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9 luglio 2010 5 09 /07 /luglio /2010 09:22




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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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6 luglio 2010 2 06 /07 /luglio /2010 22:03
Stamattina accompagnavo l’Amoremio ad una visita specialistica alla ASL.
Niente di grave, solo un controllo, ma restare nella sala d’attesa di un ospedale pubblico è più sociologicamente interessante di una puntata del talk della D’Urso.
Me ne stavo lì a leggere bella bella, quando una signora dallo spiccato accento toscano si sente autorizzata a rivolgermi la parola. 
Signora toscana: “Ah, ma come sono lenti qui! Sono il 45 e son 10 minuti che aspetto!” afferma ad alta voce sedendosi, assolutamente non invitata, accanto a me nella sala d’aspetto semideserta.
Phoebe: “ Vabbè, signora, via, accontentiamoci”
ST sventolandosi platealmente: “E poi fa caldo!
Le vorrei rispondere che quando fa caldo fa troppo caldo, e se fa freddo è proprio troppo freddo. Ma il libro che sto leggendo mi appassiona, sorrido e cerco di interrompere la conversazione.
Ma prima che il messaggio possa arrivare a destinazione, entra nella sala d’aspetto una ragazza. Avrà vent’anni, posta una canotta bianca, pantaloni neri ed un bel paio di sandali. E lo chador. Passa, prende il numero per il CUP e si accomoda in fondo alla sala, iniziando poi a leggere un quotidiano che aveva in borsa.
ST: “ Che schifo. Ecco, a me ‘ste cose mi danno proprio fastidio. Siamo in Italia ancora. O no?
Non rispondo, mi limito a schioccarle uno sguardo di disapprovazione.
ST: ““E poi, con questo caldo… sa la puzza!!
Phoebe: “Signora, avessi un euro per tutti gli italiani che puzzano!
ST : “Sì, sì, signorina però!!! Se lo lasci dire da me che ho fatto il ’68, sono una femminista della prima ora, io!” continua stravaccandosi sulla seggiola e continuando a sventolarsi con la prescrizione del medico mentre io decido di contare fino a dieci per non prenderla a male parole. Ma lei incalza: “Abbiamo lottato tanto, e per cosa? Siamo in Italia, siamo!”
Capisco che DEVO chiudere il libro ed uccidere a parole la signora. DEVO perché la rabbia che mi ribolle dentro è troppo forte. 
Phoebe: ”Signora, il problema è uno: se chi indossa lo chador lo fa per sua volontà e non per costrizione, sono emeriti fattacci suoi e non nostri. Mi preoccupa molto di più per la condizione della donna tutto il mostrare di tette e culi che si fa in televisione ed il messaggio che passa, piuttosto che una ragazzina con lo chador. Lei non trova?
Ecco, l'ho detto tutto d'un fiato. Spero che ora si chiuda in un mutismo incazzato e leghista.
ST: “Ah, ma in tv uno può scegliere quel che guardare! I miei nipoti ‘ste cose in tv non le guardano!
Phoebe: “Signora, non mi dica che i suoi nipoti non guardano le veline di Striscia. Su, le par femminismo quello?!
In quel momento un BIP annuncia che il tabellone segna 45. 
Sono salva.
La signora indispettita raccoglie le sue cose ed entra nell’ambulatorio, senza nemmeno degnarmi di un saluto.
Peccato.
A lei femminista della prima ora avrei potuto raccontare della ragazza di Marakkech conosciuta in treno tornando da Firenze, ricercatrice di chimica all’Università di Torino. 
Avrei potuto raccontarle che ad esempio per lei, che parlava quattro lingue e indossava jeans e scarpe alla moda, lo chador è un rituale che le fa pensare a casa, alla famiglia lontana. Ma è anche un vezzo, mi raccontò accarezzando il suo chador rosa e argento, fermato con una preziosa spilla che sembra venire dal forziere di Ali Babà. “Come mettere una collana” mi disse.
 
