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13 ottobre 2011 4 13 /10 /ottobre /2011 13:52

Ognuno ha il suo sacrosanto scheletro nell’armadio.
Ben nascosto, certamente, e molto personale. Chi non vuol far sapere che hai sei dita sul piede destro. Chi si fustigherebbe piuttosto che far sapere in giro che si nutre solo di Fonzies quando è depresso. Oppure persone che nella vita fanno lavori onorevoli e la sera amano mangiare da una ciotola.

Uno scheletro è pur sempre uno scheletro, ed è bene che resti segreto.
Il mio tuttavia non riesce a rimanere confinato, perché i miei genitori lo sbandierano a destra e manca. Quindi, meglio togliersi il dente e confessarlo: alle scuole medie facevo la majorette.
No, non la Cheerleader, quella gnocca dei film americani che è la reginetta della scuola. No. La majorette. Noi ballavamo sulle musiche della banda del paese, avevamo orride uniformi con una penna perpendicolare alla testa sul cappello e terribili coreografie degne di una carovana di elefanti.
Il mio incubo era essere riconosciuta durante una performance o, peggio, essere ripresa dalla tv mentre sfilavamo per carnevali di ignoti paesini o sagre paesane assortite. Ma in ogni caso, mio padre pensava bene di riprendermi SEMPRE con la telecamera, a futura memoria.
Quegli anni da incubo sono finiti, grazie a Dio, ma mio padre (sadico) non perde occasione per tirare fuori i VHS e prendermi beatamente in giro. Li ha tirati fori anche alla prima cena ufficiale con l’Amoremio perché lui deve sapere in che guaio si ficca
Bene. Bravo. Bis.

La morte di vecchiaia del videoregistratore ha sancito la fine della tortura.
O così credevo.
Almeno finché D-Mail non ha deciso di selezionare proprio me tra tutta la blogosfera per testare un nuovo, innovativo ed infernale aggeggio: Doctor Video.

Vista la vecchiezza molesta dei VHS, superati in corsa dai DVD, superati (quasi) dal Blu-Ray, l’apparecchio consente di digitalizzare i vecchi supporti e depositarli con grande delicatezza (e facilità) su scheda SD, memoria USB o nell’hard disk. 
Doctor Video ha proprio tutte le diavolerie che piacciono all’Amoremio, che se ne è innamorato seduta stante: HDMI, volume ridotto, facilità d’utilizzo (“Lo puoi fare persino tu!“Mi ha detto. Grazie, eh!). Inoltre i filmati possono essere rivisti direttamente su Doctor Video, che è dotato anche di un piccolo player.

Doctor Video è in vendita su D-Mail e chi lo compra può vincere una Fiat 500 ad estrazione o, partecipando a “VideoRacconta” e caricando il suo miglior video su www.doctorvideo.it, un Ipad2.

In un attimo casa mia è diventata lo studio di un fotografo, con parenti ed amici che riesumano vecchi VHS con matrimoni, battesimi, saggi di danza, imbarazzanti filmati anni’80 e altri ricordi obbrobriosi.
Ma mia madre, oltre alle orride majorettes, ha anche ritirato fuori il VHS del suo matrimonio (precedentemente in Super8 e quindi alla sua seconda coraggiosa conversione), il mio diciottesimo compleanno e i capelli che portavo, le vacanze al mare e mia nonna. 
Ricordi, dolci ricordi.
Piccole schegge di memoria che credevi persa.
Ricordi.
La mia nonnina che non c’è più. 
Mi guarda e mi sorride dal monitor, passeggiando dal giardino col suo cagnolino che le salta intorno. Poi si siede accanto a me e mi bacia la testa. Lo so che è sciocco, che è morta da cinque anni e che dovrei farmene una ragione, ma vederla così, sul mio computer, mi  commuove nel profondo. Sapere che posso vederla sempre, mi fa stare meglio.

Certo, ho con me anche le majorettes, ma vabbè…

“Amore, non te ne innamorare, mi raccomando. Tra 30 giorni se lo vengono a riprendere!”
“Forse. Oppure no. Magari, se i tuoi lettori commenteranno e condividerano il tuo post lo vinci!”
“Sì, vabbè…”
“Amore, sei o no la più brava scrittrice che conosco? Puoi farcela!”
“Amore, sono l’unica scrittrice che conosci!”
“Disfattista!”

