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12 aprile 2017 3 12 /04 /aprile /2017 09:00

Con la nascita di Emma sono cambiate tante cose, e questo è ovvio.
Non solo le cose più ovvie sono cambiate, ma anche e soprattutto i miei hobby. 
Prima leggevo settanta libri l'anno, ora tredici sono un risultato ai limiti dello stupore ad esempio.
Ed anche il tempo per le serie TV si è ridotto ai minimi termini, anche perché la giornata ha solo 24 ore.

Ecco perché con la convalescenza post-intervento mi sono data a maratone di recupero di tutto ciò che negli ultimi tre anni mi sono persa. O quasi. 
Intanto ho iniziato con due belle produzioni della BBC, Victoria e Guerra e Pace, la prima che racconta la vita e la salita al trono della giovane Regina Vittoria, la seconda riadatta (e tagliuzza con garbo) per la tv l'immortale classico di Tolstoy.

Sull'ascesa al trono della giovane Vittoria, del suo amore per Albert e dei bellissimi che indossa c'è poco da dire. Inoltre Jenna Coleman è bellissima ed ha il potere di far diventare monarchico il più sovversivo dei liberali. 
Sulla trasposizione del capolavoro russo invece, ho diverse cosette da dire:
- l'opera di Lev Tolstoy resta moderna anche dopo 150 dalla pubblicazione, con una introspezione dell'amino dell'uomo moderno che non risente del passare dei decenni.
- Lily James è dappertutto, peggio di Dan Stevens, ma la adoro quasi fosse il gattino bagnato della Barilla nella pubblicità degli anni '80.
Andrej Bolkonskij ha rovinato l'immaginario di generazioni di donne, molto più che un Leonardo Di Caprio qualsiasi. Ah, anche il mio chiaramente. Ed il vostro?
- Ho deciso di rileggere "Guerra&Pace" per la seconda volta, casomai mi fosse sfuggito qualcosa. E forse anche Anna Karenina, giusto per non perdere il ritmo. Ecco, forse nel 2017 a tredici libri non ci arriverò. Forse.
- Amo gli scrittori russi. L'ho già detto? Ed amo anche le ricostruzioni storiche e le ambientazioni aristocratiche, tant'è che mi sto drogando con dosi abbondanti di Downton Abbey.

Ora scusate, ho appena scoperto che La Effe ripropone Orgoglio e Pregiudizio con Colin Firth in persona. 

Ci sentiamo alla fine della convalescenza, eh...


 

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10 aprile 2017 1 10 /04 /aprile /2017 11:00

In occasione della mia convalescenza, l'Amoremio ha deciso di farmi un grande regalo: Netflix.
Capite?
Serie Tv a nastro, senza un domani, una puntata via l'altra.
Come per tutte le droghe, la prima dose è gratis. Poi, tra un mese, decideremo se confermare l'abbonamento oppure no. Io, da par mio, non avrei molti dubbi, anche se il mio ritorno al lavoro porrà fine alla mia indigestione quotidiana di serie TV. Magari potrei eliminare il sonno notturno, che ne dite?

Con quale serie avrei mai potuto cominciare se non le nuove puntate di "Una mamma per amica"? In fondo, mancavo solo io. E quindi, complice il divano, la copertina e la gnocca all'asilo, in un giorno mi sono vista tutte e quattro le puntate (una per stagione dell'anno) della serie più logorroica ed amata (da me) di sempre.
Non vi racconterò la storia, sarebbe inutile, ma vi regalerò solo appunti sparsi:
1) La serie ha perso in brillantezza. Me lo aspettavo, non  poteva essere diversamente. Lorelai e Rory sono sempre loro, certo, ma allo stesso tempo la magia sembra essersi rotta. Più di loro, nonostante il lutto, brilla alta la stella di Emily, immarcescibile generale di se stessa.
2) Lauren Graham è invecchiata male. Ma malemale. Non parlo solo  di rughe o di qualche chiletto, sembra proprio che le caschi la faccia. Ma come mai, dico io. Non ce l'hanno il botulino a Stars Hollow?
3) Si cambia, si cresce, ci si evolve. Tutta la vita ho fatto il tifo per Logan, poi all'improvviso mi ritrovo a fare la ola per Jess. Milo Ventimiglia sì che è cresciuto bene, caspiterina. E poi è Jack in This is us, e io lo adoro.
4) Voglio il frigorifero di Lorelei, anzi tutta la cucina. La adoro, sembra un collage tra la più moderna cucina americana e quella di mia nonna. Adorabile.
5) Adoro Luke, da sempre. E lo adoro anche in queste quattro puntate.
6) Cara Amy Sherman Palladino, io t'ho sempre adorato però il finale no. Questo finale no, ragazza mia. Ti prego. NO. NONONO. Perché banalizzare? Perché riportare tutto ad un cerchio che si chiude?

