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9 dicembre 2007 7 09 /12 /dicembre /2007 22:10
Dopo tanto tempo, con la complicità di alcuni amici e per colpa della promozione di un negozio che merita, ieri sera sono stata a ballare in discoteca.

Ora, per i disattenti ed i neofiti del blog, ricordo che in giovine età mi sono pagata gli annosi studi universitari facendo la pr e che appena laureata sono andata in overdose da locali, che ho smesso quasi completamente di frequentare, se non in occasioni particolari.
Mi sono divertita, sono stata benissimo coi miei amici, ho riso, scherzato e ballato fino alle quattro del mattino in totale allegria.

Ma come sempre queste serate si rivelano per me grandi opportunità di studio della società italiana e della sua deriva incostante verso chissà non si sa. Ma niente di buono, secondo me, che mi ritrovo a guardare questi ggiovani con gli occhi di una vecchia zia zitella.

Boys & Girls
Ci sono delle ragazzine che fanno paura.
Ma davvero paura.

Vestite e truccate come una delle Pussycat Dolls in serata da acchiappo, con una malizia e un modo di fare sfacciato ed arrogante che assolutamente non i sono mai sognata di avere a vent’anni.
Nemmeno a trenta, se per questo. Su di me l’insicurezza ha sempre regnato sovrana, ma non è questo il punto e poi non si stava parlando di me! Le ho viste occhieggiare e flirtare sicure, emule di Paris Hilton, con il cocktail in mano e pronte a darla via en passant come se niente fosse. Almeno all’apparenza, sul resto non posso giurarci. 

Da contr’altare i maschi twenty something li ho trovati per lo più spaesati.
Qualcuno supertruzzo tamarro c’era, vestito con la canotta della salute bianca a coste su petto rasato (con la lametta rubata alla madre, probabilmente…), cappellino D&G e jeans sceso per far bella mostra dei boxer firmati. Che, tra l’altro, mi sa che non è più nemmeno di moda…

Ma la massa l’ho trovata molto più normale, così confusa da tanto sfoggio di grazie femminili da non sapere dove infilare le mani e molto più interessati a scoprire il loro punto di non ritorno alcolico piuttosto che qualche intimità regalata e, spesso, svenduta.

Special guest
Alla festa di Capodanno della discoteca, a dividere crostini di salsa tartufata, lenticchie e panettone con gli avventori ci sarà un ospite amatissimo e speciale: Fabrizio Corona.
Ai miei tempi a Capodanno potevi ritrovarti Gabriel Garko, Raul Bova e se c’avevi fortuna persino Alessandro Gassman
Ora Fabrizio Corona, un vero esempio di moralità, grazia e buoncostume per una intera generazione che non può certo essere ignorato. I suoi evidenti meriti sono sotto gli occhi di tutti.
L’annuncio dello speaker sulla presenza di cotanto essere è seguito da un urlo di gioia generalizzato del pubblico pagante che mi fa inarcare il sopracciglio. E mi passa per la mente un solo pensiero: non voglio procreare se questi sono i risultati, meglio l’estinzione della specie.
Ce la siamo proprio meritati.


Usi e consuetudini

Della Legge 160/2007 art. 6 comma 2  sulla distribuzione degli alcolici solo fino alle 2 di notte se ne strafottono tutti alla grande. Ci sono cartelli appesi, ma bar aperti fino alla chiusura. Tanto chi controlla??
Che sia una legge inutile, sbagliata e non efficace, studiata solo per tamponare un problema sociale come quello delle stragi del sabato sera e della stupidità di certa gente che si mette al volante ubriaca fradicia, non ci piove. Smettere di distribuire alcolici dopo le due è perfettamente inutile, specialmente se bar, autogrill e baracchini che vendono la porchetta possono continuare a farlo senza incorrere in sanzioni.
Ma il problema della guida in stato di ebbrezza resta, ed i fatti di cronaca che quasi quotidianamente invadono i telegiornali lo dimostrano.
E sì, lo so che l’avete fatto anche voi almeno una volta. Lo so bene.
L’ho fatto anch’io, ed è andata bene, ma non è una giustificazione.
Proprio no.

Non ho l’età.
Mi sembra chiaro, non c’ho più l’età per questi ambienti.
Come ha giustamente affermato Alessia in un momento di forte criticità "Mi sento la zia di questi scalmanati", come se questo genere di trasgressione ci facesse oramai solo sorridere.
Mi sono fatta un giro per il locale  e proprio al tavolo che era del mio staff c’era una combriccola di ragazzini del mio paese che il giorno della mia laurea non dovevano aver ancora finito le scuole medie inferiori. Che impressione ricordarseli all’asilo coi pantaloni corti e ritrovarseli lì completamente sbronzi mi ha fatto una certa impressione.

E dire che proprio a quel tavolo ho festeggiato i miei 23 anni insieme a tantissima gente. I miei amici avevano pure portato bottiglie extra di spumante e di superalcolici nascondendole sotto i cappotti per eludere i controlli della discoteca.
Fu una serata bellissima, divertente, con tutti i miei migliori amici intorno. La maggior parte di loro fa ancora parte attiva della mia vita, ma quella Phoebe non esiste più.

La ragazzina angosciata dall’esame di Procedura Penale si è trasformata nella donna di oggi, ma è stato bello strizzarle l’occhio ieri sera.


Con un sorriso affettuoso…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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