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27 maggio 2011 5 27 /05 /maggio /2011 14:04

Caro Barack,

come stai? Tutto bene a casa? Le figlie? Promosse, sì? E la Michelle? Progettate le vacanze?
No, non voglio farmi gli affari tuoi, ci mancherebbe, cercavo… ehm… non so… di prender tempo… di creare empatia… No, perché sai, certi discorsi non sono facili da fare quando ci si ritrova davanti all’uomo più potente della Terra o quasi.
Pure se c’ha la faccia simpatica come la tua, mica è facile, per niente. Insomma Barack,  posso chiamarti Barack? Grazie, grazie. Ma lo sai che c’ho un tuo libro sul comodino, “I sogni di mio padre”, e ora lo inizio?
Ehm… Dicevo, Barack, che mi dispiace molto per quel vecchietto lì, che s’è messo ad importunarti coi suoi problemini.
E lo so che ci sono stati tornado ed alluvioni in tutto il sud degli Stati Uniti e che sei preoccupato.
Lo so che la crisi non ti fa dormire.
E poi la stampa USA ti massacra perché ti sei inchinato a 45 gradi davanti all’emiro saudita e queste son cose gravi, ché Mr. President non s’inchina a nessuno manco per educazione pensa te.
Abbi pietà per un anziano, via.
So pure che lo stesso vecchietto al momento della tua elezione t’ha chiamato Osama e non è che è stato bello e manco divertente. Lo so che ha detto che eri bello abbronzato come lui quando va in Sardegna con lo yacht e la bandana d’estate insieme a Lele Mora. Chi è Lele Mora? No, tranquillo Barack, non ci pensare che non vale la pena.
Sì, lo so che poi lui c’ha sto brutto difetto di toccare che darebbe fastidio anche a me. Vai lì e invece della mano sudaticcia ti rifila pacche sulle spalle. E’ fastidioso lo so, lo odio pure io, mi rendo conto.


Lo so che tu te ne stavi bello bello a parlare con Sarkò e Angela di politica economica e di primavera araba, quando lui è spuntato con il cingalese che vende le rose al ristorante ed ha iniziato a blaterare dei suoi problemi immaginari come i vecchietti al bar davanti alle partite. Ce li avete anche negli USA? Immagino di sì.
Alla fine ti è andata bene. Ad Angela fece cucù da dietro un muro, senza ricordare poi la faccenda delle
corna.
E’ colpa delle medicine, sai, ne prende troppe. No, non per l’alzheimer, no. Sembrerebbe, ma no.
Per il pisello. Sono blu, no so se conosci… fluidificano il sangue, irrigidiscono, robe così. Ma sorvoliamo, via.

Caro Barack, ci vuol pazienza. Se fosse possibile ti chiederei di levarcelo dalle palle, magari con un paio di bombe su Arcore o tre o quattro agenti dei Navy Seals. Guarda, basterebbe pure uno Schwarzy pensionato di seconda mano, basta e avanza. Però lo so che non si può, che se lo vogliamo davvero dobbiamo rimboccarci le maniche e cacciarlo a pedate da soli, questo maledetto vecchiaccio.

Ci proveremo, lo giuro. Te lo prometto.
Tu, intanto, porta pazienza.
Saluti da quel che resta del mio Bel Paese.
 
Yours, Phoebe

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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