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3 agosto 2005 3 03 /08 /agosto /2005 20:38

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29 luglio 2005 5 29 /07 /luglio /2005 12:13
Ci sono cose che risultano incomprensibili: i crops circle, la Madonna di Acerra, l'invasione dei gamberi nel Lago Trasimeno, Berlusconi premier anche se nessuno dice di averlo votato.

Tutti misteri seri, a cui Alberto Angela dovrebbe, come minimo, dedicare un ciclo di trasmissioni.
Ma il mistero più intrigato di tutti è un'altro. Un mistero che potrebbe addirittura spazzare via il problema del ritrovamento dell'anello mancante tra l'uomo e la scimmia: il mistero della chiattona.

Dicesi chiattona, badate bene, non la normale ragazza in sovrappeso seppur notevole, nè la bruttina stagionata con gli occhiali spessi quattro dita.
La chiattona DOP è la ragazza abbastanza carnosa che dentro di sè si sente una 38, e questa sua insindacabile proiezione mentale la porta a comprare vestiti che nemmeno Kate Moss riuscirebbe ad indossare, forzandoseli addosso con spirito indomito e portandosi poi nei luoghi deputati allo struscio per dar bella mostra di sè.
Lei si sente una ragazzina di Non è la Rai, ma la triste verità è che assomiglia più a Platinette.
Panza de'fori e piercing in bella vista, non s'accorge che l'orecchino è affogato nell'ombelico. Minigonna inguinale  che la lo slalom tra i buchi della cellulite che, se uniti, secondo me danno il paesaggio di Hong Kong a mezzanotte. 
Troppo truccata, troppo pettinata, con troppi accessori.
E troppo eyeliner, stella mia. Troppo.

E non venite fuori con la storia del buon carattere delle chiattone, eh!
Per favore!
Che tutte quelle che ho incontrato si tiravano dietro l'arroganza ostentata e la ingiustificata sicurezza di sè che stonano a qualsiasi over 18 che si rispetti, pavoneggiandosi nella loro cicciosa vanità.
Il punto cruciale dove sta?
Perchè tanto odio?
Non è che una debba per forza essere Grace Kelly, no?
Il nodo centrale della questione è che questi novelli cloni ruspanti della Lecciso piacciono agli uomini.
Già.

A VOI uomini.

Io ed il gruppo di auto-aiuto ci siamo più volte imbattute in coppie francamente eterogenee, formate dai suddetti esemplari e ragazzi "normali", a volte più che decenti, persino carini, cavoli!
 
E la verità è che accettare che il tuo ipotetico Mr. Right sia fidanzato con una superdonna è molto più facile piuttosto che vederlo scodinzolare dietro ad una a cui vorresti assomigliare solo in un incubo da peperonata.
Certo che, a dirla tutta, Mr. Right ci perde assai in tutto ciò... Che uomo è uno che vanta cotanto essere dietro? Magari, uno che ha la necessità die ssere dominato. Forse nell'intimità porta pure un collare, chi può dirlo?
Non voglio proprio scoprirlo, grazie.
 
Anche se lo so, lo so io e lo sappiamo tutte, che l'aspetto fisico per un uomo non conta nulla, che ci sono altre cose, che non sono quei due chili di quà o di là, che l'importante in una donna è il cervello, ed altre amenità simili.
Ovvio. Certo.
E io ho le antenne verdi in testa.
E le branchie.
Che son sempre comode.
E trendy.
 
In tutto questo, il mistero mitico della chiattona aleggia sopra tutte noi.
Sopra di noi che la vita la prendiamo con senso critico a volte devastante, specie se si tratta di noi.
Magari avremmo molto da imparare da loro, se solo i nostri due mondi venissero a contatto in maniera civile e senza insulti.
Loro si sveglierebbero dal loro torpore, noi dal nostro.
Lo scontro di civiltà è sempre costruttivo.
 
Ma anche molto difficile...
 

