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15 febbraio 2005 2 15 /02 /febbraio /2005 13:07

Qualche volta la vita mi fa paura.
La vita è un vortice, corre, scappa via veloce e cattiva.

Un nuovo lavoro che non è proprio quello che ho fatto finora, uno vecchio da lasciare con tutti gli strascichi e ammenicoli vari ed eventuali, materiali e spirituali.

Una persona che ritenevo importante che bussa per rientrare un po' nella mia vita. Anzi, no. Bussa alla mia porta per divertirsi e vedere l'effetto che fa. L'effetto che fa è quello del terremoto dell'Irpinia, più o meno, ma non è che posso tanto darlo a vedere, chè sembrerei immatura ed anche un filo deficiente.

La mia vita che scorre, la vedo. E' lì che gira come una trottola, di quelle che si caricano a molla da sopra. ne avevo una da bambina, e ogni volta che la carica finiva ci rimanevo male. Avrei voluto continuare a vederla girare all'infinito, sfidando l'impossibilità del moto perpetuo.

Sono stata così presa da ME e dai miei ultimi problemi da non vedere i problemi, le preoccupazioni e le rughe di chi mi sta più vicino di tutti.
Le turbe, le infelicità, le solitudini che albergano nelle menti di chi mi vive accanto.
E poi, all'improvviso, ti arrivano veloci ed improvvise come uno schiaffo in faccia a piena mano.

No, niente di grave,di irreparabile. Niente materiale da Film Dossier, per carità. Casa mia non è certo Casa Forrester, per tanti e tanti motivi.
La banale quotidianità, il tran tran.
Ma è proprio questo.

Inseguiamo la felicità, la serenità, l'appagamento, l'amore.
Le inseguiamo prendendo delle strade che, al momento, ci sembrano ottime, giuste per noi.
Ma se non lo sono?
Possiamo continuare a lottare ed elemosinare amore anche dopo tanti anni?
Non cambia mai niente?

Possiamo vivere nella sottile infelicità?
E' questa la condizione abituale dell'età adulta?
Oppure, è questo che vuol dire comunemente "essere sereni"?
Vuol dire essere cullati nel limbo delle giornate tutte uguali, sperando che non venga peggio?

Vedersi crescere le rughe, imbiancare i capelli e crescere l'indifferenza di chi ci sta accanto?
Magari io sto esagerando, sull'onda emotiva della SPM e degli occhi tristi di mia madre. Di sicuro ci saranno tante belle cose, tante cose che anche lei si è solo dimenticata in un momento di sconforto.
Però, magari, anche no.

Ma la felicità esiste?
E se esiste, è patrimonio degli sciocchi che non vedono più in là del naso o delle persone semplici?
E' giusto inseguirla?
Oppure è come Will Coyote all'inseguimento di Beep Beep?

Ecco, io mi sento molto come se una pietra mi stesse per cadere in testa.

E mica lo so se c'è scritto ACME sopra...

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31 gennaio 2005 1 31 /01 /gennaio /2005 10:03
Avevo giurato che non l’avrei mai fatto.
Anzi, mi sentivo libera da cotanta schiavitù.

Ridevo di chi cadeva in questi palliativi inutili pompati dalla pubblicità e dalla ignoranza della gente.

Schernivo tutte le donne che si rifugiavano in queste assurde emorragie di denaro consumistiche ed utili come un uovo di quaglia.

Mi sbellicavo dalle risa davanti agli articoli dei giornali femminili.

Eppure, alla fine, sono dovuta capitolare.
Mi sono arresa.

Sedotta dalla accattivante scatolina dorata e dal gel azzurrino e dalla promessa della gioventù eterna, ho investito € 21,12 in un minuscolo contenitore di fuffa tedesca.
Il costo al grammo di quella roba, secondo me, è di parecchio superiore alla cocaina, ma temo generi lo stesso tipo di dipendenza...

In due parole, ho comprato il mio primo antirughe contorno occhi.
Capita a tutte, chi prima, chi dopo...

Il tempo avanza implacabile…

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13 gennaio 2005 4 13 /01 /gennaio /2005 13:10
Sono arrivata all'esasperazione.
Altro che treppiede, qui ci vorrebbe un bel bazooka da imbracciare con mossa alla Lara Croft (di Sabina Impacciatore, of course) e fare una strage.

Boom! E fuori il sindaco.
Boom! E fuori il presidente della regione.
Boom! E fuori il berlusca.

Sì, lo so. Ho scritto tutti con la minuscola. Che li dovevo pure scrivere in maiuscolo??? Sia mai!!

Sì, lo so. Qui non si parla di politica. Ma quando si passa il segno e si mettono le mani nel mio conto corrente... bèh, allora è diverso.

