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12 maggio 2011 4 12 /05 /maggio /2011 13:35

La moda, il marketing e la pubblicità sono, senza alcuna ombra di dubbio l’oppio dei nostri giorni. Prima c’era la religione, la necessità di garantirsi un appartamentino terrazzato in paradiso, la voglia di essere pii almeno all’apparenza. Insomma, il cattolicesimo era uno status symbol: se non eri all’altezza, era un problema tuo.
Oggi lo stesso ruolo lo riveste l’apparire: la moda, lo stile, il fashion. Se non siete all’altezza, niente, è un problema vostro. Siete out, non passerete mai un colloquio per un lavoro, vi fidanzerete co,l ragionier Fantozzi e potrete al massimo candidarvi nel PD.
Se siete donne, chiaro.
Altrimenti se siete uomini state tranquilli: potete sempre diventare Mark Zuckerberg.
 
Mi sembra di star sempre a parlare di prevaricazione e pregiudizi noi confronti delle donne, to diventando monotona. E’ che spesso queste distorsioni nascono proprio da noi donne. sì, proprio da noi che dovremmo fare muro compatto, difenderci, cercare di eliminare i pregiudizi. Una può essere simpatica anche se non si depila le ascelle, per dire.
Perché mi faccio queste domande, vi chiederte.
Presto detto. Mentre riflettevo sia su come attuare praticamente la fusione a freddo dell’atomo per preservare il pianeta sia sul grande svantaggio in termini di resistenza all’urto con i bordi delle confezioni del latte di soya dei sacchetti di simil-plastica fatti col mais, mi sono imbattuta nella classifica ufficiale di Glamour UK sulle 100 donne meglio vestite del 2011.

E sapete chi troneggia al ventunesimo posto, prima di due gnocche rifinite come Keira Knightley e Eva Mendes?
Indovinate??
Suri Cruise.
Anni 5.
Cinque.
C-I-N-Q-U.E.
CINQUE.

Figlia (naturale? Mah, solo Scientology può saperlo. Io la mano sul fuoco non ce la metto…) di Tom Cruise e Katie Holmes, la piccola Suri è già saltata agli onori della cronaca per il suo amore per la moda e per i tacchi (!!). Ora, la bambina è indubbiamente molto molto carina e capisco il gusto tutto anglosassone per le allucinanti Little Miss, ma questo non giustifica l’inserimento di una creatura in età prescolare in una classifica del genere.
Ah, per la cronaca le vincitrici sono Emma Watson e Cheryl Cole.
De gustibus.

Non vale  giustificate la scelta con la ricchezza del guardaroba della pupa e col suo gusto: la trovo una cosa insensata, esattamente come il fatto che la piccolina possieda una borsa che costa come lo stipendio di un adulto.
E così come trovo insensate quelle madri che vestono i propri bambini con marche prestigiose per farsi belle coi vicini e coi parenti.
 
Guarda che bel giubbino Ralph Lauren.
Vedi che bel vestitino? E’ Liu Jio!
E la tuta? Solo Deha, ovvio!
 
Non sono madre, non posso giudicare.
Ma mi sembrano tutte cazzate.
Posso capire che per i figli niente è mai abbastanza, ma renderli schiavi della moda a 5 anni è aberrante. Gli unici tacchi che una bimba dovrebbe indossare sono quelli della mamma, mentre gioca  a travestirsi da grande con le amichette. Non trovate anche voi?
I bambini devono sporcarsi, giocare, correre, andare in bicicletta. E sono molto più contenti di farlo con una maglia dell’Uomo Ragno comprata al mercato piuttosto che con una magliettina La Martina.
Ma, come mi è stato detto da una genitrice assai fashion, non sono madre e non posso capire.
Stando così le cose non lo voglio nemmeno.
 
Preferisco…

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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