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9 gennaio 2014 4 09 /01 /gennaio /2014 08:48

comari.jpgNon guardo molto i notiziari ultimamente, non per mancanza di interesse specifico, ma perché a forza di sentire cattive notizie una povera donna incinta si sfastidia, specie sulle questioni politiche. Mi sembra giusto, no? Povera figlia mia, manco è uscita e già si deve sorbire tutta una serie di rogne e litigate, magari da Vespa o dalla Annunziata. E se poi esce e mi dice:"Ah Mà, ma dove mi hai fatto nascere?"

Non che avrebbe tutti i torti, sia chiaro. Per quanto possiamo far finta che vada tutto non dico bene, ma in maniera passabile, siamo e restiamo un paese allo sbando che cammina sul ciglio del dirupo.
Così mi ha sorpreso non poco sentire per caso mentre facevo colazione le dichiarazioni di Papa Francesco sui matrimoni gay; che, a sentir lui, sarebbero una opportunità educativa. Anzi, una nuova sfida.
Ecco, la mia prima reazione è stata quella di andare a controllare: non potevo aver capito bene. Eppure lo strillo che ho visto passare in sovraimpressione diceva più o meno così: "
Papa Francesco: Figli di separati o di coppie gay sono una nuova sfida educativa per la Chiesa".

La questione mi sembrava così assurda, specialmente per questo nostro paese: possibile che la Chiesa, l'istituzione conservatrice per eccellenza, possa essere più avanti del nostro brillantissimo governo? Possibile? Non volevo crederci, per quanto Papa Francesco possa starmi simpatico, mi è sembrato tutto un filino eccessivo.

Così mi sono un po' documentata e pare che a novembre (ma esce in sintesi solo ora) il Papa si si espresso a favore di una integrazione nella Chiesa dei figli dei gay e di quelli, oltremodo più numerosi, figli di separati che rappresentano appunto una sfida educativa. Quindi è corretto? La Chiesa, nella persona del suo capo nonché mentore nonché Dio incarnato in Terra la pensa così?

Nello specifico:

"La percentuale di ragazzi che studia nelle scuole e che hanno i genitori separati è elevatissima. Le situazioni che viviamo oggi dunque pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Come annunciare Cristo a questi ragazzi e e ragazze? Come annunciare Cristo a una generazione che cambia?"

 

Mah. Lavandomi i denti ho avuto occasione di chiedermi diverse cosette, la prima di tutte è: ma la Chiesa dove ha vissuto finora? Esistono tantissimi bambini figli di genitori separati, di genitori non sposati o che vivono in famiglie allargate, ma che nel frattempo sono diventati la normalità persino in un ambito sociale come quello italiano che vive inchiodato agli anni '50 ed alla famiglia del Mulino Bianco, dove la mamma si sveglia prima per fare una torta e sorride a 120 denti nel farla. Non che non possa esistere, eh. Una volta una mia amica mi disse che nella classe di sua figlia ci sono cinque bambini figli di separati e di come sia diventato una specie di status symbol.

Ma non posso far a meno di pensare al nipote di una mia collega, figlio di separati, che si è sentito dire dalla catechista che lui non aveva una famiglia. Bellina, eh? Io le avrei cavato gli occhi con le palline del rosario, la madre del bambino ha solo protestato e accontentato il figlio ritirandolo dal catechismo. Un cristiano in meno, olè. Forse Bergoglio ha ragione, in fondo.

La seconda è che, alla fine, i giornalisti scrivono sempre quello che gli pare per fare notizia e che basta che venga rilanciata una notizia per diventare virale. Un po' come le comari in piazza, ché vedono passare due persone che chiacchierano e sopra ci costruiscono una telenovela di 146 puntate che Beautiful gli spiccia casa. Papa Francesco a favore dell'integrazione dei figli di coppie omosessuali? Non mi pare l'abbia detto, però fa scena e fa vendere.

E di sicuro, in un paese come il nostro dove tutto è furiosamente immobile, serve a rendere brillante un personaggio che ha del buono, ma non è Che Guevara.

 

Es el marketing?

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Published by Phoebe - in sick sad world
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