Per i maneggi del titolare della mia azienda, sono passata da una società del gruppo all'altra. E per non so quale alchimia strana, le trattenute regionali e comunali si sono abbattute con la violenza del Nino sulla mia povera busta paga.
Già io non ho uno stipendio degno di nota e mi ritengo indegnamente sottopagata, ma questa poi!!!
Proprio non riesco a mandarla giù!

L'eccidio si è perpretato come segue:
- imposta regionale ---> € 209
- imposta comunale ---> €  95

Il mio bellissimo comune è il più caro!!! Una cifra esorbitante e, temo, in assoluto la peggio spesa della storia, acquisto della fontana di Trevi da parte di un turista a parte!

Tutto ciò, mi ha spiegato cortesemente il consulente del lavoro mentre lo sbatacchiavo per il bavero del cappotto, è dovuto alla fine del rapporto di lavoro con la società X. L'importo esoso di solito viene pagato a rate nel corso dell'anno, ma siccome il rapporto è finito... una tantum!!! Certo, mi ha assicurato lui, nel corso del 2005 non dovrò pagare nulla. Gia dato, già pagato.
E ci mancherebbe solo questo...

A parte lo scorno per una busta paga miserrima a fronte di un lavoro bestiale, mi è rimasta la voglia di scappare via, di andarmene da questo paese ingrato.

Il progetto di andare in Costarica a vendere noci di cocco non mi sembra affatto malvagio, ma non so se potrei permettermi il volo, oggi come oggi... E allora, l'alternativa economica è quella di sperare di vincere un viaggio per Fantasy Island. Scendere da un aereo e vedere Mr. Roarke e Tattoo che ti fanno ciao con la manina, di bianco vestiti e pieni di ghirlande di fiori, comn l'unico scopo nella vita di realizzare i tuoi sogni. Magari, alla fine, gli sto così simpatica che mi chiedono di restare... magari mi assumono pure. Dico io, c'avranno bisoggno di una come me, no?

Ecco, mi son ridotta così. A sognare.

Anche perchè sognare, almeno per ora, non costa nulla....




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27 dicembre 2004 1 27 /12 /dicembre /2004 10:32
Il Natale e le feste in genere lasciano un sacco di tempo per pensare.
Troppo.
Sarà che tutti sono in vacanza tranne me.
Sarà che la mia famiglia non è numerosa e pranzi, cene, festeggiamenti e cotillon non sono così accentuati come le pubblicità dei panettoni vorrebbero.
E allora approfitto per leggere in pace, tanto mia sorella è in visita parenti col fidanzato.
Stregata dalle folli e visionarie pagine di Martin Millar, vorrei rinascere fatina dei cardi, con tanto di ali trasparenti, kilt e violino.

If I could change the world
Like a fairy tale
I would drink the love
From your holy grail...


Sarebbe bello, davvero bello, vivere come le due fatine del libro, rinnegate dalla madrepatria e profughe a New York.
Senza pensieri, senza crucci.
Con l'aura di fata che aggiusta tutto, che affascina, che fa innamorare.
Un po' di polvere di fata e puoi volare.

E invece sono qui.
Equilibrista su un filo senza nemmeno un vecchio ombrellino smerlettato su cui contare. Sempre a rischio di caduta, mai fissare il suolo che la rete non c'è, sguardo fisso avanti e camminare.

Non sono egoista né esagerata, mi basterebbe che nella mia vita UNA sola cosa mi desse felicità. Anche piccola, una piccola luce in fondo al buio che mi dica:"Non sei sola".
E invece lavoro, famiglia e quello schifo che dovrebbe essere una vita sentimentale, tutto insomma, tutto è incasinato, difficile, doloroso.

E nemmeno Shrek riesce a strapparmi che risate momentanee, nonostante il gatto con gli stivali che imita Jennifer Beals sia davvero divertente.

Magari sono solo stanca.
Magari le feste andrebbero vissute solo da chi ha la propensione d'animo giusta.
magari sto solo crescendo, ed il Natale lo sento più come un evento che non si può evitare che come una festa.
E non è mica finita.
All'orizzonte vedo arrivare i due appuntamenti annuali che odio di più.
Uno è Capodanno.

L'altro lo lascio alla vostra immaginazione...

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11 novembre 2004 4 11 /11 /novembre /2004 18:32
Ultimamente ci penso spesso.
Ci penso guardando mia nonna che diventa ogni giorno più piccola.
Ogni giorno più stanca, stremata da 25 anni di malattia alle ossa.

Ci penso ascoltando il telegiornale.
Vedendo i cadaveri di una guerra assurda.
Le lamiere di una fretta esasperata e tragica.
La pazzia che porta ad uccidere.