Ad ogni modo, anche se queste puntate non mi hanno soddisfatto come rivedere le prime due stagioni in una notte, il mio giudizio anche solo per motivi affettivi non può che essere positivo. Anche perché, come dice la mia amica Angela, io sono Lorelei.

Nel bene o nel male.

 

 

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7 aprile 2017 5 07 /04 /aprile /2017 14:00

Da quanto non scrivevo?
Un giorno, un mese, un anno?
Non saprei, dovrei controllare.
Sì, ho subito un piccolo intervento (settoturbinoplastica riduttiva, per essere precisi) e sebbene questa e le sue cause siano uno dei motivi per cui non ho più scritto, sarei sciocca se gliene attribuissi tutta la colpa.
Sì, certo, stare sempre male e non dormire mai non aiuta lo sviluppo emotivo né la voglia di condividere qualcosa con gli altri.
Ora, ad intervento fatto, nonostante sia ancora in convalescenza, già sto molto meglio nonostante i punti nel naso.
Che devono cadere da soli.
Carini. 

E poi il lavoro, che è sempre impegnativo.
Sì, certo, il lavoro. 
Anche.
Il fatto che mia figlia sta male ogni quindici giorni, poi, ce lo vogliamo mettere?
Sì, certo.

Eppure scrivere è sempre stata la mia scappatoia, la mia porta verso un mondo solo mio. E allora? Allora niente, mi è mancato il fiato, la voglia, il coraggio, il sentimento forse.
Ma mi manca.
Mi serve.
Ed eccomi qui, di nuovo.

Resterò?
Smetterò di essere discontinua?
Vi annoierò? Mi leggerete?

Vedremo...

 

 

 

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20 febbraio 2017 1 20 /02 /febbraio /2017 14:30

Dormo male, dormo poco.
Non è colpa di Emma, lei dorme il sonno dei giusti e l'unico pensiero che ha è la sveglia.
Sono proprio io.
Ed il mio naso, che non funziona.
Apnea amica mia.
E l'ansia, poi? La vogliamo dimenticare così? Dopo una vita insieme? NOOOO.

Ma stanotte ho dormito stranamente cinque ore consecutive.
- Amoremio, ho dormito!!! Però ho fatto un sogno strano.
- Cosa?
- Ho sognato che perdevo i capelli a ciocche. Li pettinavo e venivano via. 
- Brutto!
- E che vuol dire?
- Ma che ne so! Perché vuol dire qualcosa?
- Eh, qualcosa vorrà dire. E poi il terrone della famiglia sei tu!
- Forse vuol dire che devi smettere con la piastra.
- Scemo.

Poi l'ho cercato su Google, eh, ed ha un significato ben preciso.

Perdere i capelli a ciocche vuol dire essere molto stanchi e stressati ed avere necessità immediata di una vacanza.
(Seguono grasse risate registrate)

Inoltre perdere i capelli mentre ci si pettina davanti allo specchio vuol dire che per risolvere i problemi che ci si trova davanti si può contare solo se stessi e nessun altro.

Allegria e buonumore.
Tutte cose che non sapevo, tra l'altro.

 

Stanotte non dormo, che è meglio.

 

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19 febbraio 2017 7 19 /02 /febbraio /2017 16:06

In questi giorni il PD è nella bufera. E come al solito, non per particolari scandali etico-moralisti o per questione di soldi, ma perché, da veri maschi, tutti sono certi di avere il pisello più lungo e gli attributi più idonei al caso.
Non sono (quasi ) mai entrata nella politica attiva e soprattutto mai mi sono tesserata a nessun partito, nessuno mi ha mi davvero rappresentato in tutto e per tutto.
Eppure, dall'inizio della mia memoria politica, mi sono sempre definita di sinistra.

Alla luce di tutti questi onanismi, ha ancora senso definirmi tale? Ma soprattutto, cosa vuol dire essere di sinistra oggi per me?
Facciamo una breve lista esemplificativa:
1) essere di sinistra per me vuol dire credere che tutti, senza distinzione di colore, nazionalità, religione, affettività o sessualità abbiano gli stessi diritti e gli stessi doveri. Che tutti, se lo vogliono, possono sposarsi. Oppure anche no. Che tutti possono amarsi, riprodursi e commettere gli stessi errori da genitori. Che tutti possono vivere come meglio credono, basta non vadano ad inficiare la libertà degli altri.
2) essere di sinistra per me vuol dire credere nell'inclusione, a scuola e nella vita di tutti i giorni; in un futuro più bello dove diverso non voglia dire sbagliato, ma solo di un altro colore, dove essere giudicati per le proprie scelte personali sia solo un ricordo.
3) essere di sinistra per me vuol dire augurarmi che mia figlia possa crescere in Europa come cittadina di una entità più grande, restando fiera di essere italiana.
4) essere di sinistra secondo me oggi vuol dire credere in uno stato laico, che tutela tutte le religioni e non piazza crocifissi per alimentare l'abitudine popolare.
5) essere di sinistra per me vuol dire applicare nella mia quotidianità tutta l'empatia di cui sono capace per aiutare la gente e fare il meglio possibile per l'azienda per cui lavoro. Spingendo la gente a richiedere contributi che non conosce, facendo divulgazione e pigliandomi anche qualche vaffanculo.
6) essere di sinistra per me vuol dire considerare urgente la riforma dello ius soli, che giace dimenticata in parlamento, perché bambini come Nour, Emma e Aaron possano crescere insieme con gli stessi diritti e le stesse prospettive future.