Mia nonna non poteva indossare pantaloni, anche se per lavorare i campi sarebbero stati comodi. 
Quest’imposizione è meno grave del fazzoletto in testa oggi? Fazzoletto che mia nonna paterna portava sempre se andava in un luogo pubblico, anche negli anni’90 perché lei non era una svergognata come la mia nonna materna.
Eccerto, come no?
 
E’ strano come il corpo della donna sia sempre l’oggetto del contendere tra morale, religione e libertà. Ostentatamente mostrato o ferocemente nascosto, il corpo della donna per la maggiorana delle religioni monoteiste incarna da sempre il male, il peccato, la tentazione.
Come dire che siccome il problema è nei bassi istinti maschili, allora la colpa è la nostra.
Comodo, ma funzionale visto che va avanti da un numero imprecisato di centinaia di anni con il beneplacito di buona parte del mondo femminile, troppo preso a dare della poco di buono alla vicina di casa piuttosto che a mirare ai evri oggetti del contendere.
Mentre penso a come abbattere il predominio maschile, esce l’Amoremio da radiologia. 
Per uscire passiamo davanti alla ragazza con lo chador. 
Mi guarda, sorride e mi saluta con un cenno della mano.
Se noi donne non impariamo ad aiutarci e comprenderci tra di noi, non andremo mai da nessuna parte.
 
E dire che la strada è così lunga…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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2 luglio 2010 5 02 /07 /luglio /2010 10:16

Ieri sera tra amici s’è finiti a parlare di Corrado Guzzanti e di quando in Tv la satira c’era e faceva numeri in prima serata. Te lo ricordi l’Ottavo Nano? E il Pippo Chennedy Show? Non so quanti anni siano passati, ma sembrano cento.

Te la ricordi Sabrina Guzzanti che fa Bertinotti?
Mitica!!
E il filosofo Robertetti? E Quelo? E Livore?
Perché, Lorenzo? I ragazzetti sono ancora così!!!

E via così sul filo del ricordo.
E’ solo che non sono mia nonna. Ho 34 anni, non settanta. E non rimpiango Mina, la Carrà o Valter Chiari.
La mia generazione, così sfiduciata e persa, si sente vecchia. E’ già vecchia dentro. 
Ha lasciato la speranza in un cassetto, schiacciata dal quotidiano.
La satira cos’è? S’è incattivita? E come potrebbe prendere con leggerezza un Premier pappone? Dov’è l’ironia? Nel capello plastificato da Ken? Al limite uno si può chiedere se c’abbia anche il pisello come l’amichetto di Barbie, ma poi basta. Poi il nervoso e quel formicolio sulla nuca che preannuncia fastidio ed indignazione hanno la meglio.

La satira, l’informazione, la cultura non esistono più, schiacciate in un calderone qualunquista rimestato da ballerine straniere scosciate e con le tette rifatte.
La legge bavaglio sarà solo la ciliegina sulla torta.
La giustizia?
Ma la giustizia non serve, lo sanno tutti! Poi tanto non funziona ed i giudici sono tutti comunisti mangiabambini!
La scuola?
La scuola va riformata, tagliata, rimestata. Via informatica, letteratura, storia, scienze. Avanti ballo e canto (così uno è pronto per Amici e si tiene in forma), religione (chiaramente oppio dei popoli) e televisione applicata alla vita, ché a 16 anni devi già esser pronto al tuo ruolo di tronista/velina.
E la cosa grave che all’italiota medio va bene.
E’ giusto. E’ logico. E’ comodo.
Per fortuna che Silvio c’è.

Ecco, io vorrei emigrare.

Troverò peggio?

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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27 giugno 2010 7 27 /06 /giugno /2010 22:05
Nel bel mezzo di una lezione vintage anni’90 di heat program, il mio istruttore preferito nonché spacciatore di telefilm di riferimento mette su Lorenzo Cherubini aka Jovanotti in un suo pezzo molto anni novanta, anzi 1994.
Non che mi dispiaccia, chiaro, io a Lorenzo gli voglio bene. Poi è come se fosse un vicino di casa famoso, mi sembra quasi di conoscerlo.
Però sull’heat a parte camminare a tempo non c’è molto da fare e così mi sono messa a pensare. 
Ma Jovanotti, ‘sta canzoncina oggi la scriverebbe?
Vediamo un po’ ad analizzare il testo.
 
