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8 febbraio 2017 3 08 /02 /febbraio /2017 17:00

Scrivo poco ultimamente.
Scrivo poco, ma la mia testa è piena fino all'orlo. Scrivo poco e mi sento stanca, ma se una volta mi figuravo di essere come il criceto sulla ruota oggi mi sento come uno scalatore davanti alla cima più alta del mondo. Cerco di scalarla, ci provo, mi arrampico, ma sono sempre allo stesso identico punto.
Per quanto io possa fare, mi trovo sempre lì ferma.
E manco uno straccio di sherpa ad aiutare.

Sarà che non respiro bene, Che non posso fare tutto quello che voglio, che non riesco ad allenarmi o a fare tutto ciò che mi piace senza il fiatone. Sarà che questo mio maledetto naso mi impedisce anche di fare una rampa di scale di corsa. Sarà che l'attesa dell'intervento, per quanto possa essere banale, è sempre un po' logorante.

Vorrei scrivere di più, davvero, recuperare uno spazio perduto che per la mia sanità mentale è veramente molto importante.

È che ultimamente "scrivere di più" mi sembra solo un buon proposito, tipo quello del "inizio la dieta lunedì".

Comunque giuro, ci proverò.

 

 

(PS. Aggiuingere "E 'sti cazzi" in un punto a piacere del post)

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19 gennaio 2017 4 19 /01 /gennaio /2017 08:00

- Mamma...
- Dimmi, amore mio.
Sospirone apocalittico.
- Su, dillo alla mamma.
- Mamma, io non so scrivere.
- ...
Ulteriore sospirone.
Ora, mia figlia va alla scuola dell'infanzia del mio paesello. Trattasi di una amena e virtuosa scuola che raccoglie 19 bambini dai 3 ai 5 anni in un'unica sezione. ciò vuol dire che accanto a mia figlia che deve ancora fare tre anni ci sono bambini che l'anno prossimo faranno le elementari.
E la secchiona ha ansia da prestazione.

 

 

Avrei voluto risponderle: "Amore della mia vita, se a nemmeno tre anni già scrivevi la mamma e il papà lasciavano il lavoro e partivamo in tour in tutta Europa, D'Urso compresa. Invece le ho detto: - Amore, ma tu sei piccola. Vedrai che tra un anno o due...
- Mamma, ma io non sono capace!!! 
- Ma imparerai, tesoro. 
- Però però però Alberto dice che io solo scarabocchio!!!!
- Vedrai che quando sarai grande come Alberto, sarai persino più brava di lui!
- Mpf.

Non mi ha creduta nemmeno un po'.
Secchiona.


Tale mamma...
 

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16 gennaio 2017 1 16 /01 /gennaio /2017 08:00

Quando è nata Emma mi sono subito resa conto con orrore che non sapevo assolutamente cosa farmene.
Ma sul serio. 
Passavo le ore a guardarla e a chiedermi: "Ora che ne faccio?"
Piangeva e non capivo perché, la mia abilità nel cambio del pannolino era appena sufficiente, avevo paura di romperla e allattarla era semplice come un logaritmo. Per non parlare del “come si spegne”, improponibile operazione anche solo dal punto di vista ideologico.
E tutti a dirti: “Ah, che bel tempo! Goditelo che poi ti manca!
Ecco, no.

Però io in quei momenti lì, in quei precisi istanti in cui la cacca verde prendeva il sopravvento e fare un lavaggio nasale era paragonabile all’allunaggio, io pensavo solo a quanto cavolo fosse difficile. Bramavo solo il momento in cui mia figlia fosse in grado di spiegarmi a parole i suoi desideri (piccola ingenua, io).
Pensavo a quanto fosse difficile, complicato, intenso, e come tutte le mamme in erba non c’avevo capito un cazzo.
Essere mamma è difficile, sì.

E’ difficile quando tua figlia piange perché vai al lavoro, ma tu devi andare lo stesso e anche di corsa, ché fai tardi.
Quando chiede alla nonna: ”Quando torna la mamma?” dieci volte in un pomeriggio, ma lei non te lo racconta perché è stata una mamma che lavora pure lei e ancora le si stringe il cuore.
Quando si siede sul letto e ti dice con naturalezza da bambina grande: “Stai tranquilla, mamma. Tu vai al lavoro, io asilo. Poi viene nonna e quando arriva il buio arrivi tu.”
“E quando torno me lo dai un bacio?”
“NO.”
Quando si sbaglia, e ti chiama NONNA.
Quando sta male, ha la febbre alta e vorrebbe solo la mamma. Ma tu lavori, perdindirindina. E lo sai che stai facendo la cosa giusta, lo sai. Per te, per lei, per l’esempio che ti ha accompagnato per tutta la vita e che credi fermamente sia giusto dargli.
Lo sai che è giusto.
Però, cazzo se è difficile.

