Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
3 luglio 2015 5 03 /07 /luglio /2015 09:00

Avete mai la sensazione che la vita vi scorra via dalle dita come la sabbia? Che le giornate corrano veloci, ma anche inesorabili, col passo svelto di chi non ha nulla da perdere?
Sembra impossibile, ma Emma sta per compiere diciotto mesi, e tra poco sarà passato un anno dal mio rientro al lavoro. 
Il tempo corre, veloce. Troppo veloce. 
Lavatrici, panni da stendere, biberon da preparare, pannolini da buttare, cartellini da timbrare, pratiche da svolgere, beghe assortite che fanno a gara tra di loro per quale sia più carica di rogna.

E le giornate passano, è già luglio e nemmeno me ne sono accorta.
Per dire.

E poi ieri sera, a cena con le amiche a festeggiare una di loro ed il suo compleanno abbiamo iniziato a ricordare il passato. Così, per scherzo, sull'onda di Ma ti ricordi quella volta che? Non dico che sia il passato remoto, non mi sento ancora così vecchia, ma diciamo che comunque si tratta di un passato dotato di ragnatele belle spesse.
Casini, guai e telenovelas come ne possono combinare solo un gruppetto di ragazze single e un po' annoiate da una provincia che offre poco a chi non è omologo.
Ma ti ricordi quella volta che...?
E tu? Quando poi..!!!
Ma no, l'avevo rimosso!!!!!

E quello lì? te lo ricordi? quello col micropisello?
Ma noooooo!!!!

E giù risate.

E mi sono ricordata di una Phoebe che non c'è più, che aveva problemi differenti e magari anche idee sulla vita e sul futuro diverse. Una Phoebe che non esce più così tanto allo scoperto, casinara e più caciarona di oggi. Di certo libera, un po' selvatica, ironica e senza peli sulla lingua. 
No, non più felice, solo diversa.
Non la rimpiango, non la bramo, ma sono sempre io. 
E tornando in macchina, ieri sera, riflettevo su due punti fondamentali. Il primo è che la vecchia Phoebe devo impararla a considerare di più, devo ritrovare il modo di vivere più leggera, senza la maniacale necessità della precisione che, diciamolo, non mi si confà proprio. 
La seconda è invece una riflessione sul futuro, amara per mia figlia: analozzando con l'occhio di oggi tutti i guai che ho combinato, mia figlia non ha chance di fregarmi. Ne sono certa. Poveraccia. 
Sì sì. Non ha possibilità.

Oppure sarà vero che tale madre... tale figlia?

Condividi post

Repost0
24 giugno 2015 3 24 /06 /giugno /2015 08:00

Casa sulle sponde del Trasimeno.
Ora della nanna.
La gnocca nel suo letto, io accanto
“Papa, tata, papi, papo, tatta, toto, fsssssssssssssssssssss”.
"Fai la ninna, fai la nanna..."
“Papi, tati, papa, tata, mamma. mamma?”
“Emma, sono qui, devi dormire, è ora della nanna.”
“Nonno? Nonno?”
“Il nonno dorme, e adesso dormirà anche Emma.”
“…” 

"Fai la ninna, fai la nanna. Dormi amore della mam..."
“Nonno? Nonno? Lalla! Lalla! Mema, lalla! Nonno? Nonno?”

Tradotto: “Dov’è mio nonno Elio? L’unica persona sana di questa famiglia, che mi ha comprato l’altalena da cui non voglio scendere mai più, almen fino al mio diciottesimo compleanno? Emma vuole andare sull’altalena!”

“Amore, domani ci vai. Ora il nonno dorme.”
“…”
“Nonno? Nonno?” 

"Fai la ninna, fai la nan..."
“Nonna?”
“Emma, insomma: devi dormire. Ora chiudi gli occhietti e dor…”
“Pita, piti, tata, papa. Nonno?”
“Emma, guarda che la mamma torna in cucina, eh”

Ciao ciao con la manina e sorriso a tutta bocca.
Sgrunt.

