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20 gennaio 2015 2 20 /01 /gennaio /2015 09:16

Fa freddo.
Fa finalmente freddo.
Deve far freddo in inverno, no?
Seppure io non sia una grande amante della stagione invernale, odio quelle giornate grigie e tiepide che non sanno dare null'altro che un senso di oppressione. Volete mettere con una bella giornata gelida e limpida, col cielo azzurro che fa male agli occhi? 
Ecco, in giorni così pure io che non so sciare ho voglia di montagna. 
Voglia di prendere e partire, di concedermi un weekend rilassante fuori dalla routine giornaliera ed in mezzo alla natura.
Certo, se poi per caso mi capita tra le mani una brochure sul bellissimo comprensorio sciistico Dolomiti Superski, bèh... che dire? La voglia di partire aumenta.
Chi potrebbe resistere a questi panorami unici al mondo? Al tramonto sulle Dolomiti, per dire. Non sarà un caso che dal 2009 siano diventate patrimonio dell'Unesco, no? Do you now Enrosadira? Rimembranze delle elementari mi fanno tornare in mente che si tratta di quel fenomeno per cui, grazie alla particolare composizione delle sue rocce, le Dolomiti al tramonto assumono quel colore rosso fuoco che tante volte ha rapito l'immaginazione di chi ci si trova davanti.
E lo dico da sdatta dello sci, badate bene. 
Però oltre lo sci c'è di più. Certo, nel comprensorio Dolomiti Superski le piste non mancano, visto che ce ne sono 1.200 km e sono tutte bellissime e manutenute con precisione maniacale, con 450 impianti di risalita tutti fruibili con un unico skipass. Io mi sento stanca solo a scrivere 1.200, però sono sicura che l'Amoremio si divertirebbe come un pazzo. 
Ma a parte la naturale ed evidente bellezza naturalistica, nel comprensorio Dolomiti Superski c'è davvero di più. Così tanto di più che ci vorrebbe un giorno intero per raccontarlo ed un fine settimana non basterebbe di certo per scoprire tutto.
Sorvolando sul fatto che tutto, ma dico TUTTO può essere prenotato da casa on line (skipass compreso), io che non scio potrei dilettarmi in bellissime passeggiate tra boschi incantati e picchi rocciosi mozzafiato, nel gustare piatti da gourmet (dopo aver camminato tanto, si può mangiare quanto si vuole vero?)  e rilassarsi nella quiete.
E poi il fascino delle fiabe e della storia: lo ricordate (sempre dalle elementari) che le Dolomiti erano atolli tropicali? Quanto ci si sente piccoli al loro cospetto, immaginando cosa hanno visto e come si sono trasformate?

Una bella vacanza rilassante... Ahhhhhhhhhh! Mi ci vorrebbe proprio.

E se invece provassi ad imparare (di nuovo) a sciare?

Magari è la volta buona!

 

 

 

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15 gennaio 2015 4 15 /01 /gennaio /2015 11:00

Ho sempre avuto un sonno di cemento.
Un sonno così pesante che da bambina mia madre passava tranquillamente l'aspirapolvere sotto il mio letto senza che io minacciassi minimamente di svegliarmi.
Un sonno così profondo da impedirmi di sentire persino il terribile terremoto del 1997 che sconvolse Umbria e Marche. Avvenne di notte, verso le tre se ricordo bene, e il rombo che le persone normali udirono, causato dal movimento della massa d'acqua del lago Trasimeno, fu così forte da svegliare tutti anche prima del terremoto stesso.
Svegliare tutti, ma non me.
Mi svegliò mia sorella saltandomi sopra e strillando come una posseduta, ma è un altro discorso.

