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6 luglio 2004 2 06 /07 /luglio /2004 12:36
Ci sono giorni un po' così, in cui il clima fuori contrasta con il tuo interiore.
Giorni in cui vorresti che arrivasse un'acquazzone con tuoni, fulmini e saette a pulire le strade dall'arsura e dalla polvere e la tua mente dai cattivi pensieri.
Cattivi pensieri che, mamma fanatica di yoga lo dice sempre, fanno più male a te che agli altri.
Ma gli altri stavolta non c'entrano nulla, che non è vero che le colpe sono sempre all'esterno.

La colpa, se di colpa si tratta, è solo mia.

E le manfrine degli amici che ti definiscono speciale e che vedrai che andrà tutto bene mi innervosiscono ancora di più.
Sì, sì, speciale, come no. Magari al contrario, questo sì.
Uno speciale fallimento in onda per voi, siori e siore.

La responsabilità è solo mia.

MIA.

Per essere cresciuta con una certa idea dell'amore.
Per essere ancora un po' bambina in certe cose.
Per essere schiava ancora del mito Cenerentola/Principe Azzurro.
Per essere sognatrice.
Per sgranare gli occhioni come Bambi quando mi innamoro e smettere di conseguenza di vedere, sentire o produrre una qualche sinapsi di senso compiuto.

Ma anche, di base, per essere innegabilmente una boccalona, di quelle che l'amo lo cercano proprio e, anche se è ancora lontanuccio, ci si buttano sopra a peso morto.
Della serie "I guai me li vado a cercare, io!!!"

Che genio.
Piccola.
Sciocca.
Deficiente.

E dire che da piccola sembravo una bimba così intelligente...

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5 luglio 2004 1 05 /07 /luglio /2004 12:14
Vi è mai capitato di avere un sassolino in una scarpa?

Si, proprio quello della canzoncina anni '40.

Sta lì, entrato chissà come.
Fastidioso.
Noioso.
Un impiccio che diventa un chiodo fisso.
Ma non così tanto insopportabile da togliersi le scarpe in pubblico saltellando su una gamba sola.

E allora si sopporta per un po', pensando ad altro o scrollando la gamba sperando che si sposti in un luogo meno fastidioso. O cercando di non camminare.

Ma è tutto inutile.
Sta piazzato lì, ‘sto maledetto pezzettino di ghiaia!

Ecco, io finalmente stamattina mi sono seduta e me lo sono tolta.

Metaforicamente parlando, ovvio.

Anche perché porto dei sandali molto fashion...

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22 giugno 2004 2 22 /06 /giugno /2004 12:16

Ieri sera ero inquieta, avrei voluto continuare a girare nella notte con la macchina ancora per un po'. In fondo, era tutto così tranquillo, così limpido. E la luna in cielo era appena una minuscola virgola sospesa sopra al mio lago.
Poi mi son detta che era meglio rientrare, tentare di dormire.
Ma non sempre si può, specie se una strana sensazione si impadronisce del tuo sistema nervoso.

L'inquietudine è un male sottile, che prende alla gola e soffoca il respiro.

E non c'è niente da fare, non si spiega, è un peso opprimente sul petto, un urlo di frustrazione rimasto chiuso nella mente.

All'improvviso.
Non ha ragioni razionali, non ha motivazioni apparenti.

E' tutta una somma di cose

L'estate che non arriva.
Mia nonna che invecchia.
Mia sorella che sbraita e si droga di valeriana.
Il lavoro che è stimolante come un piattino di riso in bianco.
Gli scazzi degli amici.
Telefonate che non riesco a prendere e che mi inquietano alquanto.
Le maniglie antipanico in vita.
La certezza che non mi si possa amare.
Il blocco dello scrittore.
La sensazione di essere profondamente ingenua in certe situazioni e di dare alla gente il peso che non merita.
La malinconia.
Il cane che tenta di mangiarsi una delle tortore di mia sorella.

