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30 giugno 2009 2 30 /06 /giugno /2009 17:21

Quando muore qualcuno in modo violento o inatteso, specie se giovane inspiegabilmente si innesca un automatico processo di rapida beatificazione.
Se poi questo qualcuno è una popstar a livello galattico, re dei tabloid suo malgrado, l’effetto è quello di santo subito.
Venerdì è venuto a mancare Michael Jackson, superstar e icona della musica, ma anche di tutto quello che è pop in senso ampio. E anche trash, diciamocelo.
Su di lui si è scritto tutto ed il contrario di tutto. E, purtroppo per lui, anche parecchio di più.

Chi non conosce i Jackson 5 e la sua infanzia infelice con un padre violento?
Chi non è al corrente dei processi, delle chiacchiere sulla sua sessualità e sulle accuse di pedofilia?
E il matrimonio con la figlia di Elvis? E quello con la (orribile) tata? Ma non erano vergini entrambi?
E i figli, dai nomi strani ed impronunciabili? Che fine faranno?
Chi non ha scosso il capo davanti alle sue trasformazioni, le mille operazioni di chirurgia e gli sbiancamenti violenti della pelle? No, non è schiarimento della pelle, è vitiligine! Dici? Boh! Mah!
Una vita vivisezionata quotidianamente da stampa e tv. Per l’amor del cielo, meglio che lavorare in miniera eh, ma non credo sia molto piacevole specie se non si ha il carattere adeguato. Pure Madonna, donna con le palle per antonomasia c'ha i suoi problemini, figuratevi chi non è corazzato a dovere.
Se è vero che MJ è stato sempre un personaggio controverso per quello che poteva riguardare la sua vita privata, artisticamente è impossibile non riconoscerne i meriti.
La musica pop, la danza e anche la moda sono state profondamente influenzate dal suo talento, così tanto da poter essere considerato il vero re del pop.
Ho sentito tanti in questi giorni, al bar o in palestra, piuttosto che in ufficio o alle poste, definirlo uno svitato, uno strambo, un pervertito.
MJ aveva tanti difetti, ma il più grosso era certamente quello di essere una persona infelice.
Infelice nel suo crescere e diventare uomo, nel voler essere Peter Pan a tutti i costi nel suo ranch protetto e favolistico. 
Infelice
nel voler essere quello che non era, infelice nella sua solitudine e nell'abbandono dei suoi cari.
Infelice, tra sciacalli assetati di soldi e del suo talento e media assetati del suo sangue e della sua vita.
In fondo, che c’è di diverso tra schiarirsi la pelle e rifarsi le tette? Niente, eppure le voci più impensate e fantasiose si sono inseguite per anni, alla ricerca del pruriginoso.

MJ dorme in una camera iperbarica.
MJ molesta i bambini.
MJ schiarisce la pelle con la varichina. No, con la colla vinilica.
MJ è gay.
MJ è bisessuale.
MJ è vergine.
MJ è un alieno.
MJ non è morto ma è che Bob Marley e Elvis Presley a fumarsi una canna su Marte.

Ed ora gli stessi giornali che già avevano pronto il coccodrillo banchettano sul suo cadavere, e lo faranno per molti anni ancora. L’affetto della gente, improvviso e violento come un fiume in piena, i suoi dischi che vendono più che mai. Molto divertente. O meglio, sarebbe molto divertente se MJ fosse davvero su Marte a ridere di questa beatificazione. In realtà è solo triste, e l’unica persona che mi sembra lo abbia pianto con composto dolore è la sorella Janet, compita e addolorata ai BET Award.
Per questo a me, in mezzo al rataplan di questi giorni,  piace ricordarlo così.

Ciao Michael.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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