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29 maggio 2012 2 29 /05 /maggio /2012 17:56

rabbia.jpgC’avete presente quei giorni lì?

Sì, lo sapete dai.

Quei giorni lì, quelli in cui la frustrazione cammina ad una velocità doppia della ragione, quelli in cui anche l’orologio rintocca più lentamente solo per darvi un fastidio.

I giorni in cui l’unica soluzione possibile per risolvere tutte le vostre frustrazioni, le arrabbiature e innervosimenti vari è un robusto martello.

I giorni in cui la gente con la testa fatta a forma di banana che comanda la vostra vita vostro malgrado non la tollerate più, e iniziate a solidarizzare fraternamente con i serial killer.

Cominciate a capire l’omicidio.

Succede anche  a voi?

Vero?

VERO?

A me, sì.

Vorrei una motosega, la tengo solo sotto il letto.

Lo giuro, sì!

Una pistola no, mi fa impressioen.

Meglio un martello, una mazza da baseball, qualcosa che può far menare le mani.

Un'accetta.

Ecco, questa sì che sarebbe un'idea!!!!

 

Poi passa.

Ci vuole un po’, ma poi mi passa.

E a voi?

 

Come passa?

Bella domanda.

Di base, secondo la mia esperienza, da sola.

Più praticamente, facendo qualcosa che rilassa e fa stare bene. Io, ad esempio, faccio i barattoli.

Questo fine settimana mi sfogo con la marmellata di fragole.

Non so se diventerò come Nonna Papera oppure spaccherò la testa di qualcuno con un martello, sarà il fato a decidere.

 

Speriamo solo che la marmellata venga buona e soddisfacente…

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21 maggio 2012 1 21 /05 /maggio /2012 13:06

neighbors.jpgHo un nuovo vicino.

Non da ieri, a dire il vero. Da un po’.

E’ che quando vivi in campagna, quando non ci sono pianerottoli da dividere, ma solo tornanti e si parte la mattina per tornare la sera dal lavoro, ecco in questi casi ci vuole più tempo ad accorgersene. Ci vuole che faccia caldo, ci vuole che la gente gironzoli e  così anche il pettegolezzo.

Ed ecco che mi arriva voce che proprio un tornante più giù, nella casa da intonacare e così maledetta che non la riuscivano ad affittare nemmeno facendo i saldi (ma con un giardino che dire enorme è poco), sono arrivati i nuovi vicini.

Sì, sono loro, proprio quelli che parcheggiano la jeep scassata al centro del tornante che un giorno o l’altro gioco all’autoscontro.

E poi li ho visti.

 

Io lo so che dopo il nonno di Bear Grylls e la storia della macchina misteriosa non mi credete più, ma ve lo giuro: lui è tale e quale a Mauro Corona.

Lo so, lo so, lo so che non è lui. Lui più giù della pianura padana non ci verrebbe mai a vivere, e poi vivo in una zona troppo inurbata per lui, ma è tale e quale.

 

E insomma, una sera torno dal lavoro e chiamo Nevruz. Lui, schiavo di coccole e scatoletta, come (quasi) sempre arriva trotterellante e coccoloso. Poi si blocca. Una statua egizia. Poi si gonfia come un istrice e comincia a soffiare. Dalla strada vengon giù due strani tipi, una coppia, i nuovi vicini: Mauro Corona e la degna compare.

Si mettono a chiacchierare e scopro che hanno un gatto che li segue come fosse un cane, senza guinzaglio. Ed infatti eccolo lì, il piccino, che mi guarda con occhi quasi umani mentre Nevruz sputa veleno e sta decidendo di che morte farlo morire.

Mentre cerco di rendere innocuo il mio gatto mi fanno scoprire che:

1) Ai gatti non va dato nome, c’hanno già il loro ma noi non possiamo capirlo: è nella loro lingua gatta

2) Se il mio gatto è geloso è perché non è sereno.

Vabbè, grazie mille e arrivederci.