“Nonno? Nonno?”
“Emma, mi costringi ad essere cattiva.
“Fssssssssssss! Papa, tati, tata”
“Guarda che se non dormi, la mamma viene lì e ti prende in braccio!”
“Noooooooooooooooooo”
Si gira su un fianco, si infila il ciuccio in bocca e russa.
In quindici secondi netti.

Ma ditemi voi.

Condividi post

Repost0
21 giugno 2015 7 21 /06 /giugno /2015 15:42

La mia povera macchinina non ce la fa più.
E la capisco anche, sono dieci anni che mi scarrozza su e giù senza requie e che viviamo mille avventure. Come non ricordare la volta che sono rimasta senza benzina in superstrada e l'Amoremio più due amici sono dovuti venirmi a riprendere? E quando il benzinaio (il benzinaio, giuro! Non io!) mi mise la benzina al posto del diesel? E quando Emma di due mesi ha iniziato a piangere perchè aveva fame e noi fermi al passaggio a livello?
Già, Emma.
Da quando c'è lei la mia macchina, che già prima non era un fiore, sembra diventata un caravanserraglio: passeggino, seggiolino, spesa, pannolini, ogni tipo di gioco necessario per tenerla buona. Insomma, un casino. 
Avete mai provato a fare la spesa con una bambina si diciotto mesi? E' una di quelle cose che rendono una madre capace di trasformarsi in un giocoliere stressato in pochi minuti.
Ufff... fatica estrema.
Poi ieri mi butto sul divano e tra una puntata della Pimpa e l'altra mi capita sotto gli occhi (mentre Emma predica contro la pubblicità) il lancio della Nuova Ford C-Max. Ecco, a voi sembrerà strano, ma vivo in un mondo dove è raro vedere la pubblicità.
Un bimbo ricciolino e furbetto cerca il suo regalo di compleanno dappertutto, poi dà un colpetto al retro della macchina e puff! Il portabagagli si alza da solo rivelando il suo regalo. Non vi descrivo la faccia. Sua e mia, che mi sono immaginata mentre impreco contro tutte le divinità di tutte le religioni tentando di aprire il portabagagli della mia macchina con mille buste, il carrello e la gnocca scalitante nello stesso.
E' la tecnologia Hands Free Liftgate, un sistema tecnologico per aprire il portellone posteriore senza mani, con un semplice gesto del piede sotto il portellone.
Bello, eh?
Comodo, soprattutto.

Io un pensierino, quasi quasi...

 

Buzzoole

Condividi post

Repost0
18 giugno 2015 4 18 /06 /giugno /2015 14:00

Il mondo non è un bel posto per viverci, questo mi sembra abbastanza ovvio. Violenza, morte, prevaricazione del più debole, paura ed ingiustizia vivono insieme a noi, in tutti gli angoli del pianeta con effetti più o meno disastrosi ed eclatanti. Capisco come, quando si mette al mondo un figlio, queste paure si enfatizzino fino a diventare piccole ossessioni.

E' giusto, succede a tutti, credo.
Anche se ora non mi viene in mente una mia ossessione specifica verso Emma, a parte quella che spero vivamente che diventi un cervello in fuga appena avrà maturato le competenze necessarie.

Ma nel mezzo della normalità, spesso, ci si trova la follia.
Apprendo tra le pagine de "Il Fattto Quotidiano" che su whatsapp girerebbe, insieme alle fantomatiche catene che promettono credito illimitato, fortuna e che minacciano la chiusura del servizio, anche una missiva terrorizzante (?) che mette in guardia gli sprovveduti genitori dallle linee guida dell'OMS sull'educazione sessuale, che porterebbero i propri figli diretti verso l'ateismo, l'omosessualità e l'inferno.
Leggete le regole di questa presunta Organizzazione Mondiale della Salute e fatevi una risata. Poi leggete anche quelle vere, eh.