Voi magari però intanto commentate e condividete: non si sa mai…

 

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12 ottobre 2011 3 12 /10 /ottobre /2011 07:51

Cara Tre,
 
ti scrivo perché anche se stiamo insieme da meno di sei mesi ed il nostro rapporto è tutto da costruire (non ho ancora conosciuto il tuo call center, per dire), io un po’ di bene te lo voglio. Anche se fai delle pubblicità così brutte, ma così brutte che anche il sorriso di Raul Bova sembra quello del fruttivendolo ottuagenario sotto casa mia. 

 
Ti voglio bene perché mi hai salvato dall’oblio telefonico con celerità, dopo che la causa con quei grandissimi @##*!*# della Vodafone mi aveva lasciata sì vincitrice, ma senza un contratto di telefonia mobile. E poi, diciamocelo, sei conveniente e questo mi ti rende molto più attraente.
Ma cara, cara, carissima Tre se non vuoi che io sia costretta a recidere questo bel legame che ci lega BASTA PUBBLICITA’.
All’inizio erano timidi sms pubblicitari, discrete indicazioni, sfuggevoli consigli. Ma nelle ultime ventiquattro ore mi hai proposto:


- La Carta American Express con il portacard Momodesign (come vivere senza?)

- Fifa 2012 che è finalmente qui (perché notoriamnete io senza pallone sto male, sìsì.)

-
Crazy Vibes, il nuovo singolo della cantante belga Selah Sue (ma chi è?? Illuminatemi!!)

-
Lo sport su Sky (grazie, questa piaga d’Egitto già ce l’ho)

-
Una sestina VINCENTE per il SuperEnalotto (quasi quasi…)

Il tutto tramite sms che arrivano nelle ore più impensate, ma specialmente quando sono impegnata in qualcosa di interessante tipo scaricare i sacchetti della spesa o inseguire il gatto o facendo la doccia. Che poi l’Amoremio non ci crede più che son messaggi pubblicitari, magari pensa pure che c’ho l’amante e che assomiglia a Raul Bova.
 

Sì, vabbè…
 

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11 ottobre 2011 2 11 /10 /ottobre /2011 07:31

Ci sono giorni complicati.
No, mi correggo. Ci sono periodi complicati.
Periodi in cui la tua vita semplicemente ti si ribella contro.
Corri, corri, corri ma non arrivi a fare nulla.
Un esempio? Sono corsa come una pazza attraverso la città per portare ad aggiustare la macchinetta del caffè, strumento indispensabile per lo svolgimento normale della vita civile. Ovviamente il negozio  chiudeva in un orario incompatibile coi miei impegni d’ufficio e sono arrivata giusto in tempo per mettere un piede sotto la saracinesca che stava chiudendo. L’uomo aggiusta-tutto mi ha guardata come fossi un ratto ma io ho sfoggiato la mia espressione più lacrimevole e devo avergli fatto davvero pena perché m’ha fatto entrare e mi ha aggiustato subito la macchinetta.
Che uomo.
Che brava, io, eh?
Peccato che io l’abbia fatta aggiustare da un difetto immaginario, lasciando quello vero perfettamente mal funzionante. Almeno così mi ha fatto notare l’Amoremio al mio ritorno a casa.
Sono o no la più forte?         
 
E’ che questo è il guaio di fare mille cose e di lottare per farle tutte, ma proprio tutte.
 
La mia casa urla invettive in uzbeko perché necessità attenzioni e manutenzione che non riesco a darle per mancanza di tempo e voglia, ed il suo portavoce nefasto è il tuo gatto che miagola disperato perché vuole coccole. Giusro che se sento ancora dire da qualcuno che i gatti sono anaffettivi prendo un badile e li seppellisco vivi.
Forse era meglio un cane, per dire.
 
Ho una vagonata di scartoffie da riordinare, dividere, mettere a posto, esaminare.
TUTTE URGENTI.
Ma vegetano a casa, in uno scatolone poco ordinato e molto impolverato.
Chi me le guarda?

