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30 gennaio 2008 3 30 /01 /gennaio /2008 21:46
Io ho un pessimo carattere.
Lo dicono in tanti, la maggioranza della gente che conosco in ogni caso.
Poi magari mi vogliono bene, ma questo è un altro discorso.
Ho un pessimo carattere, è assodato.
Zero diplomazia.
Zero ruffianaggine.
Zero lecchinaggio.
Totale incapacità di stare zitta.

Alle medie avevo una professoressa di matematica idiota e presuntuosa.
Ogni volta che spiegava i problemi alla lavagna immancabilmente il risultato era diverso da quello indicato nel libro e lei, odiosa, tirava una riga nel libro e affermava tronfia: "E' un errore di stampa!". Tutti annuivano come un branco di pecore al pascolo nella verde Irlanda, sillabando Beee beeee mentre io dall'ultimo banco alzavo la manina e una volta presa la parola la sbugiardavo con un "A me torna" ed un sinistro brillio negli occhi.
Gelo in classe.
Sguardi di fuoco dell'insegnante colpita ed affondata.
Ovvio cazziatone a mia mamma il giorno dei colloqui.
Sua figlia è ingestibile.
E non solo perché mettevo la gomma da masticare tra i capelli di quella del banco davanti che aveva le tette grosse.
 
Non è che crescendo io sia migliorata, anzi.
Manco per niente.
Sia nei rapporti interpersonali che lavorativi ho la fame di "rustica" (per dirla alla perugina), di una con la lingua lunga che proprio zitta non ci riesce a stare nemmeno quando va contro i suoi interessi.

Non per niente all’esame di maturità trattai male il commissario di matematica incompetente e sosia pervertito di Michele Placido, riuscendo ad incassare un deludente 58 invece del dovuto 60.
Ma gliel’ho cantate, eh.
Puttaniere.

Per non parlare dell’Università, in cui il mio mal tollerare l’essere considerata un numerino qualunque da professori boriosi che consideravano la cattedra come la quinta o sesta attività della loro vita e per questo assolutamente marginale e irrilevante.
Ma, badate bene, è solo un caso che abbia rigato la Porsche del mio stronzissimo professore di Procedura Penale.
Un caso fortuito.
Passavo di lì.

Ora, a 32 anni suonati, ho imparato a mordermi la lingua biforcuta ed a incanalare la rabbia con la fitboxe e la corsa. Imparare a dominare me stessa e la mia necessità di puntualizzare facendo la maestrina dalla penna rossa non è stato facile, ed infatti spesso e volentieri emerge anche contro la mia volontà.
Tuttavia, per il vivere civile, evito “quasi” sempre la rissa.
Ma non per questo sono meno pericolosa…
Ecco perché vi consiglio caldamente di votarmi.
E subito.





Lo dico per voi…

PS. Se vi chiedete il perché della foto… vabbè, ve lo spiego un’altra volta!!!

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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