Io penso positivo perché son vivo perché son vivo, 
io penso positivo perché son vivo e finché son vivo, 
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare…
 
Chissà, magari il TG di Minzolini e tutti gli schiavi leccaculo del Premier un pochino se tu fossi un ragazzetto oggi ti fermerebbero dal ragionare.  Magari ti verrebbe voglia di smettere di ragionare e la sempreverde Gimme five sarebbe un porto sicuro a cui approdare.
Così, è un’idea mia.
 
quest'onda che va, 
quest'onda che viene e che va 
quest'onda che va quest'onda che viene e che va, 
quest'onda che va quest'onda che viene e che va quest'onda che va, 
quest'onda che viene e che va. 
 
Sìsìsì, ho capito. Andiamo avanti.
 
Io penso positivo ma non vuol dire che non ci vedo 
io penso positivo in quanto credo, 
non credo nelle divise né tanto meno negli abiti sacri che più di una volta furono pronti a benedire massacri ,
 
E la pedofilia dove la metti?  
E il Vaticano Spa?
E l'esimio cardinal Bertone?
 
non credo ai fraterni abbracci che si confondon con le catene 
Io credo soltanto che tra il male e il bene è più forte il bene. 
 
Ciccio, al governo c’è la LEGA NORD. Cioè, ci governa gente come Calderoli, Cota, Zaia, Borghezio, Maroni, mi sono spiegata? 
E poi, dove lo metti Berlusconi? In confronto l’Imperatore Palpatine era un pacifico pastore tibetano che viveva in simbiosi con le sue capre a pelo lungo.
Il male ha già vinto, sveglia!!!!
 
Uscire dal metro quadro dove ogni cosa sembra dovuta 
guardare dentro alle cose c'è una realtà sconosciuta 
 
Ti pare facile uscire da casa di mammà?
Non è mica che ci sono solo bamboccioni qui, eh. E’ che trovare un lavoro è difficile oggigiorno. Poi, se lo vuoi anche retribuito oggi che c’è la cccrisi,… bèh, mi sa che ne vuoi un po’ troppe, non sai accontentarti. Un bello stage a 300 euro al mese e passa la paura. Di pagarti adeguatamente, chiaro.
 
…che chiede soltanto un modo per venir fuori a veder le stelle 
e vivere l'esperienze sulla mia pelle sulla mia pelle.
 
A parte l’opinabile rima stelle/pelle, originale come quella iconoclastica cuore/amore, che altro dire?
Peace&love!
 
Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa 
che parte da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa 
passando da Malcom X attraverso Gandhi e san Patrignano 
arriva da un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano.
 
Bello. Anche vero, volendo. Solo mi chiedevo: ma se oggi chiedessi a un diciottenne medio chi sono tutti questi bei personaggi, importanti e portatori di certi valori, se vogliamo proprio dirla tutta, cosa risponderebbe?
No, Che Guevara non è quello che ha inventato le magliette e no, Madre Teresa non era un’amica intima di Lady D. Se è per questo, poi, Gandhi non lavora al call center della Telecom India.
Lasciamo stare Malcom X, che non ho cuore di chiedere.
 
Sono scesa dall’heat program alla fine della lezione ancora rimuginando.
E’ possibile pensare positivo oggi? Anche senza considerare le teorie sulla fine del mondo di Giacobbo e triangolando le possibilità di schiatto del nostro Leader dall’età falsata dal botox, ci sono possibilità per un futuro positivo?
 
Io non lo so.
 
E voi?

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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24 giugno 2010 4 24 /06 /giugno /2010 20:24

Io i crucchi li conosco bene.

Vivo infatti da sempre sul Trasimeno, terra di conquista di orde di barbari dall’idioma metallico capaci di mettere letteralmente a ferro e fuoco piccoli paesini famosi per la loro quiete (e la noia).