Ci penso spesso a lei, alla signora vestita di nero e attrezzata di tutto punto con la falce affilata.
Alla morte.

Ci penso specie dopo l'intervento, da quando mi hanno detto che solo 50 anni fa sarei andata incontro a morte certa e dolorosa. Beata e santa chirurgia.

E mi chiedo come sarà, se la storia del Paradiso, Purgatorio, Inferno è poi vera.
Chissà se esistono i gironi come ce li descriveva Dante. Girone dei golosi, dei lussuriosi, degli invidiosi, degli accidiosi.
Se è vero che il Paradiso è bellissimo, se esiste il fiume Lete.
Se Caronte fa avanti e indietro per due monetine sul suo barconaccio per portare le anime nell'aldilà. Magari nel frattempo s'è fatto uno yacht degno di Briatore.

Chissà se hanno ragione quelle religioni tipo il buddismo, per le quali esiste la reincarnazione. Magari è così. Magari è come un videogioco: dopo il GAME OVER clicchi e ricomincia una nuova partita.
Se sei stato buono, ti tocca una bella vita, altimenti ti reincarni in pantegana.

Oppure è come dice Alice Sebold nel bellissimo "Amabili Resti", magari si resta sospesi ad osservare i propri cari finchè non è tutto a posto, non si sono sistemate tutte le cose che si erano lasciate sospese e poi si va in un posto caldo e rassicurante.

Oppure c'avevano ragione gli illuministi, magari si diventa mangime per i vermi e via. Tutto chiuso, tutto finito. Buio totale. Stop. Chiuso per fallimento. Polvere alla polvere.

Quando mi prendono questi pensieri, stare chiusa in ufficio ad imbestialirmi per cose assurde mi fa sentire sciocca e inutile.
Mi sembra di perdere tempo, come se potessi vedere la sabbia che scorre velocemente giù dalla clessidra. Sempre più rapida, sempre più veloce.

E mi prende la fame di vivere, correre, saltare, amare, giocare, essere felice.
Vorrei passare tutto il tempo possibile con mia nonna, abbracciare mia madre e mia sorella, perdonare gli amici che mi hanno deluso, accantonare gli scazzi, le rogne e le paturnie assortite che da sempre mi arrovellano il cervellino.

Ma è possibile?
Si può vivere così, pensando a quello che sarà?

Pieraccioni, mi pare nel Ciclone, diceva che i giorni importanti in una vita sono una decina: il resto fa numero. Sarà vero?
O ogni giorno è importante e va vissuto alla grande?
E se è così, cosa ci faccio io dietro una scrivania piena di scartoffie burocratiche?
Perchè non sono su una spiaggia bianca a correre a piedi nudi?
Perchè ci risulta difficile apprezzare quello che abbiamo finchè non è sparito?
Perchè si corre dalla mattina alla sera dietro impegni inutili, tralasciando le cose importanti?

Perchè? Perchè? Perchè?

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9 novembre 2004 2 09 /11 /novembre /2004 16:14
Alla cassa del supermercato, in fila davanti a me c'era lei.
Precisa.
Pettinata come fresca di parrucchiere.
Fonata ma non troppo.
Truccata alla perfezione.

Magra.

Precisa nel tailleur gessato come se fosse stata una seconda pelle naturale.

Io, appena uscita dalla palestra, mi sono guardata i capelli leggermente arruffati e spiacciacati. Che poi io quando mi metto il tailleur mi sento un clown e non so nemmeno il perchè.
Ecco, mi son sentita quasi in imbarazzo.
E mica è tanto giusto.

Sarà insicurezza, sarà invidia, dite quello che volete, ma io queste tipe quà le odio.
Sempre perfette.
Mai una calza smagliata.
Mai un'incertezza sul tacco 12.
Mai una volta che il fondotinta facesse chiazze o pallini sul loro bel visino, no no. Solo sul mio.
Mai gli occhi rossi da lenti a contatto. Vuoi che la miopia contagi quei begli occhioni lì?
Impossibile che si spezzi loro un'unghia accuratamente tagliata french.

Sempre in ordine, sempre perfette.

Mai una sbaffatura di eyeliner.
Rughe, cellulite e smagliature sono misteri inspiegabili per loro che non ne hanno mai visto traccia addosso al corpicino.
Mai in disordine anche se fuori imperversa l'uragano.
Mai un foruncolo sulla punta del naso o sulla fronte.
Mai le doppiepunte, nemmeno dopo tre settimane ai Caraibi.

Magre e con le tette.

90 - 60 - 90.

E che portamento, poi!!! Eleganza naturale!
La mattina alle sette o la sera a mezzanotte hanno sempre la stessa faccia, mentre io sembro uscita dal programma centrifuga della lavatrice.

E tutti gli sguardi dei maschietti inebetiti sono per loro, belle e naturalmente chic.

