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27 aprile 2017 4 27 /04 /aprile /2017 14:00

La mattina vestirsi è sempre una lotta.
Non una lotta normale, una senza quartiere.
Sempre.
OGNI SINGOLO GIORNO.
E l'oggetto del contendere sono sempre le scarpe.

"Mamma, ma queste scarpe non le voglio proprio, No e noooooooooooo!!!"
"Ma come? Sono nuove, sono belle, sono rosa!!"
"Non le voglio!"
"Ma come mai???"
"NO!"
"Mettile e basta, ho detto."
"Non le voglio, voglio le GEOX!"
"Come?"
"Voglio le Geox come Nour, è la scarpa che sospira non lo sai?"
Non ridere.
Non ridere.
Non ridere.
Pensa ad una cosa triste, pensa ad una cosa trist... buahahahahhahahah! 
"Cosa fanno?"
"Sospira, mamma, non hai visto la TV?"
"Eccerto"
"..."
"Amore, le tue sono più belle, sono Primigi"
"Ma io voglio le Geox come Nour!"
"Va bene, ci penserò"

Speriamo che Nour non passi presto alle Manolo...
 

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25 aprile 2017 2 25 /04 /aprile /2017 11:33

Alle scuole medie come lingua straniera mi toccò il francese ed una professoressa madrelingua severa ed esigente, con la rrrr tipica della sua lingua che le costò subito il soprannome di La Ranocchia.
Ma la professoressa era una tosta, ed impose subito la legge del terrore, imponendo l'obbligo della lingua francese all'interno delle sue ore pena il versamento di cento lire per ogni parola in italiano da versare nell'apposito obolo.
Di lei mi ricordo molte cose, nonostante siano passati trent'anni (trent'anni... 30... SPAVENTO!?). Prima di tutto la lingua francese, poi le paginate di verbi irregolari da riempire e la cena di fine corso fatta con l'obolo maledetto.
E poi i ritagli di giornale che ci portava.
In uno si parlava di Jean-Marie Le Pen e del Fronte National. Stavamo parlando del sistema elettorale francese e del funzionamento del suo sistema democratico, e senza peli sulla lingua la professoressa apostrofò Le Pen come un male per la sua nazione, un poveraccio astioso e cieco, un fascista. Erano altri tempi, tempi in cui un professore non aveva paura di parlare di politica ai suoi alunni.
Lo sbeffeggiò, dandogli altri cinque anni di popolarità e poi l'oblio.
Era il 1988.
Ecco.

 

 

Quasi trent'anni sono passati, e fanno paura.
Ma quello che fa più paura è la figlia dello sbeffeggiato, Marine Le Pen, che prende il 21,42% alle presidenziali francesi. Quello che fa paura è quel quinto della popolazione francese che l'ha votata, che ha scelto l'odio e la paura.
Quel che fa paura è che accade in tutta Europa.
In tutto il mondo.
Quel che fa paura è la morte della speranza.
La mia professoressa, così severa ed aperta allo stesso tempo, si sbagliava. Chissà dov'è oggi, vorrei chiederle che ne pensa, se vota Macron o anche lei con la vecchiaia si è arresa.

Buona liberazione, se ci credete.
Buona liberazione, se avete ancora voglia di lottare.

Io mica mollo, eh.
 

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24 aprile 2017 1 24 /04 /aprile /2017 18:46

La dichiarazione dei redditi si avvicina, come ogni anno. E come ogni anno si ripropone l'annosa questione: a chi devolvere il 5X1000? Le associazioni sono tante, le richieste infinite, le cause meritevoli pure. E la paura delle fregature, anche.

Io quest'anno ho scelto ANTEA, una Onlus che nasce a Roma nel 1987 per garantire assistenza gratuita a domicilio ai pazienti in fase avanzata di malattia. L’assistenza Antea è basata sulle Cure Palliative, un approccio che comprende non solo assistenza medico-infermieristica, ma anche supporto psicologico, riabilitativo, sociale, spirituale e legale al fine di garantire la migliore qualità di vita possibile al paziente ed alla sua famiglia.

I servizi dell’associazione sono completamente gratuiti e garantiscono una assistenza 24 ore su 24 sia in struttura di hospice che domiciliare, oltre ad affrontare lo spinoso tema dell’assistenza psicologica dei familiari che spesso si ritrovano ad affrontare un viaggio senza ritorno con i propri cari senza avere i mezzi per affrontarlo adeguatamente.

