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2 settembre 2010 4 02 /09 /settembre /2010 23:07

Me ne stavo al mio bar all’aperto preferito davanti al lago a prendere l’aperitivo con l’Amore mio, domenica mattina. 
Belli rilassati, occhiale da sole, spritz e brezza lacustre.
Cosa può mancare?
 
Ecco che nel clima semi-desertico del post vacanza arriva una comitiva rumorosa.
Sono tanti, chiacchierano ad alta voce e  l’età media sarà… sarà… oddio, sarà almeno 75 anni!
La garrula comitiva si siede e si accomoda.
Saranno almeno 15 persone, gli uomini col cappello e le signore con la maglina di cotone a maniche lunghe che è rinfrescato un po’, cocca mia.  Si accomodano, sempre rumorosamente, ed impegnano la cameriera coi dread in un match di lotta grecoromana per le ordinazioni.
Un’orzata? Due? Tre? O due?
Tu che prendi?
No, l’aperol no che mi pizzica. Meglio un crodino, via.
Facciamo due. Ma sennò bianco ce l’ha? E arancione?
Uno spumantino per me.
Giovanni, si dice prosecco!
Agata, io lo chiamo come mi pare. Vero signorina che va bene anche spumantino?
Anche per me.
Pure io via.
Oddio, non so che prendere.
Il succo di mirtillo ce l’ha? Dicono che fa bene alla vista!
Maria, è un po’ tardi, no?
Mentre torturano la capelluta cameriera ben oltre i limiti della Convenzione di Ginevra io e l’Amore mio li osserviamo stupiti.
“Chissà, magari tra trent’anni saremo come loro!” la butto là io divertita ingurgitando capperi freschi e patatine. “Vedi? Io sarà come la signora con la camicetta viola e i capelli tutti bianchi. Odio chi si tinge i capelli a quell’età. E poi guarda come mette a posto il marito!”
“Eh, allora non mi resta che essere il povero signor Giovanni. “ mi fa eco l’Amoremio “Però, fa pure il provolone con la cameriera!”
“Sì, sei proprio tu!” rispondo stizzita.”E quella signora con la magliettina leopardata e i braccialetti? Non ti ricorda C.?”
Terminate più o meno le ordinazioni, la cameriera se ne va distrutta a svenire in un angolo e la combriccola inizia a discettare di cellulari. Surreale.
“Guarda quello con le bretelle e l’aria da scout!” mi incalza l’Amoremio “Tale e quale a M.!!! chissà se c’avrà pure la bici da qualche parte!”
“E quella accanto a lui? Con gli orecchini viola e il capello riccio? Non è precisa a V.? EPer non parlare di quello con gli occhiali da vista ipertecnologici… ”
“Ah, quello è R. di sicuro!! E quella con il cagnolino al guinzaglio e il golfino sulle spalle? Ma è certamente R.!!!”
“E quella con la camicina azzurra ben stirata e i capelli rossi a caschetto? E’ J., non ci sono dubbi!”
“E quello con la pancia? Chi è?”
“Mah, secondo me è R., che nel corso degli anni abbandonerà lo spinning e diventerà un sedentario! Quello secco secco e pallido invece è F.! Preciso!”
E via così, a rintracciare somiglianze con i nostri amici, che non son certo meno casinari della comitiva che ho di fronte.
Ridendo dei loro e dei nostri difetti, immaginando il futuro.
Chissà dove saremo tra trent’anni. Sarà più o meno il 2040, le macchine (forse) voleranno e per telefonare basterà toccarsi un orecchio.
Chissà se saremo ancora così, capaci di crescere insieme nonostante fidanzamenti, spostamenti, bimbi e case da pulire, lavori impossibili e capriole assortite.
Sarebbe bello essere ancora vitali, con la voglia di vivere e l’energia di questi allegri nonnetti, che nel frattempo hanno iniziato a parlare di politica litigando tra loro a male parole.
Chissà se avremo la forza ed il coraggio di non perderci per strada. Di capirci e sopportarci sempre.
Chissà se capiremo ancora il mondo intorno o restermo ancorati alle tecnologie della nostra gioventù incapace di adattarci ad un’interfacci neuronale.
Magari.
 
Arriva la cameriera ed ovviamente le ordinazioni non tornano.
Non importa, signorina , facciamo che ci porta anche una  bottiglia di spumantino così siamo tutti contenti!
Giovanni, prosecco!
Agata!!
E lascialo stà!
Porti, porti.
E si sieda con noi, così ci racconta come si fanno ‘ste treccine.
Ma si lavano?
Le posso toccare?
Artemio, che dici!!!
Me le porta le noccioline? Ma non tanto salate, eh!
 
Ce ne andiamo, lasciandoli alle loro ciarle. A parlare di nipoti, cellulari e dreadlock.
Ce ne andiamo sorridendo, perché a volte la vita ti sorprende.
 
E forse il mondo non è così brutto…

Ps. Se non si fosse capito, questa è una dichiarazione d’amore ai miei amici. Tutti quelli importanti, che ci sono sempre, anche se non citati qui espressamente. Così, perché mi andava.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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