 

La sera dopo trovo lui che scende dalla strada trascinando un grosso tronco ed in compagnia di un grosso cane, credo un meticcio di pastore tedesco, completamente bianco. In questo caso è lui che non è sereno, perché mi ringhia come se non ci fosse un domani.

Il terzo giorno lui esce dal bosco con un mazzo di asparagi e un barboncino bianco.

Inoltre ho notato che in giardino hanno una barca tirata a secco e molteplici teste di animali in terracotta. No, non ho spiato, è che la siepe è così in punto di morte che non copre nulla.

E la macchina è sempre ferma lì.

Non sono pazza, lo giuro.

No sono nemmeno una stalker.

 

E’ che vorrei andare a suonargli il campanello, portargli i muffin e fare due chiacchiere.

Da buoni vicini.

E’ buon vicinato, non curiosità.

Non è per farmi gli affari loro.

E’ che vorrei sapere quanti cani hanno e come si addestra il gatto da passeggio.

E chiedergli che ci fanno con quelle teste di terracotta

Magari sono artisti.

O magari mi mettono a  pezzi nel congelatore a pozzetto se non mi faccio gli affari miei, come giustamente fattomi notare dall’Amore mio.

Per ora li guardo dalla finestra.

 

Voi che fareste?

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2 aprile 2012 1 02 /04 /aprile /2012 13:44

vintage-girls-swimsuits1.jpegSono in lotta col mio corpo.

 

Il problema è che un alieno grasso e deforme se ne è impossessato e tutti i miei sforzi per strapparmelo fuori sono inutili.

Lievito.

 

E, non ci provate nemmeno: non sono incinta.

Sono solo grassa.

Anche se l’Amoremio continua a ripetermi che il mio BMI è perfettamente nella norma, mi sento grassa.

Grassa, grassa, grassa.

(Anche se lui non vuole che lo dica, e nemmeno che lo pensi. Ma è complicato.)

 

Mi sento un quadro di Botero, e come uno dei suoi personaggi mi sento addosso ciambelle di ciccia che mi rotolano attorno come hula hoop non molto immaginari. La verità è che mi sto tramutando in una matrona anni ’50, una sorta di Ave Ninchi ma con i capelli più fashion.

E sono anche incazzosa come un ippopotamo femmina che sguazza nel fiume.

Attenzione, quindi.

 

E c’è che mangio come un criceto, ma niente.

Non posso nemmeno mangiare dolci per colpa delle allergie, cacchio.

Io, se devo essere grasse, voglio esserlo mangiando schifezze. Mangiando più cioccolata di Augustus Gloop, annegando nella cioccolata, perfino.

Non così, non mangiando biscottini di farro senza un cazzo dentro.

 

E scusate il francesismo.

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5 marzo 2012 1 05 /03 /marzo /2012 13:12

Blog_Richter_GwiliAndre1932-thumb-350x442-copia-1.jpgE poi ci sono quei giorni in cui non  è.

Anche se ti sforzi, se ci metti tutta l'anima e il sorriso più di plastica che hai, non è.

 

Giorni in cui non sai dove sta il tuo posto nel mondo, e ne vorresti uno bello comodo e tranquillo.

E proprio tu che hai sempre odiato le persone inquadrate nelle caselle come pedine della dama, proprio tu vorresti una bella casellina tutta tua dove accomodarti. Ci metteresti anche una porta, magari, con un lucchetto, anche, e una poltrona per renderla più comoda, ‘sta casella.

L’hai sempre schifata, questa concezione sociale dell’incasellamento, vissuta come una forzatura, un voler essere tutti uguali.

 

Ma anche una semplificazione, perché la gente se ti capisce, se in quella casellina messa in un luogo imprecisato, ma chiaro, riesca a mettertici, sta più tranquilla.

Vive meglio, CREDE di capirti meglio.

Altrimenti sei quella strana, particolare, buffa. La cugina scema, in pratica.

In giorni come questi io la casellina la vorrei proprio. Vorrei sentirmi inquadrata, trovare empatia con gente come me.

