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8 luglio 2009 3 08 /07 /luglio /2009 14:34

Partiamo, partiamo, partiamo!!!!
La nostra prima vacanzina insieme, dopo un periodo intenso e sempre di corsa. Un periodo bellissimo, ma anche duro e difficile, di assestamento e di milioni di cose a cui pensare.
Insomma, una vacanza ce la meritiamo proprio, anzi ne abbiamo proprio bisogno.

Volo Ryanair da Perugia, partenza venerdì pomeriggio. Comodo e molto economico.
Il volo va benissimo, unica cosa l’equipaggio di folli. Primo, parlano un inglese incomprensibile e un italiano maccheronico. Poi cercano di venderti qualunque cosa a prezzi assurdi, dall’acqua all’hotdog, passando per il meraviglioso “Scratch & Win” annunciato dal suono della trombetta in mono. Davvero trash, ma il biglietto costa così poco che non fa nulla.
E poi noi siamo felici.

Arriviamo a Girona, bagaglio velocissimo ed intatto, autobus per Barcellona a € 21,00 a/r ready to go.
Approfitto dell’ora necessaria per tirare fuori la mia Lonely Planet e tutti i fogli che mi sono stampata da Internet. Blatero di ristoranti quando nella conversazione si inserisce la coppia seduta al nostro fianco.
Facciamo la loro conoscenza e scopriamo che si tratta di una coppia di diplomatici che ora lavora ad Ankara, ma hanno vissuto per 4 anni a Barcellona e stanno andando a trovare degli amici.
Parte una conversazione fatta di posti da visitare, ristoranti e paella, ma anche di Turchia (una mia passione, mia prossima meta di sicuro), politica ed economia. Insomma, il viaggio scorre velocissimo e in batter d’occhio siamo a Barcellona.
Scendiamo alla Estaciò del Nord e prendiamo la metro, facendo il comodissimo biglietto multiplo T-10 a € 7,70 come consigliato in tutti i forum di viaggi.

Arriviamo al nostro albergo, prenotato su lastminute.com per un prezzo così basso da non farmi dormire la notte al pensiero di scarafaggi grandi come gatti che salutano con la zampetta, e con nostra immensa sorpresa scopriamo che l’AC Diplomatic è bellissimo. La nostra camera ha un bagno ricoperto di marmi grande come un salotto ed è tutto squisitamente minimal chic e ultramoderno. Non solo, è anche nella parallela di Passeig de Gracia e possiamo arrivare a piedi alle Ramblas in un minuto.
Usciamo e andiamo a cena in uno dei ristoranti consigliati dal diplomatico, La Barca Del Salamanca alla Barceloneta. Dopo cinque minuti di fila ci fanno sedere all’aperto proprio sul porto e ci portano pane, aglio e pomodoro (tipico catalano, dice la mia Lonely Planet) e salame sott’olio per intrattenere la fame. Ovviamente ordiniamo paella per due e basta, vista la dimensione enorme delle porzioni.
Servizio velocissimo e simpatico, paella buonissima e crema catalana spettacolare. Assolutamente da 10! Mentre ci godiamo il fresco, un nostro vicino di tavola ci spiega in un italiano stentato ma discreto il procedimento per fare la crosticina alla crema catalana e iniziamo a chiacchierare. Costo della cena in totale € 38,50 per due persone, manco una pizza o poco più.
Passeggiamo per il lungomare, allietati da uno spettacolo pirotecnico e dai mille soggetti strani che incontriamo.
Siamo felici ed innamorati e Barcellona canta con noi.

Primo giorno di marcia, usciamo presto e facciamo colazione in un bar ristorante vicino all’albergo, il Tapa Tapa: posto carino, cappuccino accettabile e prezzi popolari. Ci stupiamo del fatto che molti spagnoli facciano colazione con panino e birretta. Burp.
Partiamo alla volta della Sagrada Familia, opera simbolo di Gaudì, non prima di aver ammirato casa Batlò (la mia preferita tra le case del folle architetto). Con la metro in un attimo siamo arrivati alla nostra meta. Io l’avevo già visitata e l’ho trovata molto cresciuta, l’Amoremio ne è rimasto folgorato. Sempre con l’aiuto della mitica Lonely Planet ci addentriamo nel simbolismo e nella meraviglia della cattedrale incompiuta. Ci avviciniamo all’ascensore dell’ingresso per salire su una delle torri, ma c’è un’ora di fila e  più. Riluttanti rinunciamo e continuiamo il nostro giro.
Dopo aver ispezionato la navata della passione ci accorgiamo che esiste un altro ascensore proprio lì accanto e che non c’è nessuno. Ci avviciniamo alla ragazza che lo fa funzionare e per € 2,50 a testa saliamo. Chiedo lumi alla ragazza e lei ridendo risponde: “La gente si ferma tutta all’ingresso, è sciocca”. Meglio per noi, penso, ma voi segnalarno no, eh?
Il panorama è bellissimo ed è affascinante vedere gli operai che brulicano sui tetti come formiche. Non date retta a chi dice che non ne vale la pena, salite e vi renderete conto dell’imponenza e della meraviglia, dell’emozione che può causare vedere costruire un’opera di questa portata.

Alle undici, sfidando un caldo che inizia a diventare asfissiante, riprendiamo la metro e andiamo a Park Guell. Nell’idea del ricco Don Guell, questo parco sarebbe dovuto diventare la zona residenziale della borghesia alta della Barcellona dell’inizio del 1900.
In realtà le idee troppo innovative di Gaudì finirono per trasformarlo in un fiasco commerciale e l’unico abitante del parco (divenuto tale negli anni’20) fu proprio il celebre architetto che vi abitò per il costo di una peseta. Il suo drago, le sue panchine e le sue forme stranissime incantano tutti gli animi, stremati per la salita affrontata. Un consiglio: se andate con la metro non scendete a Lesseps dove vi aspetta una salita degna di Pantani, ma alla successiva Vallcarca dove l’ascesa è aiutata da comode scale mobili.

Dopo foto di rito, esplorazioni e varie, decidiamo di andare sulle Ramblas a mangiare. Di nuovo metro e discesa a Liceu, davanti al famoso mercato della Boqueria.
Entriamo e siamo subito affascinati dai colori e dalla confusione. Compriamo pane, serrano e due frullati e andiamo a mangiare sulle panchine davanti alla Cattedrale.
Qui, all’improvviso, mi accorgo che sono stata rapinata del portafoglio.
Che conteneva TUTTO.
TUTTI i soldi che avevo e TUTTI i miei documenti.
TUTTI.
TUTTO. TUTTO. TUTTO.

Rimango in preda ad una crisi di nervi che nemmeno l’Amoremio riesce a calmare del tutto.
In lacrime ci dirigiamo alla stazione della Guardia Urbana.

…continua…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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