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26 luglio 2005 2 26 /07 /luglio /2005 12:55
Era tanto che Roma capitale non rivedeva la mia faccia.
E non perchè io non ami la città eterna, anzi.
Ci vivono alcune delle persone più importanti della mia vita, persone a cui voglio bene e senza le quali la mia vita non sarebbe quella che è.
In testa a tutte, ovviam
ene, la mia Guru ora felicemente accoppiata con una persona così prepotentemente eccezionale da non sembrare un maschio.
Ok, scherzo.
Forse.
 
Il mio weekend romano è iniziato benissimo, con la magia di Castel S. Angelo illuminata a  giorno, piena di vita, musica e gente. Mi sembrava che da un momento all'altro, un soldato vestito in cotta di ferro ed elmetto uscisse fuori da qualche merlo. Dall'alto della Terrazza dell'Angelo, Roma sembra diversa, senza il clamore, il caos e il traffico. E da lassù il Gianicolo, il Quirinale, tutti i colli si esprimono nella loro bellezza più grande, dimentichi del casino in cui solitamente sono immersi e del traffico che annaspa sotto le mura.
Sabato poi, era il gran giorno. Da sei mesi il bilgietto del concerto mi guardava dalla vetrinetta della mensola ammiccante e finalmente il momento è giunto.
Del concerto tante cose si potrebbero dire in più del riassunto ufficiale.

Si potrebbe dire che Miss Sarajevo con la parte di Pavarotti fatta da Bono è valsa da sola i 40 euro del biglietto.   
Si potrebbe dire che anche se Stay, la mia canzone preferita, non era in scaletta, una lacrimuccia con I still haven't found c'è scesa lo stesso, pensando a chi canticchiando questa canzone mi chiese se avevo trovato quel che stavo cercando, ricevendo da ma la sincera e disarmante risposta "Non lo so quel che cerco". Che una canzone degli U2 legata ad un ricordo, gira gira ce l'abbiamo tutti.
Si potrebbe dire che il palco era bellissimo, l'Olimpico impressionante e l'atmosfera eccezionale.
Tutte cose vere.
Ma l'emozione non si può descrivere.
 
Roma è sempre bellissima.
L'ho vista la domenica mattina alle otto. Deserta, limpida, sognante.
L'Aventino, il Colosseo, i Fori.
Ancora mezza addormentata dopo i bagordi del sabato sera.
Sembrava tutto finto.
Sospeso in aria.

E poi shopping, amici, facce vecchie e nuove.

Mancavo da tanto, ma è stato come se non fossi mai andata via.
Anche se continuo a perdermi, ed il mio senso dell'orientamento leggendario è sempre lui.
 
Aspettando le vacanze vere...
 

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22 luglio 2005 5 22 /07 /luglio /2005 10:31

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18 luglio 2005 1 18 /07 /luglio /2005 16:25
E' inutile negarlo, è atavico.
Stampato a fuoco nel DNA da secoli di chiacchiere e cuscini all'uncinetto lavorati davanti al camino.

Anche la donna più donne più dure, quelle più in carriera, più stroze all'apparenza sogna nel profondo della sua anima solo una cosa: IL PRINCIPE AZZURRO.

Non sto parlando certo di una efebica checca isterica impazzita vestita in calzamaglia celeste e col pennacchio in testa che venga a salvarci in groppa ad un ronzino con la gobba nel momento del bisogno.

Questa è iconografia da quattro soldi che pure la Disney ha finalmente disconosciuto apertamente grazie all'intelligente ironia dell'orco Shrek.

E non si tratta nemmeno di desiderio di un uomo perfetto: bello, dolce, ricco, intelligente, sensibile e bomba del sesso. Non necessariamente in quest'ordine d'importanza.

Tuttavia è innegabile che noi donne viviamo nella inconsapevole attesa di un uomo che possa farci sentire vive, capirci, farci volare ad un metro da terra.
Farci sentire speciali, insomma. Qualcuno per cui il nostro cuore raddoppia freneticamente il battito. e che, ovviamente, ci renderà felici per tutta la vita e non ci farà mai precipitare nel baratro sconsolato e sconsolante dell'abbandono e della solitudine.

Dall'invenzione del romanzo d'appendice in quà (ma anche gli antichi andavano forte), noi donne siamo state vittima di un lavaggio del cervello senza precedenti, causato da un romanticismo paranoide che tutt'ora genera mostri quali "Elisa di Rivombrosa" e tutti i suoi fratelli.
E stiamo qui, ad attendere l'amore VERO.
Oddio, detto così sembra passivo, ma non lo è.
Anzi, è una guerra.
 
