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19 ottobre 2016 3 19 /10 /ottobre /2016 08:00

Io ed Emma, in macchina.
- Mamma, guarda: la luuuuuuuna!!!
- Sì, hai visto?
- Quanto bella, mamma! Tutta bianca!!! Sai, mamma, manca pezzo!
- Eh, sì. Ne manca un pezzettino. Lo sai tu perché?
- Certo, mamma. 
- Dimmi, allora. Perché?
- Perchè gigante aveva fame e allora preso luna come una mela e l'ha mangiata un pezzo.
- ...
- Sai, mamma, gigante graaaande. Tanta faaame! Ma luna no buona come mela. Solo bella.

- Domani però ce ne sarà un pezzetto in più.
- Certo, mamma, certo.  Perché gigante gomita.

Certo, mamma, certo.

Piccoli inventori di storie, crescono. 

 

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17 ottobre 2016 1 17 /10 /ottobre /2016 08:00

E così è passato il primo mese si scuola materna, anzi dell'infanzia. 
Siamo moderni, via.

Emma, anticipataria e abitudinaria, si è adattata quasi subio alla nuova realtà, creando la sua routine e scoprendo un mondo che la affascina e la diverte ogni giono di più.

La scuola dell'infanzia comunale che frequenta Emma è un vero gioiello.
Non solo è incastonata tra le colline che guardano al lago, non solo è nello stesso stabile di un'ottima scuola elementare, ma è anche composta da una sola classe fatta di 19 bambini dai 3 ai 5 anni.
Sì, nel 2016. Sì, in Italia. 
Diciannove bambini, di cui tre anticipatari. 
Due maestre.
Alfredo il bidello.

Ed uno spazio enorme per giocare, imparare, socializzare. Tantissimi giorchi, mille libri, due maestre sorridenti e competenti. Lo spazio esterno? Certo che c'è, pieno di giochi e di didattica.
Sembra uno spot pubblicitario, vero?
Eppure è la realtà, la fregatura non c'è. E' solo la fortuna di vivere in un piccolo comune, dove le istituzioni sono ancora vicine alla gente, dove la vita è ancora a misura di bambino e coesistere in armonia è ancora possibile. 
Pensate, sulla chat di whatsapp della scuola non si litiga nemmeno.
Un paradiso in Terra.

Almeno fino alla prima riunione dei genitori.

 


 

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14 ottobre 2016 5 14 /10 /ottobre /2016 08:00

E' un po' che non scrivo e questo non mi piace.
Non mi piace perchè, in genere, se non scrivo è solo perché sono sopraffatta, perché vivo a mille chilometri all'ora, perché non ho tempo nemmeno di andare  a comprare un paio di ciabatte per l'inverno, ché il freddo è arrivato prima quest'anno e su quelle vecchie mi ci aveva vomitato la gnocca in primavera.
Bleurgh.

Lavoro, casa (che chiede pietà o una veloce eutanasia), famiglia, casini assortiti, corri corri.

Ma trovare il tempo per me, per acconciarmi in maniera presentabile e non spaventare il postino, è un dovere irrinunciabile. Pure sociale, se vogliamo.
Non dico di arrivare ad avere il tempo di truccarmi tutte le mattine, non pretendo così tanto. 
Mi basta un piccolo spazio per scrivere.
Per me.

Lo spazio si sa, non lo regala nessuno, così come il tempo.

Così dovrò imparare a prendermelo.
Per vivere meglio.
Perchè me lo merito.


Ma soprattutto perché non posso permettermi un analista.

 

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27 settembre 2016 2 27 /09 /settembre /2016 08:00

Nel mio post su "Piccolo Uovo", uno dei libri attualmente preferiti di Emma insieme a Pippi Calzelunghe e al classico sempre attuale e vivo "La Scuola Materna", ne vantavo la delicatezza nel trattare il tema della diversità e l'importanza di trattare certi temi con i bambini per renderli migliori di noi da adulti.