In più ho affittato casa a villeggianti stranieri per dieci anni, quindi fidatevi: ne so. I turisti che arrivano qui sono (per fortuna) ancora molti, anche se non come negli anni ottanta. Belgi, olandesi, francesi. Anche americani e canadesi, a dire ilv ero. Tutti gentili e attenti alle bellezze del territorio, ho sempre avuto belle esperienze nonostante le eccentricità inevitabile di alcuni. Ad esempio, mio sono vista offrire vino bianco con cubetti di ghiaccio e caffè improbabili, ma ho sempre accettato con un sorriso la cortesia.
Gli olandesi, per esempio, sono un popolo favoloso.

Ma con i tedeschi no.
Per questo quando nel planning degli arrivi leggevo la provenienza, montavo il sorriso d’ordinanza: sapevo ne avrei avuto bisogno.
Il crucco medio arriva in Italia già convinto della sua superiorità.
Ti guarda come se fossi una merda, e col suo inglese reso incomprensibile da un accento irritante come il graffio del gessetto sulla lavagna ti chiede se c’è una birra in frigo.

Tu sorridi e rispondi: “No, guardi, solo acqua” e lui ti guarda come se ora davvero ne avesse la certezza: sei una merda.
Poi, sempre nel suo inglese approssimativo inizia a farti mille richieste.

“Funziona la lavatrice?” “Ovvio”
“Il cancello è automatico?” Ma pezzo d’idiota, secondo te l’ho aperto a mano perché sono fessa?? “No, mi spiace”
“Lenzuola e asciugamani li cambiate tutti i giorni?” Eccerto, è il Ritz questo! “No, una volta a settimana”
“Il letto lo rifate voi? Quando venite a pulire?” Ahahahhahahahahhaahhahah! “No, guardi, la pulizia avviene a fine vacanza”
Li vedi la mattina alle dieci al bar far colazione con cornetto e birra media. Anche due, và.
Il cappuccino, invece, no. Loro il cappuccino lo bevono dopo pranzo che aiuta la digestione.

E pensare che questi ci prendono anche allegramente in giro.

Ma l’apice fu una famiglia tedesca composta da due genitori attempati e due figli molto più che tardo-adolescenti. Mi chiamarono alle nove di un sabato sera sul cellulare: “Guardi, abbiamo un problema GRAVISSIMO. Dovete venire SUBITO!”
Io e mio padre siamo corsi immaginando allagamenti, corto circuito, cataclismi.

Niente di tutto ciò. “Le porte cigolano”
Io: “…”
Mio padre: “Ma sei sicura di aver tradotto bene?”
Io: “Sì”
Mio padre: “…”
Io: “…”
Immaginate la scena. Mio padre che passa lo svitoil alle nove e mezzo di sera, vestito di tutto punto per uscire, che bofonchia frasi “Diglielo a ‘sti crucchi che la guerra l’abbiamo vinta noi” o “Mangiapatate di m***a”, accompagnati da coreografici “Crepa crucco”. Il tutto mentre io sorrido con una paresi facciale simil-botox e sottolineo la felicità di mio padre nel poter essere d’aiuto. Sì sì, certo. Come no.

Tutto questo per dire che non mi piace parlare degli esseri umani a “razze” come fossero cani. La divisione tedesco, olandese, italiano, padano (oops, dimenticavo: la Padania non esiste!) ha poco senso ed è spesso vittima di stereotipi.

Ma certe popolazioni per come si comportano fuori da casa loro se lo meritano.

 

Per esempio noi italiani…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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21 giugno 2010 1 21 /06 /giugno /2010 19:51

 Sei nervosa? Stressata? Non ce la fai più?
Ti mangeresti a colazione l’omino col cappello che non si lascia sorpassare?

Per gli uomini c’è solo una spiegazione valida: hai il ciclo.