Insomma, una serie di piccole e grandi cose.
Più piccole che grandi.
Ma mi impediscono il sorriso ed il sereno più di quanto sia lecito e le rimostranze di mia madre, convinta esecutrice del pensiero positivo e della meditazione yoga, non fanno altro che peggiorare la situazione.

Ma perchè non possiamo essere felici delle piccole cose?
Del brillio della prima lucciola nel buio, del gelato, del sole estivo, dei papaveri sui prati?
Perchè l'essere umano si deve sempre complicare la vita?
Perchè dobbiamo rimpiangere il passato anche se sappiamo che non può tornare?
Perchè è così difficile vivere?
Perchè se sono davanti ad un bivio imbocco sempre la strada sbagliata?
Perchè non mi so mai decidere?
Perchè rifiuto la realtà ficcando la testa sotto la sabbia come gli struzzi ed immaginandomi realtà parallele inesistenti?
Non potrei limitarmi ad apprezzare quello che ho?
Sono i "tempi moderni" o è proprio colpa dell'uomo in sè?
E oltre allo yoga, c'è un modo per essere felici?

Una vacanza premio sul Trasimeno a chi mi sa rispondere...

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18 giugno 2004 5 18 /06 /giugno /2004 16:49
Non mi vanno più i pantaloni bianchi dell'anno scorso.
Ok, sono di cotone che appena lavato ristringe.
Ok, la palestra cambia il fisico.
Ma la sostanza dei fatti è una sola: mi stringono.

Aiuto...

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16 giugno 2004 3 16 /06 /giugno /2004 16:04
Questa è la promessa che bambini ed adolescenti si scambiano per suggellare una fratellanza che va al di là del DNA.
Ed in quel momento è vero, verissimo, un giuramento sacro, un patto scritto col sangue.

Ma poi si cresce e la vita ti cambia.
Equivoci, invidie, gelosie, semplici scazzi.
E spesso non è più come prima.

Amicizia vuol dire avere sempre qualcuno su cui contare quando tutto va male.
Amico è chi ti ascolta per ore piangere al telefono senza sbadigliare nemmeno una volta quando lo stronzo di turno t'ha buttato come un calzino spaiato.
Amico è chi si ricorda di te nei momenti belli e in quelli brutti.
Amico è chi ti tende la mano anche se tu non gli hai chiesto nulla.
Amico è chi ti capisce con uno sguardo, senza tanti giri di parole.

Ma un amico non è per sempre.
Credevo di sì, e invece mi sbagliavo.
Ha ragione mia madre, la mia fede assoluta nell'amicizia è frutto della mia ingenuità.
Ha ragione, come sempre

Succede che una sera incontri quella che era tua sorella e non la riconosci più.
Diversa.
Lontana.
Irraggiungibile.
Fredda.

E una parte di te vorrebbe solo abbracciarla e dirle "Va tutto bene, non è cambiato nulla" ma sarebbe una bugia. E' cambiato tutto, la tua fiducia è stata tradita.
Lei non ti ha teso la mano quand'eri a terra indifesa.
Così, perché non le andava di farlo.
Perché no.
E queste non sono cose che si possono dimenticare.

Anche se dispiace e brucia dentro, non ce la faccio.
Non posso.

L'amicizia non è una frase dentro un Bacio Perugina, non è scambiarsi i vestiti. Non è nemmeno uscire per andare a spasso in locali alla moda.

E' credere in un'altra persona.
Tornare indietro non si può.

Però è orribile vederla finire...

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15 giugno 2004 2 15 /06 /giugno /2004 09:48
Per molti i sogni sono premonizioni, messaggi in codice da interpretare, misteri prodotti dalla nostra mente. Interpretabili secondo una cabala, possono anche far diventare milionari, chissà.
I sogni sono una porta verso l'ignoto, verso il nostro futuro.
Oppure con l'aldilà, perché no.
In una parola, magia.

Le stelle stanno in cielo
i sogni non lo so.
So solo che son pochi
quelli che si avverano...


