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4 dicembre 2013 3 04 /12 /dicembre /2013 11:15

Z12012Sottotitolo: La verità è che nessuno fa più bene il suo mestiere in questo paese, signora mia!!!

Occhiello: ma vedete di andare tutti a quel paese, invece di rompere le scatole a me, grazie!

 

Viene assunto un nuovo dipendente in una remota filiale del NordEst (sì, a volte accade ancora: miracolo!) ed io lo devo dotare di badge per la rilevazione delle presenze e accesso ai locali aziendali.

Procedura facile, standard, tranquillissima.

Un baleno.

Ad avere la foto del neo assunto, ovviamente. 

 

Apro il file che mi hanno inviato con la foto e mi appare lui, il neo assunto.

A occhi chiusi.

Girato di tre quarti.

Potrebbe essere Max pezzali che canta.

Quasi quasi ci faccio uno scarabocchio sotto e la vendo sui Ebay. Chiamo il responsabile e con calma ed ironia (l'ho già detto che la maternità mi addolcisce?) gli faccio notare che nel badge il dipendente non deve essere bello, sarebbe chiedere troppo, ma almeno riconoscibile.

Chiedo cose impossibil?

 

Passano 5 minuti e mi arriva un'altra mail che recita come soggetto un sarcastico "Foto con gli occhi aperti". L'ho già detto che non ho un buon carattere?

Ecco, immaginate la mia faccia. 

Sì, più o meno quella.

Decido di passarci sopra per evitare inutili spargimenti di sangue.

Apro il file e la foto è ad occhi aperti, ma completamente sfocata.

SFOCATA.

Conto fino a 452.

Inutile, decido di rispondergli in maniera educata, ma anche abbastanza risentita: "Veramente la foto è sfocata. Per questa volta la accetto perchè mi serve urgente, ma la prossima volta ti chiedo di usare più perizia".

Carina, no?

Risposta quasi immediata e un filino paracula: "La foto è sfocata perché se usavo il flash  il dipendente non riusciva a tenere gli occhi aperti".

...

...

...

 

Ora, una povera donna incinta di quasi otto mesi che si intende di fotografia come di fisica quantistica, ma che per necessità deve combattere evidentemente con degli idioti, come deve fare?

Cosa deve rispondere?

Ma soprattutto, mia figlia nascerà già stressata??

 

Aiutatemi...

 

Ps. Altre avventure qui, qui, qui e anche qui.

 

 

   

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28 novembre 2013 4 28 /11 /novembre /2013 11:30

250px-Pope_Alexander_Vi.jpgDevo essere sincera: non ho seguito con trepidazione e gioia la decadenza di Berlusconi.

No, non sono impazzita, è che eliminare siffatto personaggio dopo vent’anni e più di malapolitica e malcostume italico non mi sembra un gran risultato, ma piuttosto una vittoria di Pirro.

Non solo, ma la gente in piazza, i vecchini che aspettano appoggiati alle bandiere di Forza Italia mangiando un panino con la porchetta, i giornali prezzolati che annunciano il golpe e il povero Brunetta che sbava genera in me un moto d’odio nei confronti del genere umano.

Più conosco le persone, più amo i gatti.

 

Ma stamattina, facendo colazione, non ho potuto davvero evitare di sentire il discorso alla piazza del povero Silvio, martire in nome della democrazia, vituperato e perseguitato come nemmeno Wile Coyote. 
Del discorso non ho sentito nulla se non il solito blablabla politico irritante e supponente, ma una cosa mi ha colpito: Berlusconi parla di sé in prima persona plurale.

Noi siamo stati accusati.   

Noi siamo innocenti.
Noi siamo stati ingiustamente accusati.
Noi non ci arrenderemo.

 

"Amò, hai sentito? Parla come Papa Alessandro VI de I Borgia." mi ha fatto notare l'Amoremio.

"Già. E ti stupisce?"

 

No, in effetti no.

