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21 maggio 2007 1 21 /05 /maggio /2007 23:54
Leggo.
Con voracità.
Qualsiasi cosa.
Così, nonostante la mia scarsa propensione per manuali di auto-aiuto, saggi pret-à-porter e libercoli miracolosi, mi sono fatta convincere da una mia amica a bermi tutta d’un fiato un’interessante pubblicazione di Giulio Cesare Giacobbe: “Come diventare bella, ricca e stronza”.
In fondo, capirete, 124 pagine non è che siano un monte insormontabile.
Così mi sono buttata, complice una giornata passata a costruire scampoli di abbronzatura estiva.
Anche perché la seconda di copertina lo definisce pomposamente come una sorta di “Principe” di Machiavelli (mica pizza e fichi) ad uso e consumo delle donne, capace di rivelare cosa gli uomini davvero vogliono e come tenersi il partito dei propri sogni.
Addirittura?
Cavolo!
Come perderselo?

Apro una parentesi: questo libro me l’hanno prestato e costa € 12,00. Visti i prezzi dei libri, credo che cambierò presto vizio e inizierò a sniffare.
Leggere costa troppo.
Davvero.
E non ci sono promozioni o sconti che tengano.
Ce l’avete il numero di uno spacciatore?

Ma torniamo a noi. Il libro parte bene, benissimo.
Di divide in tre parti, correttamente divise in come diventare:
- bella
– ricca
– stronza.

La più corposa ed interessante è la prima parte, molto divertente e sarcastica. Da essa emerge a chiare lettere la professione reale dello scrittore: lo psicologo.
Essere belle?
Si può, tutte possiamo esserlo.
Che problema c’è?
Basta che cominciamo finalmente a credere in noi stesse, superando gli stereotipi e le fisime che noi stesse in quanto genere femminile ci siamo imposte ed abbiamo reso celebri ed inarrivabili attraverso le riviste patinate e la moda.
Mmmm… ma a imporre questi modelli sono state le donne o gli stilisti gay?
Ok, non importa, non tergiversiamo.
Taglia zero? Macché, all’uomo non importa.
Sedere station wagon? Sciocche, all’uomo piace proprio così!
Complessate dal seno piccolo?


Vabbè, non è che a tutto ci sia un rimedio, non siamo in un film americano degli anni cinquanta… accontentatevi, donne!
Alla fine, insomma, ogni donna è bella se si crede bella, se sa riscoprire e rivalutare la propria sensualità sepolta viva dal femminismo sciocco fatto di reggiseno bruciati in piazza e di tentativi di omologarsi all’esser maschio.
Una omologazione verso il basso, sia chiaro.

Il luogo della bellezza, ci ricorda Giacobbe, non è il corpo bensì la mente.
La vera bellezza è questione di autoimmagine: se crediamo di essere belle, automaticamente lo siamo. Ora, è sicuramente vero e provato che la sicurezza rende belli, valorizza e amplifica anche dove c’è poco da stare allegri. Però, sia chiaro, non fa miracoli.
Anzi, nel caso della chiattona, ti rende un’icona.

Una volta che vi sentite sicure di voi, è il momento di tirare fuori la libido che c’è in voi.
Basta fare le educande, se vi volete tenere non un uomo qualsiasi, ma quello dei vostri sogni, dovete darvi da fare e diventare delle regine del Kamasutra. Ritrovare la seduttività delle donne di una volta, coperte di crinoline eppure arrapanti.
Mignotte, ma con candore.
Facile, no?

Poi però il libro si perde in una serie di luoghi comuni così tremendamente comuni da risultare insopportabili persino a me.
L’uomo? L’uomo è una creatura sempliciotta, intrappolata nella routine lavoro/sesso/cibo. Tutto il resto è noia.
Il tradimento? Normale, normalissimo, nonché completamente avulso alla sfera dell’affettività. In fondo, fisicamente parlando, l’uomo produce miliardi di spermatozoi  a botta, mentre una donna al massimo una coppia di ovuli al mese.
Capite come sia logico per un uomo volare di fiore in fiore… non solo logico, naturale!!!
Gli uomini vogliono solo una creaturina scema che li accondiscenda e gli faccia credere di essere meravigliosamente belli ed intelligenti.
Insomma, una donna meno neuroni ha, meglio è.
Ma è davvero così?

Il libro è ovviamente scritto in chiave ironica, anche perché non è scritto da una zitella con le ruote, bensì da un uomo. C’è incomunicabilità tra i sessi, è vero.
Confusione di ruoli.
Gli uomini sono davvero tutti tori al pascolo alla ricerca sempre di nuove mucche da montare e pronti a scappare una volta finito il tutto?
C’è solo questo?

Tuttavia, l’ironia tanto sbandierata per tutte le 124 pagine non basta a compensare l’inconcludenza e la ripetizione vana dei concetti. Per non parlare della banalità con cui vengono trattate paranoie umane e canoniche differenze uomo/donna.
Certamente riduttivo.

Non posso dire che sia un’opera geniale, e certamente non è assimilabile al buon vecchio Niccolò, ma può essere certamente da spunto per una riflessione.
Siamo tutti ossessionati dalla ricerca dell’altra metà della mela. Bramiamo una persona “perfetta” per noi e desideriamo esserlo noi stessi.
Perfetti.
Come la Barbie, come i protagonisti di Beautiful.
Come Brad Pitt ed Angelina Jolie.
Siamo ossessionati.

Dimenticando la bellezza vera.
E se questo libro, riscoprendo e ribadendo l’invenzione dell’acqua calda, può far riscoprire anche solo ad una donna (o ad un uomo, perché il complessato del nuovo millennio è proprio il sesso forte) la fiducia in sé stessa e la consapevolezza di esser bella anche con quel rotolino lì… ben venga!
C’è da precisare che con me non ha funzionato.
Ma, cari lettori voi lo sapete, io sono patologica.

Forse per qualcuno do voi c’è ancora speranza…

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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