E' difficile anche se lo sai che andrà tutto bene, anche se ti fidi dei tuoi genitori come e più di te stessa. E' difficile anche se lo sai che lei starà bene, che non mancheranno mai le occasioni per essere felici insieme, che il tempo giusto ve lo ritaglierete.
E' difficile perché il tempo passa e scivola via.

Quando poi capita che le altre mamme portino i figli a laboratori, a incontri in biblioteca, in palestra, ad incontri sulla musicalità, al parco e blabla blabla e ti chiedono: “Vieni anche tu?” .
No, io no.
Brutta madre.
Sempre di corsa.
Col cuore appeso.

E ripenso a quando ritenevo difficile cambiare i pannolini…

 

 

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13 gennaio 2017 5 13 /01 /gennaio /2017 14:30

- Emma, ma ce l'hai il fidanzato alla scuola materna?"
- Ghmmhgmmhmm
- Tutto chiaro. Ma non ti piaceva Alberto? Non è il bambino che ti chiama Emmina
(E che causa per questo un capello bianco in più all'Amoremio).
- Sì, è bello. Ma è bichirino.
- Ah, ho capito.
- E poi vuole che io faccio sempre quello che vuole lui. E IO NO.
- Mi sembra giusto. E quindi?
- E quindi meglio Ettore, mamma.
- Perché?
- Perché è buono, gentile e fa tutto quello che dico.

Ecco.

Donne di tutto il mondo, prendete appunti

 

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22 dicembre 2016 4 22 /12 /dicembre /2016 15:00

Pescara, Piazza della Rinascita (aka piazza Salotto per gli autoctoni).
Casetta di Babbo Natale.
- Emma, amore, guarda c'è Babbo Natale!
Questa mia esternazione di gioia causa nella piccola sociopatica che alberga in mia figlia le seguenti reazioni a catena:
1. Timidezza improvvisa
2. Fissaggio alle gambe del padre stile colla al silicone
3. Espressione del Grinch stampata in faccia
4. Rifiuto allo spostamento ancorché coatto

Io, che sono una brutta madre, cerco di evitare il trauma infantile: - Guarda che se fai così non ti porta nulla!
Ma niente, nulla la smuove. 
Interviene una graziosa figurante, impropriamente vestita da Elsa di Frozen. Diciamo che da elfo sarebbe stato più corretto, ma vabbè, accontentiamoci. La ragazza, c'è da dirlo, ha sprezzo del pericolo e si avvicina alla gnocca sicura dell'ascendente che il proprio travestimento in genere le dona tra i nani. Non avrebbe certo mai potuto immaginare che mia figlia snobba pizzi e lustrini da principessa per gettarsi senza remore nel mondo del Gruffalo e del Topo Tremendo.

- Ciao bella bimba, ci vieni con me da Babbo Natale?
- NO.
- Ma mi riconosci, lo sai chi sono?
- NO.
- Ma come no! Sono E...
Sopracciglio alzato.
- Sono El...
Mento incassato.
- Ma sono Elsa, la principessa di Frozen!
- NO, NO e NO!
- ...
- ...
- Vuoi una caramella al limone?
- SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!
(Ma in braccio a Babbo Natale manco se muori)

E Buon Natale dalla gnocca. 




 

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20 dicembre 2016 2 20 /12 /dicembre /2016 08:00

Io ed Emma ci laviamo i denti, come tutte le sere prima di andare a dormire. Un rito, sancito dal bicchiere della Pimpa utilizzato per bere e sciacquarsi la bocca, di gran lunga il momento top di tutta l'operazione.

- Mamma, perché spegni acqua?
- Perché sennò si spreca. L'acqua è importante, lo sai?
- Perché?
- Perché serve per bere e per innaffiare tutte le piante. Sai che ci sono dei bambini che non hanno l'acqua dentro casa?
- E perché?
- Perché non ci sono i tubi. Devono andare ad un pozzo lontano da casa se vogliono l'acqua. Per questo noi non la dobbiamo sprecare.

Momento di silenzio catartico, seguito dallo sciacqua e sputa targato Pimpa.
- Mamma, idea!!!!!
- Che idea hai avuto, amore?
Io no faccio più la doccia!