Se non avete visto la serie tv e non siete appassionati di storia, il nome di Alessandro VI vi dirà poco, ma vi faccio un breve riassunto. Alessandro VI, alias Rodrigo Borgia, era un uomo dissoluto e un libertino impenitente e come tale si comportò per tutta la vita, sia da laico che da papa.  Dopo un iniziale ravvedimento, peggiorò ancora di più, senza minimamente preoccuparsi di celare agli altri questa sua scandalosa condotta di vita.

Simoniaco e incline al nepotismo, uomo venale e mondano, era lo specchio del papato corrotto e deviato del suo tempo.

Vi ricorda qualcuno?

 

Le differenze tra i due personaggi, seppur sottili, ci sono eccome e non sono certo a favore di Silvio.

E non solo perché Alessandro VI almeno è morto a 69 anni in maniera misteriosa (che pure all'epoca non erano affatto pochi).  

 

Volete degli esempi?

 

La sua amante ufficiale era la giovanissima Giulia Farnese, sicuramente minorenne (ma all'epoca erano meno fiscali, si sa che noi moderni siamo troppo sottili) verso la quale era animato da una passione incontenibile ed ossessiva, tanto da non mascherarla nemmeno nei confronti dell'opinione pubblica. E non era nemmeno la nipote di Mubarak.  Giulia la bella, come veniva appellata al tempo,  era considerata la più affascinante donna del suo tempo ed ha ispirato artisti e pittori. Parliamo di Francesca Pascale?

 

Alessandro VI è stato corresponsabile della morte sul rogo di frate Girolamo Savonarola, un uomo che pure riteneva santo e che stimava moralmente. Si pentì del suo gesto, ma ormai, letteralmente, il rogo era fatto. Berlusconi al massimo cerca di mettere al rogo Matteo Renzi.  

 

E ancora, uno dei figli illegittimi di Alessandro VI è nientemeno che il famoso Cesare Borgia, detto Il Valentino. figura mitica dell'epoca che ha ispirato Niccolò Macchiavelli per il suo Il Principe. Un uomo che non ha bisogno di grosse presentazioni e che secondo alcuni rappresenta in pieno l'uomo rinascimentale. Scaltro, privo di scrupoli e di morale, dotato di una mente brillante ed acuta, rimane una vera icona del suo tempo. E Silvio? Silvio al massimo c'ha Marina, ma i troppi interventi estetici ne hanno compromesso sia la mobilità facciale che la credibilità. Fossi in lui ripiegherei sul cane Dudù.

E Lucrezia? No, dico, Lucrezia Borgia non ce la vogliamo mettere? Al massimo Silvio può rispondere con Piersilvio, la cui apparizione al Drive In in età puberale ha segnato l'apice della popolarità e dello charme, e dotato di una compagna carismatica quanto lui.

 

Come evidenziato, noi italiani non cambiamo MAI.

Ci evolviamo, certo, ma più spesso involviamo.

Oppure è il tempo che dà lustro e gloria ai personaggi passati e che nelle loro epoche non erano poi questo granché.
Chissà il povero Silvio come sarà ricordato dallo Wikipedia del futuro.

 

Ai posteri l'ardua sentenza.

 

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26 novembre 2013 2 26 /11 /novembre /2013 10:00

barLume 01 638-365 resizeIeri sera io e l’Amoremio ci siamo finiti di vedere il secondo (ed ultimo) episodio de “I delitti del Barlume” tratti dai libri del mio adorato Marco Malvaldi ed in onda su Sky in questi giorni.

Che poi sono in crisi d'astinenza, io i libri li ho finiti da un pezzo tutti e quattro e comincio a patire la lontananza da Pineta.

Caro Marchino, quando ne fai un altro??

Io capisco eh, ma anche no.

 

Come sempre è stato e sempre sarà, il libroèsempremegliodelfilm e così sempre sarà finché il cielo e la terra saranno divisi, ma la trasposizione non mi è dispiaciuta affatto. Specialmente la rinascita dalla carta alla ciccia dei personaggi mi è sembrata davvero calzante, tranne forse per Tiziana che io ho sempre immaginato più donna e meno ragazza. E anche un po' più coatta, via. Più verace, comunque.