Eppure tutti ne parlano.
La cd. teoria del gender, che in un'epoca in cui le scuole cadono a pezzi, i programmi vanno a ramengo e gli insegnanti insorgono, sembra essere l'unico vero problema dei genitori italiani. Sono riuscita a litigare già con alcuni genitori, e considerando che mia figlia va ancora al nido e non ha ancora scoperto la differenza tra maschi e femmine, mi sembra grave.
Ma facciamo un passo indietro: cos'è questa orrorifica teoria del gender?
I gender studies comprendono varie discipline scientifiche ed umanistiche (dalla biologia all'antropologia, passando per passando per la sociologia, e la bioetica) che supera la classificazione tra maschi e femmine che ci è stata tramandata sostituendola con quella tra sesso e genere: il primo è genetico, il secondo è una costruzione culturale. L’orientamento sessuale non dipenderebbe strettamente dal genere con cui si nasce, ma le persone possono innamorarsi di una persona di sesso diverso, dello stesso sesso o di entrambi.
In pratica, secondo i teorici, maschi e femmine si nasce mentre uomini e donne si diventa. Con le palle o meno, poi questo solo la vita potrà dirlo, ma è un discorso diverso.

A parte l’ovvietà del concetto, ma che pare abbia necessitato di lunghi studi per venire alla luce, ed il terrore insensato che questo instilla nei cd. cattolici, mi chiedo in cosa possa essere sbagliato un discorso basato sull’accettazione del prossimo e delle sue diversità. Non eravamo tutte pecorelle smarrite in cerca del pastore?
Quattro anni fa, quando la figlia del mio compagno aveva sei anni, guardammo insieme l’evento fashion dell’anno: il matrimonio di William e Kate. Al comparire di Sir Elton John e consorte lei mi chiese: “Chi sono? Perché vanno per mano?” e io lì gli spiegai con tranquillità e franchezza la verità.
“Sono sposati”
Lei mi guardò stupita: “Ma sono due maschi!”
“Eh, sì. Ma ognuno può scegliere di voler bene a chi vuole, l’importante è che sia felice. Non trovi?”
Ci rifletté su un attimo e poi disse: “Ok, però fossi in lui quel cappellino non l’avrei messo.”
Fine.
Ho fatto teoria gender e manco lo sapevo.
Che donnaccia.
Andrò all'inferno.
Ma già lo sapevo, eh.

Come è possibile tanta disinformazione e ottusità nel 2015?
Davvero credete che per un ragazzino sia non appropriato imparare ad accettare sé stesso ed il prossimo senza prenderlo in giro? Credete davvero che l'educazione sessuale, fatta da personale competente e non dalla catechista del paese che crede che la masturbazione porti alla cecità, sia sbagliata?
Ma dove vivete?
​Ah, già. Siamo in Italia, un paese che vista la crisi sociale ed economica ha scelto di essere reazionario, chiudendosi a tutto e tutti, decidendo che il diverso ed il povero sono i nemici e tornando a riempire le chiese per paura della peste.
Come dite? Le chiese sono vuote?
Ah sì?

Sarà perché c'era la Nazionale in Tv.

Condividi post

Repost0
15 giugno 2015 1 15 /06 /giugno /2015 14:00

Sabato sera una amica speciale festeggiava le sue 20+20 primavere e, volendo goderci l’evento, io e l’Amoremio abbiamo deciso di fare un tentativo estremo: lasciare la gnocca a dormire dai nonni. Ora, lo so che i miei genitori vivono a due chilometri da casa mia, che Emma è abituata a stare con loro, che c’è pure la ZiaMatta a dare man forte e che mi fido ciecamente.
Ma io ero in pieno stato ansioso, io che voglio fare la mamma moderna e poi sono la peggio del peggio.

“Che dici, rimandiamo?”
“No.

“Ma non è stata bene!!!”
“Per te non sarà mai il momento

Ecco, certe volte lo vorrei disossare, l’Amoremio, però se non ci fosse stato lui Emma dormirebbe ancora in mezzo a noi, mentre invece ronfa beatamente nel suo lettino tutta la notte in santa pace. Noi e lei.
Mamma coraggio, io.
E vabbè, proviamo.

Lascio la gnocca dai miei e devo subito fare una premessa: mia madre è una donna santa. Le ho elencato una serie di cose da fare con Emma così lnga e pedante (manco non la tenesse tutti i pomeriggi) che non m’ha mandato a Westeros perché m’ha messo al mondo lei.