Poi accade.
Incontri una persona che spezza il tuo tran tran di donna emancipata del 2005.
Il cuore che batte in gola, le gambe che tremano, il sole che brilla incielo solo quando c'è lui. Ed il cielo è più blu, gli uccellini sono più intonati ed andare al lavoro di lunedì non sembra così male.
Cambia la tua vita, ti stordisce.
Giri con il sorriso più ebete dell'universo stampato in faccia.
Un tornado che in confronto il Nino era una pioggerella primaverile.
Bello. Bellissimo.
Poi però finisce.
Ecco, questo in genere alle eroine delle favole e dei romanzi d'appendice non succede.
O magari succede, ma nel frattempo è finito il libro e tu non lo saprai mai come ha fatto Biancaneve a superare lo shock del suo Principe a letto con la matrigna.
Ed ora??
La favola è finita, il cantastorie ha riposto la sua arpa e tu, ex donna emancipata del 2005 sei rimasta sola.
All'inizio c'è da gestire l'abbandono. Lacrime di dolore, orgoglio, rabbia, frustrazione. Tutti sentimenti molto poco edificanti e adatti solo ad anelare invano il ritorno di Heatcliff rotolando giù dalla brughiera inglese.
Ma poi passa.
Passa la varicella, passerà anche questo
E infatti passa.
 
Il dramma è quello che resta.
Non tutte le donne, ma certamente quelle più intelligenti o malate di mente come dir si voglia, rischiano di sveglairsi una bella mattina con la lucida consapevolezza che la vita non è come ce la dipingono i libri, le favole della nonna o "Settimo cielo".
La vita, in realtà, fa schifo.
E c'è un sacco di gente in giro che è pronta apposta per mettertela in quel posto se non si è pronti a mordere per primi.
Acida.
Non zitella acida, solo acida.
Convinta che non esistano i sentimenti, o meglio che l'amore, questo folle sentimento, non esista ma sia solo un terribile desiderio di affiliazione e affettività che l'uomo si porta dietro dai tempi delle caverne, quando sopravvivere con la cooperazione era di sicuro più facile e competitivo a livello evolutivo.
Insomma, "Wilma, dammi la clava!"
Ed ora che triceratopi e tirannosauri sono spariti dal pianeta terra e che sono stati inventati i surgelati monoporzione per single, ha ancora senso?
Ecco la domanda.
 
Cinica, disincantata, ironica.
Il mondo, così, non può toccarti ed è vietato rimettersi in gioco. Per che cosa soffrire?
La vita scorre. Allegra, almeno in apparenza.
Feste, amici, giochi, frequentanti, nottate.
Tutto pur di essere impegnatissime.
E siccome il mondo fa schifo e tutte le persone vogliono solo fregarti, meglio indossare una bella armatura alta almeno 8 cm, che almeno anche i cazzotti arrivano attutiti.
Continuare ad avere dei valori.
L'amicizia, che se non ci fossero gli amici quando sei stata lasciata all'improvviso non ti saresti più rialzata.
La famiglia, che pure se rompiballe è sempre una spalla, anche se i tuoi sono ancora convinti che in vacanza quell'anno ci sei andata con una tua amica e che il rullino delle foto s'è sovraesposto e che peccato non ho foto di Malta.
Ma non aspettarsi più niente.
Non aspettarsi più il bello.
L'amore.
Che non esiste.
E odiare i piccioncini troppo zuccherosi che in mezzo alla comitiva tubano troppo e si chiamano coi nomignoli -ucci -ucci, che tanto come minimo uno dei due c'ha le corna. E se non ce l'ha, ce l'avrà presto.
 