Io ci sono passata, non è facile vedere una persona che si ama perdere la propria autosufficienza, non è facile veder soffrire e non sapere come fare. Una volta mi sono trovata ad implorare la morfina nello studio di un dottore che non capiva. Sono passati quasi venti anni e tanta strada si è fatta nel campo delle cure palliative, anche grazie ad ONLUS come ANTEA che promuovono la ricerca tramite una rete nazionale di esperti.

Insomma, usate bene il vostro 5x1000.

Usatelo col cuore.

 

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21 aprile 2017 5 21 /04 /aprile /2017 14:00

Con colpevole ritardo (forse, ma non ne sono sicura) sto introducendo nell'immaginario della gnocca le principesse della Disney. 
Ho iniziato in maniera indolore con il più classico tra i classici, Cenerentola, per poi deviare verso la mia preferita (assieme a Mulan): La Bella e la bestia, classe 1991.

 

Le reazioni nell'ordine sono state:
- "Mamma, ti prego, cambiamo cartone. Ho paurisssssssssima!" dopo soli 3 minuti di dvd (sigla compresa) ed al solo apparire della bestia.
- "Mamma, è superbellissimissimo. Ma non voglio vederlo MAI PIU'"
- "Mamma, posso vedere solo il finale?"
- "Mamma, lo vediamo ancora?"

Insomma, è piaciuto.
E non solo a lei.
Ho assistito, defilata, alla seguente conversazione tra bambine treenni che sfogliavano il libro de "La bella e la bestia".
Emma: "Ti piace? E' MIO."
Amichetta: "Ah."
Emma: "Già. Lo sai che la bettia poi torna ad essere un principe?"
Amichetta: "Lo sai che io sono Bella e mio papà è la bestia che poi diventa il principe? E tu?"
Emma: "Io no!! Io sono Emma e mio papà è mio papà, mica un principe qualsiasi! E' papà!!!"

La faccia dell'amichetta è rimasta a punto interrogativo per venti minuti, l'Amoremio viaggia ancora con due massi da cinque chili l'uno attaccati ai piedi.

E non si dica che la gnocca è arida, suvvia. 



 

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19 aprile 2017 3 19 /04 /aprile /2017 08:00

Tutti sanno quanto sia stata male per la scomparsa di Nevruz e quanto sia indecisa sulla questione "adottare un nuovo felino". Tuttavia mia figlia, la gnocca più testona del mondo, sembra essere di tutt'altro avviso, tanto che ha approfittato della mia indecisione per creare un gattile in giardino radunando tutti i randagi del vicinato.
Povere bestie, loro sono contente. 
Io, a dire il vero, meno.

Così, l'altra sera, dopo aver sfamato a croccantini un esercito affamato, la gnocca sgrana i suoi grandi occhioni e mi chiede candida: "Mami, prendiamo un gattino? Uno solo nostro!"
"Ok, però una femmina stavolta"
"'Ecchè?"
"Perché i maschi se ne vanno troppo a spasso e qualche volta non tornano. Meglio una femmina. E come la vogliamo chiamare?"
"Mmmm"
"Non hai deciso?"
"Aspetta, sì. Ecco. Lo chiamo VARIABILE."
"Var..."
"Sì, Variabile. Ti piace?"
"E'... bellissimo... davvero..."


Ora, ditemi voi... Vi sembra normale?


 

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14 aprile 2017 5 14 /04 /aprile /2017 17:17

"Mamma, è vero che Viola dorme nel letto di mamma e papà?"
"No, amore. Ha il suo letto, è chiaro. Ma quando si sveglia va a dormire nel letto di mamma e papà"
Odo distintamente il rumore del cervellino della gnocca che macina a 100 km all'ora.
"Mamma?"
"Dimmi tesoro."
"Io voglio dormire nel letto di mamma e papà."
"Emma, ma che dici? Tu adori dormire nel tuo letto"
"No, io voglio!!"
"Emma, sei impazzita dal sonno? Tu detesti venie nel mio letto"
"IO VOGLIO DORMIRE NEL LETTO DI MAMMA E PAPA. E' molto più comodo!!!'"
E monta il broncio, mentre gli occhi le si riempiono di lacrime.
Poi, un lampo mi attraversa la mente: "Emma, guarda che nel letto di mamma e papà non dormiresti da sola, ma con noi. Tutti e tre."
"Insieme?"
"Ah ah"
"..."
"..."
"..."
"Allora no"
"Ah, ecco. Ora ti riconosco."
"Mamma, IDEA!!!"
"Sentiamo"
"Facciamo a scambio di letto?"
"Come?"
"Io nel letto di là, tu e papà di qui"

E le chiavi di casa, esattamente, a che età le vorresti?