Filippo Timi è un perfetto barrista Massimo, anche se ogni tanto una parolina in perugino gli scappa, ed i quattro vecchietti capeggiati da Ampelio/Carlo Monni sono impareggiabili.

 

Sarà che come disse Malvaldi stesso ad una presentazione, lui da scrittore di sceneggiatura non ne capisce un bel nulla, sarà che certe cose si fanno “per vendere meglio un prodotto” e chi le fa sa il fatto suo e noi che non siamo del mestiere non possiam capire, ma ci sono delle cose che mi son rimaste sul groppone e non vanno né su né giù.

 

Ad esempio:

- Ma come mai nonno Ampelio è diventato lo zio? Cioè, che cambia? Non che sia strettamente rilevante per la storia, ma non capisco il nesso. Posso capire il far diventare il commissario Fusco una donna per ragioni di equilibrio narrativo, ma perché questa degradazione della parentela? Che poi una delle cose più buffe di Ampelio è quando evoca il Massimo bambino e le litigate con la moglie/nonna del barrista.

- Gli episodi sono solo due su quattro della serie e, cosa molto particolare, sono gli ultimi due. Come mai? Cioè, voglio dire... perchè non partire dall'inizio? Che senso ha? Che fanno, poi tornano indietro?
- Ma stava brutto dire che Massimo si può permettere la sua vita perché ha fatto 13 al Totocalcio l'unica volta che c'ha giocato? E' troppo vintage?

- Massimo è ossessionato letteralmente dalle tette di Tiziana, cosa che lo rende un po’ macchiettistico e meno simpatico di quel che si merita. Perché? Fa più goliardia, più Amici miei? Inoltre nella serie di libri del Barlume è appena accennata la sua attrazione per Tiziana, non è certo un’ossessione.

- Un po' del sano cinismo toscano della serie s'è perso per strada, a scapito di una livella buonista che starebbe bene su Raiuno. E no, non è un complimento. La feroce ironia dei vecchietti è relegata a pochi piacevoli sprazzi mentre nei libri la fa da padrone.

 

Ma, ripeto, di sceneggiatura non ne capisco e siccome anche Malvaldi si fa da parte davanti ai professionisti, chi sono io per oppormi? Specialmente perché, nonostante qualche piccola critica, si tratta di un buon prodotto, piacevole e divertente, che sarebbe in grado di rendere bene anche se programmato da una rete generalista.
La Rai, per dire, così lo vede anche mia madre e esce dal tunnel del fiction sui santi e sui martiri.

 

Un po' troppo pure per i vecchietti del Barlume...

 

 

 

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25 novembre 2013 1 25 /11 /novembre /2013 14:30

oh-no-monday-morningTi alzi la mattina ed è lunedì.

Ommioddio.

Quando mi chiedono se in gravidanza dormo e se c’è qualcosa che non mi fa riposare bene, la mia risposta è “Sì, la sveglia” e la gente mi guarda male.

Lunedì, lunedì, lunedì.

Ma chi l’ha inventato 'sto giorno velenoso? Pure il nome è odioso, malmostoso, fastidioso.

L-U-N-E-D-I’.

Sentite come suona male?

 

Certo, poi scoprire una volta sveglia che i termosifoni che si dovevano accendere nel primo giorno freddo dell'autunno (che è venuto di lunedì, strano no?) non hanno funzionato e la tua casa sembra un igloo non aiuta. Anche perché il tecnico, diligentemente da te chiamato quindici giorni fa, giura e spergiura che va tutto bene, nonostante tu gli abbia espresso le tue pacate rimostranze alle otto meno un quarto di mattina.

Di lunedì, appunto.

 

E poi incontri gente in ascensore. No, non gente. Donne che credono di sapere tutto. Tanto già è lunedì, che vuoi che sia!

"Bella pancia che t'è venuta"

"Grazie"

"Ehhhh! come mai prendi l'ascensore tu che non lo prendi mai?"

"Sai, la panzona comincia a pesare! scherzo. 