Quanto si può vivere così?
Si può vivere tutta la vita forse, trasformandosi lentamente ma implacabilmente da Carrie a Samantha, buttandosi in storie e frequentazioni inutili, ridendo e scherzando.
Ma siccome alla fine pure Samantha si rincoglionisce, mi tocca ammettere che si può vivere così finchè un'altro principe azzurro (o perlomeno celestino chiaro) arriva a cavallo del suo ronzino sguainando la spada (niente doppi sensi, porci!) e ci fa uscire di nuovo il cuore dal petto e volare con la faccia da idiota a 30 cm da terra.
Perchè la vita è ciclica.
Perchè deve succedere, la nostra società ce lo impone.
E poi non si può vivere sempre con il freno a mano tirato, ogni tanto te lo devi per forza dimenticare abbassato per la legge dei grandi numeri e proprio allora.. ZAC!
E se non accade?
 
Se non accade, pazienza...
 

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13 luglio 2005 3 13 /07 /luglio /2005 18:16
Come se non bastassero le ore lavorative, la palestra, la scuola d'inglese, varie ed eventuali, la mia vita è ulteriormente complicata e resa frenetica specie d'estate dalla gestione di una casa da affittare per le vacanze a danarosi stranieri vogliosi di visitare le bellezze della zone e di immergersi nel verde incontaminato (o quasi) del lago Trasimeno.

I miei genitori ci tengono molto che il servizio sia impeccabile, che gli ospiti siano a loro agio e si sentano coccolati. Vista la recessione e la scarsità di gonzi... ehm, pardon, turisti, disposti a sganciare una cifra folle (per me) per venire sul Trasimeno, possono anche avere ragione.

In effetti, in questa stagione di calo vertiginoso del turismo, la mia villetta è presa d'assalto. Posso solo esserne fiera.

Ma a coccolarli ed intrattenerli con le curiosità e il sorriso chi deve essere?
Ma io, ovvio!!
L'unica componente della famiglia a parlare inglese!!

Ed ecco allora sabato pomeriggio passati ad aspettare l'arrivo dei crucchi danarosi, composizioni di frutta e verdura dell'orto da portare. bigliettini da spedire a Natale, sveglie di sabato mattina ad orari improponibili per andare a ritirare le chiavi, telefonte nel cuore della notte di olandesi terrorizzati da un rospo gigante in giardino.
Divertente, vero?
Provate ad immaginare l'olandese che lo spiega a me, alle 3 di notte, in inglese. Non c'è proprio nulla da ridere, lo giuro.
E se ridete vi picchio in testa con il rospo.

Certo, direte voi, c'è almeno il tornaconto economico.
Eh, già.
Certo. Come no.
E invece no, perchè siccome la casa è mia e di mia sorella, per il nostro futuro, bla bla bla, i profitti vanno tutti nelle tasche dei miei genitori.
 
Però, nonostante tutti questi lati negativi, non vi nascondo che a volte è favoloso.

Sembra quasi che ad affittare questa casa, bellissima, con una vista mozzafiato e buttata in mezzo ad una collina giusto sopra il lago, sia solo gente svitata, particolare, divertente.
Ce n'è stato (e sarà) per tutti i gusti.
Dalla coppia lesbica che ha acceso le fantasie dei miei amici e causato stupore e malcelata perplessità nei miei amici, alla signora venezuelana trapiantata ad Amsterdam che parla 5 lingue e mangia solo kiwi.

Ora c'è una famiglia olandese. Padre, madre e bambina di 4 anni identica a Drew Barrymore in E.T. che si è scofanata in tre minuti un terzo del torcolo che mia madre aveva fatto per loro. 
Con me è stato subito amore.
Lui fa il disegnatore di fumetti, lei l'insegnante. Una sera sono passata a vedere se era tutto ok, e li ho trovati seduti in terrazza a leggere guardando il tramonto, scalzi, con un bicchiere di vino bianco in mano.
Perfetto.
A parte il fatto che nel vino c'avevano messo due cubetti di ghiaccio. Crucchi...  

Ci siamo messi a parlare di tante cose, dalla politica (sapete che il Berlusca in Olanda è strafamosissimo per il suo lifting? Lo prendono in giro tutte le trasmissioni satiriche. Favoloso!) alla letteratura, passando per l'Europa che cigola, Spello, l'egemonia cattolica del Papa e la cucina umbra.
Potere dell'inglese, che unisce novello esperanto persone che diversamente non potrebbero capirsi.
Mi piace questa famiglia, sa di pulito, sa d'amore.
Lui ha disegnato alla bambina un fumetto della loro gita a Roma, lei ha comprato delle tendine fatte a Isola Maggiore fatte tutte di pizzo. 
E mi hanno ripreso con la telecamera quando sono andata a portargli il dolce. Alle nove di mattina. 'Na favola...