Non è per la montagna di panni da stirare che ti guarda minacciosa, per il capo che non ti ascolta quando parli in modo intelligente di lavoro ma continua solo a guardarti la scollatura, il tuo compagno che non si accorge che hai passato tre ore dal parrucchiere a farti bella perché è troppo preso dai Mondiali e dalla partita Pincopanco Vs Pancopinco.
No.
E’ per il ciclo mestruale.
Croce di tutti gli uomini.
Certo, come no.
Che, detto per inciso, per gli uomini rimane una attività misteriosa e complessa, quasi da iniziate, ed impossibile da comprendere fino in fondo senza avere l’utero.
Poi gli uomini nella loro ignoranza assistono impotenti ad un bombardamento mediatico fatto di ali, donne che fanno la ruota, che vanno in bicicletta, tessuti innovativi, incomprensibili paure e fobie di sporcarsi i pantaloni bianchi.
Che poi, mica è necessario metterli proprio nel momento topico del ciclo, signora mia. Un po' di cervello, che noi donne ce ne abbiamo da vendere, via.

Senza considerare quella che definisce timidamente il ciclo quei giorni lì, manco fosse una cosa da vergognarsi e conferendo alla cosa più naturale del mondo un’aura di mistero tale da causare una convocazione d’urgenza di Giacobbo.
Problemino, indisposizione, impedimento, palloncino rosso.
Uomini, donne: fate lo spelling con me. M-E-S-T-RU-A-Z-I-O-N-I.
Mestruazioni.
Non è una parolaccia, ma chiamare le cose col nome più consono.
Il  fatto che il ciclo mestruale di una donna sia ancora oggi tabù fa ridere. Donne che ballano seminude in fascia protetta mimando rapporti orali va bene, questo no.

Perché da sempre nel corso del secoli il ciclo mestruale rendeva la donna impura, era il segno che non avrebbe portato eredi nemmeno quel mese e probabilmente puzzava anche. In tempi più recenti non è che sia andata meglio, considerando che a mia nonna era stato insegnato a non toccare l’acqua in quei giorni lì nemmeno per lavare l’insalata.  E lei ne approfittava per riposarsi in barba ai pregiudizi, convinta però che se si tagliano i capelli da indisposta ricresceranno male, ribelli e indisciplinati. Chiaramente.

Oggi, dopo che le femministe han bruciato in piazza badilate di reggiseni noi donne ci siamo leggermente emancipate.

A quattordici anni dovevo partire per le vacanze e quei giorni lì coincidevano con i giorni di mare. Mia madre timidamente mi mise in mano una scatola di Ob mini  con la stessa faccia con cui mi avrebbe affidato una scatola di preservativi. Non mi spiegò nulla, non disse nulla. Mi mise in mano la scatola e chiuse la porta del bagno. Io, seduta sul water, ho dovuto capire da sola il dove/come/perché. Lei non ha saputo proferire verbo, chiusa nella vergogna.
Immaginatevi io che leggevo Cioè pensando dicesse cose serie come ho portato a termine con coraggio l’operazione.

Per fortuna che poi, col passare degli anni, le cose sono andate meglio, grazie ad.O.b. che non mi ha mai delusa ed a fatto di me una donna più sicura di sé e con meno frustrazioni.

Perché si sa, gli assorbenti interni sono da ragazza facile, lo dicono tutti.
Non importa se son comodi, ti fanno sentire libera e senza il pensiero del si sposta tutto.
Non assomigliano forse a piccoli falli?
Ecco, allora non son per le brave ragazze.
Almeno questo affermavano i giornalini per ragazze di allora.
Le stesse autorevoli fonti che affermavano con certezza che sì, un bacio con la lingua poteva farti rimanere incinta.

Ora che sono adulta e le cose sono cambiate, il ciclo è un momento di complicità con le mie amiche, da vivere in tutta serenità.
Certo, forse per gli uomini rimarrà sempre un mistero stile linee di Nazca. Un enigma che loro non possono capire e per questo sono terrorizzati dal doverlo spiegare un dì ad una loro ipotetica figlia.


Ma a volte il mistero non guasta...