Per altri invece è solo il parto della nostra mente, un rivivere gli accadimenti della giornata, le speranze, le gioie, le tristezze. E non vogliono dire proprio nulla. Anzi.


Io non so chi abbia ragione, so che io sogno tanto.

E io i sogni me li ricordo. Almeno, quasi sempre.

Ho sempre sognato, fin da bambina. Venivano a trovarmi nella mia cameretta mostri orribili che sgusciavano fuori dalle tende o da sotto il letto, con lunghi artigli al posto delle dita pronti ad allungarsi su di me e facce deformi e ributtanti che mi facevano urlare nel sonno e correre a perdifiato nel lettone di mamma e papà.
Oppure sognavo che le fate dei boschi mi venivano a prendere e mi facevano diventare una di loro, con tanto di alucce svolazzanti e trasparenti, proprio come nel libro sugli elfi che mi piaceva tanto.

Da grande non ho certo perso la mia vena onirica.
Continuo a sognare, e non solo ad occhi aperti (che quello potrei pure smettere di farlo e cominciare a ragionare in modo razionale che l'età c'è...)

Il sogno più assurdo che ho fatto è stato quello in cui tutta la mia famiglia si trovava catapultata in Schindler's List. Bèh, il sogno era in bianco e nero come il film e, se ve lo state chiedendo, no, non l'avevo appena visto, ma è successo ben due anni dopo. Potere della suggestione del cinema, forse, ma non è stato per niente divertente.

E poi ci sono i sogni ricorrenti, quelli che vogliono dirti qualcosa, ma proprio non sai che.
O che ti riportano alla mente momenti dimenticati, affossati nella malinconia e nel dolore.

Certi sogni sono così vivi che sembrano la realtà.
Odori, suoni, colori, tutto perfetto.
Ti svegli al mattino e pensi che il tuo sogno sia vero, cerchi la conferma e non la trovi.

E un po' resti scombussolato, sospeso in una realtà che non esiste.
Deluso.
Appeso a pensieri che non sono veri.
Fuori tempo.

A me successo da pochissimo.
Il sogno non ve lo racconto che devo giocare i numeri al Lotto, ma posso dirvi che c'entra un abbraccio.
Bellissimo.
Forte.
Inaspettato.
E che il suo peso me lo sono sentito sul petto per tutto il giorno, opprimente e dolce.
Ma allo stesso tempo amarissimo, perché solo un sogno.

Se m'esce la cinquina e divento milionaria vi prometto casse di Prosecco.

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9 giugno 2004 3 09 /06 /giugno /2004 16:31
Stamattina è successo.
Sono entrata da Calzedonia ben decisa a comperare un bel costume da bagno in occasione del fine settimana a Rimini.
Tralasciando le paranoie e i traumi che l'idea del mare ancora mi comporta, mi sono tuffata nel favoloso mondo del bikini.

La commessa nana e schizzata deve aver capito subito la mia predisposizione all'acquisto, perchè mi si è parata incontro inarcando le sopracciglia e i numerosi piercing e stampandosi in faccia un sorriso largo largo stile "Midicacheoralevendotuttotuttotutto".

Vabbè, proviamo...

Come lo voglio sto costume?
Allora, vediamo...
Un po' imbottito ma non troppo, che poi si vede. No, troppo. No, troppo poco. Mmmm... non mi piace la fantasia.
Senza laccetti che mi fa sembrare la parente grassa di J.Lo. No, non vale, quello non c'ha i laccetti, ma il filino, mi allarga uguale. Le culotte??? No, no, no!
Bianco? No, che allarga!
E questa fantasia... no, grazie, pare la tenda che ha mia nonna in cucina.

Prova, prova, prova, il sorriso della bullonata commessa è andato scemando.
Fino alla disperazione totale.

E anche il mio.

Come è possibile che dopo un anno di palestra in cui mi son fatta un mazzo tanto io sia ancora così?
Di chi è la colpa, del lavoro sedentario, della forza di gravità, dell'età?? Mmmm... magari è colpa della cucina di mammà, anzi, no: è tutta colpa di mia sorella che non fa che scodellare dolci, la frustrata. Ecco, lo sapevo. E' colpa di mia sorella, ovvio.

