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28 dicembre 2005 3 28 /12 /dicembre /2005 18:02
Natale è passato e Capodanno si avvicina a grandi passi.

Ad essere fortunati, si sopravviverà anche quest’anno.
Al cibo, alla feste obbligata, alla socialità forzata.

Io quest’anno avrei solo voglia di starmene a letto guardando e riguardando il dvd che mi sono regalata da sola.
Sotto le coperte, con il caldo del piumone addosso e la mia gatta che se la ronfa soddisfatta, stiracchiandosi pigramente.

Le feste e la loro ipocrisia io le ho sempre odiate, fin da bambina.
Mi costringevano a passare un periodo di tempo esagerato col parentado di mio padre e col mio genitore maschio stesso, cosa da me ben poco tollerata allo stato attuale, figuriamoci da bambina quando tutto credi che sia dovuto.

Quest’anno poi le feste hanno un sapore triste.
Sono le prime senza la mia nonnina e tutto mi sembra strano, sciocco e vuoto.

Non posso nemmeno farmi vedere triste né in casa né fuori, chè tutti hanno problemi veri e più grandi dei miei, e guai a chi rompe.
In casa mia regna l’oblio sull’argomento, se non fosse per i piccoli gesti fatti di nascosto. Come mia sorella che tira fuori l’alberello finto che mia nonna ha fatto per 20 anni e lo mette nell’ingresso, perché con noi deve stare.

In silenzio.

E guardarlo mi riempe gli occhi di lacrime mentre cerco di immaginare le sue mani rugose, i suoi occhi. Mentre cerco di acchiappare nella memoria il suono della sua voce che mi chiama.
Non è facile spiegare il mio stato d’animo a chi non ha mai avuto un rapporto così intenso.
Basti dire che la notte di capodanno, finito il conto alla rovescia, mentre sul mondo imperversano i fuochi d’artificio e scorrono fiumi di spumante da poco prezzo, io e mia sorella, in qualunque parte del mondo fossimo, chiamavamo per prima la nonna Spina, come una gara non scritta a chi prima le augurava con un grido "BUON ANNO!"

A chi telefoneremo quest’anno?

Ma, a Dio piacendo, passerà anche il 31, e passerà la Befana, e passerà pure il giorno del mio compleanno.
Passeranno e lasceranno solo le tracce del troppo cibo o del troppo speso per soddisfare l'ansia da regalo ingustificata.

Si tornerà alla quotidianità, alla vita di tutti i giorni, al nascondersi dietro gli impegni del lavoro per non parlare, non ammettere la solitudine seppellita sotto una marea di impegni insulsi.
Torneranno le giornate frenetiche, senza tempo per pensare.
Arriverà la primavera, e magari rinascerò anch’io.

Sperando nel 2006…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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