Anna Karenina mi guarda disperata dal comodino, aspettando da circa un mese il momento topico e drammatico della gettata sotto il treno. inutilmente. sSono inchiodata allo sbocciare dell'amore tra Levin e Kitty e non riesco a far progredire le loro vicende.
 
Il lavoro, il mio secondo lavoro, il mio terzo lavoro.
TUTTI vogliono giustamente qualcosa da me e l’unica cosa che il mio cervello riesca a  fare è cercare di immaginare come ottenere una clonazione stile pecora Dolly.  Perché le ore sono giustamente solo 24 in una giornata e almeno 5 ne devo dormire. Assolutamente.
 
Ma poi nell’ordine dovrei:

 

  • Costruire una piccola serra nel sottoscala e riporre tutte le mie piante grasse che da sabato rischiano la morte per congelamento
  • Chiamare le mie amiche o almeno mandargli una mail per fargli sapere che a) sono viva b) voglio molto bene a tutte loro c) mi sto per esaurire come il deodorante per ambienti al bagno
  • Preparare il liquore alla liquirizia  che è finito
  • Dare la giusta e necessaria attenzione al mio gatto. E al mio partner, anche.

 
Tuttavia il mio problema è ben altro.

 

Non è che non ho tempo, né che sono esaurita: fino a poche settimane fa facevo tutto col sorriso.
E’ che non ho voglia.
Non ho voglia
N-O-N H-O- V-O-G-L-I-A.
 
E allora?  Che si fa?

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10 ottobre 2011 1 10 /10 /ottobre /2011 13:13

Che tipo di gente si iscrive ad un sito di incontri on line?
Mitomani? Pazzi? Potenziali stalker? Donne ninfomani? Lascivi playboy? Oppure approfittatori ambosessi in attesa di trovare un pollo da spennare? Questo Andrea si chiede seduto al tavolino di un bar appena fuori città. Uno di quei posti appartati che sanno ancora di paese.
Lo ha scelto lei, Luna, la prescelta tra tutte le donne con cui si è scritto in queste settimane che son diventate mesi.
Non uno di quei posti fighetti, senza cuore e con i camerieri spocchiosi che ti guardano come se fossi un pezzente inutile. un posto semplice, alla mano.
E dove sanno fare lo spritz come Dio comanda aveva aggiunto lei.

E se ci fossero dei potenziali serial killer tra i clienti dei siti di inconri on line? Delle pazze? Certo, sono siti a pagamento e quindi in teoria più selettivi. Però chi può dirlo?
Se pure Luna (una che si fa chiamare Luna vi sembra normale?) fosse schizzata, magari paranoica o con una motosega sotto il letto? Oddio, a dir il vero nemmeno Raffaella, la sua ex, era eccessivamente normale e lei l’aveva conosciuta a casa di amici. Per dire.

Batte il piede contro la gamba del tavolino e aspetta.
E’ arrivato in anticipo ed indossa la sua maglietta preferita, quella viola a strisce.
Come ci riconosciamo? Porto una rosa?aveva chiesto la sera prima, già preoccupato all’idea di rimanere imbambolato con una rosa in mano al centro di un locale.
Oddio, no, dai! Che banalità!! E poi mica siamo Meg Ryan e Tom Hanks!!! Aveva scherzato lei. Divertiamoci!
Dopo proposte impossibili (Un cappello da alpino in testa? Una cravatta con Paperino? Un San Bernardo al guinzaglio?) erano addivenuti alla logica conclusione: la maglietta preferita di Andrea.
Ed io? Come ti riconosco?Aveva protestato lui.
Tranquillo, ci penso io.
Fine della discussione.
Chiusa la chat.
Bel lavoro.
 
Ecco qui. Tutto in mano a leipensava Andrea tamburellando nervosamente le dita sul tavolo. Se lei dopo due mesi di chiacchiere virtuali (chattare, che brutta parola. Lui poi odia i neologismi) attaccati dietro un sito di incontri seppur onorevoli e divertenti, lo  avesse scaricato sul colpo?
Oppure peggio: se entrando e vedendolo da lontano se la fosse data a gambe?
Bella prova, Andrea, complimenti! Sembri un liceale al primo appuntamento.
Viene riscosso dai suoi pensieri all’improvviso da una mano che gli tocca la spalla.
Scusami, sei tu Andrea? Mi dispiace per il ritardo, io sono Anna… anzi, Luna!

