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31 gennaio 2019 4 31 /01 /gennaio /2019 08:00

Io ed Emma, in macchina con direzione supermercato. Il sabato mattina ci capita di essere solo noi due ed è un bel momento da passare insieme. Io lo amo perché chiacchieriamo e la scopro ogni volta più grande, lei invece aspetta che le compri la pizza rossa della Coop.
- Mamma, a religione la maestra ci ha detto che dobbiamo sempre ricordarci che ci sono i poveri e donargli qualcosa.
Per me ora di religione = prurito cosmico, ma almeno stavolta non le hanno detto che Gesù è nel pane e quindi diciamo pure che è andata bene.
- Certo, amore.
- Ma il ragazzo che sta fuori dal supermercato? Anche lui è povero, ora gli dobbiamo dare una moneta. O anche due. Così non sarà più povero.
- Emma, amore, non è così semplice.
- Ma lui è gentile, mi sorride sempre.
- Vedi Emma, quel ragazzo è venuto in Italia scappando da suo paese che se va bene è molto povero, se va male è in guerra. Scappando via non ha portato con sé la cosa più importante per viaggiare. Lo sai cos’è?
- La valigia?
- No. Cioè, anche quella è importante, ma cosa ti controllano all’aeroporto prima di volare?
- Il passaporto!
- Esatto, i documenti. Lui non ce l’ha e allora è venuto qui in Italia illegalmente. Lo sai che vuol dire?
- Che deve andare in prigione?
- Bèh, quasi. Diciamo che vuol dire che qui non ci può stare. Ma non può nemmeno tornare indietro, visto che è scappato.
- Va bè, allora è facilissimo: va alla polizia e si fa il passaporto. Io l’ho fatto!
- Già, ma non è così facile. Perché questo non è il suo paese.
Vedo mille punti interrogativi che si affastellano intorno alla sua testolina e ballano la hula. Mi sono impantanata in un vero casino. Come ne esco? Glissando!
- Comunque amore, dicevamo: il ragazzo che vedi davanti alla Coop non si può trovare un lavoro perché non ha documenti e allora finisce che per vivere è costretto ad accettare cose non proprio giuste, come chiedere l’elemosina. Se però tu gli dai un soldino non ci si può comprare un panino.
- E perché?
- Perché i signori non proprio buoni che lo portano davanti alla Coop glieli prendono tutti e a lui non resta nulla. Per questo la mamma gli porta la pizza o un caffè, secondo quello che gli va. Una volta gli ho comprato anche dei calzini perché aveva freddo!
Silenzio.
- Emma.
- Che c’è.
- Stai zitta, non è da te.
- Uhmpf. Pensavo.
- Cosa?
- Che devi stare attenta al mio passaporto.
- Ecco.

Arriviamo al supermercato, scendiamo. 
Il ragazzo non è davanti alla porta, ma sta aiutando una signor anziana a caricare la spesa.
Ci guarda, riconosce Emma e le grida: “Ciao, bimba pon pon!” La chiama così per via dei due grandi pon pon che ha sul berretto e che la fanno somigliare ad un elfo.
Lei si avvicina e chiede: “Vuoi i calzini?”
Lui sorride allegro: “No, grazie. Preferirei la pizza!”
“Anche io la voglio. Te la porto, che la mangiamo insieme, così è più buona.”


E niente, forse il mondo un giorno sarà più bello.

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29 gennaio 2019 2 29 /01 /gennaio /2019 18:39

Saliamo in macchina la mattina, destinazione diretta scuola dell’infanzia.

Gelo.
Vetro ghiacciato.
Freddo.
Tempo francamente del cazzo, diciamolo.
ODIO L’INVERNO.

- Ma quando finisce questo tempo del cavolo??? Lo odio!

- Mamma, tutte le stagioni sono belle, l’ha detto la maestra!!!

- Oh, Emma… che ti dico? A me non piace l’inverno, preferisco l’estate. Poi ogni stagione avrà le sue cose belle, non lo nego.

- DICIAMOLE!

- Ok. Prima l’estate.

- Andare al lago e in piscina. Andare al centro estivo!
- Vestirsi con maglietta e pantaloncini, andare al mare, mangiare il cocomero!
- Mamma, mangiare il gelato! Andare al mare dalla nonna e fare il bagno con le onde per mille mila minuti con Alice.

