito. Buio totale. Stop. Chiuso per fallimento. Polvere alla polvere.

Quando mi prendono questi pensieri, stare chiusa in ufficio ad imbestialirmi per cose assurde mi fa sentire sciocca e inutile.
Mi sembra di perdere tempo, come se potessi vedere la sabbia che scorre velocemente giù dalla clessidra. Sempre più rapida, sempre più veloce.

E mi prende la fame di vivere, correre, saltare, amare, giocare, essere felice.
Vorrei passare tutto il tempo possibile con mia nonna, abbracciare mia madre e mia sorella, perdonare gli amici che mi hanno deluso, accantonare gli scazzi, le rogne e le paturnie assortite che da sempre mi arrovellano il cervellino.

Ma è possibile?
Si può vivere così, pensando a quello che sarà?

Pieraccioni, mi pare nel Ciclone, diceva che i giorni importanti in una vita sono una decina: il resto fa numero. Sarà vero?
O ogni giorno è importante e va vissuto alla grande?
E se è così, cosa ci faccio io dietro una scrivania piena di scartoffie burocratiche?
Perchè non sono su una spiaggia bianca a correre a piedi nudi?
Perchè ci risulta difficile apprezzare quello che abbiamo finchè non è sparito?
Perchè si corre dalla mattina alla sera dietro impegni inutili, tralasciando le cose importanti?

Perchè? Perchè? Perchè?

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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