Ed eccola lì, Luna. Cioè Anna.
Tranquilla, sorridente, bella nei suoi jeans.
Allora, che prendi? gli domanda con un sorriso.
 
E ora?

 

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29 settembre 2011 4 29 /09 /settembre /2011 16:33

mi son svegliato eeeeeeeee sto pensando a teeeeeeeeeeeee! Fa poco fashion dire che sono cresciuta con 'Equipe 84 e Maurizio Vandelli (che secondo me è un vampiro come quelli di Twilight?)

…andare al bar e ordinare un caffè. Semplice. Senza zucchero. Tranquillo.  E accanto a me una ragazzetta taglia 38 scarsa ordina ed addenta un bombolone con la massima tranquillità, come se fosse d’uso scrofanarsene uno al giorno e anzi fosse consigliato dai dottori. Devo commentare? Senza ciccia. Senza nemmeno un brufolo. Se c’è una giustizia al mondo, come minimo appena esco da questo bar lei va al cesso a vomitare anche l’anima.

andare in libreria anche se non si può comprar nulla. Un po’ per fare un regalo ad un’amica, un po’ perché aggirarmi in libreria mi regala attimi di quiete e gioia. Medito di infrangere il mio fioretto per un libro che mi incuriosisce molto, tanto il mio desiderio non si avvererà mai e allora che senso ha vivere senza libri? Cioè, non proprio senza, però… mentre sono immersa nei miei pensieri mi passa accanto un signore sui cinquanta in perfetta tenuta da manager. Acchiappa la commessa e gli chiede: “Mi dà un libro che ha vinto qualche premio importante?”.  Se esistesse Dio e ci fosse una giustizia divina, tipi così che comprano libri per metterli in bella mostra in soggiorno dovrebbero essere inceneriti da un fulmine. Al chiuso. Idiota. (Ndr. non ho infranto il fioretto, me ne sono andata dal disgusto)

più stai attenta e meno ci capisci.  Mi sono gonfiata la faccia. Non tutta. Mezza. Il lato destro, per essere precisi. Perché? Non lo so. Mi arrendo.

tanti auguri a te!!!! Oggi è il compleanno di Berlusconi. Silvio. Il nostro amato premier. Il. Nostro. Premier. Compie 75 anni, età in cui io percepirò il mio primo assegno della pensione. Forse. Se faccio la brava. Chissà se la Minetti vestita da suora stasera uscirà dalla sua torta di compleanno. In ogni caso, ma vaffanculo và.
 
E tutto questo oggi.
Di giovedì.
29 settembre.




Per fortuna domani è venerdì…

 

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23 settembre 2011 5 23 /09 /settembre /2011 18:39

L'Amoremio ha tante doti e tante qualità.
Ad esempio è un cuoco unico, un informatico provetto, un esperto vero di tecnologia, un uomo dolcissimo.
Ma per l'amor di Dio non mettetelo MAI nella condizione di dover entrare nel regno fatato del fai-da-te e del bricolage. Non parlo di costruire mensole o montare un armadio da 12587 pezzi. 
Parlo di cose basilari.
Parlo di montare tende.
Parlo di appendere quadri.
Avete presente chiodi e martello? Ecco, io già tremo perché so che un pezzo di intonaco cadrà a terra sbriciolandosi in molecole infinitesimali e che imparerò parolacce nuove.

Immaginate il mio terrore quando l'Amoremio mi ha annunciato tronfio: "Io e tuo padre sistemiamo l'impianto di irrigazione del giardino!". Silenzio di tomba.
Perché, sappiatelo subito, mio padre è peggio di lui. L'Amoremio ha la coscienza di non saper fare le cose e non ci prova nemmeno. Mio padre invece si sente di saper far tutto, ma in realtà è un disastro unico. Ha montato i rubinetti della mia cucina al contrario, per dire. E' un ex ragioniere in pensione che si sente il re del fai-da-te . Mi sono spiegata?
Ecco, ora capite il mio terrore.

