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4 maggio 2010 2 04 /05 /maggio /2010 20:55
Tramite Facebook (e gli amici degli amici degli amici) sono venuta a conoscenza del divertente e sagace, nonché ahimè attualissimo, blog di Luce, ovvero Una vita da stRagista.
Le sue disavventure in un’Italia in cui “la parola lavoro fa paura, è come quando preferisci dire esco con un tipo, o ci vediamo ogni tanto, piuttosto che stiamo insieme” sono comiche  e tragiche insieme, mostruosamente vere.
 
E mi hanno fatto ricordare le mie esperienze devastanti alla ricerca di un lavoro sottopagato (siamo in Umbria, baby) che mi hanno portato di fronte a soggetti dickensiani. O fascisti, a scelta. 
Premessa.
Dopo l’Università ho trovato subito un lavoro sottopagato, ma a tempo indeterminato. Privilegiata senza dubbio, se non fosse ché la brillante azienda che mi assunse passò da crescita vertiginosa e grosse promesse a azienda in crisi subito dopo il mio ingresso. Porto sfiga?
Annaspando per non affogare con la baracca, iniziai a fare curriculum spam, inviandone in ogni dove. Così rimediai diversi calcioni nel didietro e un paio di perle che vi vado a raccontare.
 
Prima perla.
Mi chiama l’azienda Puliti&Lindi Spa per un colloquio. Si tratta di una realtà importante nei dintorni fatti di fabbrichette di rumeni, il solo invito presso la loro sede mi fa saltare dalla gioia. Mi reco speranzosa col mio tailleur della tesi. Bellina. Una bimba. Un bijou.
Mi accoglie Jabba The Hutt con la cravatta ed il sigaro. Acceso.
Jabba: “Mi dica signorina, vedo che lei è laureata in Giurisprudenza. Perché non fa l’avvocato?” 
Simpatico. Cominciamo bene.
E giù io a spiegargli (sorridendo, sempre sorridendo) che faccio anche pratica mentre lavoro, che non è facile, che voglio fare qualcosa di diverso, blabla blabla.
Lui mi guarda sornione e io temo cacci fuori la lingua da salamandra in tutti i momenti.
Jabba: “Guardi, lei è la persona che mi serve”
Bene benissimo. Mi sistemo meglio sulla sedia. “Vede” continua lui “qui non c’è un ufficio legale, siamo cresciuti troppo in fretta e ci è rimasta appesa questa questione. E’ tutto lasciato alla rinfusa. Gestito così, capisce, in uno sgabuzzino. Ci sarebbe bisogno di una persona… idonea.” 
Sì sì, annuisco. Capisco. Capisco. “Almeno finché mio nipote non finisce la facoltà, gli manca poco. Conosce come vanno certe cose, no? Studia alla LUISS, lui.”
Capisco? No, non capisco. E allora sorrido stentata. Mentadent aiutami tu.
Ma Jabba continua: “Così io le offrirei un bel contratto a tempo determinato. Mesi sei. Dieci, undici ore al dì. Senza straordinari, eh, che si deve far le ossa. Terzo livello minimo contrattuale. Poi vediamo. Sa, con mio nipote…”
Io sorrido, lui sorride. 
Silenzio. 
 
Posso mandarti affanculo col primo treno, caro Jabba The Hutt? Fammi capire, tu vorresti che io cacciassi fuori ragni e disastrosi cadaveri legali dal tuo sgabuzzino,  sputassi sangue undici ore al dì sistemando tutte le cartacce e le controversie sospese, senza parlare del recupero crediti, per poi lasciare il tutto lindo e profumato al tuo nipotino fresco di laurea? Il tuo nipotino che, magari, c’ha 40 anni e non riesce a laurearsi nemmeno coi bollini della Esso?? Guarda che idonea non vuol dire cogliona!
 
E invece o risposto: “Grazie, ci penserò. Sa, ho anche altre offerte” e me ne sono andata.
E vaffanculo, eh!
 