Volevo cogliere l'occasione però per puntualizzare delle questioni "da adulto" che girano attorno a questo ed a altri libri per bambini rei di indrottinare i bambini all'omosessualità. Ripensandoci, questa cosa mi fa ridere anche mentre la scrivo, ma tant'è questa è la società in cui viviamo ed evidentemente che meritiamo.

ho fatto una ricerca e mi sono imbattuta in un personaggio che avevo già incontrato e sul quale mi ero già dilungata: Costanza Miriano
La signora (ah, lo è ora eh. Ma a far la cattolica oltranzista da convivente son bravi tutti) in merito ad un libro che ha vinto il Premio Andersen nel 2012 e che è una pèiccola perla di insegnamento della diversità afferma in un articolo illuminato che che "una famiglia monosessuale non è come una normale e che quindi non sono tutte uguali queste famiglie anche se apparentemente sono felici."
Quindi il fatto che i bambini recepiscano da un libro come questo che ogni famiglia è felice se c'è l'amore è un abominio, un voler mettere il bambino nella posizione di dover decidere da solo cosa è buono o no e, soprattutto, non siamo consci della violenza che genera.

Cara Costanza, 
tu sei confusa, credimi. Almeno per un paio di buone ragioni, almeno. 
La prima è che, come diceva un povero scrittore russo qualunque che forse ti è sfuggito "Tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo". Sei certa che a fare le cose a modo tuo porti la felicità? Sei così sicura di essere sacrosantamente nel giusto o vuoi solo vendere? Sei certa che le famiglie tradizionali siano tutte felici e quelle monosessuali tutte infelici? Hai fatto una indagine statistica, te lo ha detto il tuo utero o ti è apparso in sogno Adinolfi e te lo ha comunicato come terzo segreto di Fatima?
La seconda è questa, e mi piacerebbe una risposta. In un mondo dove una ragazzina di 13 anni è violentata a turno da nove bravi ragazzi tra l'impotenza omertosa dei genitori, dove le amiche invece di aiutarti di filmano e poi mandano in giro l'abuso che hai subito e dove una donna è ancora puttana per definizione, la violenza sta in "Piccolo uovo"?  In un mondo che giustifica lo stupro ed il bullismo, il problema è non insegnare ad accettare da diversità?

Attendo commenti.

 

 

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22 settembre 2016 4 22 /09 /settembre /2016 11:30

 

 

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Published by Phoebe
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21 settembre 2016 3 21 /09 /settembre /2016 18:30

Una settimana di scuola dell'infanzia. 
Inserimento.
Tutto bene.
Venerdì, febbre a 38.
Fine della storia.

Ecco, se io fossi in grado di fare dell'ironia come al solito, allora la storia sarebbe davvero finita tutta qui. Invece questa volta no.
Non so come mai, forse sarà la stanchezza, forse il troppo lavoro, forse i pensieri che continuano a rincorrersi dentro al mio cervello o solo un'estate che non e stata riposante come avrebbe dovuto essere per compensare le fatiche di un anno del cavolo.
Fattostà che al vedere il termometro di Emma salire oltre il 38 ed ancora più su ho avuto una crisi isterica. Sì, sono crollata come la più ignobile delle madri, come una di quelle che scrive sgrammaticati post su pagine equivoche come "I consigli delle mamme" o "Di mamma in mamma".
Non li conoscete? Ah, allora ancora amate l'umanità. 

È che mi sembra che la mia bimba non abbia mai pace, che la sfiga ci insegua col lanternino, peggio che nelle previsioni entusiaste di Paolo Fox. Che, lo sapete anche voi, porta jella. E prima il fuoco di San Antonio a Ferragosto (come? Non sapete la storia? Eh, magari un giorno...), poi un dente scheggiato il primo giorno di scuola dell'infanzia ed ora la prima tonsillite della stagione.
Sono stanca, provata, arrabbiata e preoccupata dalle cicatici che porta sul naso e che, forse, le resteranno addosso. Non pensavo di potermela prendere così per un fattore estetico, ed invece eccomi qui. Forse sono davvero sciocca e frivola come quelle mamme che scrivono col k messaggi deliranti sui fori ai lobi delle orecchie.