 

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12 aprile 2017 3 12 /04 /aprile /2017 09:00

Con la nascita di Emma sono cambiate tante cose, e questo è ovvio.
Non solo le cose più ovvie sono cambiate, ma anche e soprattutto i miei hobby. 
Prima leggevo settanta libri l'anno, ora tredici sono un risultato ai limiti dello stupore ad esempio.
Ed anche il tempo per le serie TV si è ridotto ai minimi termini, anche perché la giornata ha solo 24 ore.

Ecco perché con la convalescenza post-intervento mi sono data a maratone di recupero di tutto ciò che negli ultimi tre anni mi sono persa. O quasi. 
Intanto ho iniziato con due belle produzioni della BBC, Victoria e Guerra e Pace, la prima che racconta la vita e la salita al trono della giovane Regina Vittoria, la seconda riadatta (e tagliuzza con garbo) per la tv l'immortale classico di Tolstoy.

Sull'ascesa al trono della giovane Vittoria, del suo amore per Albert e dei bellissimi che indossa c'è poco da dire. Inoltre Jenna Coleman è bellissima ed ha il potere di far diventare monarchico il più sovversivo dei liberali. 
Sulla trasposizione del capolavoro russo invece, ho diverse cosette da dire:
- l'opera di Lev Tolstoy resta moderna anche dopo 150 dalla pubblicazione, con una introspezione dell'amino dell'uomo moderno che non risente del passare dei decenni.
- Lily James è dappertutto, peggio di Dan Stevens, ma la adoro quasi fosse il gattino bagnato della Barilla nella pubblicità degli anni '80.
Andrej Bolkonskij ha rovinato l'immaginario di generazioni di donne, molto più che un Leonardo Di Caprio qualsiasi. Ah, anche il mio chiaramente. Ed il vostro?
- Ho deciso di rileggere "Guerra&Pace" per la seconda volta, casomai mi fosse sfuggito qualcosa. E forse anche Anna Karenina, giusto per non perdere il ritmo. Ecco, forse nel 2017 a tredici libri non ci arriverò. Forse.
- Amo gli scrittori russi. L'ho già detto? Ed amo anche le ricostruzioni storiche e le ambientazioni aristocratiche, tant'è che mi sto drogando con dosi abbondanti di Downton Abbey.

Ora scusate, ho appena scoperto che La Effe ripropone Orgoglio e Pregiudizio con Colin Firth in persona. 

Ci sentiamo alla fine della convalescenza, eh...


 

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10 aprile 2017 1 10 /04 /aprile /2017 11:00

In occasione della mia convalescenza, l'Amoremio ha deciso di farmi un grande regalo: Netflix.
Capite?
Serie Tv a nastro, senza un domani, una puntata via l'altra.
Come per tutte le droghe, la prima dose è gratis. Poi, tra un mese, decideremo se confermare l'abbonamento oppure no. Io, da par mio, non avrei molti dubbi, anche se il mio ritorno al lavoro porrà fine alla mia indigestione quotidiana di serie TV. Magari potrei eliminare il sonno notturno, che ne dite?