Scute la testa, io guardo la pulsantiera.

"Ma il bello guarda che viene ora, eh!" sentenzia acida.

Ed esce dall'ascensore trotterellando.

Puttana.

 

E' lunedì.

 

Respira, respira.

 

 

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21 novembre 2013 4 21 /11 /novembre /2013 10:30

10103761-vintage-people-symbol.jpgIn fila alla Asl per mail prelievo mensile, mi piace mettermi in un angolo ad ascoltare la sin troppo varia umanità che mi circonda. Non è spiare, ma voglia di capire e anche, perché no, di inventarci una storia sopra.

In fondo sono qui che aspetto senza far nulla, il mio cervello si annoia e mancano ancora 25 numeri.
Il mio numero, il 66, sembra lontanissimo, di un'altra galassia.

 

Proprio accanto a me due pettinatissime signore intorno alla settantina parlano dei loro guai familiari imprescindibili.

Che, in due parole, consistono in questi ragazzi d'oggi che spendono e si indebitano per sposarsi e poi si separano per un nonnulla, mica come loro che han retto al marito finché, voglia Gesucristo, sono stati chiamati in cielo.

"Mica come la figlia di X eh, quella è andata a convivere!"

"E non è meglio? S'imparano a conoscere e se si stufa arvà a casa sua senza tutta sta confusione!"

"Che poi quando uno si separa ti rimangono parenti uguali"

"Guarda, non mi ci far pensare... La mi'nuora..."

Segue segno di disapprovazione sincronizzato della testa, tipico di suocere dotate solo di (venerati) figli maschi.

Vabbè, ora sono a conoscenza che nella bucolica campagna umbra i divorzi sono in aumento. Le corna no, quelle sono stabili.

 

Andiamo oltre.

Un paio di vecchietti disquisiscono di politica leggendo "Il corriere dell'Umbria" e minacciamo di bruciare le terrese del PD in piazza che tanto ormai alla società operaia ci si va solo per giocà a briscola e la rivoluzione è difficile arrivi prima della loro dipartita. Però son troppo carini, lì a chiacchierare in tre, coi cappelli ancora calati in testa e l'età di Matusalemme. Mi mettono allegria ed è bello immaginarseli litigare per aver calato l'asso al momento sbagliato, tra un Montenegro e un grappino.

 

Ma continuiamo ad esplorare la saletta.

Giusto più in là c'è una ragazzina, avrà vent'anni ed indossa un buffo cappello di lana color acquamarina. È accompagnata dalla madre ed è incinta (di quattro mesi, la madre l'ha sbandierato anche all'usciere), ma con l'aria dimessa di chi si trova lì sì, ma solo per caso, di passaggio verso un altro mondo.

Non posso far a meno di notare che tutti i conoscenti che si avvicinano alla ragazza, e in una Asl di paese sono tanti e variegati, vengono intrattenuti dalla madre qualsiasi età essi abbiano con i dettagli più intimi della gravidanza della figlia mentre lei vegeta in un angolino, manco la conversazione non riguardasse il suo utero.

Sto per dirgli qualcosa tipo Esci dal coma, bellina! quando una attempata signora vestita e bardata come per la maratona di New York mi si para davanti.

"Ciao!"

"Buongiorno!"

"..."

"..."

"No, ma ciao eh!"

"Buongiorno Signora, serve nulla?"

La signora indica la mia pancia e sorridendo fa ad alta voce: "E' un piccolo *cognomedelragazzodimiasorella* quello, vero?"

"No, guardi, no..."

"ODDIO, VI SIETE LASCIATI???????"

Tutti gli occhi sono su di me, i vecchini si tolgono il cappello, le signore cotonate sbarrano gli occhi e pure la ragazzina ha un barlume di vita in fondo agli occhi.

"No, è che io..."

"NO, SCUSAMISCUSAMISCUSAMI! CHE FIGURACCIA! E POI NELLE TUE CONDIZIONI!!!"

"No, è che..."

"PURE RAGAZZA MADRE!! POVERINA!!"

