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14 luglio 2009 2 14 /07 /luglio /2009 11:04

..continua dalla puntata precedente.

Andiamo alla Guardia Urbana sulla Rambla e già immagino di dover fare due ore di fila.
Invece un funzionario pettinato da punkabbestia che credo parli tutte le lingue del mondo incluso ladino ed l’esperanto  ci accoglie con moduli prestampati da compilare con le generalità e da riempire mettendo crocette accanto a quanto è stato rubato.
Wow…
Mi spiega tutto il da farsi, e mentre l’Amoremio blocca carta di credito e bancomat.
Mi sento una perfetta idiota e sto per scoppiare in lacrime.
In cinque minuti il punkabbestia ci butta fuori, redarguendoci però sulla porta: “Attenti, la Ryanair potrebbe non farti ripartire senza documenti!”
Ah, bene.
Benissimo.
Ora pure questa ci mancava!

Bastardi! Rimambro all'improvviso che una amica di mia sorella si è fatta un viaggio in autobus di 14 ore proprio a causa della Ryanair che non l’ha fatta salire con la denuncia dopo uno scippo.
Panico.

Andiamo al Consolato Italiano (per fortuna vicinissimo al nostro albergo), ma ovviamente di sabato è chiuso!!!!
Per fortuna ci sono indicazioni chiarissime:
1) attenti agli scippi
2) se vi scippano i documenti, fare la denuncia alle autorità spagnole. E’ possibile riprendere l’aereo con la denuncia.
3) Attenzione!!! Se volate Ryanair ci vuole copia della carta d’identità.

Ma vaffanculo Ryanair!

Chiamo i miei (che non volevo informare dell’accaduto per vari e chiari motivi) e me ne faccio inviare via fax una copia all’hotel via fax.
I miei genitori e mia sorella, in evidente stato isterico, mi richiamano per informarmi che no, nemmeno questo basta, ci vuole un documento sostitutivo che solo il Consolato può produrre.
Cerco di respirare senza farmi venire un attacco di panico.
Chiamiamo il numero di emergenza del Consolato (appuntatevelo se andate a Barcellona, è il 659790266), mi risponde un signore gentilissimo e disponibile con cui  prendiamo appuntamento per lunedì mattina.
Almeno questo è risolto, almeno credoe  spero, ma complice i miei genitori che dall’Italia non la smettono di chiamare manco stessi all’ospedale mi viene una crisi isterica e scoppio a piangere dalla frustrazione.

Rientriamo in albergo, mi faccio una doccia calda ed una dose doppia di coccole dell’Amoremio, che si dimostra ancora una volta (semmai ce ne fosse stato bisogno e non ce n’era) non solo l’uomo della mia vita ma anche una persona eccezionale che sa sanare le mie frustrazioni con un abbraccio.

Decidiamo di uscire (siamo o no in vacanza??) e approfittare del Montjuïc de Nit, la notte bianca di Barcellona. Ci sono i mezzi gratis e decidiamo di andare a vedere un concerto gratis davanti allo Stadio Olimpico. Lo Stadio si rivela essere una bella una costruzione attorniata da un parco a dir poco singolare e su cui troneggia la fiaccola olimpica, reliquia delle Olimpiadi del 1992.
Vediamo quindi il Palazzo del MNAC e il castello del Montjuïc (inquietante), scendendo poi dalla collina per andare a vedere un classico per turisti: la Fontana Magica.
Situata vicino a  Placa de Espanya, lo consideravo un trappolone per turisti anche grazie all’adorazione che me ne aveva fatto mia madre. Invece devo dire che si tratta di un bello spettacolo di luci e musica, molto suggestivo. Ecco, venti minuti bastano però.
Ascoltiamo un concertino jazz e inizio finalmente a rilassarmi un po’. Riprendiamo la metro e torniamo in albergo.
Questa giornata mi è sembrata senza fine, mi devo riposare.

La mattina andiamo a fare colazione in un bellissimo e piccolo caffè, “Il caffè di Francesco” affollato nonostante alle nove di mattina di domenica Barcellona sia meno trafficata di San Feliciano. Il posto è tipicamente italiano, con cappuccino buonissimo e paste strepitose. Ecco, pure il conto è strepitoso, nove euro per due cornetti e  due cappuccini: evviva Francesco, eh!

La nostra destinazione mattutina è la Fundaciò Joan Mirò. Prendiamo la metro fino a Placa de Espanya e poi l’autobus 50.
Il posto è bellissimo, le opere uniche, così decidiamo di fermarci tutta la mattina.
Siccome noi italiani siamo discreti, non posso fare a meno di notare una famigliola napoletana in libera uscita: padre, madre e figlia sui cinque anni. La vera peculiarità della famiglia è la madre, donna mora e longilinea, con trucco, parrucco e abbigliamento alla “Uomini e Donne” che va vociando per il museo manco fosse a casa sua.
Mi siedo su uno dei divanetti per ammirare meglio un’opera particolare quando lei decide di farmi l’onore della sua compagnia.
Lei: “Ehhhhh! Ma certo che sto Mirò… mica era tanto bravo  a disegnare, non si capisce niente!
Io: “?????
Lei: “Massssìììììììì! C’ha avuto proprio culo che gliel’hanno pagati così tanto questi scarabocchi!” 
Io: “Ma veramente…”
Lei: “Ehhh… sai che faccio” e allunga una pacca con la mano sulla mia gamba “quando torno in Italia comincio a far girare gli scarabocchi di mia figlia. Non si sa mai!
Io (inorridita): “Ma che dice??
Ma lei si alza e se ne va, lasciando dietro la scia di Chanel n.5 taroccato.
No comment.

Riprendiamo l’autobus n. 45 che ci scende a Placa de Catalunya. Devo dire che il biglietto multiplo integrato T-10 si è rivelato utilissimo e comodo.
Pranziamo con un gelato passeggiando per la bellissima piazza, mentre io da lontano occhieggio El Conte Inglés e sogno la mia carta di credito.
Mi viene da piangere… ci sono pure i saldi, uffa.
Mi dico che io, no, non sono consumista, ma l’Amoremio sembra leggermi nel pensiero perché sghignazza da dietro il cono.

Rientriamo in albergo perché la temperatura e l’umidità rischiano di stroncare un cavallo, ci riposiamo per un paio d’ore e alle sei siamo a spasso per le Ramblas.
Quali altre avventure ci aspettano?

…continua…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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