 

 

 

 


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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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20 giugno 2010 7 20 /06 /giugno /2010 12:59

Ognuno ha le sue manie. E anche le sue perversioni.
Non c’è niente di male, il mondo è bello perché vario (o avariato) e finché dura fa verdura.
C’è chi si fa frustare, chi colleziona bottoni, chi
Insomma, la mia perversione attuale è Top Chef.
Mi piace guardarlo la mattina, appena sveglia, al posto del Tg.
E dire che il Tg di Sky è bello, completo, serio e antiberlusconiano q.b. per rendermelo simpatico. Ma se vedo tutte le brutte facce dei nostri politici la mattina, inizio subito male la giornata, altroché.
Quindi, nonostante le accese rimostranze dell’Amoremio, la mattina davanti al cappuccino di soia si guarda Top Chef.
E tutti zitti.

Per i profani Top Chef è un reality tutto Made in Usa basato su una gara all’ultimo piatto tra cuochi diversamente abili e spesso diversamente gay, in onda su Skyuno alle 7 del mattino.
Ogni giorno propongono una sfida, i cuochi cucinano ed il peggiore va a casa. Semplice e chiaro. Ora su Sky, vista l’ora antelucana, stanno proponendo le repliche della seconda stagione, ma negli USA siamo già alla settima.
No, non c’è Antonella Clerici e nemmeno la Nonna Pina, ma quella stragnocca paurosa di Padma Lakshmi (gli americani certe cose amano farle per bene) e una giuria così cattiva e schizzinosa da far venire la voglia di scappare da Mac Donald’s a strafogarsi di qualunque cosa sia unto e salato.

Che poi, ma schizzinosi di che? Sarò italiana pizza-mafia-mandolino, ma posso affermare che gli chef americani fanno degli accostamenti di merda. E cucinano anche di merda.
E scusate il francesismo.
Mettono l’aceto balsamico praticamente ovunque, considerandolo un legante. Bèh, appiccicoso lo è di certo.
E poi buttano tonnellate di spezie a casaccio in tutti i piatti, coprendo tutti i sapori. Hanno anche un uso discutibile della panna da cucina, per dire. Senza considerare che zenzero e zafferano sono usati alla stregua di sale e pepe.
Potrei morire a mangiare così, ed il bello è che riesco tranquillamente a guardarlo mentre inzuppo i biscotti nel latte di soia.

Ma è tutto deliziosamente trash.

I cuochi girano con il loro set di coltelli personale da cui non si separano mai.
Tra loro litigano come bestie per chi è più bravo a sfilettare il salmone o su come si cuoce un’anatra correttamente (fatemi capire, ma è vero che va cucinata al sangue? Il solo pensiero mi repelle…), salvo poi abbracciarsi e piangere quando il più sfigato se ne va cacciato dalla bella Padma a colpi di tacchi a spillo in faccia.
Ieri mattina la sfida si basava sul cucinare qualcosa che ricordasse la loro infanzia, ma con un tocco glamour. Ecco, già la sfida è scema, poi i piatti proposti sono stati favolosi. Ad esempio, uno ha cucinato i maccheroni al formaggio fatti con il cheddar definendoli tipicamente italiani (!!!), mentre un altro si è prodotto in un panino con la bistecca che urlava vendetta. Non aggiungo altro.

Oggi invece, sempre alle sette di mattina, dovevano cucinare con “gli scarti animali”. In questa categoria sono stati infilati i prodotti più vari, tra cui rognone, zampe di gallina, guanciale di maiale, sanguinaccio, animelle. E la trippa. Non vi dico quel che ne è uscito. E non vi dico le facce schifate dei concorrenti, sembrava stessero toccando cadaveri umani fatti a pezzetti dal serial killer di turno.

Ora, io non sono certo una cuoca, ed il mio chef di riferimento è un altro di ben altra risma, però mi fa troppo ridere  il pensiero che il cuoco del ristorante sotto casa mia se li mangerebbe tutti per colazione, ‘sti tizi blasonati, volendo.
Nonostante questa mia consapevolezza, però, non riesco a farne a meno.
E’ una droga.
Ne voglio ancora.

Aiutatemi!