Guardandoli leggere in terrazza, ho capito che è questo che mi piacerebbe dalla mia vita futura, questo genere di tranquilla placidità. Questa serenità dettata dalla consapevolezza.
Poi magari è tutta fuffa.
Magari si odiano.
Però mi piace pensare che si possa essere felici nella vita. Che tutto possa essere assolutamente perfetto, in armonia, col sorriso sulle labbra e la voglia di vivere stampata in fronte.
 
Anche solo per una vacanza.
 
 
 

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8 luglio 2005 5 08 /07 /luglio /2005 18:23
3,2,1... partiti!

Anche quest'anno è cominciata Umbria Jazz ed è stato subito chiaro nell'aria, nell'atmosfera e nelle facce della gente per strada.   

Sono stata a pranzo in centro ed era tutto un brulicare di turisti in ciabatte, di ragazzi con le barbe incolte, di jam session improvvisate e di musica ovunque nell'aria.

E la banda che passa su e giù per Corso Vannucci ti fa pensare per un attimo (solo per uno) di essere stata catapultata a New Orleans.

E' proprio diversa la mia città in questi giorni.
Sembra che il torpore piccolo borghese e provinciale che la avvolge si sciolga lasciando il passo alla voglia di ballare, suonare, ai colori e al polimorfismo esagerato.   
Poi tutto torna normale il 18 luglio.
Anzi, peggio.
La città si addormenta di nuovo.
Gli studenti se ne tornano a casa, la gente parte per le vacanze, Perugia si svuota tristemente in attesa che passi Ferragosto.
Triste e squallido. ma non pensiamoci.

Stasera si comincia!
 

E ce n'è per tutti i gusti, come potete vedere bene dal programma.
Per gli amanti dell'arte a Palazzo della Penna c'è anche una bellissima mostra di Alessandro Bazan collegata per tematica alla manifestazione, assolutamente da non perdere
 
Forse un po' troppo per tutti i gusti, viste le polemiche che si sono scatenate sul programma che, accanto a mostri sacri e giovani promesse, prevede come evento mediatico il concerto del king of pop Sir Elton John.
Sorvolo poi sui soliti discorsi su concerti troppo cari, cartelloni non all'altezza, esibizioni in piazza non soddisfacenti, Ray Gelato ai Giardini Carducci che fa le stesse cose da 30 anni per dieci giorni di fila ma finchè dura fa verdura.

Bando alle polemiche, oggi si parte!

Stasera prima serata ed io, tempo permettendo e ciabattine comode e stilose ai piedi, sono pronta a godermi appieno la kermesse.

Venite anche voi?

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5 luglio 2005 2 05 /07 /luglio /2005 23:54

Il tempo me lo immagino come una donna vestita di seta, coi capelli biondissimi, quasi grigi, sciolti sulle spalle.
Spande sugli oggetti, sui sentimenti, sulle emozioni, sopra ogni cosa, le sua polverina impalpabile che tutto ricopre.

I ricordi brutti si attenuano, solo il bello rimane ad accarezzarci la mente.

Anche se a cena dai nonni la domenica sera proprio non ci volevamo andare da bambini perché nonna preparava sempre gli spinaci, la prima cosa che salta alla mente ora sono le bolle di sapone che scoppiano nel cortile dietro casa, libere e bellissime nell’aria destate densa dell’odore del roast beef che si cuoce in forno.
Belle, le bolle di sapone.
Se chiudo gli occhi le vedo ancora.

E’ positivo, il tempo.
Rimuove i dolori, attenua le gioie.
Livella amabilmente stralci di vita rendendoli piccoli momenti di gioia da tenere nel taschino e tirare fuori quando la noia regna sovrana, in fila dal dentista o durante un viaggio troppo lungo in autobus.
Oppure quando un rumore, un dettaglio o una canzone ce li riportano in vita con una piccola magia.