- Anche andare a Isola Polvese! Poi?
- Andare a cercare le more. MANGIARE LE MORE! Andare all’orto con il nonno e Tobia.

- Camminare scalzi!

- Le lucciole! Andare al parco la sera! Mangiare in terrazza! Innaffiare i fiori con il tubo e bagnare i gatti!

- Basta, basta. Troppe e troppo belle. Non vedo l’ora. Adesso l’inverno.

- Sì, lo so. LA NEVE.

- Brava. Poi?

- I pupazzi di neve. Fare a pallate di neve!
- No, Emma. Rientra tutto nella neve è solo una cosa.

- Mmmm… ok. Allora…. IL NATALE!
- Brava amore! Poi?
- I regali di Natale!
- No, sono sempre un di cui di quello sopra. Non vale.

- Fare l’albero di Natale?

- Uguale.

- Ah.

- Eh.

- E allora niente.

- Mi sa che aveva ragione la mamma, è meglio l’estate.

- Sì, mamma. Però…

- Però?
- Però in estate ci sono le zanzare.

- E in inverno ti viene la tosse e il raffreddore.

- Mmmm…

- E in estate non c’è la scuola.

- Eh, mamma.

- Cosa?

- Mamma, la scuola è bella, non fare l’asina.

 

Ma ti pare…

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28 maggio 2018 1 28 /05 /maggio /2018 08:00

- Mamma, ma che fai? Mangi il pane?
- Certo amore.
- Mamma, non si fa. NON SI FA!
(Oddio, no. mia figlia di quattro anni che mi controlla i carboidrati NO.) - Vabbè, amore. Sono 50 grammi... adesso, non è che...
- Ma mamma, non lo sai? Nel pane c'è Gesù!
- Come?
- Nel pane, mamma. Non lo sai?
- Ma... cioè... ecco, no!
- E invece sì. 
(Adesso ditemi come cazzo le spiego l'eucarestia. Ha quattro anni. Ma io il giorno che l'ho segnata per l'ora di religione non potevo stare ferma?)
- Ma no Emma, non è in questo pane comune, ma in quello che ti dà Padre Vincenzo in chiesa. Ma devi aver fatto la Comunione, però. Devi essere grande, come Alice.

Mi guarda scettica.
Molto scettica. 
In effetti, chi sono io per parlarle di religione?
- Sei sicura mamma?
- Ma certo, ho vinto anche le olimpiadi del catechismo da piccola! Che credi!
- ...
- ...
- Io, intanto, il pane non lo mangio. Per sicurezza.

 

Ci mancherebbe...
 

 

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21 maggio 2018 1 21 /05 /maggio /2018 08:00

Primavera.
Parco in riva al lago.
Certo, con l’invasione dei turisti tocca litigare per parcheggiare, ma è bello vedere il paesello pieno di gente.
Botta di fortuna.
Accostiamo per lasciar passare uno che esce.
Accanto a noi su un mega Suv superaccessoriato che costa sei volte il mio catorcio salgono sul sedile di dietro tre bambine piene di pizzi e fiocchi, dall'età approssimativa di otto, sei e quattro anni.
Tutte e tre evidentemente SENZA seggiolino.
Emma, che ha il finestrino abbassato, dal seggiolino su cui è seduta strilla forte indicandole:”Mamma guarda!!!! Non hanno il seggiolino!! Chiama la polizia!! Guarda!!”
Non si calma più, strilla e indica vistosamente l’auto.
I passanti si girano, ridono.
"Mamma, guarda!!!! GUARDALI!!"

La signora che guida (La madre? La zia? La tata? Una ladra di bambini?) e che ha sentito tutto mi guarda fissa e torva.
Mi sale la carogna.
Velenosa.
“Signora, lo capisce mia figlia di quattro anni, veda lei!!”
Chiude il finestrino e se ne va sgommando contromano, piccata nell’orgoglio.

“Mamma, perché non avevano il seggiolino? La loro mamma non gli vuole bene?”
“Emma, amore, i grandi qualche volta sono peggio dei piccoli, non si rendono conto...”
“Mamma, dovevi chiamare la polizia”
“Hai ragione, la prossima volta lo facciamo”
“Ci parlo io, tranquilla”

Grazie, amore. Grazie.

