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7 marzo 2011 1 07 /03 /marzo /2011 14:34

Sono lì, in fila alla cassa del supermercato davanti a me.
Stranamente mi son portata dietro l’Amoremio, che detesta con tutta l’anima sua andare al supermercato, ma la cui virile presenza è richiesta nel caso dell’acquisto di innumerevoli confezioni da 6 di minerale. E loro sono lì, davanti a noi.
Lui avrà un’ottantina d’anni ed indossa un completo giacca e pantaloni un po’ troppo abbondante per lui. Sopra porta un cappotto color cammello stinto che di sicuro ha visto stagioni migliori di quest’inverno 2010/2011. Se ne sta fiero ed eretto allisciandosi un paio di robusti baffi bianchi a manubrio troppo grandi per il suo viso e rimira intorno a sé. Lei è più bassa di me, indossa una pelliccia che sembra visone all’odor di naftalina e un vezzoso cappellino col fiore nei toni del marrone. La sua età è indefinibile, dai settanta in su comunque. E’ truccata come una ballerina di Charleston e l’indecisione del rossetto rosso sulle sue labbra mi ipnotizza e fa tenerezza insieme.
La cassiera fa il conto alla allegra coppietta, che caccia fuori per una modesta cifra una banconota da cento euro.  Per dodici euro e quarantasei. Tutto regolare, direte voi. Sì, certo. Ma non avete fatto i conti con l’ingenua cassiera che, ignara, formula la più innocente delle domande: “Ce l’avete qualche spiccio?”
Termina la frase e già s’è pentita, ché l’arzilla signora ha tirato fuori un portamonete di tutto rispetto ed ha iniziato a contare.
I centesimi.
Uno a uno.

Uno, due, tre…
La gente in fila rumoreggia. Con la stessa velocità con cui la moglie conta gli spicci, l’uomo infila la spesa nella busta. Sono le sette e la gente vuole rientrare a casa dopo il lavoro. Come dargli torto?

…quattro, cinque, sei…
Con l’accortezza che solo le mani nodose riescono ad avere con l’artrite, lei conta e conta ancora i centesimi. Il rumoreggiare si fa più forte e nervoso. Sembra quasi un ruggito sordo che aumenta con l'aumentare della fila.

...sette, otto...
“Certo che…” mi fa l’Amoremio.
“Dai, cerca di aver pazienza. Un giorno non tanto lontano anche tu…”
“Zitta, và!”
Per magia, tra le mani stremate dal tempo della signora compare una moneta da cinquanta centesimi e la porge con un sorriso radioso ad una sollevata cassiera.
Raccoglie, sempre coi suoi tempi, le monetine tirate fuori dal borsellino e poi inizia a contare accuratamente il resto.
Sembra non esserci via d’uscita.
Quando sembra che il pernottamento nel supermercato sia obbligatorio e stiamo pianificando un accampamento degno di Los, l’attempata coppia inizia a d allontanarsi dalla cassa lanciando un saluto alla cassiera e alla combriccola tutta.
“Spero che siano venuti a piedi” sentenzia l’Amoremio previdente e premuroso verso i vecchietti “Sai trovarseli per strada davanti che guidano a 5 all’ora?”
Ah.
“Ma no, dai. Abiteranno vicino.”
E invece no. All’uscita li troviamo ancora intenti a riporre la poca spesa nel portabagagli di una fiammante macchina cabrio.
Evidentemente quello in difficoltà deve esser lui, perché la vecchina lo aiuta a salire dal lato passeggero, poi sale alla guida e parte con una leggera sgommata.
Mi hanno fatto tenerezza, li ho immaginati a passare la vita insieme e a pretendere, ancora, la loro autonomia. Insieme.
 
Chissà come saremo noi da vecchi…

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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