Non ci provare, Emma, non ci provare nemmeno!!!

A dieci anni mi cambia le password del conto corrente, altroché...

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7 dicembre 2016 3 07 /12 /dicembre /2016 14:00

Conversazioni in macchina, la mattina, andando all'asilo.
- Mamma, lo sai? Io voglio un fratello.
- Coff, coff.. ehm, aehm... Come????
- Un fratello, mamma!
- Ma hai già una sorellina grande, amore! Non ti serve anche un fr...
- Ma io voglio!!!
Mi passa la vita davanti. E ora come la sbrigo? Mannaggia a me che l'ho portata a trovare il figlio appena nato del mio collega. Ecco che succede poi, si mettono delle strane idee in testa.
O no?
- Senti gnocca mia, ma come lo vuoi questo fratello: grande o piccolo?
- MA MAMMA!!!!! Lo voglio GRANDE, che dici? 
- No piccolo?
- No, mamma! Piccolo no serve a niente!
- Ecco.
- Grande bello! Gioca, sa scrivere, legge, tutto!
- Ma non si può prendere un fratello già grande, Emma. Dove lo trovo?
- Al supermercato no c'è? 

 

Eh no.
 

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6 dicembre 2016 2 06 /12 /dicembre /2016 18:00

A gennaio faccio 41 anni.
QUARANTUNO.
Il sette gennaio, per la precisione.
Non che io sia mai stata una top model di Sports Illustrated, ma specialmente dopo la gravidanza il mio modello di riferimento è diventato Jabba The Hutt è questo non fa bene all'autostima. 
Io mi sento un budino, certo, ma c'è chi sta peggio di me e ha cose ben più serie da rinfacciare alla propria prole (e anche allo scorrere del tempo, diciamocelo).
I capelli bianchi, ad esempio.
O la cellulite.
Vogliamo parlare di varici, poi? No, in effetti non è bello parlarne, non è un argomento di conversazione gradevole. Se ne parli con un uomo, poi, rischi che svenga. Eppure accade a tante donne, con o senza incognita della gravidanza. Uno pensa che sia una cosa che riguardi solo le vecchie nonne di un tempo, quelle con le calze contenitive e la crema per farle scivolare. 
E invece.
Una mia amica ne aveva fatto una malattia, tanto più forte d'estate con il pericolo "esposizione gambe" sempre in agguato. Ne soffriva molto, sia dal lato estetico che da quello fisico in senso stretto. Poi, dopo due settimana che non ci sentivamo, mi chiama garrula come un passerotto a primavera.
"Ho risolto"
"Cosa?"
"Ma come cosa! Le vene varicose!"
"Ma come? Ti sei operata? Ma non avevi detto che l'idea ti spaventava?"
"Sì, ma ho fatto tutto in day hospital. Ora ti racconto."
E così inizia a parlarmi del Dott. Martelli e della chirurgia emodinamica dell'insufficienza venosa, detta STRATEGIA CHIVA, meno invasiva e di più semplice attuazione, ma che necessità però di una grande professionalità. Se volete capire bene come funziona, visitate il sito: io ho fatto giurisprudenza e per spiegarvelo potrei farvi credere che vi toglieranno la cistifellea.
L'intervento infatti, praticamente indolore e con segni sulla parte invisibili a livello estetico, permette la risoluzione del problema in modo veloce e senza ulteriore stress. Dopo l'intervento lei è tornata a casa con le sue gambe ed è stata invitata a camminare il più possibile.
Stop. Finito. 
Un incubo per cinque anni ed ora è svanito.
PUFF!
Anche la paura di andare al mare, di scoprire le gambe, di sentirsi donna.
Tutto risolto in qualche taglio appropriato di bisturi
Grazie alla pazienza ed alla competenza del Dott. Martelli.

Ora mi chiedo: conoscete nessuno che fa la stessa cosa ai turbinati?

Buzzoole

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21 novembre 2016 1 21 /11 /novembre /2016 08:00

Avere un figlio è anche, e sopratttutto, la bellezza di vederlo crescere, imparare, evolversi.

Vedere il cucciolo appena nato trasformarsi in un essere senziente, capace di pensieri propri è una vera magia della natura, un miraoclo quasi.

Non sono mai stata una di quelle mamme che hanno la smania di volere far rimanere i propri figli dei cuccioli da accudire, ho sempre desiderato ardentemente di poter comunicare con Emma e di capirne i pensieri.
Discuterci persino.
Mica di massimi sistemi, dico io, però.