Mentre ero incinta mi chiedevo: sarò mai in grado di occuparmi di notte di mia figlia? Come potrò mai fare? Se dovesse mai un giorno sentirsi male durante la notte, come potrò mai io accorgermene? Queste, come tante altre paranoie che vengono durante la gravidanza, si sono rivelate solo domande piene di fuffa.
Il mio sonno dalla nascita di Emma è drasticamente cambiato. E se prima pensavo che ciò fosse dovuto all'allattamento, alla prolattina nel sangue e più in generale ad eventi ormonali dovuti alla sua nascita, ora ho drammaticamente scoperto che non è così.
Non allatto più, ma basta che la gnocca si giri nel lettino, emetta un suono un po' più forte di un respiro o semplicemente faccia un movimento leggermente sconnesso che io mi sveglio.
TIN! Sveglia e pronta all'azione!
Basta un nonnulla, un rumore un po più forte del battito delle ali di una mosca, e io sono in piedi pronta a scattare come una centometrista sulla nastro di partenza. L'Amoremio, che di solito ha il sonno molto leggero, nemmeno se ne accorge che il più delle volte e lo scopre solo la mattina dopo colazione quando glielo racconto.

Il mio sonno tuttavia è molto selettivo.
Può capitare che dall'esterno provengano i peggio rumori del mondo, anche molto violenti senza che io non mi svegli nemmeno per sbaglio. Un temporale fortissimo, fuochi d'artificio, antifurti che cominciano a suonare all'impazzata e simili, vicini che si mettono le mani in faccia, la casa crolla?
ZERO.
NADA.
SONNO DI CEMENTO.

Eppure basta che Emma emetta un piccolo gemito per farmi ritrovare ritta e sveglia come un grillo al suo capezzale.
Non mi svegliano neanche con le bombe a mano, insomma, ma Emma tutto può.

Quando ero piccola mia madre per prendermi in giro almeno così credevo, mi diceva sempre che una madre sente sospirare il proprio figlio nel lettino nella stanza accanto. Io questa cosa non ci avevo mai creduto, ma sono stata costretta a ricredermi davanti all'evidenza dei fatti.
Sarà l'amore materno, sarà un atavico istinto di sopravvivenza, sarà per la conservazione della specie, sarà anche la vecchiaia che non aiuta.
Sarà quello che sarà ma è esattamente così.

Ma quello che mi domando è: durerà sempre?
Ma sempre sempre?
Tipo anche quando andrà in discoteca a ballare e io la aspetterò con la mannaia sulle ginocchia seduta in salotto???? 

Noncelapossofare.



 

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13 gennaio 2015 2 13 /01 /gennaio /2015 08:30

L'avevo dichiarato,l'avevo già espresso chiaramente poco dopo la nascita di Emma: non volevo allattare ad interim, cioè finché figlia avesse raggiunto la maggiore età, così come va tanto di moda. Dicevo, giusto, questo.
Tuttavia ho scoperto con l'andare dei mesi che allattare non mi dispiaceva affatto, per me è stato sempre un gesto naturale e molto edificante per una donna, non ho mai incontrato difficoltà per mia fortuna.

Senza considerare che mi erano venute due tette da urlo.
Ma da paura proprio.

Il tempo è passato, e sebbene avessi dichiarato apertamente lotta all'allattamento senza soluzione di continuità, mi sono trovata ad addormentare mia figlia al seno, solo la sera, per pigrizia mia lo ammetto. Comodo, rilassante e poi vorrei ricordare che mia figlia ha superato gli undici chili, quindi vedete voi.
Ma un bel giorno di quasi due mesi fa Emma, la luce dei miei occhi, la mia piccolina, mi ha guardata in faccia seria e compita e con estrema semplicità mi ha fatto no no con la manina, arrampicandosi poi bellamente sullo scaffale della cucina diretta verso il parco dei biscotti.
Il tritarifiuti che è in lei non è mai domo.

Da quel momento in poi non ne ha più voluto sapere, e vista la sua intolleranza al lattosio ormai palese la sera abbiamo sostituito la tetta con un bel biberon di camomilla e biscotto granulare. Con mio grande stupore Emma se ne è fregata: niente più tetta? Vabbè, e chissenefrega?? Non glene frega nulla nemmeno di vedermi nuda, se non fosse per l’ossessione verso l’ombelico.

In maniera sorprendente si è adattata alla nuova vita senza scene di pianto o nervosismo, forse proprio perché frutto di una sua scelta. A dieci mesi. Che Dio m’aiuti.

