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7 novembre 2005 1 07 /11 /novembre /2005 16:17

Non si sceglie dove nascere e dove crescere.
Dipende da dove ti lascia la cigogna.
E a me m'ha depositato qui.
In un villaggio di pescatori strambi, proprio davanti al Trasimeno.

Abitare in un paese ha i suoi svantaggi ed i suoi innegabili aspetti positivi.
Certo, io non l’ho scelto di vivere in un paese di nemmeno 800 anime, schiacciato tra il lago e la collina. Con il piccolo borgo di pescatori e la chiesa da un lato, il museo della pesca al lato opposto e la cooperativa dei pescatori col circolo a fianco, sede di interminabili tornei di tressette, dall’altro.

Paese di gente strana, il mio.
Artisti sui generis, tutti hanno una passione, un sogno, una particolarità.
C’è chi fa sculture solo con il legno dell’ulivo, chi insegna a rammendare le reti o raffinati punti di ricamo antico, chi studia da cantante lirica e la domenica mattina ti sveglia di soprassalto credendosi Violetta.
Chi suona, chi canta, chi balla.

Giusto per avvalorare la tesi secondo cui dentro al lago ci sarebbe l’uranio impoverito.

Come in ogni paese, tutti conoscono tutti e tutti conoscono te.
Tutti sanno tutto di tutti e anche dei parenti e conoscenti di tutti.
E molti si ricordano di te con le trecce, della tua prima cotta, di quando sei caduta dai pattini a rotelle e persino di quando sei caduta giù dai gradini dell’altare con l’acquasantiera in mano.
Bella prova.
Parecchi ti hanno visto andare di nascosto in due col motorino di un altro, chè tuo padre mica voleva ci andassi ed ora son botte certe.

"Te sei la figlia di Elio"
Sì, sì, sono io.
Bravissimo.

Il pettegulezzus interruptus è il virus più diffuso, altro che influenza aviaria.
Impossibile avere storie d’amore (o di sesso, peggio ancora: il pettegolezzo è più gustoso) clandestine e/o seminascoste.
Puoi andare anche in cima all'Everest.
Basta che si incontri un paesano in giro di tre passaparola e due sms lo sa tutto il paese. Comprese le zie streghe impiccione e che in pratica vivono dalla parrucchiera, il mostro del lago, l’edicolante, il postino ed i tuoi genitori. Che pensavano fossi al cinema con l’amica di infanzia timorata di Dio. Certo.

Quasi una società segreta, una confraternita impicciona, una famiglia un po’ troppo allargata, al paesello non si sfugge così facilmente, nemmeno andandosene lontano.
Tanto qui devi tornare.

Specie quando l’estate finisce, i turisti tornano a casa e da fare c’è davvero poco, lo sport nazionale è quello di origliare, occhieggiare da dietro le persiane di legno chiuse, andare a prendere il caffè dalla comare a fianco giusto per sapere delle corna del fruttivendolo e del vizietto del farmacista.

E poi, dimenticatevi i divertimenti: cinema solo quel che passa il convento, mostre nemmeno a parlarne, eventi culturali all'acqua di rosa (tipo "L'esposizione delle reti da pesca di inizio secolo" al blasonoato museo della pesca, presente anche sulla Lonely Planet, mica pizza e fichi!!!) e noia, noia, noia.  

Ma abitare in un paese non ha solo svantaggi.

Sono cresciuta selvaggia, al riparo dai pericoli, per strada sempre in bicicletta, divisa tra i campi e l’oratorio, figlia di un mondo che non esiste quasi più, annegato tra i palazzi, la tecnologia e la playstation.
E quando mia nonna è venuta a mancare, il paese c’è stato.
Era lì, presente.
E non solo al funerale, per vedere chi c’era, com’era la bara, se i fiori erano abbastanza belli e se eravamo sufficientemente afflitti. In due mesi e spiccioli mia madre non ha mai comprato fiori per il cimitero, perché dalla piccola fioraia del paese c’era chi c’aveva pensato, lasciando pagato per ricordare mia nonna.
Non è niente, è una cavolata.
Non è che lenisce il dolore.

Ma è il bello di vivere qui, di essere parte volente o nolente di qualcosa.

Di un qualcosa che assomiglia a Wisteria Lane in un certo senso, col suo sottobosco di piccole e grandi tragedie, di cose non dette, di orrori e di felicità. E bisogna adattarcisi. Anche se la vicina bussa con la scusa di portarti ad assaggiare il nuovo dolce di sua creazione (una bomba con una valenza calorica da sfamare un piccolo paese del terzo mondo per una settimana) invece vuol solo venire a vedere se tieni abbastanza in ordine, pazienza.
Succede.

Ed è anche bello così.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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