No, il PD non mi rappresenta, ma nemmeno SI capace negli anni di star solo lì a guardarsi i piedi ed a sforzarsi di cambiar nome per trovarne uno incisivo. No, non ci siete ancora riusciti.
Ma anche se nessun partito mi rappresenta, non posso far a meno di essere me stessa e quindi di essere di sinistra.

Però datevi una regolata, cazzo, eh.




 

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10 febbraio 2017 5 10 /02 /febbraio /2017 08:00

Io ed Emma, in macchina.
Solita scena quotidiana.
Mentre siamo fermi ad un semaforo, un folle in moto ci sorpassa con un rombo, incurante del semaforo rosso. 

- Mamma, guarda!!! Ma dove casso va?
- Aehm... Come Emma? Non ho capito bene cosa hai det...
- Ho detto dove casso va quello con la moto!
- Aehm... ha fatto una cosa molto pericolosa, che non si fa mai, amore mio.
- Ma casso, la polizia? Non c'è? Nemmeno Massciall? O Ciéis! (ndr. due dei Paw Patrol famosi per essere ligi alle regole, rispettivamente pompiere e poliziotto).
- No Emma.
- E ma casso. Non si fa fa.
- Eh.
- Casso.
-...
- Mamma?
- Dimmi.
- Ho detto casso. Hai sentito?
- Sì.

Cazzo.

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8 febbraio 2017 3 08 /02 /febbraio /2017 17:00

Scrivo poco ultimamente.
Scrivo poco, ma la mia testa è piena fino all'orlo. Scrivo poco e mi sento stanca, ma se una volta mi figuravo di essere come il criceto sulla ruota oggi mi sento come uno scalatore davanti alla cima più alta del mondo. Cerco di scalarla, ci provo, mi arrampico, ma sono sempre allo stesso identico punto.
Per quanto io possa fare, mi trovo sempre lì ferma.
E manco uno straccio di sherpa ad aiutare.

Sarà che non respiro bene, Che non posso fare tutto quello che voglio, che non riesco ad allenarmi o a fare tutto ciò che mi piace senza il fiatone. Sarà che questo mio maledetto naso mi impedisce anche di fare una rampa di scale di corsa. Sarà che l'attesa dell'intervento, per quanto possa essere banale, è sempre un po' logorante.

Vorrei scrivere di più, davvero, recuperare uno spazio perduto che per la mia sanità mentale è veramente molto importante.

È che ultimamente "scrivere di più" mi sembra solo un buon proposito, tipo quello del "inizio la dieta lunedì".

Comunque giuro, ci proverò.

 

 

(PS. Aggiuingere "E 'sti cazzi" in un punto a piacere del post)

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28 ottobre 2016 5 28 /10 /ottobre /2016 14:00

Lago Trasimeno, 26 ottobre 2016.
Interno sera. 
Ore 23:00.

- Guarda, queste sono le cose da fare in caso di terremoto. Non fare le scale, mettersi sotto i tavoli e lontani dai mobili.
- Ah ah.
- Mettersi sotto un arco portante, un architrave ad esempio.
- Uh uh.
- E bisognerebbe predisporre una cassetta di pronto soccorso, che ne dici.
- Guarda che quella ipocondriaca in famiglia sono io, non tu.
- Potremmo metterla fuori, così in caso di...
- Amoremio, in caso di cosa? Non facciamoci prendere la mano, via, ché noi il terremoto non l'abbiamo manco sentito.
- Che vuol dire? I tuoi lo hanno sentito, eccome.
- Sì, vabbè, una scrollatina.
- Con te non ci si può parlare di quest'argomento. Tu sei quella che nel 1997 dopo il terremoto ti sei rimessa a dormire mentre tutti stavano fuori.
- E certo, c'avevo l'esame di diritto amministrativo con il Prof. Cavallo il giorno dopo! Come minimo dovevo essere riposata!
- Vedi che non ci si parla?
- Amoremio, quello razionale in genere sei tu. Ripigliati.
- Mostro.
- Dormi.
- Parli tu che hai terrore dei ragni!
- Che vuol dire? Quella è una fobia seria!