"Signora, si calmi. Le volevo dire che mi confonde con mia sorella!"

La signora diventa livida in volto, mentre i vecchietti si coprono dietro al giornale per non scoppiare a ridere.

"..."

"Signora?"

"Eh, ma la colpa è vostra, eh! Siete uguali! fate qualcosa!"

Gira sulle scarpe da ginnastica e se ne va.

Mi dispiace, gli ho fatto saltare il gossip pomeridiano e gliel'ho tramutato in una gigantesca figura di cacca.

 

La sindrome di Barbara 'Urso colpisce ancora...

 

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18 novembre 2013 1 18 /11 /novembre /2013 13:02

Z12012Una mattina qualunque, un lunedì qualunque di una settimana qualunque.

 

“Pronto? Centro per l’Impiego della città di X?” (ndr. dove X è una qualunque cittadina italiana, non necessariamente al sud)

“Sì, dica pure”

“Sono la Dott.ssa Phoebe della società Pincopallo. Vorrei fare una selezione del personale per un’assunzione. Il candidato dovrà avere le seguenti caratteristiche: blablablabla.”

“Ok, ci sentiamo venerdì con un primo gruppo di nominativi.”

“Sì, guardi, è abbastanza urgente.”

“Sì sì, stia tranquilla.”

“Io ho parlato con?”

“Sono la Dott.ssa Azzeccagarbugli, può far riferimento a me e solo a me.”

“Arrivederci, a presto.”

 

Venerdì: silenzio.

Lunedì: silenzio tombale.

Martedì: invio una mail di sollecito.

Mercoledì: nulla.

 

Poi giustamente me ne vado qualche giorno in ferie. Torno ed il lavoro e sono subissata.

Insomma, al decimo giorno di silenzio chiamo

 

“Pronto? Centro per l’Impiego della città di X?”

“Sì, dica pure”

“Sono la Dott.ssa Phoebe della società Pincopallo. Cerco la Dott.ssa Azzeccagarbugli.”

“Non c’è”

“Ok, quando la trovo.”

“Un attimo”

Musichina d’attesa.

Per 10 minuti.

Ora urlo.

“Buongiorno, sono il Dott. Poverodiavolo, mi scusi l’attesa.”

“No, ecco. Cercavo la Dott.ssa Azzeccagarbugli per una selezione di pers…”

“Guardi, mi spiace la dottoressa è stata spostata dieci giorni fa a nuovo incarico e le sue pratiche sono rimaste inevase.”

“Come INEVASE”

“Eh.”

“…”

“…”

“Mi faccia capire, non avete ancora contattato nessuno?”

“Ehm, no. Ma se vuole per venerdì, io…”

“E se spostano pure a lei?”

“…”

“…”

“…”

“Vabbè, via: proviamo. Altro giro altra corsa!”

   

 

No, dico io: ma si può lavorare così?

 

 

 

 

PS. Per altre avventure passate qui, qui e qui.

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15 novembre 2013 5 15 /11 /novembre /2013 12:10

Fear.jpgNegli anni ’50 l’adulterio era un vero e proprio reato e una relazione extraconiugale poteva rovinare una carriera. Per non parlare del divorzio.
Nel secolo scorso una donna che sfacciatamente mostrava le caviglie generava scandalo ed indignazione. 
Ancora prima, nell’ottocento, una donna non poteva nemmeno scrivere un libro e doveva usare pseudonimi maschili, pena scandalo e raccapriccio generale.
E oggi che rimane dello scandalo che accendeva le piazze?
Della ferocia che faceva bruciare presunte streghe davanti a sbavanti benpensanti?
Per fortuna poco, o almeno si è trasformato in uno scandalo virtuale. La gogna non esiste più nelle piazze, ma direttamente in televisione grazie  a programmi come Pomeriggio 5 e affini.

Grazie Barbara D’Urso, grazie.


Ma che cosa ci scandalizza, se ancora qualcosa rimane? Cosa vietiamo ai bambini mettendogli le mani davanti agli occhi? Cosa ci fa paura?