E la pancia. Mio Dio, la pancia.
Lo so, devo ringrazire Dio che l'intervento sia andato bene, ma sembro incinta di tre o quattri mesi!
Cosa onestamente impossibile, vista la mia esuberante vita sessuale attuale. A meno che non mi abbiano rapito gli alieni e fecondato loro.
Oddio, ho un piccolo Alien nella pancia che cresce tipo tenia. ARGH!

Porto la seconda. Vabbè, sono alta un barattolo e due mele, ma porto la seconda. Ogni volta mi meraviglio della capacità della corazzata Potemkin che ho al posto del didietro di infilarsi in una seconda.
Mistero glorioso.

Mi sa che mi serve un dottore.

Ma uno bravo, però...


PS. Per la cronaca il costume l'ho trovato, e pure carino. Ma le pippe mentali che mi sono fatta hanno indotto la povera commessa a cambiare lavoro. Ora fa la giocoliera in centro, che così guadagna pure di più.

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8 giugno 2004 2 08 /06 /giugno /2004 16:31
Lo so, è colpa mia.
Sono troppo disponibile con gli altri, mi piace rendermi utile.
Organizzare.
Decidere.
Rendermi utile.
Deformazione da PR.

E' che sono un Capricorno, devo organizzare tutto, pianificare per sentirmi sicura.
Perché l'imprevisto mi fa un po' paura.
E visti i miei trascorsi, anelo solo alla monotonia ora come ora.
Il mercoledì quasi sempre già so cosa farò venerdì, sabato e domenica e le alterazioni del mio programma, anche minime, hanno la devastante capacità di mandarmi in palla.
E rovinarmi così la giornata.

Devo dire che un po' sono migliorata, sono diventata più elastica (di poco, eh!) anche grazie alla mia guru, che non pianifica MAI.

Il problema mio, però, è che tendo un po' troppo ad organizzare e va a finire che la gente, vuoi per pigrizia, vuoi per malizia, alla fine la gente se ne approfitta.
E finchè se ne approfittano gli amici, ok. Ma se il giro s'allarga...

Stamattina nell'ordine ho dovuto:

- cambiare quattro volte quattro la prenotazione dell'albergo di Rimini perché "io non so se vengo", "sì, vengo", "boh, non lo so" e abbiamo raggiunto il ragguardevole numero di 15 persone. Spero che mi facciano uno sconto. O che perlomeno non mi aspettino con un bazooka in mano visto tutte le grane che gli ho dato.

- prenotare per tre amici abruzzesi due concerti a Umbria Jazz, che i biglietti volano e si sa, bisogna far presto (e infatti per B.B. King non è stato facile, ma ora hanno l'ottava fila!!)

- organizzare una serata con l'amico milanese di una mia amica ("Ma dai!!! Non te lo ricordi? L'abbiamo conosciuto all'Elba!") che passa da Perugia. Stasera. Proprio stasera.

- andare a compare i biglietti per la partitissima dell'anno (ovvero lo spareggio Perugia - Fiorentina) per poi scoprire che questa settimana possono comperare i biglietti solo i detentori dell'abbonameneto. Molto carino da parte della famiglia Gaucci, per carità. Anzi, un'atto dovuto per quei disgraziati che, come me, hanno pagato in anticipo (NB. io per anni 2)per uno spettacolo spesso indecoroso. Ma io dietro avevo solo il mio, perciò nada. Ci devo tornare domani.

Tutto questo noioso elenco per affermare fortemente che forse, e dico FORSE devo imparare a farmi più gli affari miei che per me difficilmente si sbatte qualcuno.
Anzi, meglio ancora, devo fare una selezione.
Non è cattiveria, ma io già c'ho due lavori, un blog, un cane e una gatta (più una sorella), non ce la faccio!!!

Alla faccia del Capricorno...

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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