Seconda perla
E così me ne tornai sconsolata a casa. Giusto il tempo per rispondere al cellulare. Siamo la casa editrice Truffaldini srl, può venire per un colloquio? Ma con le mani e coi piedi, ci vengo anche gattonando sui ceci! Entusiasta, e leggermente più casual, vado. Al macello.
Dopo quaranta minuti di anticamera una ossigenata segretaria cinquantenne mi spalanca le porte dell’editoria. Che nel mio caso hanno il viso e l’appeal di Mr. Burns.  Allungo la mia mano verso di lui e mi presento. Lui si toglie gli occhiali e inizia a pulirli con una pezza di daino (povera bestia), lasciando il mio arto appeso al nulla. Mi siedo, non invitata, e lui inizia un soliloquio su:
1) quanto sia difficile il mondo dell’editoria
2)I giornalisti che sono tutti stronzi comunisti sindacalisti
3)I contributi statali che non arrivano
4)Piove governo ladro
E io lì, con la copia del mio curriculum in mano. All’improvviso sembra rendersi conto che ci sono anch’io, che non siamo allo yacht club e che dovrebbe (forse) parlare del mio lavoro. Mi guarda con gli occhietti miopi, senza smettere mai di pulire gli occhiali con la pezza di daino con movimenti rotatori che hanno dell’ipnotico. “Vede,” mi dice alla fine “lei mi piace. E’ dinamica” 
Oh, tira là. 
Mr  Burns: “Vede, noi stiamo creando un giornale di annunci  che chiameremo Perugia Annunci o simili. Mi serve gente come lei che lo crei dal nulla, che ci si dedichi, che lo metta al mondo come un bebè. Un lavoro totalizzante e impegnativo. Anche 14 ore al giorno!! Se la sente?”
Ho le stelline agli occhi. Cavoli!!!! Così gli rispondo: “In effetti, bèh… è una sfida interessante!! Io sarei…” 
Mr Burns: “Ovviamente dovrà pensare lei a tutto: reperire investitori, selezionare annunci, creare il giornale dal nulla. Un bella sfida, di responsabilità”.
Io annuisco con veemenza, lui continua a pulirsi gli occhiali.
Mr  Burns: “Naturalmente con il co.co.co. possiamo offrirle al massimo € 300 al mese. Nette, si intende.”
Sono traumatizzata. 
Cioè. 
 
Tu, vecchio spilorcio vuoi che IO crei un giornale dal nulla, da sola, lavorando 14 ore al giorno per 300 euro al mese? Trecento? Non mi ci pago nemmeno la benzina per venire al lavoro tutti i giorni con i tuoi trecento schifosissimi euro! Ma poi, si può offrire un incarico di responsabilità a qualcuno per questa cifra? IO NON HO PAROLE! 
 
Sto per urlargli in faccia il mio disappunto quando lui mi frena: “Guardi, però non voglio illuderla. Sa, abbiamo molti altri candidati per questo posto, alcuni con molta più esperienza di lei.”
Phoebe: “…”
Mr. Burns: “Le faremo sapere”
Phoebe: “…”
Ora, io avrei tanto voluto conoscere gli altri derelitti con più esperienza di me, così disperati da accettare un’offerta come questa. Trecento euro al mese. T-R-E-C-E-N-T-O. 
Sono passati 5 anni e questo giornale non è mai venuto alla luce.

Qualcosa vorrà dire.
 
 
Chissà se il nipote di Jabba poi s’è laureato…ramite Facebook (e gli amici degli amici degli amici) sono venuta a conoscenza del divertente e sagace, nonché ahimè attualissimo, blog di Luce, ovvero Una vita da stRagista.
Le sue disavventure in un’Italia in cui “la parola lavoro fa paura, è come quando preferisci dire esco con un tipo, o ci vediamo ogni tanto, piuttosto che stiamo insieme” sono comiche  e tragiche insieme, mostruosamente vere.
E mi hanno fatto ricordare le mie esperienze devastanti alla ricerca di un lavoro sottopagato (siamo in Umbria, baby) che mi hanno portato di fronte a soggetti dickensiani. O fascisti, a scelta. 
Premessa. Dopo l’Università ho trovato subito un lavoro sottopagato, ma a tempo indeterminato. Privilegiata senza dubbio, se non fosse ché la brillante azienda che mi assunse passò da crescita vertiginosa e grosse promesse a azienda in crisi subito dopo il mio ingresso. Porto sfiga?
Annaspando per non affogare con la baracca, iniziai a fare curriculum spam, inviandone in ogni dove. Così rimediai diversi calcioni nel didietro e un paio di perle che vi vado a raccontare.
Prima perla.
Mi chiama l’azienda Puliti&Lindi Spa per un colloquio. Si tratta di una realtà importante nei dintorni fatti di fabbrichette di rumeni, il solo invito presso la loro sede mi fa saltare dalla gioia. Mi reco speranzosa col mio tailleur della tesi. Bellina. Una bimba. Un bijou.
Mi accoglie Jabba The Hutt con la cravatta ed il sigaro. Acceso.
Jabba: “Mi dica signorina, vedo che lei è laureata in Giurisprudenza. Perché non fa l’avvocato?” 
Simpatico. Cominciamo bene.
E giù io a spiegargli (sorridendo, sempre sorridendo) che faccio anche pratica mentre lavoro, che non è facile, che voglio fare qualcosa di diverso, blabla blabla.
Lui mi guarda sornione e io temo cacci fuori la lingua da salamandra in tutti i momenti.
Jabba: “Guardi, lei è la persona che mi serve”
Bene benissimo. Mi sistemo meglio sulla sedia. “Vede” continua lui “qui non c’è un ufficio legale, siamo cresciuti troppo in fretta e ci è rimasta appesa questa questione. E’ tutto lasciato alla rinfusa. Gestito così, capisce, in uno sgabuzzino. Ci sarebbe bisogno di una persona… idonea.” 
Sì sì, annuisco. Capisco. Capisco. “Almeno finché mio nipote non finisce la facoltà, gli manca poco. Conosce come vanno certe cose, no? Studia alla LUISS, lui.”
Capisco? No, non capisco. E allora sorrido stentata. Mentadent aiutami tu.
Ma Jabba continua: “Così io le offrirei un bel contratto a tempo determinato. Mesi sei. Dieci, undici ore al dì. Senza straordinari, eh, che si deve far le ossa. Terzo livello minimo contrattuale. Poi vediamo. Sa, con mio nipote…”
Io sorrido, lui sorride. 
Silenzio. 
 