C'è ancora qualcosa in grado di scuotere la coscienza?
Guardiamo la cronaca degli ultimi giorni, così per renderci conto.

 

E subito ci troviamo davanti con la paura delle paure, quella che paralizza e che inculcavano le nonne: zingara tenta di rapire un neonato a Roma. Lì, ad un passo dalla mamma, prendendolo per un piedino mentre lei lo aveva appoggiato su una panchina. Terrore, panico, paura. 
Questi zingari, c'aveva ragione Hitler, son tutti da bruciare. O forse, magari, anche no. Ma a chi importa? Importa davvero? Perchè quello che conta è quello che dice il popolo, no? E allora tirate su i forconi! assaltiamo i campi nomadi e autorizziamo i ragazzini a cospargere i rom di kerosene e dargli fuoco.

 

E ancora. Tu, donna, non puoi partorire nel dolore? Allora non sei in grado di essere madre, non te lo meriti sennò Dio ti avrebbe dato il dono della maternità classica e consolidata. Questo sembra dire la morale e integerrima legge italiana che toglie l'affido della figlia ad una coppia solo perchè la bimba è nata da un utero in affitto, pratica non possibile in Italia. E quindi ora con sta bambina che ci facciamo? La giochiamo ai dadi? Puniamo lei per punire i genitori? Punire di che? Ma all'opinione pubblica poco importa, troppo presa dalla sconvolgente notiizia che un Tribunale folle ha affidato una bimba ad una coppia gay. OMMMIODDIO!!!!!! Cosa succederà ora? Come minimo crolleranno tutte le certezze sociali e millenni di storia verranno spazzati via come da un tifone. Il prossimo passo quale sarà?

 

E poi, per citare un altro campo, c'è la politica. Una oscura deputata del M5S, Emanuela Corda, assurge improvvisamente all'onore (o al disonore) delle cronache per aver affermato alla commemorazione dei dieci anni dall'attentato di Nassirya che anche il kamikaze è solo una vittima di qualcosa di più grande. Scandalo, sputi, insulti. Puttana filoaraba che non sei altro, vergognati e sparisci. Dimettiti. Crepa.

 

Impossibile non essere a conoscenza della questione baby squillo che imperversa in televisione. Sì, in televisione e nei talk show, dove ragazzine alla meglio incappucciate raccontano davanti ad occhi sgramnati e avidi da pseudo esperti particolari e tariffe, scadendo in descrizioni dettagliate in fascia protetta. Perché no? In fondo, se il nostro ex PdC andava a minorenni e faceva vestire da suore le sue amiche, noi chi siamo per avere di meno? E per due spicci, in fondo.

 

E così ciò che doveva essere davvero scandaloso, cioè uomini adulti che si approfittano di, chiamiamo le cose col prorpio nome, BAMBINE, diventa improvvisamente argomento di conversazione

 

A volte mi sembra di essere un alieno in mezzo alla gente, e questo senza che mi spuntino un bel paio di antenne verdi. Almeno, se fosse, vorrei le gambe lunghe lunghe e non la carnagione verdastra che mi sbatte col colore dei capelli, diamine. Sì, perché siamo diventati un popolo così esasperato, spaventato e folle da credere a tutto, da non voler vedere oltre il proprio naso e ad esser pronti a saltare sul carro del populismo.

E godere dello sporco e del pruriginoso degli altri, anche.

E tutto ciò perdendo la morale, l'empatia col prossimo, il rispetto, la carità cristiana persino.

 

 

Ora scusate, l'astronave mi aspetta...

 

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12 novembre 2013 2 12 /11 /novembre /2013 10:06

p425632745.jpgL’ho già detto che vivo nel posto più noioso del mondo? Quello che si accende due volte all’anno, per Eurochocolate  e per Umbria Jazz, per poi piombare nell’oblio della verde provincia italiota? Bene, sappiate che io vivo alla periferia, addirittura. In campagna. E che da noi solo ultimamente è avvenuta la grande ed iconoclasta innovazione: sono sbarcati i cinesi.

Che novità, eh?  