Da quel giorno è diventata più coccolona, mi sembra anche normale: cerca l’abbraccio ed il contatto fisico molto di più durante il giorno, e la sera si addormenta accoccolata contro di me che canto gli intramontabili “Cocco & Drilli” accarezzandole i capelli.

Ecco, il punto è che io non tanto invece.
Quello che mi manca non è la allattare in senso stretto, ma tutto quello che ci ruota intorno.

Prima di tutto mi manca il gesto, l'idea concettuale della vicinanza che si instaura tra madre e figlio in quel momento.
Soprattutto però manca qualcosa molto più utile vanesia: mi mancano le tette. Penso che Madre Natura sia molto cattiva, per più di 18 mesi mi ha dato due tette quasi al silicone, turgide e abbastanza voluminose con cui mi sentivo perfettamente a mio agio e poi te le toglie dalla mattina alla sera. All'improvviso mi sono ritrovata con due cosette lì appese, due sacchettini vuoti che non danno valore al decoltè. 
E non conta nulla il fatto che l'Amoremio insista a dirmi che "E' tutto come prima". Io le sento diverse, parecchio.


Madre Natura sei una stronza, sappilo.

 

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Published by Phoebe - in mammaphoebe
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9 gennaio 2015 5 09 /01 /gennaio /2015 11:36

Stamattina, mentre riordinavo i giochi di Emma sparsi per casa con una creatività da arte moderna, non ho potuto non ascoltare la rassegna stampa del telegiornale ed i relativi titoli di testa dei quotidiani italiani.

Ovviamente, tutte le prime pagine erano occupate dalla strage al Charlie Hebdo, un evento gravissimo e orribile, concorderete anche voi.
Quello che mi ha sconcertato è il livore, la voglia di fomentare la paura, un ingiustificato odio verso tutto quello che non è italiano. 

State attenti, sono in mezzo a noi!!!!!
Il ragazzo che vi consegna i vostri acquisti su Amazon, il panettiere (che chissà con che la fa la pizza), il muratore che vi ha sistemato il terrazzo: sono ovunque, in guardia!
Vanno a scuola con tuo figlio, attento!!
Si prenderanno tutto ciò che hai, non abbassare la guardia anzi è meglio che sia tua  sparare per primo! 
Proteggi te ed i tuoi cari, sono in mezzo a noi.

Un fiorire di uomini incappucciati con i simboli dell'ISIS, di accuse contro le moschee clandestine che addestrerebbero soldati dalle capacità sovrumane e senza paura, pronti a devastare il nostro mondo in nome di Allah ed a diffondere la loro cultura a scapito della nostra
Sono arrivati pure a tirare fuori le dichiarazioni di Oriana Fallaci dopo l'11 settembre, dichiarazioni che io ho sempre voluto interpretare come espressione del tormento di una donna devastata dal cancro.
ho letto tanto su Fb, forse pure troppo. nzi, decisamente.
Ho letto invocazioni ad un ritorno di Hitler, ho letto Salvini che chiama il popolo alla crociata. Ho letto commenti e articoli così pieni di odio che mi hanno fatto diventare la bocca amara. 
Ho letto chiacchiere di gente di sinistra che avrei preferito attriuire a testate abiette come Libero. 
Ho sentito troppo, ho letto oltre l'abbastanza,

Eppurei potrebbe dire tanto, si potrebbe controbattere.
Che non esiste una cultura nostra o loro.
Che lo Stato moderno è uno stato laico, poco conta cosa facciano loro a casa loro.
Che il poliziotto morto era di origine araba, anche se oggi c'è chi dice che sia stata una finta esecuzione stile uomo sulla Luna.
Che la religione è solo una scusa.
Si potrebbe dire tanto, sì, ma non so come mai mi suona tutto come banale ed inutile. Sterile.

Forse è più facile ragionare così.
E' comodo sobillare il più debole, chi ha paura, chi si sente piccolo davanti ad un pericolo spaventoso.
Fa vendere.

Voi che covate tutto quest'odio, non vi stancate mai? Il livore, la paura, la smania d catalogare non vi fa passare l'appetito, non vi snerva? Non vi consuma da dentro?

Io, francamente, lo spero tanto.