Andiamo alla festa, tutti carini, vestiti bene e da fidanzatini, senza prole al seguito. E la nostre scelta si rivela subito ottima, visto che la festa inizia un po’ tardi e la gnocca cala le tende al massimo alle 21 e 30. Stiamo bene, ci rilassiamo, festeggiamo la mia amica.
Ma nella mia testa un pensiero gironzola, torna sempre là, irrequieto e inarrestabile: che farà Emma? Sarà tranquilla? Dormirà? Starà buona?
Faccio la splendida, converso e mangio e bevo, ma il pensiero torna sempre lì con insistenza: avrà preso la camomilla? Dormirà senza la mamma?
Resisto alla tentazione d chiamare e scrivere sms ogni cinque minuti., ma mi porto dietro il telefono come copertina di Linus. Non si sa mai, dovessero aver bisogno.

E invece tutto tace, la festa finisce, torniamo a casa.

Una casa innaturale. Volete mettere tornare a casa e poter fare rumore perché la gnocca non sta dormendo? Accendere le luci, lavarsi i denti con lo spazzolino elettrico e non con quello classico, parlarsi ad alta voce. Strano, molto strano. Ed infatti io e l’Amoremio ci guardiamo un po’ persi, come chi crede di rientrare a casa sua e invece si ritrova a Wayward Pines.
“Che faccio, mando un sms? Chiamo?”
“Sono le due, dormi”
“Mmmm…”

E così dormo, senza quasi rendermene conto. E mi sono svegliata con un sms di mia madre alle otto che recitava: “Tutto bene, Emma si è svegliata ora da ieri sera e sta facendo colazione”.

Ecco.
Io e le mie paure.
Io e il mio sottovalutare mia figlia.

Quest’esperienza mi ha fatto capire molte cose, prima fra tutte che sono una mammoletta col cuore di mou, altro che mamma moderna e menate varie. Io sono una mamma italiana da iconografia classica, altroché. Ma anche che:

  • La mia vita non potrà mai più essere la stessa e tornare indietro non è possibile. Dodici chili e novanta centimetri di nana hanno irrimediabilmente e fantasticamente cambiato la nostra vita in talmente tanti modi che noi stessi siamo cambiati dall’interno. E non solo per le occhiaie.
  • Tua figlia che ti vede, sorride e ti butta le braccia al collo dopo aver dormito fuori casa è un dono del cielo.
  • Andare fuori, vivere una vita sociale si può.

 

Siamo fortunati, lo so.

Condividi post

Repost0
10 giugno 2015 3 10 /06 /giugno /2015 08:00

E poi la vedi lì, accucciata nel suo lettino con le faccia rivolta verso il muro. Solo con il body indosso, che la febbre la fa respirare forte e la tachipirina sudare e sudare.

Fuori cantano i grilli e volano le lucciole, l'estate è scoppiata all'improvviso con un'afa inaspettata e un caldo che leva la voglia di stare al sole.
E lei, che potrebbe e dovrebbe correre in mezzo a mille arcobaleni e buttarsi da i prati in discesa come la bimba de "La casa nella prateria" sta lì, accucciata, ansimante, distrutta.

Sembra un piccolo animaletto, acciambellata così, di schiena. Piccolo, vulnerabile, un gattino che non ha ancora aperto bene gli occhi sul mondo. 

Ahi, ahi, ahi si lamenta nella notte per il mal di gola.

Cerca la mia faccia, le mie mani, mi strige forte nell'oblio di un sonno più forte del mal di gola. Cerca conforto nella sua mamma, e io mi sento così impotente da aver male al cuore.

Shhh, amore mio, non piangere. Vedrai che ora passa tutto. 

Baciarle la testa, che scotta e ringraziare in silenzio quella scienza che ha creato antibiotici ed antiinfiammatori, oltre che il fatto di esser nati dalla parte giusta del mondo.