Insomma, arrivano i cinesi  e stanno iniziando ad aprire i loro megamagazzini dove vendono di tutto, dalle spille da balia alla batteria per la macchina, passando per il macinasale.

Che dico, in un paese di manco 15 mila anime, non ne basterebbe uno? No, sono già a quota tre e nemmeno un ristorante cinese. Ragazzi, non è per dire, ma un take away cinese farebbe furore. Vuoi mettere passare per andare a casa alle otto di sera, dopo millemila ore di lavoro e comprare involtini plimavela e tofu flitto in quelle bellissime scatoline di cartone da film?

No, qui aprono soltanto negozi di oggettistica varia.

Inutili, via.

Ma sto divagando.

Dicevo, insomma, dell’invasione che coinvolge anche un immobile gigantesco, ex negozio di arredamento molto figo comprato in contanti sull’unghia dalla mafia cinese. Dicono, ovviamente.

Ed i commenti si sprecano, specie nel mio punto d'ascolto d'elezione delle opinioni del popolo italiano: lo spogliatoio della palestra.

 

"Eh, però... mica è giusto, questi cinesi si prendono tutto! Diventeranno i nostri padroni!"

"Vabbè, dai non esagerare."
"Eh, no! Io non ci compro nulla, non è giusto! Dovrebebro rispettare le nostre stesse regole!"

E qui mi sento il dovere di intervenire: "Sì, giusto, sono d'accordo. Dobbiamo rispettare tutti le stesse regole. Sei certa che loro non le rispettino? Se fosse così sarebbe anche colpa dello stato italiano che non controlla a dovere."

"E poi" mi fa eco un'altra ragazza "la maggioranza dei beni, anche di lusso, li producono in Cina. E lì stai certa che le nostre regole del lavoro non ce l'hanno! Che fai, non compri più nulla?"

"Ma che vuol dire? Se ci guadagna un italiano è diverso!"

"..."

"..."

Io mi arrendo, consapevole che parlare coi pazzi serve a poco, ma l'altra ragazza non si arrende davanti alla bovina espressione dell'italiota di turno e cerca spiegazioni. Invano. L'altra si stringe in spallucce, certa della sua verità provata.

 

A me, nel frattempo, è rimasta la voglia di involtini primavera...

 

 

 

 

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5 novembre 2013 2 05 /11 /novembre /2013 10:05

you have been warned funny pregnancy shirtL'essere incinta dà il via ad una sorta di razzismo all'incontrario. La gente ti guarda con un misto di occhio languido e compassione francamente immotivata e, se la gestante c'ha una giornata no, potrebbe generare zuffe mica da poco.

 

E questo vale per tutte le donne incinta, non solo  per me che ho un così amabile carattere.

Perciò, o comune volgo che mi stai leggendo, voglio renderti edotto su cosa non fare assolutamente se lungo il vostro cammino vi trovate ad affrontare una donna in stato interessante.

 

1) Non toccatele la pancia a meno che non abbiate una estrema confidenza con lei. E' un gesto intimo, molto intimo. Ed è piacevole solo se fatto da una persona con cui c'è un legame. Voi vi fareste toccare le parti intime dal primo che passa? E allora? No, non va bene nemmeno chiedere il permesso prima, ché molte donne non hanno lo spirito per rispondere "Provaci e ti tronco la mano all'altezza del polso". Suvvia, tenete le mani a posto che non vi dovrebbe costare poi così tanto.

 

2) Non chiedetele in continuazione "Come stai?", "Tutto bene?", "Ma stai bene?" E' molto fastidioso dover sempre dire che va tutto bene ed inoltre se una fosse un tantino supestiziosa non sarebbe nemmeno bello. Per non fare torti a nessuno, io mi sa che inizio a portarmi nella borsa un ferro di cavallo.

 

3) Non fate battute sul peso, specie se siete uomini. Specie se siete idioti. Non è bello e non fa ridere. E poi guardatevi prima quell'appendice mollicce che avete dopo l'ombelico. No. non lì: più su, caspita!!!!!