Con quale serie avrei mai potuto cominciare se non le nuove puntate di "Una mamma per amica"? In fondo, mancavo solo io. E quindi, complice il divano, la copertina e la gnocca all'asilo, in un giorno mi sono vista tutte e quattro le puntate (una per stagione dell'anno) della serie più logorroica ed amata (da me) di sempre.
Non vi racconterò la storia, sarebbe inutile, ma vi regalerò solo appunti sparsi:
1) La serie ha perso in brillantezza. Me lo aspettavo, non  poteva essere diversamente. Lorelai e Rory sono sempre loro, certo, ma allo stesso tempo la magia sembra essersi rotta. Più di loro, nonostante il lutto, brilla alta la stella di Emily, immarcescibile generale di se stessa.
2) Lauren Graham è invecchiata male. Ma malemale. Non parlo solo  di rughe o di qualche chiletto, sembra proprio che le caschi la faccia. Ma come mai, dico io. Non ce l'hanno il botulino a Stars Hollow?
3) Si cambia, si cresce, ci si evolve. Tutta la vita ho fatto il tifo per Logan, poi all'improvviso mi ritrovo a fare la ola per Jess. Milo Ventimiglia sì che è cresciuto bene, caspiterina. E poi è Jack in This is us, e io lo adoro.
4) Voglio il frigorifero di Lorelei, anzi tutta la cucina. La adoro, sembra un collage tra la più moderna cucina americana e quella di mia nonna. Adorabile.
5) Adoro Luke, da sempre. E lo adoro anche in queste quattro puntate.
6) Cara Amy Sherman Palladino, io t'ho sempre adorato però il finale no. Questo finale no, ragazza mia. Ti prego. NO. NONONO. Perché banalizzare? Perché riportare tutto ad un cerchio che si chiude?

Ad ogni modo, anche se queste puntate non mi hanno soddisfatto come rivedere le prime due stagioni in una notte, il mio giudizio anche solo per motivi affettivi non può che essere positivo. Anche perché, come dice la mia amica Angela, io sono Lorelei.

Nel bene o nel male.

 

 

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7 aprile 2017 5 07 /04 /aprile /2017 14:00

Da quanto non scrivevo?
Un giorno, un mese, un anno?
Non saprei, dovrei controllare.
Sì, ho subito un piccolo intervento (settoturbinoplastica riduttiva, per essere precisi) e sebbene questa e le sue cause siano uno dei motivi per cui non ho più scritto, sarei sciocca se gliene attribuissi tutta la colpa.
Sì, certo, stare sempre male e non dormire mai non aiuta lo sviluppo emotivo né la voglia di condividere qualcosa con gli altri.
Ora, ad intervento fatto, nonostante sia ancora in convalescenza, già sto molto meglio nonostante i punti nel naso.
Che devono cadere da soli.
Carini. 

E poi il lavoro, che è sempre impegnativo.
Sì, certo, il lavoro. 
Anche.
Il fatto che mia figlia sta male ogni quindici giorni, poi, ce lo vogliamo mettere?
Sì, certo.

Eppure scrivere è sempre stata la mia scappatoia, la mia porta verso un mondo solo mio. E allora? Allora niente, mi è mancato il fiato, la voglia, il coraggio, il sentimento forse.
Ma mi manca.
Mi serve.
Ed eccomi qui, di nuovo.

Resterò?
Smetterò di essere discontinua?
Vi annoierò? Mi leggerete?

Vedremo...

 

 

 

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20 febbraio 2017 1 20 /02 /febbraio /2017 14:30

Dormo male, dormo poco.
Non è colpa di Emma, lei dorme il sonno dei giusti e l'unico pensiero che ha è la sveglia.
Sono proprio io.
Ed il mio naso, che non funziona.
Apnea amica mia.
E l'ansia, poi? La vogliamo dimenticare così? Dopo una vita insieme? NOOOO.

Ma stanotte ho dormito stranamente cinque ore consecutive.
- Amoremio, ho dormito!!! Però ho fatto un sogno strano.
- Cosa?
- Ho sognato che perdevo i capelli a ciocche. Li pettinavo e venivano via. 
- Brutto!
- E che vuol dire?
- Ma che ne so! Perché vuol dire qualcosa?
- Eh, qualcosa vorrà dire. E poi il terrone della famiglia sei tu!
- Forse vuol dire che devi smettere con la piastra.
- Scemo.

Poi l'ho cercato su Google, eh, ed ha un significato ben preciso.

Perdere i capelli a ciocche vuol dire essere molto stanchi e stressati ed avere necessità immediata di una vacanza.
(Seguono grasse risate registrate)

Inoltre perdere i capelli mentre ci si pettina davanti allo specchio vuol dire che per risolvere i problemi che ci si trova davanti si può contare solo se stessi e nessun altro.

Allegria e buonumore.
Tutte cose che non sapevo, tra l'altro.

 

Stanotte non dormo, che è meglio.

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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