 

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5 gennaio 2015 1 05 /01 /gennaio /2015 12:52

Non ho mai compreso in pieno il fascino magnetico che la fine dell’anno esercita su certe persone e la loro inestricabile esigenza  di concludere l’ultimo giorno dell’anno con trenini e fuochi d’artificio. No, dico davvero: perché?

Il mio stupore è nato da bambina e continuato nel corso degli anni.
Per questo ho sempre cercato di lavorare in questo giorno quanto ero studentessa, e poi in seguito mi sono sempre limitata a passarlo con gli amici senza fare nulla di particolare, che si sa che a Capodanno costa tutto di più.

Per una serie di imprevisti ed incroci, poi, quest'anno non abbiamo organizzato nulla e siamo rimasti a casa dei miei genitori, con la cucina da Masterchef dell'Amoremio e il countdown di Raiuno in sottofondo, ché nel nazionalpopolare non li batte nessuno.
A ripensarci bene c'era pure Pino Daniele. Per dire.

Abbiamo mangiato, riso, scherzato e Emma ha fatto il suo solito show divorando pedissequamente qualsiasi cosa. Autosvezzamento, scansete và! 
Poi, pigiamata la pupa, alle ore dieci e trenta siamo tornati a casa, visto che mia figlia iniziava ad addormentarsi appoggiata con la testa alle costruzioni e non mi pareva carino. 
Depositata la pupa a letto e infilato il pigiama a nostra volta, io e l'Amoremio abbiamo finalmente festeggiato da soli, brindando poi davanti allo spettacolo del lago illuminato dai fuochi d'artificio ("Se mi svegliano la gnocca scendo in pigiama a sgozzare i vicini") bevendo Borghetti.

Già, caffè Borghetti, vi suona strano? Chi l'ha detto che ci vuole lo spumante? Che poi il Borghetti era una delle cose che più mi mancava mentre allattavo e quindi ci stava doppiamente bene.

A mezzanotte e venti eravamo a letto, belli abbracciati. 
Che teneri.
Se non fosse che l'imprevisto è dietro l'angolo.

Ore 1:30. Apro gli occhi perché ho sentito come un rumore di acqua che cadeva a terra. Splash! E poi ancora, dopo qualche minuto. Splash! Cazzo, è Emma!!!! 
Corro al suo lettino e la vedo lì, addormentata come un angelo. Mia figlia, la luce dei miei occhi, giaceva nel lettino addormentata, dopo aver vomitato nell'ordine: cena, dopocena, acqua e camomilla. E dorme. Russa, persino.

Ma lì mica la possiamo lasciare, tutta sporca in mezzo al vomito. E via, la prendo e la cambio mentre l'Amoremio fa lo spazzino e toglie tutto lo sporco della sua creatura.
Lei, ovviamente, inizia a piangere a pieni polmoni. Mi guarda in faccia come a dirmi: "Ma che m'hai svegliato a fare???" Si dispera mentre le cambio il pigiama e l'intimo, piange come se non ci fosse un domani. Arriva l'Amoremio che, più lucido di me, mi fa: "Guarda, un altro dente!!
Eccola lì la causa del disastro, maledetti denti. E siamo solo ad otto.
Il tempo di rimetterle il pigiama e dorme disperata appoggiata a me.
Ore 2:15. Non ci resta che rimetterci a dormire pensando che molti stanno rientrando  (ma anche no) dai festeggiamenti e noi abbiamo appena finito di pulire il vomito. E buon anno.

Abbiamo dormito tutti e tre come sassi, abbracciati in un groviglio. Ci siamo svegliati alle nove, che per una bimba di undici mesi è un record assoluto, freschi e riposati. 
E' cominciato un altro anno, il primo anno nuovo per Emma. Il 2014 è stato un anno strano, bellissimo e faticoso, baciato dalla nascita della gnocca e dal cambio totale delle nostre abitudini.

E il 2015? Cosa accadrà? Sarò felice? Che dice l'oroscopo per il Capricorno?
Cosa accadrà non lo so, ma finché staremo insieme andrà tutto bene, lo so.

 

Si preannuncia un 2015, mieloso... attenzione!!!