E mia figlia che mi continua a chiedere quando la porto al parco, se può uscire, perché non andiamo a fare la spesa o a giocare a casa di Viola o Vittoria. 

- Perchè hai la febbre, gnocca della mamma.
- Nooooo! Io bene!
- Sì, certo. Il termometro fa 39,7 e tu stai bene
- Medicina buooona! Posso ancora?
Mia figlia è drogata. 

Ho bisogno di alcol.
O di una vacanza.

Ora decido.
 

 

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19 settembre 2016 1 19 /09 /settembre /2016 08:00

Uno dei libri preferiti di Emma è da sempre "Piccolo uovo", libro oramai diventato un classico scritto da Francesca Pardi con le illustrazioni bellissime e di Altan.
Che poi, Altan vuol dire Pimpa ed in casa mia è venerato come un semidio.

Lo legge da sempre, glielo leggevano anche all'asilo nido ed è uno di quei libri che le dà in genere sicurezza. Ma Emma e in quella fase della vita in cui tutto diventa all'improvviso nuovo perché lo può vedere con strumenti ed occhi diversi.

E così ieri sera un libro che apparentemente non aveva nulla di nuovo si è trasformato in un focolaio di domande.

Il libro in questione, per chi non lo sapesse, parla di un uovo che non si vuole schiudere perché non sa in quale tipo di famiglia capiterà. Decide allora di fare un giro e di vedere quanti tipi di famiglie ci sono e se tutti sono felici. Incontra prima una famiglia tradizionale di coniglietti, un ippopotamo con solo la mamma, una famiglia in cui mamma e papà hanno colori diversi, un'altra famiglia in cui genitori e figli sono molto diversi. Incontra pure una famiglia di gatti con due mamme papà e una famiglia di pinguini con due papà e nessuna mamma.

Capirete quindi perché questo libro, delicato e improntato sul confronto, sia finito nella lista nera degli idioti finto-cattolici più di una volta.

Per la prima volta ieri sera Emma mi ha chiesto accigliata:"Perché due mamme? Mamma e papa!"
A questa domanda ho semplicemente risposto "Perché loro sono felici così, vedi come è contento quel gattino?"

Fatto sta che terminato il libro, al momento di sceglierne un altro ha voluto leggere sempre lo stesso, questa volta senza fare domande, come se volesse assimilare e capire bene quello che gli avevo detto.

Il libro termina con piccolo uovo che si schiude e con la domanda: come sarà la famiglia di piccolo uovo? Al che ho approfittato per chiedere ad Emma: "E la nostra famiglia come è fatta?"
"Emma, mamma..."
"Sì"
"...papa, Alice, e..."
"??"
"...mamma Alice!"
"..."
"..."
"Brava, buonanotte amore mio."

Forse era meglio restare fermi ai Tre Porcellini... 

 

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16 settembre 2016 5 16 /09 /settembre /2016 15:00

In macchina, amene conversazioni tra madre e figlia.
- Mamma?
- Dimmi amore.
- Sei vecchia e blutta. 
- Grazie, amore mio.
- Mamma Silvia vecchia e blutta, ah ah ah!
- Bene. Me ne ricorderò quando mi chiederai il motorino.
- Anche papa vecchio e blutto.
- Almeno...
- Zia Lisa vecchia e blutta anche lei. Ahahahah!
- Ne sarà felice.
- Anche Nonna vecchia. Anche Nonno. Blutto e vecchio. Vecchio. E blutto.
- Bene amore.
- Zio Dado vecchio. E... blutto, anche!
- Bene.
- Tobia (ndr. il jack russell dei miei genitori, aka Santo Subito) blutto. E anche vecchio.
- Ma senti, amore mio. C'è qualcuno bello nella nostra famiglia?
- Gatto! Locco bello. Bello mao, mio amico.

Almeno il gatto si salva, via...

