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26 febbraio 2007 1 26 /02 /febbraio /2007 23:01

In una brutta canzone sanremese di qualche anno fa, il simpatico Toto Cutugno allegramente, come festosa e trascinante solo la sua voce sa essere, cantava: “Voglio andare a vivere in campagnaaaaaaaaaa!”.

Certo, chi non vorrebbe?

 

L’aria pura invece dello smog.

Tramonti mozzafiato.

Gli uccellini che ti svegliano la mattina invece del rumore di ambulanze e clacson assortiti.

Le stelle che sembrano vicine vicine, quasi da poterle toccare.

Il lago tutto luccicante in primavera.

Il profumo delle ginestre sulle colline in primavera, che ti riempe la casa

 

MA ANCHE…

 

Ragni grandi come palline da tennis, che una vedova nera in confronto è nana.

Moscerini. Moscerini. Moscerini.

La possibilità nemmeno tanto remota che una comitiva di cinghiali venga a campeggiare nel tuo giardino accanto alle begonie di tua madre.

Il dover prendere la macchina anche solo per andare a comprare il giornale visto che i mezzi pubblici sono inesistenti e tutto ti è lontano.

Rumorosi cacciatori che la domenica mattina alle nove decidono di andare a giocare all’uomo primitivo su per le colline di casa tua sparando a qualsiasi cosa si muova, loro stessi compresi. Spero.

E, soprattutto, la totale impossibilità di avere l’ADSL.

Non sei cablato, che ci vuoi fare?

La colpa non è di nessuno, se non di quei pidocchiosi della Telecom che hanno fornito delle comodità della vita moderna solo chi vive in città.

 

In principio fu l’ADSL SAT.

Cara.

Lenta.

Umorale.

Complicata.

Rompiballe.

E soprattutto, fornita dall’odiatissima TELECOM con cui ho un rapporto, come ricorderete, che dire conflittuale sarebbe riduttivo. Diciamo che in confronto, Bin Laden e Bush Jr. sono simpatici ed affettuosi vicini di casa che passano la domenica pomeriggio a fare il barbecue e a guardare la partita.

 

Rassegnata a passare l’ISDN, schiavizzata alla linea analogica, proprio quando l’umore era nero ed il fisico provato da tanta sofferenza, ecco una luce nel buio: ARIADSL.

AriaDSL è una compagnia privata che, tramite ripetitori di onde medie piazzati qua e là ti promette la navigazione a 4 mega facile, sicura ed ad un prezzo accessibile, tramite la semplice istallazione di una parabola sul proprio tetto.

Chiamo.

“Buonasera, vivo a XXXXXXX, c’è la possibilità di usufruire del vostro servizio?”

“Sisisiisi!!”

Bene, benissimo.

Stipulo un contratto flat.

Bartolini, dopo infinite traversie, mi consegna la parabola ben imballata.

Da montare.

Costringo mio padre ad impiegare il sabato pomeriggio sul tetto.

Facciamo un buco dalla soffitta a camera mia.

Viene il tecnico.

Tutto a posto?

E invece no.

Non va.

Non funziona.

Non c’è segnale.

Una qualche cazzo di verde e ridente collinetta umbra mi blocca il segnale.

Niente da fare.

 

A parte la grande delusione e il buco che ora troneggia sopra la mia libreria (da cui temo possano farsi strada orribili creature aracnidi), il punto dolente è uno solo: non ho alternative.

Non mi resta che aspettare che piantino un nuovo ripetitore sufficientemente vicino e potente da arrivare al mio tetto, indi rimontare l’antenna e pregare.

Intanto, mi godo la connessione analogica.

 

Aiutatemi…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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