In effetti la mia idea iniziale era quella di mettermi ad urlare come una pazza per tutto il giardino finché i due folli non fossero rinsaviti. 
Poi però è intervenuto lui, mio cognato.

Sì, lui, vero mago e genio visionario del bricolage c'ha messo le mani ed ha trovato una soluzione ottimale. O meglio, ha steso un vero e proprio piano d'azione in due mosse per neutralizzare il potere distruttivo dei due.

Primo: ha messo seduti i due inabili davanti al PC e gli ha mostrato tutta una serie di interessanti tutorial (che grande invenzione!!!!) sui più disparati argomenti che spiegano i grandi/piccoli lavoretti in casa con pazienza e soprattutto passo passo, con dettagli tecnici a cui i nostri non avevano pensato nemmeno alla lontana. All'inizio mio padre era recalcitrante, ma poi si è dimostrato il più entusiasta verso questi nuovi mezzi di informazione. Non si era ancora alzato e già favoleggiava con l'Amoremio di pubblicarne uno loro. Certo. oggi le comiche. Vabbè.

 

 

Secondo: li ha portati da Self Italia a comprare tutto il necessario, approfittando delle occasioni che ci sono sempre, ma in questo periodo di più visto che in questi giorni si festeggia il compleanno di questa catena. Pare esista da 27 gloriosi anni, e non è poco. Sono tornati carichi di arnesi ed utensili di cui non conoscevo l'esistenza. Esausti, ma soddisfatti e caricati al massimo anche grazie alla consulenza di solerti addetti che li hanno indirizzati al meglio. 

Visto che da casa mia non è proprio vicinissimo e siamo lontani dal volantinaggio, l'Amoremio tecnologico ha provveduto a iscriversi alla newsletter ed alla pagina di Facebook per rimanere sempre informato. Questo non fa di lui un bricoleur , certo. Io spero solo che non si tagli una mano o rompa una gamba. E di certo in questo Self Italia ha aiutato sia mio padre che lui. Self Italia  Self 

Fatto ciò i due (con la supervisione di mio cognato) si sono buttati nel lavoro ed hanno costruito un bell'impianto a goccia per le mie piante assetate. Speriamo superi l'inverno e che sia efficace.

O che almeno innaffi un pochino...



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22 settembre 2011 4 22 /09 /settembre /2011 13:24

E’ arrivato l’autunno.
 

Ci voleva in fondo, no?

Tutti lo attendevamo, ci lamentavamo del caldo, dell’afa e oddiononnepossopiù.
Ma quando arriva l’autunno? Toc, toc! Eccolo, è arrivato.
Non con calma, ma con  un acquazzone che ha allagato l’allagabile.
Certo, fosse arrivato per gradi, con il piacevole arrossarsi delle foglie, il poetico accendersi dei tramonti, la brezza fresca, eccetera eccetera sarebeb stato meglio.

Ma invece no.
E stamattina è freddo.
Ho i brividi.
Non esagero. E che io sono fatta per stare al caldo.
Se muoio di freddo posso reincarnarmi a Cuba? Grazie mille.


Il primo posto dove sento freddo non è il collo o le spalle, anche se sono sufficientemente anziana da farmi venire la sindrome del collare elisabettiano appena tira un po’ di vento.
No, il mio punto debole sono i piedi. Se sento freddo ai piedi muoio. Bèh, quasi. Insomma, in questi giorni, io bella bella con le mie zeppe aperte rischio il congelamento.  Avete presente le dita intirizzite? Il bisogno di metterle sotto il sedere quando si sta sedute raggiungendo la mitica posizione del fenicottero sbilenco?
Ecco. Io stamattina.
 
La soluzione è in apparenza facile: scarpe nuove.
Scarpe.
Scarpescarpescarpe.
Conoscete una donna su cui non abbiano attrazione?
Io non faccio eccezione, specialmente quelle della mia linea preferita che la mia spacciatrice di scarpe ufficiale mi vende con parsimonia. Ah volete mettere la soddisfazione che dà comprare un bel paio di scarpe? E di come ti fa sentire bene? Certo, non come comprare un libro e passeggiare in libreria, ma sono sotto fioretto e quindi devo ripiegare.
Ma volete mettere che bella soddisfazione indossare scarpe nuove?
 