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26 gennaio 2018 5 26 /01 /gennaio /2018 14:00

Io, mia mamma e la gnocca tutte al bagno a simposio, giusto per assistere all'evento promesso dalla mia prole: la cacca.
Ah, che bei momenti.
Ah, la maternità.
Mia mamma seduta sul bidet, io a gambe piegate, tutt'altro che comoda.
- Emma, ti sbrighi che mi fanno male le gambe? La mamma è vecchia, non ce la fa!
- Mamma, ma tu non sei vecchia!!!! 
E mi abbraccia. Com'è dolce la mia bambina, amorevole e falsa. 
- Amore, che carina. Dai, la mamma è un po' vecchia.
- No mamma, davvero. Non sei vecchia. - Silenzio - La nonna è vecchia invece, guarda: ha le rughe!!!
E indica la fronte di mia madre.
- Vedi? Vedi?
- Ha le gughe!
E ride.
Che ridere.
- Nonnina cara! 
E l'abbraccia.
Anche mia madre ride.
A denti stretti.


Che simpatica bambina, speriamo non se la mangi.

 

 

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15 dicembre 2017 5 15 /12 /dicembre /2017 08:00

"Emma, amore, cosa vuoi fare da grande?"
"Mamma, io voglio fare il dottore dei bambini e degli animali. Avrò tante stanze diverse, una per i bambini, una per i cani, una per i gatti..."
"E per i pesci?"
"Anche una per i pesci, sì. E per le tartarughe. Le potrò mettere insieme mamma?"
"Secondo me sì. Curerai anche i coccodrilli?"
"Ma no, mamma! I coccodrilli hanno troppi denti!"
"Ah."
"Li curano i dottori della savana, non lo sai?"
"Eh, no"
"Curano leoni, tigrri, elefanti... e i coccodrilli."
"Ah, ecco."
"Li metto in tante stanze diverse, così i bambini non si spaventano degli animali e i gatti non hanno paura dei cani."
"Come sei previdente!"
"Comunque mamma, io da grande farò il dottore solo dal lunedì al venerdì. Sabato e domenica invece farò il pagliaccio."
"Il pagliaccio..."
"Sì, certo. Ma solo il sabato e la domenica, però."

Ma certamente...


 

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16 novembre 2017 4 16 /11 /novembre /2017 08:00

Ad Emma piace molto far finta di leggere i suoi libri alle bambole.
Le siede disposte in circolo sul tappeto, prende un libro illustrato ed attacca a raccontare.
E lo fa con enfasi, come fosse la maestra a scuola, girando anche di tanto in tanto il libro a favore delle bambole per far vedere bene le illustrazioni e capire i concetti.
Oggi va in onda il libro sugli animali della fattoria.
"Allora bambini, qui c'è la gallina, il gallo e i puccini. La gallina fa le uova, il gallo invece fa chicchirichi e basta. Capito?"
Silenzio da parte delle bambole.
"In questa pagina c'è la mucca, il toro e il vitellino. La mucca fa il latte. Ci si fanno la mozzarella e il fommaggio, ma io e la mamma non possiamo mangiarlo perché siamo speciali. Per fortuna che c'è la bufola!  Il toro invece non fa niente."
E gira il libro per mostrare l'illustrazione.
"Poi ci sono i magliali. Mamma magliala, papà magliale e i maglialini. I magliali fanno il prosciutto, la cicci e le salciccie. Le salciccie sono molto buone vero?"
Approvazione generale.
Cambio libro.
"Ora invece parliamo delle api e dei fiori..."

Ecco, andiamo benissimo...
 

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19 ottobre 2017 4 19 /10 /ottobre /2017 08:00

Una casa vicino alla nostra è di una famiglia svedese/danese che la usa giustamente per le vacanze. Hanno una bimba di un anno più grande di Emma, la famosa Alma, per cui Emma ha una ossessione generata dal fatto che, parlando lingue diverse, non riescono a comunicare.
E questo nonostante noi genitori, invece, sì: grazie alla lingua inglese.

Da qui la fissa più grande di Emma: "Mamma, devo imparare l'inglese"
Finora la cosa è stata limitata a sessioni di Peppa Pig in lingua inglese e ad una specie di esperanto che Emma parla con le sue bambole spacciandolo per l'idioma di Albione, oltre ad una serie di sguardi feroci rivolti a chi secondo lei padroneggia l'agognato linguaggio.
Fino ad oggi.