E invece no, non ce l’hai.

 

Ed è sempre stato così, lo sai.

 

Possibile che tutti abbiano la propria casella tranne te?

 

C’hai già provato a stare in una casella, e dopo un po’ (nemmeno tanto, giusto un po’) la smania di scappare, di uscire, una sorta di claustrofobia sociale t’ha preso alla gola e sei scappata.

Non ti ci vedeve a fare sempre sì con la testa e a non essere te.

 

Ma ora è diverso.

Ora sono matura.

Ora sono pronta.

Ce la posso fare.

 

O forse no.

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15 febbraio 2012 3 15 /02 /febbraio /2012 19:45

6a00d8341c652b53ef01156fbf40f9970c-800wi.jpgL’hai visto SanRemo?

No che a me Celentano non piace, è troppo comunista.

Ha parlato male della Chiesa e pure dei preti. E della RAI.

Sputa nel piatto in cui mangia.

Comunisti.

Ma le canzoni? I cantanti? Chi c’è?

Boh.Cantano?

E le vallette? Bone?

Non so, non hanno fatto il televoto, però.

Ve l’ho detto, comunisti!

?????

 

Visto? Monti non ci fa fare le Olimpiadi.

Semmai non ci fa candidare per il 2020, che ce le diano poi è tutta un’altra faccend…

Che importa? Non ci fa andare. Reazionario.

Come si fa ad andare avanti se non si va avanti?

Le Olimpiadi sarebebro state la festa della Camorra.

Terroni del cazzo.

Già.

Come Italia ‘90. Bella robba, tzè.

E’ stata la Merkel, vuole che le fanno in Spagna le Olimpiadi. O alla Turchia. Ma non a noi. E Monti s’è messo a pecora.

C’aveva ragione Silvio a  chiamarla culona.

Sì, infatti, bravo lui, almeno s’è levato la soddifazione!!!

????????

 

Avete sentito di quello che s’è fatto 30 anni di carcere ed era innocente?

Erano 22, comunque e poi...

Chissà che risarcimento.

E noi paghiamo!

Giudici comunisti!

Accusatoe  condannato senza prove!!

Il giudice deve pagare!! Non si condanna senza prove.

Scusa, eh. Ma quando è successo ad Alberto Stasi, assolto per mancanza di prove hai urlato allo scandalo.

Ma quello era colpevole anche senza prove, non hai visto che brutta faccia?

Giudici comuinisti!

?????

 

 

Ecco, in giorni come questi una bella bomba a mano nella borsa sarebbe utile, anzi sarebbe un accessorio indispensabile per ogni donna che si rispetti. Non che io mi lasci traviare da queste conversazioni degne del miglior Trota, ma cercare di concentrarmi con tutti i neuroni accesi sul contratto che sto scrivendo è un esercizio yoga che nememno Sathya Sai Baba riuscirebbe a compiere.

Ci sono giorni che ci ridi su, che inizi a canticchiare le canzoni dello Zecchino D’Oro di quando eri piccola nel cervello per non ascoltare, che è più facile fingersi Gandhi (senza considerare il fatto che è morto anoressico probabilmente a causa di una gastrite nervosa). E poi ci sono giorni come oggi, che vorresti solo mandare ‘sta gente a remare nel lago ghiacciato, a visitare scalzi paradisi fiscali inesplorati e a smacchiare giaguari nelle savane, ma guarda tu.

E’ che non se ne può più del qualunquismo e dell’indifferenza. E già che ci sono, pure della superficialità.

Ma la tonsillite non gli viene mai? Ma zitti cinque minuti?

Oppure, meglio ancora… LAVORARE, NO???

Ma è questa la gente italiana, il suo popolo?

 

Perché se è così, Monti o non Monti cari miei noi non abbiamo speranze…

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13 gennaio 2012 5 13 /01 /gennaio /2012 07:26

769087334Ed eccoci qui, finalmente è arrivato.

Archiviati brindisi, spumante e panettone, trenino di rito e proponimenti vari, eccolo qui in mezzo a noi: il 2012 è arrivato.