Posso mandarti affanculo col primo treno, caro Jabba The Hutt? Fammi capire, tu vorresti che io cacciassi fuori ragni e disastrosi cadaveri legali dal tuo sgabuzzino,  sputassi sangue undici ore al dì sistemando tutte le cartacce e le controversie sospese, senza parlare del recupero crediti, per poi lasciare il tutto lindo e profumato al tuo nipotino fresco di laurea? Il tuo nipotino che, magari, c’ha 40 anni e non riesce a laurearsi nemmeno coi bollini della Esso?? Guarda che idonea non vuol dire cogliona!
 
E invece o risposto: “Grazie, ci penserò. Sa, ho anche altre offerte” e me ne sono andata.
E vaffanculo, eh!
 
Seconda perla
E così me ne tornai sconsolata a casa. Giusto il tempo per rispondere al cellulare. Siamo la casa editrice Truffaldini srl, può venire per un colloquio? Ma con le mani e coi piedi, ci vengo anche gattonando sui ceci! Entusiasta, e leggermente più casual, vado. Al macello.
Dopo quaranta minuti di anticamera una ossigenata segretaria cinquantenne mi spalanca le porte dell’editoria. Che nel mio caso hanno il viso e l’appeal di Mr. Burns.  Allungo la mia mano verso di lui e mi presento. Lui si toglie gli occhiali e inizia a pulirli con una pezza di daino (povera bestia), lasciando il mio arto appeso al nulla. Mi siedo, non invitata, e lui inizia un soliloquio su:
1) quanto sia difficile il mondo dell’editoria
2)I giornalisti che sono tutti stronzi comunisti sindacalisti
3)I contributi statali che non arrivano
4)Piove governo ladro
E io lì, con la copia del mio curriculum in mano. All’improvviso sembra rendersi conto che ci sono anch’io, che non siamo allo yacht club e che dovrebbe (forse) parlare del mio lavoro. Mi guarda con gli occhietti miopi, senza smettere mai di pulire gli occhiali con la pezza di daino con movimenti rotatori che hanno dell’ipnotico. “Vede,” mi dice alla fine “lei mi piace. E’ dinamica” 
Oh, tira là. 
Mr  Burns: “Vede, noi stiamo creando un giornale di annunci  che chiameremo Perugia Annunci o simili. Mi serve gente come lei che lo crei dal nulla, che ci si dedichi, che lo metta al mondo come un bebè. Un lavoro totalizzante e impegnativo. Anche 14 ore al giorno!!Se la sente?”
Ho le stelline agli occhi. Cavoli!!!! Così gli rispondo: “In effetti, bèh… è una sfida interessante!! Io sarei…” 
Mr Burns: “Ovviamente dovrà pensare lei a tutto: reperire investitori, selezionare annunci, creare il giornale dal nulla. Un bella sfida, di responsabilità”.
Io annuisco con veemenza, lui continua a pulirsi gli occhiali.
Mr  Burns: “Naturalmente con il co.co.co. possiamo offrirle al massimo € 300 al mese. Nette, si intende.”
Sono traumatizzata. 
Cioè. 
 
Tu, vecchio spilorcio vuoi che IO crei un giornale dal nulla, da sola, lavorando 14 ore al giorno per 300 euro al mese? Trecento? Non mi ci pago nemmeno la benzina per venire al lavoro tutti i giorni con i tuoi trecento schifosissimi euro! Ma poi, si può offrire un incarico di responsabilità a qualcuno per questa cifra? IO NON HO PAROLE! 
 
Sto per urlargli in faccia il mio disappunto quando lui mi frena: “Guardi, però non voglio illuderla. Sa, abbiamo molti altri candidati per questo posto, alcuni con molta più esperienza di lei.”
Phoebe: “…”
Mr. Burns: “Le faremo sapere”
Phoebe: “…”
Ora, io avrei tanto voluto conoscere gli altri derelitti con più esperienza di me, così disperati da accettare un’offerta come questa. Trecento euro al mese. T-R-E-C-E-N-T-O. 
Ma se sono passati 5 anni e questo giornale non è mai venuto alla luce, bèh, qualcosa vorrà dire.
 
Chissà se il nipote di Jabba poi s’è laureato…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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