"Mamma, mamma!!!"
"Dimmi, amore"
"OGGI A SCUOLA ABBIAMO FATTO LA PRIMA LEZIONE DI INGLESE!"
"Ma dai! E ti è piaciuto?"
"Tantissimo. E' bellissimo studiare inglese!"
"E che cosa hai imparato?"
"Sciiit!"
"Come?"
"Sciit, mamma. Sciit! Non lo sai che vuol dire?"
"Aehm..."
"Mamma, ma vuol dire fate silenzio, no? Non sai nulla"
"Ah, sì... hai ragione! Come no?"

In fondo, non si comincia sempre dalle parolacce quando si vuol imparare una nuova lingua?

 

 

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16 ottobre 2017 1 16 /10 /ottobre /2017 14:00

Autunno, mattina.
Accompagno Emma a scuola in macchina.
Le sponde del Trasimeno sono sempre state luogo di sosta per le migrazioni di tutti i tipi di uccelli e in questa stagione il cielo è pieno e a volta fa anche un po' impressione.
Passa uno stormo che fa il cielo nero.
"Emma, guarda quanti sono! Lo sai dove vanno?"
"Certo mamma"
"Ma dai? E allora dimmelo."
"Vanno in vacanza, no? Quando qui fa freddo vanno in vacanza in un posto caldo e poi tornano quando il freddo è passato"
"Ah."
"Mamma?"
"Dimmi"
"Ma vanno in Tunisia?"
"Sì, amore può essere. In Tunisia fa caldo."
"Lo so. Nour c'è stata a trovare i nonni. Al mare."
"Quando siete grandi, magari, potrete andare insieme in vacanza. Che ne dici?"
"Eh, mi piacerebbe... ma non posso proprio. Da grande devo già andare a trovare Alma in Danimarca".
"Ah"

Emma.
Quattro anni il prossimo gennaio.

E già l'agenda così fitta.

 

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5 ottobre 2017 4 05 /10 /ottobre /2017 13:45

Emma adora leggere, il suo più grande cruccio è non saperlo fare da sola e a poco valgono le parole di mamma che la esortano ad avere pazienza. 
"Amore, non hai quattro anni. Stai tranquilla, presto imparerai!"
(Sospiro) "No, non è vero"

Io mi presto a fare da voce narrante e non c'è sera che non mi tocchino un paio di libri di varia natura. 
Tra cui un paio di giorni è spuntato, dimenticato dopo l'acquisto, "Il dragone puzzone". Il libriccino, edito da Emme Edizioni nella collana degli Albumini (che adoriamo e tra cui si trova anche il Gruffalo) è scritto da Henriette Bichonnier ed illustrato da Pef con dissacrante ironia.

Il dragone puzzone è Dragoberto, un drago molto curioso di vedere cosa succede nel paese degli umani.

Dragoberto, nonostante i genitori si raccomandino di non oltrepassare le montagne e di non entrare nel pericoloso paese degli umani, non si arrende ed un bel giorno dopo la scuola decide di andare.
Con sua grande sorpresa, sono le persone ad avere paura di lui e alla sola vista scappano e si dimenano, per non parlare della loro reazione se sputa fuoco e ruggisce. 
Tutti temono Dragoberto, tranne una bambina, una certa Sedanina Soffritto, che non scappa ed alla quale il drago non incute neanche un briciolo di paura. Anzi, a guardarla bene il drago le stuzzica una certa voglia di sfida. E poi deve andare a fare la merenda, che è la cosa più buona che c’è.

Dragoberto ricorre allora alla minaccia: “Se non mi porti la merenda, verrò di notte e mangerò te e tua mamma!”
Sedanina racconta tutto alla mamma che ritiene di dover obbedire di fronte a chi è così potente e prepotente.  Quindi prepara un bel cesto con torta, crepe e succo di mela per Dragoberto e Sedanina si avvia a portarlo nel luogo stabilito.
Tuttavia, lungo il percorso a Sedanina viene fame.
Comincia dalla torta.
Come sostituirla? Idea! Passa una mucca, la ragazzina chiede alla mucca di fare una cacca …
Il seguito potete bene immaginarlo e vi consiglio di divertirvi a leggerlo coi vostri bambini.
Vi anticipo solo che Sedanina e la sua mancata sottomissione al prepotente avranno la meglio, mentre Dragoberto riceverà una bella lezione.

 

Un bel libro, divertente e scorretto quel tanto che basta a catturare l’attenzione anche del bambino non avvezzo alla lettura e che affronta il tema dei bulli con intelligenza ed ironia.

Volete che vi legga un altro libro?

 

 

 

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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