 

4) Non iniziate con la paternale. Una donna incinta, specie se al primo figlio, può essere già molto in ansia per la miriade di cose nuove che immagina scombussoleranno la sua vita. Frasi del tipo "Finita la pacchia, eh?" oppure "Vedrai che casino dopo che l'hai sfornato!!". Non aiuta nemmeno raccontare eventi poco edificanti del tipo "Mia cuggina c'ha avuto 28 ore di travaglio" oppure "Mio cugggino mi ha raccontato che suo figlio fino ai tre anni non ha dormito mai". Non-è-carino.

 

Allora, mi chiederete, come comportarsi se si incontra una donna incinta?  Secondo la mia modesta opinione, sempre che sia una semplice conoscente e non un'amica, la parola d'ordine è EDUCAZIONE. Come dovrebbe essere sempre, del resto, anche con chi non ha una pancia abitata. O dopo che il pupo è nato.

Costa così tanto essere educati e, magari, anche cordiali senza trascendere nel triviale?

 

Evidentemente sì.

 

 

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4 novembre 2013 1 04 /11 /novembre /2013 11:00

Z12012(se avete perso la altre puntate le trovate qui e qui)

 

Lunedì

Driin!!!! Driiin!!!

 

“Buongiorno, sono Phoebe!”

“Buongiorno, sono XXX. Io mi sposo e volevo sapere del congedo matrimoniale”

“Prima di tutto auguri! Il congedo matrimoniale per il nostro CCNL sono 15 giorni di calendario, compresi sabati e domenica, da prendere in un’unica soluzione. Serve sapere altro?”

“No, grazie a posto. Ciao”

 

Martedì

Driin!!!! Driiin!!!

 

“Buongiorno, sono Phoebe!”

“Buongiorno, sono sempre XXX, quella che si sposa. Ti ricordi?”

“Sì, certo, come no. Auguri. Che posso fare per te?”

“Volevo sapere del congedo matrimoniale.”

“…”

“Cioè, lo posso fare dopo un po’ dal matrimonio o lo devo fare subito?”

“Non c’è scadenza, come vuoi. Ovviamente devi metterti d’accordo col tuo capoufficio. Serve altro?”

”Ah, ok. No, no, a posto. Grazie, eh!”

 

Mercoledì

Driin!!!! Driiin!!!

 

“Buongiorno, sono Phoebe!”

“Buongiorno, sono sempre XXX, la futura sposa!”

“…”

“Volevo sapere del congedo matrimoniale.”

“…”

“Ma è pagato? Cioè, è come le ferie o mi togliete dei soldi?”

“No, è come le ferie, retribuito. Quindici giorni di calendario, senza interruzioni”

“Ah.”

“Serve altro?”

“No, no, grazie e ciao”

 

Giovedì

Driin!!!! Driiin!!!

 

“Buongiorno, sono Phoebe!”

“Buongiorno, sono  XXX, ti ricordi di me? La sposa!”

“…”

“Volevo sapere del congedo matrimoniale.”

“…”

“Ma allora sono quindici giorni? Compresi sabato e domenica? Sicura?”

“Sì-ì-ì-ì-ì…”

“Ah, ok.”

 

Venerdì

Driin!!!! Driiin!!!

 

“Buongiorno, sono Phoebe!”

“Buongiorno, sono  XXX, ti ricordi di me? La sposa!”

“Ma dai?””

“Volevo sapere una cosetta sul congedo matrimoniale.”

“Dimmi, sto qui apposta!”

“Ma lo posso prendere proprio quando voglio? Anche dopo mesi dal matrimonio?”

“Te lo ripeto: sì. Basta che ti accordi prima col tuo capoufficio, ovviamente.”

“Ah, ok. Grazie eh!”

“No, aspetta. Scusami, una domanda: ma quando ti sposi?”

“A fine novembre.”

“Ah, bene! Allora sei arrivata!! Congrat…”

“Macché, mica questo fine novembre: intendevo nel 2015!!!”

Click

“Pronto? Phoebe? Pronto?”

 

 

 

…continua, eccome se continua…

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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