La cosa che mi fa più imbestialire di questa specie di donne è che a volte non sono nemmeno stupide o antipatiche.
Anzi.
Magari non lo fanno nemmeno apposta, nè coscientemente.
E' che è madre natura che è stata generosa con loro.

E magari un po' stronza con me...

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11 ottobre 2004 1 11 /10 /ottobre /2004 16:31
Una povera ragazza ce la mette tutta.
Niente carboidrati la sera.
Tante verdure.
Attività fisica.
Massaggi.
Un paio di litri d'acqua al giorno che ti fanno fare tanta plin plin.

Son cose, sapete?
Sacrifici mica da ridere.

Come se non bastassero le insidie quotidiane, ecco i filtri aperti della vicina fabbrica che appestano l'aria rendendola insopportabile ed altamente calorica.
Oltretutto, come se non fosse sufficiente, ecco qui che arriva la tragedia annunciata.
Come ogni anno.
Ancora. Di nuovo.

Tentazione irresistibile.

Ma dico io, come deve fare una povera ragazza a resistere ad un attentato di queste proprorzioni?

Non c'è proprio più religione al mondo...

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7 ottobre 2004 4 07 /10 /ottobre /2004 17:48
Eccolo.
Puntuale come l'equinozio è arrivato il raffreddore.
Ok, lo ammetto. Non ho messo la maglietta della salute ed ho anche viaggiato a pancia scoperta.
Contenti ora?

Come si fa a non ammalarsi?
La mattina c'è la nebbia da pianura Padana, alle 13 ci sono trenta gradi e la sera fa di nuovo freddo.
Raffreddore ignorante assicurato.

Quello che non fa respirare, che ti fa russare come il padre di Pieraccioni ne "Il Ciclone" causando tempeste elettromagnetiche e probabilmente anche il black out dei radar di Fiumicino e Linate, che innervosisce e fa valutare seriamente l'idea di una tracheoctomia.

Coff, coff!!!

Inoltre, mi fa parlare come la bambina del Vicks Vaporub col saggio di danza da fare proprio domani:

"Babbba, babba... dobani non poffo ballabe..."

Io con la stessa disperazione mi trovo a respirare con la bocca ed a girare con le gocce al mentolo in borsa.
Senza considerare le tonnellate di fazzoletti, che stanno indubbiamnte contribuendo non poco alla causa dello sfoltimento della foresta amazzonica.

Certo, la cosa bella è che le mie occhiaie fanno perfettanete pendant con gli occhi rossi che mi sono venuti a forza di esercitarmi a ripetere l'onomatopeica espressione "ETCIU'"!!!

Non c'è niente da fare, io sono un'animale estivo. E oggi mi sento come una di quelle povere api che, intontite, sbattono e sbattono lentamente sul vetro della finestra.

Ora scusatemi, vado a soffiare il naso...

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23 luglio 2004 5 23 /07 /luglio /2004 12:34
Da oggi questo blog (e chi lo scrive) è ufficialmente a dieta stretta.

Questo per riuscire a rientrare nei vestiti dell'anno scorso, che proprio non ci riesco.
Senza contare che il mio conto corrente non è d'accordo affatto sulla mia idea di rifare il guardaroba da capo, perciò una soluzione la devo pur trovare.

Il mio obiettivo è: 2 kg in 2 settimane.

Non tantissimo. Abbordabile.
Giusto perchè nei pantaloni dell'anno passato ancora ci stò, ma vorrei potermici sedere.
E anche respirare, và.

Il programma si basa su
1)Aumento dell'attività aerobica, specie della corsa
2)Eliminazione di tutte le schifezze
3)Dieta a base di proteine
4)Fucus come se piovesse.

Riuscirà la nostra eroina nel suo intento??

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19 luglio 2004 1 19 /07 /luglio /2004 18:22
Ed è ciuccio intono a tieee!!!!!

Si certo.
Come no.
Infatti.

Maledetta Vodafone.
Maledetta tecnologia.
Maledetta Megan Gale.
Puttana.
Tu e le tue feste in piscina con strafighi di contorno che piangono disperati perchè la tipa si diverte in vacanza da sola e vecchietti che l'arteriosclerosi ha reso felici di festeggiare il compleanno.
Puttana.

La mia Sim a 32Kb è improvvisamente implosa senza un perchè, sputtanando tutta la rubrica tranne poche decine di numeri supestiti salvati nella memoria del telefono.

Così, all'improvviso.

Ho dovuto fare la sostituzione alla modica cifra di Euro 7 mica gratis, ma tutt'ora sono senza cellulare perchè non l'hanno attivata.

Quasi quasi faccio azzannare la Megan dal cagnaccio rognoso della TIM...

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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