La follia della donna
Quel bisogno di scarpe che non vuole sentire ragioni
Cosa sono i milioni, quando in cambio ti danno le scarpe!!!
 
Però io con le scarpe ho dei problemi. Per via del mio piede sbilenco non posso portare tacchi troppo alti o sottili, ad esempio. O quelle a punta, ma questo non è un difetto.
Insomma, amici feticisti, queste scarpe come le compro?
 
Stivali? Non fanno un po’ burina?
Ballerine? Ma poi non è freddo? E poi non mi fanno sembrare chiatta?
Scarpe del Dr. Scholl?
Da Drag Queen?
Ciabatte col pelo?
Anfibi da scuola superiore? 
 
Sé, magari…

 

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21 settembre 2011 3 21 /09 /settembre /2011 08:55

Caro amico pidiellino,
 

 
TU che ti vantavi di appartenere ad un partito nuovo e dinamico, non al solito mucchio di nullafacenti comunisti
TU che affermavi baldanzoso che siccome Berlusconi ha fatto i soldi con le sue aziende, saprà dirigere anche l’Italia
TU che non capivi perché l’alleanza con la Lega è disgustosa

TU che non vedevi perché mai un uomo ultrasettantenne che si tromba la Minetti vada redarguito e anzi un po’ invidi il bunga bunga
TU che non capendo un cazzo di costituzionalità, leggi e affini sei passato sopra le leggi ad personam ed al legittimo impedimento con una scrollatina di spalle, perché tanto Silvio c’è

TU che non capisci perché la Marcegaglia voglia prendere un martello e romperlo in testa a tutto il Governo
TU che chiacchieravi a vanvera sul futuro dell’Italia
TU che non ti capaciti del declassamento dell’Italia e continui a dire che è colpa dei precedenti governi comunisti
TU che m’hai chiamata finto moralista
TU che ora canti un peana infinito e oltremodo lamentoso all’economia italiana e ai paura che i cinesi mangiabambini vengano qui e si comprino tutto.

TU che ora vedi la casta ovunque e te la prendi anche con l’impiegato delle poste.
TU che ora rivorresti la lira e ti lamenti che t’hanno levato il giorno di festa del Patrono
TU, proprio tu.
Una sola cosa volevo dirti.
 
Ma vaffanculo, và.

 

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20 settembre 2011 2 20 /09 /settembre /2011 15:14

La mia passione insana per il giardino, le piante e (soprattutto) le piante grasse di qualunque specie e dimensione è cosa nota. Altra cosa è provvedere alla cura del giardino nella sua completezza.
Non si tratta di innaffiare una piantina o parlare col ficus in salotto per fargli venire le foglie più lucenti.
Qui si tratta di pianificare metri quadri di giardino, strappare erbacce, piantare germogli adeguati, lottare contro il sistema di irrigazione nullo. E, cosa non da poco, non essere banale senza incorrere nell'esposizione di Biancaneve e tutti i sette nani.
Non ridete, il mio vicino ce l'ha.
Forse è un serial killer.
Anzi, certamente.

Venendo ai miei problemi pratici, mentre vegetavo sul divano attendendo che le erbacce si dileguassero lasciando il posto ad un folto pratino all'inglese, ecco che emerge dalla tv la risposta: Giardinieri in affitto.
Finalmente! Tra mille programmi di cucina, inutili per me perché so cucinare esattamente come so costruire lo shuttle, finalmente un programma per me!

Due ragazzotti esperti, di cui uno anche molto piacente, vengono a casa tua e rimettono in sesto il tuo giardino, terrazzo o area verde con creatività e buongusto, secondo le tue esigenze, rispettando l'ambiene e la biodiversità, e (non da poco!) insegnando alla malcapitata anche come cavarsela quando loro voleranno verso altri lidi.

C'è Jonathan, con un buffo accento, molto attento all'ambiente e fine conoscitore delle piante. Ecco, lui mi ci vorrebbe proprio, io riesco a piazzare un'azalea al sole perché lì ci sta bene e poi la lascio morire di stenti come un vampiro polverizzato dalla luce. Non è bello.