 

- Mamma?
- Dimmi amore della mia vita.
- Sei grrrassa, lo sai?

- ...

Era molto meglio quando se ne stava zitta.

Grazie amore, eh...

 

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18 novembre 2016 5 18 /11 /novembre /2016 14:00

Quel che è successo negli ultimi mesi nel Centro Italia non vale nemmeno la pena di raccontarlo. La serie di terremoti che si è abbattuta è stata così catastrofica, destabilizzante e ribattuta dai media da non meritare nemmeno menzione ulteriore.

La terra ha ballato e continua a ballare a due passi da casa, e anche se qui da noi sulle rive del Trasimeno s'è mosso il lampadario e poco più la paura resta tanta tra la gente.
E non è che la stupidaggine di chi non lo vive aiuti: vogliamo parlare del Campionato Nazionale di ginnastica ritmica spostato da Perugia a Forlì per il terremoto?
Perugia non è una città terremotata.
Chiaro? 

Lo so che io, con la mia razionalità anche esasperata, sto antipatica.
Perchè io non ho paura.
Non me ne vanto, affatto, ma chi si terrorizza e dorme in macchina fuori dalle zone veramente terremotate mi fa molto ridere. Ma molto, eh. E lo so che non si dovrebbe ridere delle paure e delle ansie altrui, ma cazzo. Sì, cazzo, ma dico: le avete viste le immagini in televisione?
Sì, la terra a tremato anche a casa vostra, come si dice a Perugia ha dato un sdringolata ai lampadari del salotto, ma basta. A casa vostra non è successo nulla. Pure io mi sono agitata, però poi basta.
Sì, certo, può succedere. 
Ma anche ieri avrebe potuto.
O tra due mesi.
O tra un anno.
Senza considerare poi il meteorite che potrebbe colpire la Terra. Mica farete affidamento su Bruce Willis, vero? L'avete visto, sì, come s'è ridotto nelle pubblicità della Vodafone?

E ancora.
Hanno sfollato la gente da Norcia e dai paesini montani limitrofi. Duecentoventi o poco più sono nel mio comune, alloggiati negli alberghi ormai vuoti per il fine stagione. 
Son tutti vecchiarelli, più o meno, ma ci sono anche tante famiglie ed un bambino di due mesi. E' gente che ha perso la casa o che comunque non sa bene cosa è successo. O potrebbe succedere. Il mio impagabile Comune (e lo dico senza ironia) ha predisposto tutto al meglio, comprese le scuole epr i bambini con relativo autobus che li passa a prendere nelle strutture in cui sono allocati. 
La gente del mio paesello, ancora sconvolta emotivametnte dal terremoto, si è fatta in quattro per dare una mano agli sfollati in ogni modo, come nelle più belle utopie.
Bello, vero? No, non così tanto. Perché, per esempio, gli sfollati non è che siano superfelici delle attenzioni loro rivolte, visto che hanno avuto un periodo di cacca e magari (dico magari) vorrebbero solo tornare a casa. Gente magari semplice, non abituata a dover prendere la carità, che si imbarazza e diventa burbera.
Molti hanno perso tutto, altri molto ed in ogni caso hanno vissuto un grosso trauma. E di fronte al no inizia a serpeggiare il malumore. Sempre a mezzabocca, perché non si può dire.

E poi.
Mi viene da pensare che questa sconvolgente affezione sia dovuta al trauma condiviso, seppur in lieve forma non paraganabile (torno a dirlo: NO ALLARMISMO). Se al mio paese fossero giunte 200  persone profughe in fuga dalla guerra sarebbe stato lo stesso?
Ci sarebbe stata questa corsa all'accoglienza?
Ci sarebe stata questa brama di farsi un po' più in là per fare posto a chi ha perso tutto?
E' una questione di pelle o più semplicemente di emozioni condivise?
Il terremoto, in fondo, è qui. Le bombe, invece, solo in televisione e lontane chilometri e chilometri. 

Poi vedo la faccia di merda di Salvini in visita agli sfollati a trecento metri da casa mia e mi rispondo da sola.

Ecco, riassumendo a me la tremarella per il futuro non la fa venire il terremoto, ma la gente. La gente sì che mi fa davvero paura; quella che sembra comune, buona, pacifica, ma che poi si fa fotografare mentre stringe la mano di Salvini perché prima gli italiani, prima quelli come noi.
Ma prima di che? Prima di chi? 
Ma poi, che senso ha?

Forse le bombe (quelle vere) ce le meritiamo davvero. 

 


 

 


 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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