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28 maggio 2010 5 28 /05 /maggio /2010 19:18
Vado in libreria per il mio solito giro, era un po’ che non ricapitavo perché di libri in lista di attesa ce ne sono sempre un buon numero. 
Ma per una new entry di valore c’è sempre posto, quindi chiedo: “Senti, ma visto che è uscito l’ultimo di Zafon, non è che per caso c’è l’edizione economica di “Marina”?” 
C’è la mia amica commessa appassionata di libri, che tra un pacchetto e una signora che chiede della Clerici mi risponde sicura senza alzar la testa: “Sì, guarda là. Ne è arrivato uno scatolone intero!”
Tutta contenta mi ci tuffo e… no, ho letto male. Non può essere. Sono sconvolta. SCONVOLTA! E’ dai tempi della notizia di Moccia come scrittore full time dei bigliettini nei Baci Perugina che non sono così fuori di me.
Ne prendo uno dallo scatolone e vado dalla mia amica: “Scusa, ma ci deve  essere un errore”
Lei: “No, il libro è questo. Perché?”
Io, attonita: “Tredici?????”
Annuisce, sconsolata. 
Ma  io non mollo: “Tredici euro l’edizione economica???? E che edizione economica è, se costa 26 mila lire????”
Le viene da ridere, ma si trattiene: “Dovresti vedere l’edizione economica del libro della Mazzantini: 15 euro!!!”
Mi sto irritando, non c’è niente da ridere: “Ma scusa, ma se l’edizione cartonata costa 18 che senso ha?”
Allarga le braccia in segno di resa: “Sono le case editrici, non dipende da noi. Mi dispiace…”
E lo so che non dipende da lei, e nemmeno dalla libreria. 
Però mi girano le ovaie vorticosamente.
C’è la crisi, c’è la crisi: ma le cose non dovrebbero scendere di prezzo se la richiesta è minore?
Non capisco, non capisco.
Esco, senza comprare nulla.
Che nervi.
In Italia non si legge, e quindi gli editori alzano i prezzi per rimettere almeno le spese.  A maggior ragione per autori che sanno di sicuro successo e di rapido accesso. 
Logico. 
Così, che geni, la gente li compra sempre meno. 
Magari si fa la tessera di una biblioteca, se sta in città e ce n’è una fornita. E andrebbe pure bene, anche se non fa per me.
Oppure non legge più nemmeno quel libro all’anno che è il minimo sindacale italiano per definirsi “lettori” di un certo livello,  e si rincitrullisce davanti alla tv. Almeno, signora mia, si risparmia.
 
Che mondo schifoso…
Vado in libreria per il mio solito giro, era un po’ che non ricapitavo perché di libri in lista di attesa ce ne sono sempre un buon numero. 
Ma per una new entry di valore c’è sempre posto, quindi chiedo: “Senti, ma visto che è uscito l’ultimo di Zafon, non è che per caso c’è l’edizione economica di “Marina”?” 
C’è la mia amica commessa appassionata di libri, che tra un pacchetto e una signora che chiede della Clerici mi risponde sicura senza alzar la testa: “Sì, guarda là. Ne è arrivato uno scatolone intero!”
Tutta contenta mi ci tuffo e… no, ho letto male. Non può essere. Sono sconvolta. SCONVOLTA! E’ dai tempi della notizia di Moccia come scrittore full time dei bigliettini nei Baci Perugina che non sono così fuori di me.
Ne prendo uno dallo scatolone e vado dalla mia amica: “Scusa, ma ci deve  essere un errore”
Lei: “No, il libro è questo. Perché?”
Io, attonita: “Tredici?????”
Annuisce, sconsolata. 
Ma  io non mollo: “Tredici euro l’edizione economica???? E che edizione economica è, se costa 26 mila lire????”
Le viene da ridere, ma si trattiene: “Dovresti vedere l’edizione economica del libro della Mazzantini: 15 euro!!!”
Mi sto irritando, non c’è niente da ridere: “Ma scusa, ma se l’edizione cartonata costa 18 che senso ha?”
Allarga le braccia in segno di resa: “Sono le case editrici, non dipende da noi. Mi dispiace…”
E lo so che non dipende da lei, e nemmeno dalla libreria. 
Però mi girano le ovaie vorticosamente.
C’è la crisi, c’è la crisi: ma le cose non dovrebbero scendere di prezzo se la richiesta è minore?
Non capisco, non capisco.
Esco, senza comprare nulla.
Che nervi.
In Italia non si legge, e quindi gli editori alzano i prezzi per rimettere almeno le spese.  A maggior ragione per autori che sanno di sicuro successo e di rapido accesso. 
Logico. 
Così, che geni, la gente li compra sempre meno. 
Magari si fa la tessera di una biblioteca, se sta in città e ce n’è una fornita. E andrebbe pure bene, anche se non fa per me.
Oppure non legge più nemmeno quel libro all’anno che è il minimo sindacale italiano per definirsi “lettori” di un certo livello,  e si rincitrullisce davanti alla tv. Almeno, signora mia, si risparmia.
 
Che mondo schifoso…
Vado in libreria per il mio solito giro, era un po’ che non ricapitavo perché di libri in lista di attesa ce ne sono sempre un buon numero. 
Ma per una new entry di valore c’è sempre posto, quindi chiedo: “Senti, ma visto che è uscito l’ultimo di Zafon, non è che per caso c’è l’edizione economica di Marina”?” 
C’è la mia amica commessa appassionata di libri, che tra un pacchetto e una signora che chiede della Clerici mi risponde sicura senza alzar la testa: “Sì, guarda là. Ne è arrivato uno scatolone intero!”
Tutta contenta mi ci tuffo e… no, ho letto male.
Non può essere.
Sono sconvolta.
SCONVOLTA!
E’ dai tempi della notizia di Moccia come scrittore full time dei bigliettini nei Baci Perugina che non sono così fuori di me.
Ne prendo uno dallo scatolone e vado dalla mia amica: “Scusa, ma ci deve  essere un errore”
Lei: “No, il libro è questo. Perché?”
Io, attonita: “Tredici?????”
Annuisce, sconsolata. 
Ma  io non mollo: “Tredici euro l’edizione economica???? E che edizione economica è, se costa 26 mila lire????”
Le viene da ridere, ma si trattiene: “Dovresti vedere l’edizione economica del libro della Mazzantini: 14 euro!!!”
Mi sto irritando, non c’è niente da ridere: “Ma scusa, ma se l’edizione cartonata costa 18 che senso ha?”
Allarga le braccia in segno di resa: “Sono le case editrici, non dipende da noi. Mi dispiace…”
E lo so che non dipende da lei, e nemmeno dalla libreria. 
 
Però mi girano le ovaie. Vorticosamente.
 
C’è la crisi, c’è la crisi: ma le cose non dovrebbero scendere di prezzo se la richiesta è minore?
Non capisco, non capisco.
Esco, senza comprare nulla.
Che nervi.
In Italia non si legge, e quindi gli editori alzano i prezzi per rimettere almeno le spese.  A maggior ragione per autori che sanno di sicuro successo e di rapido accesso. 
Logico. 
Così, che geni, la gente li compra sempre meno. 
Magari si fa la tessera di una biblioteca, se sta in città e ce n’è una fornita. E andrebbe pure bene, anche se non fa per me.
Oppure non legge più nemmeno quel libro all’anno che è il minimo sindacale italiano per definirsi “lettori” di un certo livello,  e si rincitrullisce davanti alla tv. Almeno, signora mia, si risparmia.
 
Che mondo schifoso…
 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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