 

 

 

 

 

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22 dicembre 2014 1 22 /12 /dicembre /2014 14:08

Con i tempi che una madre colpita dalla sindome del primo anno di asilo (aka l’ebola è il mio mestiere) può avere, è arrivata anche alle mie orecchie la storia di Shiloh, figlia della coppia più amata ed invidiata del cinema, i Brangelina.
Pare che la bimba, di anni otto, si senta un maschio da sempre, pretenda di vestire da maschio per l’appunto e che voglia essere chiamata John e che i suoi genitori le abbiano permesso di presentarsi ad una prima insieme a tutta la famiglia abbigliata, appunto, non come la principessa delle fate ma in smoking maschile.

Prima di tutto ho pensato ad una trovata pubblicitaria, perché si sa che ad Hollywood pur di far notizia metterebbero un tutù ad una gallina, perché non uno smoking ad una bambina, che fa subito Baby Herman?  Che importa se i Brangelina mettono sul piatto la loro bellissima figlia? In fondo la Jolie prima di accasarsi bene era avvezza a ben altre stranezze e in un angolo  remoto del mio cervello alberga ancora con terrore una sua foto con una fialetta del sangue di Billy Bob Thornton al collo.
E invece no, su tutti i giornali rimbalza la notizia che la piccola Shiloh in pratica non esiste a discapito del suo alter ego maschile, John appunto. E mamma Jolie la asseconda, evitandole l’odiosa necessità di travestirsi dalla femmina che non è e che non si sente.

E qui si è scatenato il finimondo: può una bambina essere così consapevole di sé ad otto anni? Si tratta di emulazione nei confronti dei fratelli o di una sessualità deviata? I Pitt, da sempre portabandiera dei diritti della comunità gay sono bravi genitori o bramosi affabulatori che sanno cogliere lo spirito dei nostri giorni con voracità a discapito di tutto e di tutti? Shiloh/John finirà all’inferno? Ci finiranno i Brangelina? 

Bellissimo l’articolo de il Giornale, quotidiano noto per la propria tolleranza ed intelligenza, in cui la colpa di tutto ciò viene data, senza ironia lo giuro, al nome: chiami tua figlia Shiloh? Bèh, normale non è che ti può venire. Invece, se l’avessi chiamata Maria oppure col nome della nonna tutto ciò non sarebbe successo, al massimo da grande votava Salvini, ma certo non si vestiva da femmina. Che poi la mamma della Jolie si chiamava Marcheline quindi giusto come la mamma di Pitt la potevano chiamare, Jane. Che eprò fa subito Jane Doe, io ad Angelina la capisco.
Non solo, l’autore non perde l’occasione di ricordarci che il nome più diffuso nelle metropoli europee è Mohammed e che quindi moriremo tutti affogati dalla marea nera dell’Islam.

Amen.
 

Ma lasciando perdere i cacciatori di streghe e tornando alla piccola Shiloh, io da mamma non posso far a meno di ammirare la Jolie.
Non penso sia facile avere a che fare con una bimba che, per i più svariati motivi, decide che da oggi il suo nome sarà un altro e per di più di un sesso diverso. Non è facile, anche perché noi mamme, io per prima,  siamo facili al lasciarci andare davanti a trini, pizzi e tripudi di rosa  e a vestire le figlie come MioMiniPony, almeno finché non si ribellano ed iniziano ad esprimere il loro essere. Si fanno tanti sogni sui propri figli, li vorremmo plasmare come Didò a nostro piacimento e magari a nostra immagine e somiglianza, ma non si può. Non si può nemmeno per la piccola Shiloh, che nel suo DNA porta già impresso un bagaglio di glamour e bellezza senza fine ed una strada dorata verso il mondo di Oz tutta per sé.

Ma non sono i genitori a poter scegliere cosa diventerà la propria prole, si può solo vegliare su di loro, insegnargli ed essere loro stessi e sperare che siano felici.
E io, guardando le foto della serata incriminata, non ho potuto fare a meno di pensare che la piccola Shiloh/John avesse negli occhi uno sguardo sereno, consapevole e fiero. Che fosse felice, insomma. Il resto importa?
Un mio caro amico sin dalle elementari era già diverso. Erano gli anni ottanta, non è che si parlasse di diritti omosessuali ed io non avrei saputo nemmeno spiegarlo, ma lui era già una bambina. Tutti gli anni scriveva una letterina a Babbo Natale chiedendo una Barbie e tutti gli anni piovevano dalla slitta macchinine e robot. Non è forse una storia molto più triste?