Io non sono cinica, almeno non sempre.
Sarcastica, forse.
Ad ogni modo il terremoto mi fa paura sì, ma non più dell'idea del meteorite che prima o poi colpirà la terra inclinandone l'asse e causando l'apocalisse.
Per dire.
Con questo non voglio dire che non sia molto dispiaciuta per le popolazioni colpite, anzi, ma gli allarmismi non aiutano nessuno.
Se il terremoto fa ballare un po' il vostro lampadario non è che dovete dormire in macchina tirando giù dal letto la vostra ignara prole o fare la borsa con l'indispensabile in caso di fuga.
Applichereste meglio il vostro tempo prenotando la visita di un tecnico specializzato che vi possa assicurare l'idoneità della vostra casa, se siete in ansia.

Ora scusatemi.

Vado a comprare l'insetticida.

 

 

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14 ottobre 2016 5 14 /10 /ottobre /2016 08:00

E' un po' che non scrivo e questo non mi piace.
Non mi piace perchè, in genere, se non scrivo è solo perché sono sopraffatta, perché vivo a mille chilometri all'ora, perché non ho tempo nemmeno di andare  a comprare un paio di ciabatte per l'inverno, ché il freddo è arrivato prima quest'anno e su quelle vecchie mi ci aveva vomitato la gnocca in primavera.
Bleurgh.

Lavoro, casa (che chiede pietà o una veloce eutanasia), famiglia, casini assortiti, corri corri.

Ma trovare il tempo per me, per acconciarmi in maniera presentabile e non spaventare il postino, è un dovere irrinunciabile. Pure sociale, se vogliamo.
Non dico di arrivare ad avere il tempo di truccarmi tutte le mattine, non pretendo così tanto. 
Mi basta un piccolo spazio per scrivere.
Per me.

Lo spazio si sa, non lo regala nessuno, così come il tempo.

Così dovrò imparare a prendermelo.
Per vivere meglio.
Perchè me lo merito.


Ma soprattutto perché non posso permettermi un analista.

 

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27 settembre 2016 2 27 /09 /settembre /2016 08:00

Nel mio post su "Piccolo Uovo", uno dei libri attualmente preferiti di Emma insieme a Pippi Calzelunghe e al classico sempre attuale e vivo "La Scuola Materna", ne vantavo la delicatezza nel trattare il tema della diversità e l'importanza di trattare certi temi con i bambini per renderli migliori di noi da adulti.

Volevo cogliere l'occasione però per puntualizzare delle questioni "da adulto" che girano attorno a questo ed a altri libri per bambini rei di indrottinare i bambini all'omosessualità. Ripensandoci, questa cosa mi fa ridere anche mentre la scrivo, ma tant'è questa è la società in cui viviamo ed evidentemente che meritiamo.

ho fatto una ricerca e mi sono imbattuta in un personaggio che avevo già incontrato e sul quale mi ero già dilungata: Costanza Miriano
La signora (ah, lo è ora eh. Ma a far la cattolica oltranzista da convivente son bravi tutti) in merito ad un libro che ha vinto il Premio Andersen nel 2012 e che è una pèiccola perla di insegnamento della diversità afferma in un articolo illuminato che che "una famiglia monosessuale non è come una normale e che quindi non sono tutte uguali queste famiglie anche se apparentemente sono felici."
Quindi il fatto che i bambini recepiscano da un libro come questo che ogni famiglia è felice se c'è l'amore è un abominio, un voler mettere il bambino nella posizione di dover decidere da solo cosa è buono o no e, soprattutto, non siamo consci della violenza che genera.

Cara Costanza, 
tu sei confusa, credimi. Almeno per un paio di buone ragioni, almeno. 
La prima è che, come diceva un povero scrittore russo qualunque che forse ti è sfuggito "Tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo". Sei certa che a fare le cose a modo tuo porti la felicità? Sei così sicura di essere sacrosantamente nel giusto o vuoi solo vendere? Sei certa che le famiglie tradizionali siano tutte felici e quelle monosessuali tutte infelici? Hai fatto una indagine statistica, te lo ha detto il tuo utero o ti è apparso in sogno Adinolfi e te lo ha comunicato come terzo segreto di Fatima?
La seconda è questa, e mi piacerebbe una risposta. In un mondo dove una ragazzina di 13 anni è violentata a turno da nove bravi ragazzi tra l'impotenza omertosa dei genitori, dove le amiche invece di aiutarti di filmano e poi mandano in giro l'abuso che hai subito e dove una donna è ancora puttana per definizione, la violenza sta in "Piccolo uovo"?  In un mondo che giustifica lo stupro ed il bullismo, il problema è non insegnare ad accettare da diversità?

Attendo commenti.

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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