Così il tempo copre con la sua patina anche i ricordi che fino a qualche mese fa facevano battere fuori dal petto il cuore ora sono parte dell’arredamento.

E’ sempre così?
E c’è un tempo massimo in cui questo meccanismo nasce, cresce, si sviluppa?
Me lo sono chiesta tante volte.
Dopo un addio, uno pseudo-amore finito male, dopo una delusione.
Quando il dolore sembra troppo forte per essere sopportato.

Quanto tempo ci vuole perché finisca nel dimenticatoio?
Quanto perché diventi un aneddoto da raccontare ad una festa?
Sei mesi?
Un anno, due?

Non c’è una ricetta. Succede.
Ma la cicatrice spesso rimane lo stesso.
Ma non solo per le cose brutte.
Anche per le belle.
Le diamo per scontato.
Le appallottoliamo come calzini usati in una parte del cervello.

Strana cosa il tempo, ingannatrice.
Ti porta via un po’ d’anima e anche se era quello che volevi, ti rende triste.

E un po’ più sola…

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30 giugno 2005 4 30 /06 /giugno /2005 18:05
Lo aspettavo con impazienza, perchè Tom Cruise è come il vino buono, invecchiando migliora. E se c'aveva la faccia da pirla quando ballava in mutande in "Risky business" ora è davvero diventato un tipo interessante. Sa quasi recitare.
E poi un film così pubblicizzato, che promette pathos, azione, catarsi.
Come non andare?
Inoltre, cosa da non sottovalutare, il Warner Village è dotato di un'aria condizionata da paura, che verrebbe voglia di dormirci su quelle poltrone così belle e comode dove puoi anche allungare i piedi.
Così siamo andati a vederlo il giorno dell'uscita.
Ed eccolo lì il capolavoro di Stevenuccio, il suo giocattolone: "
La guerra dei mondi".

La cosa più divertente del film è proprio lui, Tom/Ray, operaio del porto grezzo, superficiale e disabituato alle responsabilità, che vive in una casa ordinata come un porcile e bravo come padre quasi come lo è con le pulizie.
Separato, per un weekend (proprio QUEL weekend!!!) la ex moglie ed il perfetto nuovo marito gli sbolognano i due figli, la pupa di 11 anni e l'adolescente maschio con la faccia più sbattuta di Kurt Cobain.

Già c'è la ragazzina più inquietante del pianeta,
Dakota Fanning, che al secondo strillo che caccia fa rimpiangere la bellissima Drew Barrymore di "E.T.". E cominciamo male.
Il primogenito di Tom/Ray, poi,  è proprio il classico adolescente americano deficiente, cresciuto a videogames e convinto che gli Stati Uniti possano sconfiggere tutto. Nel momento della fuga, quando ancora Tom Cruise è troppo sotto shock per pronunciare in modo sensato una frase contenente la parola "alieni" ai suoi figli, il genio brufoloso e riottoso gli chiede:

"Ma sono stati i terroristi?"
"No. Credo vengano da più lontano"
"Ah... Mmmm... Dall'Europa?"

Ecco, io gli avrei assestato un bel manrovescio.
Forte.
Chè magari i due neuroni che c'ha in testa facevano contatto e cominciava a capire qualcosina.
Il film si articola tutto sulla fuga dei tre dagli alieni brutti, grossi e cattivi. Fuga senza senso, nè sceneggiatura, in mezzo a fiumi di gente impazzita che viene polverizzata e trasformata in particelle che intasano l'aria. Salubre.
Non voglio svelarvi il resto del film, a parte il fatto che a metà abbondante ho iniziato a delirare ed ho cominciato a pregare per l'arrivo Bruce Willis in canottiera sporca e bicipite in evidenza e che provvedesse lui, patrono del tamarro, a fare il culo ai cugini belli di "Alien" con un kalashnikov ad alimentazione nucleare potenziato al solo-dio-sa-cosa.
Oppure, in alternativa, che gli alieni catturassero tutta la famiglia, infilassero una mela in bocca alla ragazzina e li facessero allo spiedo.