Una bambina può essere consapevole della propria sessualità a otto anni? Forse no, di certo non sa spiegare bene cosa le alberghi nel cuore.

O è solo un capriccio, un modo di attirare l’attenzione in una famiglia  tentacolare e allargata?
E se fosse solo emulazione verso i fratelli più grandi?
In ogni caso lei era serena e sorridente, sicura di sé e innamorata della sua famiglia.

Può un genitore chiedere di più?

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15 dicembre 2014 1 15 /12 /dicembre /2014 12:52

Domenica pomeriggio in casa d’amici, quasi tutti coi figli ma anche no.
Siamo a festeggiare la splendida nuova data, che da vera principessa non si cura di noi ma dorme abbarbicata alla nonna mentre il fratellino reclama a gran voce Peppa.
Peppa, che poi sarebbe Peppa Pig.
La maledetta.
Parte la sigla e mia figlia, saldamente seduta per terra a gambe larghe, già balla agitando le braccia.
Ipnosi collettiva dei bambini presenti.
I grandi, invece no.

 

Io Peppa Pig la odio.
Per fortuna mia figlia è ossessionata dalla Pimpa.
Io odio di più il fratellino  e il suo cxxxo di dinosauro.
Ma Nonno Pig e Nonna Pig di chi sono i genitori? Di Mamma Pig o di Papà Pig?
Per me sono i genitori di lei, sempre in mezzo alle scatole.
Per me sono frutto di una relazione incestuosa. Alla fine sono maiali, no?
Avete fatto caso che tutte le attività commerciali sono gestite dalla Signora Coniglio o dalla sorella? Il supermercato, il chiosco dei gelati, il trasporto pubblico, la bigliettaia al museo.
Pure l’elisoccorso.
Un racket.
Solo il Sig. Toro si oppone.
Perché ha le palle, è chiaro.
Anche Nonno Cane! Guida la barca!
Ho sempre pensato a Nonno Cane come ad una bestemmia.
E Susi Pecora allora?? Non ti fa ridere?
Dalla disperazione.
Io Peppa Pig la odio.
Ho voglia di un panino con la porchetta.
Posso dirlo? Ha la faccia a pisello.

Buhahahahahhahahahhahah!

Ride anche il bambino di due anni.
Panico.

E comunque, come siamo ridotti. Una volta parlavamo di cinema, di serie tv.
Di viaggi.
Di cultura.
Anche di gnocca, occasionalmente.
Già.
Già.
Cresceranno.
Sì, cresceranno.


 

Toh, comincia una nuova puntata!

 

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10 dicembre 2014 3 10 /12 /dicembre /2014 09:00

… tu mamma lo sai prima, anche se tutti ti dicono :”Ma no, è fresca!”, tu già lo sai che ha la febbre. E se non ce l’ha, sta arrivando, cacchio. Sono magiche, le mamme. O se la tirano.
… e le tocchi la testina incandescente, ti senti una leonessa pronta a fare a pezzi chiunque voglia farle del male.
… vuole te, anche se stai per rischiare la cistite (o di farti la pipì addosso).
… finché non senti che il suo respiro si fa regolare non dormi nemmeno se sei sfinita a morte.
… cominci a chiederti senza sosta cosa possa essere e ti viene automatico ripassare a mente tutte le 247 puntate di “Malattie misteriose” che hai visto durante il congedo a casa. Vaccaboia.
... poi scopri che sono i denti ed il tuo odio per i dentisti, non si sa come mai, si implementa.