E fa una certa impressione, non è difficile da rilevare, forse perché da almeno dieci anni Giacobbo con la sua trasmissione su Raidue ce la mena con il 2012 e la fine del mondo.

Solo che sembrava così lontano, sembrava ci fosse tanto tempo, che fosse solo materiale per film basati su disastri naturali ed eroi improponibili e improvvisati tipo Nicholas cage o peggio, ma ci sbagliavamo: è arrivato.

E adesso?

 

Ci credo?

No, ovviamente no.

E poi lo so, il programma di Giacobbo ha la stessa autorità scientifica del mago Otelma: uomini falena, cerchi nel grano, cospirazioni massoniche e gesuitiche che nemmeno Dan Brown, e ovviamente il mitico chupacabra, una specie di demone succhia capre che abiterebbe le zone desertiche degli Stati Uniti e passerebbe il tempo ciucciando via il sangue dagli animali.

Poteva non aggiungere improbabili profezie Maya al suo già ampio carnet di fobie e mitologie urbane?

 

Ma da buona italiana non mi sento di escludere nulla.

Che poi oggi è pure venerdì 13.

E in fondo non lo dice solo Giacobbo. A parte il calendario Maya che finisce proprio il 21 dicembre 2012, ci si mettono pure Nostradamus e tutta la compagnia cantante.

Non solo. Serissimi canali di divulgazione scientifica come il Discovery Channel o History Channel iniziano a costruire i loro palinsesti sulla prossima ventilata fine del mondo. Ecco, diciamo che il 21 dicembre mi sembra una data un po' troppo vicina, non mi sento molto pronta.

Macchie solari, inversione dei poli, riscaldamento globale, meteoriti che giocano a ping pong con la terra, sollevamento delle acque, apocalisse, allineamenti galattici che nemmeno mio nonno quando giocava a bocce: e se avessero ragione?

Se il mondo fosse davvero sul punto di finire?

Dovremmo forse buttarci e vivere al massimo fino al 21 dicembre sparando tutte le nostre cartucce?

Dovremmo dare spazio all’anarchia???

 

Calma, non facciamoci prendere dal panico.

CALMA.

A parte che se mai il pianeta Terra e i suoi abitanti dovessero scomparire, sono certa che ciò accadrà non per eventi soprannaturali o cosmici, ma perché l’uomo ha combinato l’ennesima cazzata. Noi uomini siamo bravissimi in questo: inquinamento, depauperaento del territorio, saccheggi, magheggi genetici e chimici, OGM e chi più ne ha più ne metta.

Ma poi, per assurdo, anche fosse così e avesse ragione Giacobbo che cosa possiamo fare?

 

Scappare, non si può.

Urlare fortissimo non servirebbe a nulla.

Pregare? Quale Dio esattamente?

E a che pro?

 

Io intanto mi prendo un sacchetto di popcorn e aspetto…

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13 dicembre 2011 2 13 /12 /dicembre /2011 13:45

Credevo fosse un luogo comune.

O meglio, credevo che fosse solo mio padre ad essere così, pover’uomo.

Invece no.

E’ un problema di TUTTI gli uomini, o almeno di quelli etero. O forse proprio di tutti, non so, devo indagare.

Fattostà che è scientificamente provato, ma anche statisticamente: gli uomini quando stanno poco bene sono insopportabili.

Basta un raffreddore e trentasette e due per trasformare il migliore dei compagni in una ciabattante creatura che vive e si nutre di Benagol e Vicks spray. 

Vi guarda con gli occhi da cucciolo e sospira: “Sto bale”

Non ha febbre, non ha malattie gravi, solo una leggere bronchitella e il raffreddore.

E l’effetto degli antibiotici, simile alla kriptonite per lui.

“Amore, hai chiamato la dottoressa?”

Do, do… be la chiabi tu che è beglio?”

“Ma sei tu che stai male! Glielo saprai spiegare meglio, no?”