Domani la febbre alta se ne sarà andata, lo so, e con lei le placche, l'otite e la preoccupazione di una mamma e di un papà troppo ansiosi. Forse. Non è niente di grave, è una cosa piccola, sciocca, poco più che un inconveniente. 

Eppure mi scopro di zucchero, mammoletta pronta a farsi prendere dall'isteria quando il termometro si colora tutto e sembra voler esplodere come nei cartoni animati degli anni'60.

Passerà, cucciolo mio, passerà.

Ma teniamoci strette per mano lo stesso.

 

Condividi post

Repost0
31 maggio 2015 7 31 /05 /maggio /2015 14:00

Sono passate cinque settimane e qualche giorno da quando Nevruz è sparito. Il vuoto che mi ha lasciato dentro non si può spiegare a chi non ha mai amato un animale, a chi non c'ha mai vissuto in simbiosi considerandolo una parte di sé e della sua famiglia.

Non so come spiegarlo, ma dal primo giorno della sua scomparsa io lo sapevo già: non sarebbe tornato. 
E giù tutti a dire: "Si sarà innamorato", "Vedrai che poi torna", "Come sei esagerata! Vedrai che torni a casa e lui sarà lì". 
Eh, no.
La mamma lo sa, lo sa sempre. Ed io lo sapevo che non ci sarebbe stato l'happy end.

Nevruz è sparito, andato, volato via. 
L'abbiamo cercato, chiamato, fatto volantinaggio.
Ma io abito in mezzo ad un bosco, dove le distanze non son fatte di strade, ma di viottoli tra gli alberi, di giardini chiusi, di pezzi di terra abbandonati e recintati. 

L'Amoremio l'ha incrociato per strada mentre portava all'asilo Emma, dall'altro lato della collina, ma è scappato. L'ha visto in salute, pulito e ben nutrito, come se si fosse trovato una casa migliore. Sarà stato lui? Voglio credere di sì.

E continuare a fare volantinaggio, a chiedere alla gente, a non arrendermi.

Tutte le sere torno a casa e sper di trovarlo sullo zerbino o sopra la casetta ripostiglio, in attesa del ritorno della mamma. Tutte le sere lui non c'è.
Me lo vedo sopra il letto, fuori dalla finestra, sopra il mucchio di panni da piegare che mi guarda e mi dice "E quindi?".

E non posso fare a meno di pensare che nell'ultimo periodo l'avevo troppo trascurato, non lo coccolavo più come prima. Le continue malattie di Emma, il lavoro, le mille cose da fare e lui miagolava perché voleva attenzione. E io lo mettevo fuori, lo lasciavo piangere finché non smetteva. Ed alla fine se ne è andato.

Me lo sono meritato, non posso far a meno di pensarlo.
Ma non posso nemmeno arrendermi, smettere di cercarlo. Un po' come Emma, che tutte le sere gli porta le crocchette e mi indica la ciotola interrogativa quasi a chiedermi "Dov'è?". E io vorrei dirle: "Amore di mamma, vedrai che torna" e vorrei crederci anch'io.

E invece non dico nulla.

Stamattina mentre stendevo i panni in terrazza è comparso tra le mie gambe un gattino bianco e rosso, ad occhio e croce di non più di tre mesi. Faceva il simpatico, voleva le coccole e possibilmente da mangiare. Ma io no, non me la sono sentita. Mi si è stretto il cuore in una morsa di dolore ancora più forte e no, non posso bello

Non voglio un altro gatto, voglio lui.
Voglio sapere dov'è.
Voglio sapere se gli è successo qualcosa.

Voglio che torni a casa.

Sarò più brava, lo giuro. Ma tu roscino torna...

 


 

Condividi post

Repost0
29 maggio 2015 5 29 /05 /maggio /2015 14:00

Ci sono giorni in cui metto a letto Emma e la guardo dormire, beata e perfetta.
Le guance che coprono gli zigomi e sembrano scoppiare, le labbra socchiuse in un sonno che è pace.
Bellissima e perfetta, un angelo sceso in terra.
Ed è mia. Mia in un modo che esclude il possesso, con la naturalità del legame atavico che è la maternità.
Mia che non ho meriti particolari se non l'averla messa al mondo, che sento di non meritarmi un piccolo gioiello così splendente, che passa il tempo a ridere e ad osservare il mondo con occhioni stupiti e spalancati.