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Published by phoebe1976 - in paranoie
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15 giugno 2010 2 15 /06 /giugno /2010 22:44

Phoebe: “Amore, guarda che bello? Al Trasimeno Music Festival c’è un bellissimo recital su Chopin il 2 luglio.”
Amoremio: “Bello! Ci andiamo?
Phoebe: “Magari! Pensa, i residenti pagano pure la metà! Allora prenoto!”
Amoremio (smanettando sull’iPhone): “Aspè… mmm… quando hai detto che è?”
Phoebe: “Il 2 luglio. Perché?”
Amoremio: “Ehm… non puoi aspettare a prenotare? Perché forse gioca l’Italia. Sai, dipende dalla turnaz… “
Phoebe: “FORSE???”
Amoremio: “Eh!”
Phoebe: “…”
Amoremio: “…”
Phoebe: “…”


Phoebe: “Uhhhhh! Guarda che bello Amoremio! Ricomincia Ville e Giardini!”
Amoremio:”Bello! C’è qualcosa che non sia a millemila chilometri da casa?”
Phoebe: “Bèh, c’è la visita alla casa della poetessa Vittoria Aganoor Pompilj. Non ci siamo mai riusciti ad andare finora!”
Amoremio: “Ok. E poi è pure gratis! Quand’è?”
Phoebe: “L’undici luglio”
Amoremio: “Ma dico, sei matta? C’è la finale dei Mondiali!”
Phoebe: “Vabbè, ma è di pomeriggio! Che ti ci devi preparare spiritualmente???”
Amoremio: “Se gioca l’Italia, sì!”
Phoebe: “Ma v#[#[\!!@§#!!!???”
Amoremio: “Guarda che se gioca l’Italia non trovi nemmeno il custode che ti apre, altroché!”
Phoebe: “…”
Amoremio: “Ti amo”
Phoebe: “Anch'io”
Amoremio: “...”
Phoebe: “...”

 

Che palle.
I Mondiali sono cominciati l’altro giorno e già mi hanno fracassato il fracassabile.
Sì, sono noiosa. Una donnina noiosa e rompiballe. Va bene?
Senza contare le vuvuzela che mi manderanno al manicomio presto a meno che non si decida al più presto di farci un falò.
E dire che una volta ero una donna da stadio.

Che io stia diventando anziana??

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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13 giugno 2010 7 13 /06 /giugno /2010 23:57
Essere donne è difficile da sempre.
Donna, moglie, madre, cameriera, psicologa, economista, pornostar, equilibrista. 
Questi sono solo alcuni dei ruoli che spettano di diritto ad una donna.
Ma noi, si sa, c’abbiamo le palle anche se Dio Creatore Onnipotente s’è sbagliato e al momento della creazione s’è distratto (succede anche a lui) inserendole nel modello sbagliato.
Non paga del ruolo polimorfico e multitasking che ci è stato affidato, la società è solita utilizzare la donna anche come punchball quando non sa su chi scaraventare la colpa, nonché ricettacolo di tutti i mali.
Forte di una tradizione catto-cristiana che vede la donna come incarnazione del peccato se non sottomessa all’uomo, se qualcosa va storto la colpa è sempre nostra. 

 
 
Discriminazioni sul lavoro? 
Macchè, è la donna che mi distrae tutto l’ufficio. Non si può!
Carriere impossibili per le donne che non vengano già da un certo ambiente (o che non la danno con maestria)? 
No, è che la donna rende di meno con tutte le beghe che deve seguire tra famiglia e figli. Vuoi mettere quanto costa una gravidanza?
Oh, che bellino che sei. Ora lo dico a tua madre che la pensi così, poi vedi se ti prepara ancora le lasagne la domenica!!!
Ma che vuol dire? La mamma è sempre la mamma!
Eccerto!
 
Violenza domestica? Molestie sessuali? Stupro?
Eh, anche tu però
Che vorresti dire?
Eh, con la gonna corta. O i jeans attillati. Insomma, se la sbatti in faccia, puoi uno…
Ah, ecco. 
 
