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30 ottobre 2006 1 30 /10 /ottobre /2006 15:18

Il sabato pomeriggio d’autunno è un giorno placido, un momento di relax destinato al defatigamento del mio cervello mononeuronale e, volendo, anche allo shopping. Ma sempre nella massima quiete, sentendosi liberi e pigri come la mia gatta stiracchiante sotto il sole tiepido.

Mentre approfitto della bella giornata passeggiando per le colline umbre con la mia amica Babi e la sua pupattola di un mese o poco più, mi suona il cellulare: è mio padre.

Che, da vero tossico del calcio, si è ricordato solo ora di aver finito la ricarica del digitale terrestre.

E stasera c’è il derby!!!! Dai, su, vammela a comprare che io son a raccogliere le mele nel frutteto!

????

E dai!!!! Figlia degenere!”

Eccolo qui.

Lui gioca a fare l’agricoltore e io devo lottare in un supermercato di sabato per la ricarica.

Lo so, è ridicola la storia del digitale terrestre.

Inutile.

Anzi, disutile.

E’ pure di Berlusconi.

Ma trovo che per la mia vita sociale, vista la spiccata propensione ad ipnotizzarmi davanti a qualsiasi genere di documentario (anche quelli stile “Mbuti! Chi li ha inventati? Da dove vengono? Quanti ‘mbuti sevono per fare uno ‘mbuto? Su Rieduchescional Channel!”) verrebbe azzerata dall’arrivo di Sky nella mia vita.

Finirei a vedere il rituale di accoppiamneto dell'orsetto lavatore del Canada del sud il sabato sera, con la pupilla dilatata ed il sacchetto di patatine in mano.

Perciò, come palliativo, ho dotato di decoder e tesserina mio padre come regalo per il suo compleanno.

Così sta buono.

Evvai.

Vado al supermercato.

Prendo tre cosette, dribblando famiglie con ragazzine urlanti e coppiette pomiciose.

Mi metto in fila alla cassa.

Ovviamente, 853 persone in fila, due casse aperte.

Ovvio.

Aspetto paziente vedendo sfilare tonnellate di cibo.

E penso, come al solito, che l’80% di quello che si butta sono gli imballaggi dei prodotti, le confezioni sgargianti, il superfluo ingombrante.

Una coppia sulla cinquantina dietro di me, entrambi in tuta si lamenta della lentezza delle cassiere. Inizia un bel discorso edificante sull’economia rapportata agli ipermercati in cui io rimango spettatrice finchè la signora in tuta, tapina ignara, chiede: “Lei che ne pensa, signorina?”

“Guardi, io in genere vado al Penny Market* e questi problemi non ci sono!”

Mutismo.

Come troncare una conversazione.

Tutti in fila.

Ma, finalmente, tocca a me.

Tonno, prosciutto, robiolino…

Io:”Mi dà una ricarica della Mediaset Premium da 10?

Cassiera: “Ecco qui. Eh, da quando è iniziato il campionato ne vendiamo tante!

Uomo in tuta: “EH! I poveracci che non hanno Sky!!

Io:”E’ che non lo voglio fare. Sa (rido) vorrei mantenere una parvenza di vita sociale…”

Uomo in tuta:”Costa troppo, eh!!”

Io (rendendomi conto che è la seconda volta che mi dà allegramente della poveraccia):”Non è questo. E’ che guarderei sempre la televisione e invece la sera mi piace leggere o uscire

Uomo in tuta: “Leggere! Voi comunisti siete tutti uguali!!

Sbarro gli occhi.

Magari ho sentito male.

Ma l'arietta tronfia dell'omino in tuta mentre si alliscia i baffi è palese.

Io:"Grazie del complimento e buona giornata!"

L'uomo in tuta arriccia il labbro superiore, la moglie ride non vista.

Ma dai?

Non pensavo che dai mie tratti somatici si potesse risalire in maniera così evidente ad un’idea politica!

Eppure, pensavo di vestirmi anche abbastanza stilosa, almeno secondo Cosmopolitan!

 

Vado.

Sennò lo meno.

E picchiare le persone anziane sta brutto.

 

 

Ed il Milan ha pure perso…

 

 

* Delle mie avventure al Penny Market parlerò diffusamente più avanti

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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