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3 aprile 2006 1 03 /04 /aprile /2006 13:03

Continua la saga dei freak che popolano il mondo del fitness perugino, sempre a grande richiesta, si intende, visto il successo del capitolo uno.

Fiera e tronfia dell’arrivo della primavera, continuo con il mio imperversare in palestra incurante delle temperature che, speriamo a breve, stanno per innalzarsi fino a livelli luciferini. In fondo, quale migliore ambiente per ammirare la varia umanità?

Sembra che tutti si diano appuntamento lì per regalare al mondo il peggio di sé.
Anche se la mia palestra è fortemente atipica, piena di pazzi furiosi e allucinanti istruttori.
Andiamo?
3, 2, 1… partiamo!

Il sudato perenne
Visto che la bella stagione incalza, una volta a settimana per prepararmi al giro del lago Trasimeno corro un’ora sul tappetino. E sudo, cavolo, come tutte le persone normali farebbero. Normali, appunto. Cioè produco una quantità di sudore normale per un essere umano. Non faccio un lago. Lui, invece, sì. Suda, suda, suda, anche se corre ad una velocità da bradipo zoppo.
Suda toccando i tasti del tappetino, suda, suda gocciolando ovunque e ogni tanto scuote i capelli modello cane bagnato contaminando tutto il contaminabile. Bello. Sano. Pulito.

Il quanto-me-piacio
Conosciuto anche col nome di “quanto-so-figo-solo-io” si aggira allegro come un becchino con la dissenteria per la sala pesi ignorando chiunque la popoli indipendentemente dal suo aspetto fisico. Non ride mai, non alza mai lo sguardo dai suoi pettorali, non parla mai nemmeno per comprare l’acqua al bar. Fa a gesti, che mica si può mischiare con i comuni mortali. Fa i suoi esercizi senza emettere un suono, senza un gemito, senza uno sbuffo. Fisicato, fisicatissimo. Si rimira nello specchio, ma senza farsi notare. Così, con la code dell’occhio. Anche per notare gli altri che guardano lui.  Impossibile da rimorchiare ed impossibilitato al rimorchio e/o alla semplice conoscenza amichevole scopo chiacchierata. Canotta da muratore trendy e capello curato, credo sia la persona più antipatica della palestra.

Il culturista folle
Pompato, pompatissimo. Vestito con tutine improponibili che lasciano poco all’immaginazione o con canotte allucinanti, si sente John Cena e digrigna i denti allo stesso modo. Ammira sé stesso allo specchio con sfrontatezza ostentata e spesso fa a gara con i propri simili a chi muove più a lungo e ritmicamente i pettorali.
Non si fila chi, come me, non aspira ad un fisico da wrestler e non si ciba di bianchi d’uovo e proteine in polvere. Cafone  e mononeurotico, si ostina a non voler scaricare le macchine dopo averle usate e riempite con un equivalente del mio peso corporeo. Dietro di lui, poi, arrivo io. E come faccio?

Il sollevatore di grissini
Sguardo da chi è capitato lì per caso ed anzi non sa bene dove si trovi, mogliettina bianca del concerto Jovanotti / Carboni / Daniele di cui avevo rimosso l’esistenza da molto tempo ed estremità così sottili da far invidia alla fidanzata di Braccio di Ferro. Tenta in tutti i modi di sollevare pesi pari alle buste della spesa trasportate dalla casalinga media parlando al cellulare con l’amica che è dal parrucchiere, fallendo miseramente ogni volta tra sbuffi e grida simili alla sala parto.

E per ora che direi che basta, no?

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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