Rimani incinta? Sei precaria e non lo puoi tenere? Semplicemente non lo vuoi?
Prima di tutto PUTTANA, poi svergognata e scomunicata. Poi, a ruota, infedele feccia della comunità.
Ma scusa, sei cattolico? E poi non c’è una legge sull’aborto? Almeno per ora, eh!
Che vuol dire? E’ sempre una creatura.
Quindi ci pensi tu a sta creatura che io non posso?
No. Io proprio no.
E allora????
Ci dovevi pensare prima.
E se mio nonno c’aveva una ruota era una cariola.
Un aborto è sempre un omicidio. Assassina! Assassina!
Ma non c’era anche la RU486 che è meno invasiva?
 
E non è vero che la società siamo noi.
La società, cari uomini, siete ancora VOI che tranne rare eccezioni ricoprite la maggior parte dei ruoli di potere. Ruoli che vi tenete ben stretti, nei vostri piccoli e muffiti circoli chiusi fatti di pacche sulle spalle e partitelle domenicali a tennis.
E noi, anche se brave il doppio, dobbiamo faticare il triplo. 
Per tutto, visto che volete mettere il becco anche dove non sapete, trincerandovi dietro lo Stato, la Chiesa o una generica morale. 
Che poi noi donne siamo bravissime a farci distrarre da mille puttanate e alla fine vi facciamo gioco è vero, ma non è che questo vi autorizzi a mettervi su un piedistallo.
Ma forse sì.
In fondo, Dio con voi è stato generoso. 
 
Nemmeno il ciclo mestruale vi ha dato…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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11 giugno 2010 5 11 /06 /giugno /2010 07:11
Io, i soldi, li ho sempre odiati. 
Vuoi mettere vivere in una comune, dove i soldi non contano nulla e si campa sul baratto?
Bellissimo.
E poi ora c’è la crisi. 
La crisi, signora mia, che ogni giorno qualcuno si porta via. 
Azienda che volano all’est.
Tagli strutturali promossi a congiunturali.
Cassa integrazione integrativa delle risorse aziendali.
La crisi come antidoto alle rivendicazioni sindacali.
 
C’è anche la crisi vera, chiaro. 
Però.
 
Però che la crisi sia un bellissimo argomento per evitare aumenti, pagamenti e affini è vero.
E così noi poveri mortali siamo costretti a palleggiare con un stipendio fermo al 2005 e prezzi aggiornati al 2012, secondi lavori che si trasformano in immaginari recuperi crediti, bollette salate come un panico del Mac, tasse e balzelli.
 
Poi dicono che l’italiano è fantasioso. E ci credo! Se così non fosse, come sarebbe possibile far bastare per tutto una pagnotta troppo piccola? Invece noi siam campioni di acrobazia, signora mia.
Tira di qua, tira di là, recitava mia nonna, il lenzuolo è sempre quello e ha da bastà. E se non basta? Tocca farlo bastare, di riff o di raff! Sentenziava da vera matrona campagnola.
E se lo diceva lei, cresciuta a pane e mezzadria, posso farcela anche io.
 
Anche noi, via, nati malati dello scintillante consumismo anni ’80 che ci ha fatto credere che tutto fosse possibile, che tutto fosse utile e che avevamo bisogno di tante tante cose. Compresa l’ennesima piastra per capelli. O il ventitreesimo paio di scarpe nere decolté.
Utili, sono sicura. 
Specie se sei  Carrie Bradshaw.
 
Si tratta solo di cambiare la nostra mentalità, per tornare ad una vita più etica.
Ce l’avevano detto gli esperti, no? La crisi ci farà ritrovare i veri valori!
E prima del 2012! Non siete contenti?
 
Un mondo diverso.
Diversamente utile.
Diversamente economico.
 
Certo.
Sì.
Come no.
 
 
Ecco, io ora avrei voglia di un Kinder Bueno diversamente porcoso (non quello bianco, che mi fa schifo. Con tutto il rispetto, eh!) e neanche quello posso mangiare, visto che sono a dieta e pure intollerante.
 
Sarà poco etico?

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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