… ti chiedi quando quella puttana della fatina dei denti si deciderà a fare un giro definitivo, invece di portargliene un mezzo millimetro alla volta.
… vorresti fare un altare in oro massiccio all’inventore del paracetamolo.
… e passi due ore a canticchiare “Cocco & Drilli” all’orecchio per calmarla, quando poi riesci ad appisolarti fai stranissimi sogni con coccodrilli che si accoppiano mantenendo ben saldo in testa uno un cilindro e l’altro un fiocco.
... e poi si sveglia fresca la mattina, ti senti come un bambino la mattina di Natale.


Fino al prossimo dente..

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9 dicembre 2014 2 09 /12 /dicembre /2014 09:00

Io ho diverse fissazioni.
Sì, sì. Proprio fissazioni. E non ho problema ad ammettere di averne, anzi trovo molto noiose quelle persone che non ne hanno affatto, che sono tutte belle precisine ed inattaccabili. Anzi, forse anche questa è una fissazione.

Certo deve trattarsi ovviamente di fissazioni innocenti.: stalkeraggio, voyeurismo e altre malattie non sono certo tra le mie preferite, ma se restano nell'ambito dell'innocuo e della propria casa va bene tutto.

Tra le mie fissazioni più divertenti c'è sicuramente quella di ammirare con piglio da casalingua disperata la spesa che le persone in coda al supermercato davanti a me mettono sul rullo della cassa. 

È nato tutto come un modo per ammazzare il tempo mentre ero in fila, poi con il passare degli anni è diventato un modo per immaginare e fantasticare. Non ne posso assolutamente fare a meno. Allungo il collo e controllo tutti gli oggetti che dal carrello della spesa vengono spostati sul rullo.
Prima o poi qualcuno mi picchierà, lo so.
Ma è troppo divertente immaginare cosa si nasconde dietro la spesa di uno sconosciuto, immaginare mondi inesplorati e vite sconosciute.
A volte è facile.

Il ragazzo che mette sul rullo dentifricio sbiancante e Pocket Coffee  mi fa pensare ad un primo appuntamento imminente, alla sua preparazione ed alla voglia di arrivare perfetti a quell'ora lì della giornata.
La signora che compra quantitativi enormi di prodotti light e di Nutella mi fa pensare ad una persona combattuta tra dieta e vita dissoluta. 

Quante di noi neo mamme avrebbero potuto evitare di scuotere la testa davanti alla signora magrissima che compra merendine in quantità industriale, immagino per una coppia di grassi bambini? Oppure sono per lei, in segreto, magari di notte?
La coppietta che compra pizza surgelata e preservativi non lascia certo spazio a molta immaginazione, ma ad ogni modo mi fa sorridere.

Dite la verità: è divertente, vero?
Poi ci sono i casi più diffcili.
Cosa avrei dovuto pensare della ragazza in fila davanti a dormire con otto confezioni di pollo a pezzi nel cestino? 

E del pensionato con quattro Red Bull e una confezione di noccioline salate?  Mistero. 

Ma il caso più strano l'ho beccato ieri alla Coop: una signora sulla sessantina dall’accento tedesco, alta come un marine, occhiali da sole calcati in faccia e capelli biondo platino cortissimi. E’ davanti a me e mette sul rullo la seguente spesa:
- Una bottiglia di Vodka Absolut
- 3 buste di zuppa biologica alle lenticchie di Colfiorito
- 8 (e dico o-t-t-o) confezioni da quattro di birra Dreher
- una busta di rucola
- tofu

Ora, se voi riuscite ad immaginarvi qualcosa di diverso di una folle alcolista vegana con un kalashnikov in macchina, siete i benvenuti. Mi ha scoperto a fissare la sua spesa con curiosità e mi ha guardato male, certamente ha qualcosa da nascondere.
 

Oppure è un’aliena col metabolismo ad alcol…

 


 

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5 dicembre 2014 5 05 /12 /dicembre /2014 08:30

Ieri sera.

Dopo cena, poco prima di andare a dormire, Emma decide di trasformarsi in un idrante di vomito. Riesce a colpire in un sol botto divano, tavolino e pavimento del salotto, nonché l’orgoglio felino del gatto.
Sola in casa per una serie di motivi, non mi faccio più impressionare e in pochi minuti pulisco, smacchio, faccio la camomilla alla posseduta che gioca nel box e che nel frattempo si è rianimata e sembra vispa come un grillo. Solo per l’orgoglio del gatto non trovo medicina e lo spedisco fuori a fare un giro: magari le sue amichette lo consolano. Non credo, ma lo spero.
Gongolando su come sono diventata brava, faccio bere la camomilla alla gnocca e la infilo a letto.
Al rientro dell'Amoremio non perdo occasione di bullarmi di me stessa: che mamma moderna sono?