Macchè catarsi, macchè pathos!
Il film al massimo è una metafora della paura folle che gli americani hanno del terrorismo e dello straniero in genere, e della loro assoluta presunzione di superiorità.
Insomma, una sonora cazzata. specie nel finale che, perchè son buona e non voglio evitarvi di spendere € 7,20, lascia di stucco per l'idiozia. 
Menzione d'onore a Tim Robbins (ehi, finalmente è tornato al cinema!! Credevo che l'amministrazione Bush lo avesse messo al rogo...), bravissimo nella parte del classico americano cresciuto a ciambelle, guerrafondaio e paranoico, che guarda il notiziario alla Tv con la doppietta sotto la poltrona di pelle sdrucita.

In conclusione, se amate le storie di fantascienza compratevi un qualunque libro di Philip K. Dick ed evitate filmacci blockbuster tutti effetti speciali e niente sostanza come questi. Rimarrete incantati.
Oppure continuate a guardare Star Trek.
 
Teletrasporto!

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29 giugno 2005 3 29 /06 /giugno /2005 12:36
Da piccola sognavo di poter parlare con gli animali.
Novella Dr. Dolittle immaginavo che la mia cagnolina mi facesse dei discorsi che io e solo io potevo intendere e che le oche starnazzanti e pettegole dell'aia venissero da me per il thè a raccontarmi tutt e le chiacchiere più interessanti dell'ultim'ora.

Alle elementari m'era poi presa la fissa di voler avere i poteri come Yu che agitandosi, roteando e recitando pampolo pimpolo parim pam pù diventava la sciantosa Creamy coi capelli viola sempre perfettamente in piega e la boccuccia a cuore.   
Inutile roteare incessantemente ripetendo la formula magica e brandendo tra la mano destra la bic a quattro colori.
Non funziona.
E poi, diciamocelo, io volevo più di tutti i gattini Posi e Nega da spupazzare.

Alle medie, in piena crisi pre-adolescenziale, sognavo di essere invisibile e di poter così ascoltare i discorsi degli altri su di me da vera paranoica occhialuta coi brufoli, frustrata da un paio di tette che non ne volevano sapere di crescere (e non sono mai cresciute, ma a quell'età è un problema più che grave. Gravissimo. Critico.).
Che periodo orribile le medie. Lo dovrebbero abolire per legge.
Ora che sono grande, spesso mi capita di desiderare di potermi vedere con gli occhi degli altri, dall'esterno. Come io vedo gli altri.
Come sono vista da altri occhi?
Che immagine riesco a dare di me?
Sbagliata?
Giusta?
Se mi vedessi passare in un centro commerciale, cosa penserei della proiezione di me? La troverei una di quelle che "Una così non dovrebbe mettere quel vestito, no, no!" oppure mi approverei?
E la gente? La gente come mi vede?
Certo, a sapere dove sbaglio, potrei correggere qualche brutta abitudine. limare gli errori, migliorare.
Sarebbe utile, insomma.
No?
Certo, lo so che questo piccolo desiderio è frutto dell'insicurezza, che non me ne dovrebbe fregare nulla di quello che si vede fuori, che io sono come sono, bla bla, bla bla.
Ma mica son vere tutte questa banalità.
Cioè, son vere fino ad un certo punto.
Perchè nella società alla fin fine, ci dobbiamo vivere tutti anche se sognamo di fare gli eremiti, e quindi anche solo un pochino ci dobbiamo piegare e vivere nel mondo cd. civile.
Non è vero che l'apparenza non conta nulla. Sarebbe bello, ma non è così e non ci si può fare nulla.
E allora quanto sarebbe bello sapere come appariamo?
Non solo l'immagine riflessa nello specchio, che è fallace.
E' come la nostra voce che sentiamo mentre parliamo. Quant'è diversa se la registriamo e poi la ascoltiamo? Io a volte non mi riconosco.
E' lo steso anche con l'immagine? Che poi, l'immagine è più complessa. E' fatta die stetica, certo, ma cnhe di gesti, modi di fare, carattere, anima.
Se potessi scegliere un superpotere, vorrei proprio questo: guardarmi da fuori.
 
Oppure spostare gli oggetti muovendo il naso. Andrebbe bene lo stesso, eh!

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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