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13 settembre 2016 2 13 /09 /settembre /2016 16:40

Emma ha l'abitudine di prendere i libri che più le piacciono, girarli e se nella quarta di copertina c'è la foto degli altri volumi della collana si mette ad indicarmi quello che vorrebbe.

Maniaca sin da piccola, insomma.
E' da un po' che mi indicava un libro dal retro de "La giornata dei piccoli" (ed. Laurus, ora La Coccinella) e siccome parlava di scuola dell'infanzia mi è parso opportuno approfittarne ed ho fatto l'ordine su Amazon.
"Emma, lo sai? Mamma ti ha comprato il libro che volevi, domani andiamo a casa di nonna a Pescara per il we e poi, quando torniamo, il postino te lo porta".
"..."
"Hai capito? Sei contenta?"
"Sì"
Entusiasmo a fiotti, eh.

La mattina dopo, si è vestita, ha fatto colazione ed è uscita in giardino come tutti i giorni, poi si è girata verso l'Amoremio: "Papa, dai me le chiavi?"
"Sì, certo, che devi fare?"
"Io la posta, vedo se passato TINO"
"E che ti deve portare?"
"Libro bello"
Che non c'era. Amazon è veloce, ma mica così tanto.

Passa il fine settimana, indenne.
Lunedì mattina ovviamente la gnocca è tornata alla carica, ha agguantato le chiavi piena di aspettative e... e niente, la cassetta della posta era vuota ché Mr. Amazon mi consegna al centralino del mio luogo di lavoro. Sennò a casa chi ci trova? Nemmeno più il gatto, povero amore mio.

Così Emma se ne è andata dalla nonna mogia mogia, predicando contro un TINO poco serie e niente affatto simpatico.

"Dai, che se si ricorda glielo mettiamo nella cassetta delle lettere stasera!" ha sentenziato l'Amoremio.

Ricordare?
AH!
La gnocca la sera stessa era carica come una molla e invece di un Ciao mamma. al mio rientro mi ha aprostofata con un accigliato "TINO?"

Inutile raccontare le feste e la gioia riservata all'agognato libro al momento dell'apertura della cassetta delle lettere. La felicità e il balletto seguente resteranno nel mio cuore di mamma per sempre.
Appena preso in mano il libro e finito di strillare voleva ficcarsi subito a letto per poter leggere subito.

Il dramma si è palesato solo la mattina successiva in tutta la sua gravità.
"Mamma, oggi passa TINO?"
"No, amore. Mica passa sempre?"
"Ah no?"
"No"
"Guardiamo lo stesso."
Ora ogni mattina è un pellegrinaggio alla cassetta delle lettere, sperando in un libro. O anche in un depliant dei Testimoni di Geova, al limite.

Ho creato un mostro...

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6 settembre 2016 2 06 /09 /settembre /2016 08:00

Io ed Emma in macchina, in attesa che il papà rientri da una commissione e si possa ripartire.
Siamo nella città di P., ridente cittadina abbastanza destrorsa del basso centro Italia dove la quota di abitanti di colore è abbastanza alta.

"Mamma? Mamma? Mami?"
"Dimmi, amore"
"Quilli, quilli lì... neri!" mi dice la mia discendenza indicando vistosamente due ragazzi all'altro capo del marciapiede.
"Sì, Emma. Hanno la pelle nera. Come Ashley, ricordi?"
"Ashley mia amica"
"Certo, ci mancherebbe. Ma di che colore è la sua pelle?"
"Nera. Anche sua mamma pelle nera."
"Invece Vittoria..."
"Vittoria mia amica" si acciglia.
"Certo, ci mancherebbe altro. Però come sono i suoi capelli?"
"Gialli."
"Vittoria è bionda, tu castana. Ashley ha la pelle nera, tu chiara"
"..."

"Mamma?"
"Dimmi, Emma."
"Quilli neri!"
"Emma, come Ashley no? Stavamo dic..."
"No, quilli mica mii amici!"
"Magari un giorno lo saranno"
"Nooooooooo! Quilli trooopppo alti!"

E vabbè, fai come ti pare. 

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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