“Ti brego! Cof! Cof!

Aehm.

 

“Sto bale” vi dice, e voi donne lo coccolate.

Vi fa pure un po’ pena, poverino.

Anche se una settimana prima in quelle condizioni eravate voi e avete continuato ad andare al lavoro, a fare le faccende, la spesa e anche le splendide con lui. E ora invece voi uscite epr andare al lavoro e vi si stringe un po’ il cuore a lasciarlo lì, con le caramelle per la gola e la pila di fazzoletti di carta su chi s’è incartato il gatto (maschio anche lui), tra il Signore degli Anelli e la Xbox, con la tv che spara "Moooost Shocking" a tutta manetta.

 

Ecco, la tendenza dei maschi a  venire disintegrati da due linee di febbre è risaputa e anche molto vera.

Vero è che poi guariscono e tornano gli stessi di prima, in bene e in male sia chiaro.

Ma quello che fa specie è che gli uomini abbiano dominato il mondo da sempre e lo facciano tuttora. La colpa è chiaramente di noi donne, incaricate dalla natura e della società ad assumerci le incombenze più gravose.

Tipo le mestruazioni. Vi immaginate un uomo col ciclo? Con gli ormoni che fanno le passeggiate su e giù per le connessioni neuronali?

E la gravidanza? Secondo me c’è un perché se la natura fa partorire solo le donne. Ve lo immaginate un uomo incinta? La razza umana si sarebbe di sicuro estinta.

A parte la facile ironia, la colpa di tutto ciò non è loro. È NOSTRA.

E’ delle donne, sì.  Ci crediamo indispensabili, vogliamo dimostrare di esser bioniche ed efficienti e scogli nella tempesta.

 

Ma a noi chi ci pensa?

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24 novembre 2010 3 24 /11 /novembre /2010 22:38
… mi rendo conto parlando alla macchinetta del caffè che all’epoca della mia laurea circolava ancora la lira. Ed è subito centro sociale anziani.
 
… che a gennaio faccio 35 anni, e tutto ciò non è affatto bello. O forse sì. Forse c'è qualcosa di bello. Ma lo devo ancora trovare, cacchio.
 
… il mio gattino si è trasformato da adorabile bestiola in maschio alfa e pure culone, capace di saltarmi addosso mentre scrivo al pc reclamando Gourmet Gold (solo dadini, please).
 
… la mia macchina del 2005 inizia a fischiare come gli infissi di una baita di montagna e davvero non so che dirle. A parte supplicarla di non rompersi e pregarla in tre lingue.
 
… mi ritrovo l’unica che fa notare congiuntivi sbagliati, proprio come era usa fare la mia zia professoressa. La stessa che mi ha instillato l’uso dei TRE puntini di sospensione. Ho detto TRE, chiaro? La stessa che ora ha l’Alzheimer. Tutto ciò è incoraggiante.
 
… intorno a me sono tutte incinta. Gravide. Primipare attempate. Anche persone che mai e poi mai avresti creduto. E ti fai delle domande. TIC TAC, TIC TAC.
 
… vedo i miei impegni, le mie responsabilità ed i casini aumentare ed aumentare ed il tempo farsi sempre più piccolo piccolo.
 
… vorresti viaggiare, partire, andare. Ma il tuo conto corrente ti guarda con espressione poco convinta dal seminterrato in cui è sprofondato e tu rimandi, che c'è la TARSU e pure l'assicurazione della macchina da pagare.
 
… mia sorella non è più una bambina e va a convivere ( o quasi)  col fidanzato storico ed i miei genitori non sono più quei giovanotti vestiti anni'80 che ricordavo. E ti fanno tenerezza e paura, anche.
 
… l'ansia mi assale e controllarla è un esercizio zen
 
 
Passatemi il vasetto di Nutella, please...

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30 settembre 2005 5 30 /09 /settembre /2005 17:07

Il giudizio che abbiamo di noi stessi è spesso diverso dalla percezione che gli altri hanno di noi.

Molto diverso.