Stamattina.

Emma sta bene, ma sono titubante: asilo sì o asilo no?
Con l’Amoremio decidiamo di mandarla lo stesso: non ha febbre, è pimpante e sembra tutto come al solito.
Ma l’istinto materno deviato che mi sussurra malefico all’orecchio mi dice: “Non ce la mandare!!!! E se poi sta male??”. Decido di ignorarla, di fare la madre moderna davanti all’Amoremio e di portarla all’asilo. A differenza del solito la porto io perché devo andare a fare un prelievo di sangue alla ASL e l’asilo è poco lontano.
Arrivo all'asilo e mi trovo una comunicazione per il regalo di Natale firmato "I rappresentanti.
"Bella roba" dico
all'educatrice "considerando che io sono una rappresentante e non so nulla!!". Sono ironica, è chiaro. Ho troppo da fare per fregarmene davvero di certe cose e questo non è decisamente il periodo adatto per le lotte superflue. Ma la maestra è mortificata, si genuflette in mille scuse.  

Al momento della consegna, Emma si scatena: piange, mi si attacca ai capelli, si dimena. 
Vado a fare il prelievo col magone, non prima di aver specificato all’educatrice di chiamarmi per qualsiasi cosa.
Alla ASL del paesello, dove in genere non c’è mai nessuno, c'è il delirio: che culo.
Dopo un'attesa che sembra infinita, e durante la quale telefono a mia madre e all'Amoremio giusto per stemperare il magone, arriva il mio turno.
Mi siedo, una gentile infermiera prepara la siringa, mi buca e... driiiinnnnnnn!!!!! Il cellulare attacca a suonare. Mia madre non può essere, mia sorella è al lavoro, le mie amiche no... oddio, è l'asilo di Emma. Sono sicura. è l'asilo. Oddio, ha vomitato. Si è sentita male. Oddio, devo rispondere... "Mi scusi, dovrei rispondere... si può sbrigare?" dico all'infermiera che sta facendo il prelievo. 
"Guardi che più veloce di così!"
"Mi suona il telefono e forse è l'asilo di mia figlia... ieri sera ha vomitato..."
Per un attimo mi sento Quelo, poi lo sguardo dell'infermiera mi riporta alla realtà: "Signora, non è che se si agita il sangue esce più svelto..."
Mi sfila l'ago, mi faccio buttare addosso un cerotto e scappo nell'atrio a telefonare. Visto che vivo in un posto dimenticato dal Dio della tecnologia, c'è poco campo.
"Pronto? Sono la mamma di Emma, mi avete cercato. Sta bene, ha vomitato, è viva?"
"Un attimo, che chiedo... chi ha chiamato la mamma di Emma? Ah, ecco. Buongiorno signora, la chiamo..."
"Sta bene? La vengo a prendere sub..."
"No, signora, Emma sta bene. La chiamo per quella comunicazione dei rappresentanti di classe."
​Il mondo s
otto forma di milioni di parolacce mi ha attraversato la mente: "COOOME????????!"
"Sì, ci dispiace che non sia stata avvertita, blablablablablablabla e ancora blablabla."
No, io dico, mi fai venire un colpo così e poi chiacchieri pure senza sosta al telefono?? Tipo che avrò perso cinque chili e rischiato lo strappo di una vena nel mentre del prelievo, maremma telefonica.
"Mi sente? Signora?"
"Guardi, non fa niente. Non sono gelosa, davvero."
"No, ma blablablabla blabla bla e poi ancora blabla!"
Ci manca poco che mi viene un colpo, come minimo mi si sballano tutti i risultati del prelievo. C'avrò i globuli bianchi genuflessi, cacchio.

"Ok, grazie e arrivederci."


Dicevamo: mamma moderna a chi?

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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