E poi c'è Vittorio, il creativo. E belloccio. Sì. Nella prima puntata ha preso delle vecchie cassette di legno e le ha decorate in modo da trasformarle in bellissimi porta vaso. Li vedrei benissimo in terrazza, per le mie piante di peperoncino prossime venture. Sempre che io riesca a pitturarle e renderle graziose come ha fatto lui. Forse è meglio se viene direttamente a casa mia.

Giardinieri in affitto lo trovate su Lei, il canale 127 di Sky già creatore di alcuni miei personali cult come Io donna buccia di banana, Cucine da incubo (Gordon Ramsey, sposami!!!!). Lo trovare ogni martedì alle 21 in punto, ma a rotazione nel week end è impossibilie non imbattersi in una replica.
Ora scusatemi, devo andare.

 

Devo correre ad iscrivermi... 

 

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14 settembre 2011 3 14 /09 /settembre /2011 13:55

Ricapitoliamo: quanti anni sono passati dalla mia laurea?
Mmmm… vediamo un po’. Cacciando fuori il pallottoliere, direi dieci anni suonati.
Che vecchiezza.
Ma questo non basta, no. Non è sufficiente, non manda in prescrizione gli imbecilli.
Perché nonostante tutto questo tempo, nonostante lavori da quasi un decennio per aziende private e non patrocini nessuna causa, la domanda ricorrente, formulata con una punta di acidità e due dita di ironia,  è sempre quella.
 
Ah, sei laureata in Giurisprudenza? E perché non hai fatto l’avvocato??
 
Caro gentile interlocutore casuale che nulla sai di me, le risposte che potresti ricevere sono molteplici e possono dipendere sia dal mio stato mentale che da quello ormonale.
Ma anche dal giramento di palle che tu e la società italiana in genere (in questo momento da te egregiamente rappresentata) mi avete causato nelle precedenti 24 ore.
Perciò pesa bene prima di formulare la domanda, ti potrebbe capitare una di queste risposte.
 
Risposta educata: Non ho fatto l’avvocato perché non mi piaceva e penso che per queste professioni ci vuole il sacro fuoco della passione. E poi Perugia è piena di avvocati!
Risposta stizzita: Non mi piace fare la schiava nemmeno per gioco, figurati per dei vecchiacci pomposi che si sentono padroni dell’universo e che per due anni ti trattano da sguattera e non ti rimborsano manco la benzina.
Risposta depressa: Ho fatto l’esame due volte e non l’ho passato. Ergo, ritengo di non essere abbastanza intelligente.
Risposta politica: Gli avvocati sono tutti di destra e quindi mi stanno antipatici. Preferisco i giudici che, giustamente, sono tutti sinistroidi.
Risposta no global: Me ne fotto dell’establishment!
Risposta da figlio-di-papà: Non potevo andare a Reggio Calabria e in Spagna non ho fatto in tempo. Bastardi.
Risposta fatalista: La vita mi ha portato verso altri obiettivi.
Risposta incazzata: Non ho un padre avvocato che mi para il didietro e mi inserisce nel mondo crudele e spietato dell’assistenza legale, né un genitore ammanicato e/o massone. Quindi non avendo la vocazione al martirio ho preferito un’altra strada.
Risposta ormonale: Ma i cazzi tuoi, mai?
 
La mia preferita è l’ultima, ma la conservo per i rompiballe da competizione che ahimè esistono e sono voraci come cavallette. La verità tuttavia non risiede in nessuna di queste risposte, ma nella loro sommatoria. C’è tutta una serie di motivi per cui ho deciso di non esercitare la professione, molti dei quali sono squisitamente di natura economica,  ma non ne sono dispiaciuta. Mi va bene così, la libera professione è una cosa complicata da svolgere e non sono abbastanza squalo per esercitarla.
Però vorrei capire perché pure il fruttivendolo mi chiede di render conto delle mie scelte, manco avessi deciso di non fare l’avvocato per fare la prostituta.
 
Ripensandoci, coi tempi che corrono…

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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