E certe volte ce ne dimentichiamo, certi che le persone che ci stanno intorno ci conoscano davvero.

Per quello che siamo, e non per la maschera di cera che ci portiamo a spesso sette giorni su sette, piova o ci sia il sole.
Come attori consumati, veliamo la nostra anima rivestendla di una bella armatura di ghisa, sperando che non ci ingoffi troppo i movimenti.
Magari inconsapevolmente.

Giusto la settimana scorsa ero con un amico davanti alla macchinetta del caffè. Gentilmente, lui si offre di sovvenzionarmi una dose di caffeina standard necessaria per arrivare correttamente in fondo alla giornata lavorativa.

Amico di Phoebe: "Come lo prendi il caffè? Lungo? Con lo zucchero? Macchiato?"
Phoebe: "No, no. Semplice. E senza zucchero"
Amico di Phoebe: "Ma dai!!! Già la vita è così amara!!!"
Phoebe: "Oh, a me lo zucchero non piace nel caffè. E poi io già sono dolce di mio!"
Amico di Phoebe, contorcendosi dalle risate: "AHAAAHHHHHAAHAHAHAHAAH!"
Phoebe, accigliata dalla grassa risata dell’amico: "Cioè?????
Amico (ex amico a questo punto??): "Tu, dolce? Ma se sei il Grinch!!"
E tutti i presenti a sghignazzare, come se avesse fatto un battutone degno del miglior Zelig.

Credo che se fossi stata in SPM, mi sarei messa a piangere come una fontana dando uno spettacolo indegno a tutti i presenti.
Ma ho assorbito la botta ed ho deciso di non ucciderlo per questa volta, evitando di donare i resti del suo cadavere ai cani randagi.
Povere bestie, anche loro devono mangiare.
Ma non questa volta.

Però, c’ho riflettuto.

Non avevo mai pensato di dare un’immagine così cinica di me.
Così poco edificante.
Ho sempre pensato di essere una brava bambina, attenta alle necessità ed alle esigenze delle persone che mi stanno accanto.
Magari un filino troppo diretta e sincera, questo sì, lo ammetto. Ma è poi un difetto così grave?
Ma è questo che arriva ai miei amici?
Davvero l’immagine che arriva di me è quella di una vecchia zitella acida, stretta parente di Crudelia Demon? Pensandoci bene, è un paragone molto fashion.

Davvero nessuno mi conosce per come credo di essere io?
Ho paura.

Molta.

 

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4 marzo 2005 5 04 /03 /marzo /2005 09:38

Ultimamente non ho tanta voglia di parlare.
E, per le persone che mi conoscono bene, questa è una cosa preoccupante come l'influenza dei polli in Asia.

Non so come mai, ma è così.

La voce fa fatica ad uscirmi dal petto, le mie corde vocali sono impigrite, le mie labbra si sono incollate tra di loro.

Non mi va, non so perchè. Magari è solo stanchezza.
O la vecchiaia che avanza.

Anche scrivere mail mi è diventato faticoso, a nulla possono nemmeno le favolose donne del gruppo di auto-aiuto.
E non è colpa di nessuno, non è successo proprio nulla di nulla. Ma davvero niente, ed è inutile chiedermi cosa c'è.

Non mi va nemmeno di uscire, devo violentarmi il cervello per andare a prendere una birretta con un amico, chè vorrei solo stare dentro al letto caldo caldo leggendo l'ultimo libro che ho poggiato sul comodino con la mia gatta che mi fa le fusa.

Sarà che fa freddo, e io vorrei la primavera.
Vorrei un po' di caldo, un po' di luce nuova.
Che tarda ad arrivare.
E invece fuori neve e pioggia inzaccherano la terra. 

Sarà che ogni tanto succede.
Mica si può essere sempre caciaroni, no?

E no, non c'è niente.
Non ho fatto niente.
Ma niente di niente.
E no, non sono in sindrome pre.
Sono solo un po' atterrata dalla vita.
Succede.

E' che oggi mi gira così...

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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