Io, che sono sempre stata imperfetta, che non mi sono mai sentita adeguata in nessun contesto e che da piccola mi immaginavo sempre da ruoli di comprimaria nelle favole della mia testa, ma mai all'altezza da essere la principessa del castello.

Io, che ho la lingua troppo lunga e il collegamento bocca/cervello troppo corto e che finisco sempre col litigare per questioni inutili.

Io che perdo i pezzi di me e della mia vita, che dimentico date ed anniversari, che trascuro amici e parenti e amori, confondo giorni e semino mesi sparsi intorno al mondo, appesi alle infinite traversie da cui mi sento trasportata.

Io che vivo camminando sul filo, ignorando i mostri che ho dentro e seppellendoli con la risata del sarcasmo.

Io che combino un sacco di guai, che non posso ancora credere di avere una responsabilità di dodici chili sulle spalle. 

Io che ho commesso peccati, che ho fatto cose di cui non mi vanto, che credo in Dio ma solo se mi guarda da lontano e non mi impone regole, come un padre troppo premuroso.

 

Io che perdo la bussola e la ritrovo solo quando mi corre incontro ridendo.

Condividi post

Repost0
27 maggio 2015 3 27 /05 /maggio /2015 11:00

Casa sul Lago.
Ore 06:45 di un giorno qualunque.

Yawn
Che botta!
Ohh!
Emma bevi il biberon, sehnnò non te lo faccio mangiare il biscotto.
C'hai una faccia strana, mica penserai ancora all'ultimo libro del Trono di Spade che hai finito?
Se solo potessi raccontarti la fine...
E via, racconta. 
Cof, cof!
No, non lo vuoi davvero.
Te lo giuro.
Non è vero, non vuoi sapere.
E non me lo dire allora
Mpf.
E' grave?
Eh...
Ti odio quando fai così, è come quando mi fai fermare l'episodio di GoT che stiamo vedendo per farmi l'elenco delle differenze col libro.
Eretici!
...
...

Marmellata di limoni?

Ma sì, dai.
...
...
Cof cof, che tosse che c'ho...
Ohhhh! Ohhhh! 
Ok, ecco il biscotto.
Hai sentito Emma? Papà sembra Lady Oscar con la tisi.
Ma che poi era maschio o femmina, mi sono perso.
Non dici sul serio.
Certo che dico sul serio.
NON PUOI NON SAPERE CHE LADY OSCAR E' FEMMINA. Nella culla c'ha messo un fioretto, Lady dal fiocco blu. Eddai, la sanno tutti la canzone!
Guarda che quando uscì il cartone animato io ero già grande, avrò avuto dodici anni e già guardavo Star Trek! Mica i cartoni animati!
Nerd!
Senti chi parla!

Ohhhhhh!
 

Caffè?

 

Condividi post

Repost0
20 maggio 2015 3 20 /05 /maggio /2015 08:00

Maggio e giugno sono, nel nostro paese, sinonimo di comunioni, cresime e matrimoni. Eventi che, se da un lato sembrano tappe obbligate, da un altro scatenano l'intolleranza dei parenti che si trovano a far la spola tra un ristorante e l'altro, scartando bomboniere rivestite di tulle.
A parte le mia insofferenza sull'argomento (perché tu parente di terzo grado che ho visto l'ultima volta quando non arrivavo al tavolo della cucina mi inviti?), non ho potuto fare a meno di notare la notizia rimbalzata dai giornali sull'argomento: "Maestre fanno il regalo solo ai bimbi che fanno la comunione ed i genitori le denunciano". 
Di primo acchitto la notizia fa molto ridere.
Tre maestre, nell'orario di scuola ordinario e non di religione, regalano un quadretto con un calice ai bimbi che andranno a fare la comunione. Gli altri ci rimangono male, lo dicono a mamma e papà e questi le denunciano all'Associazione Consumatori prima, alla stampa poi.
Pare che gli esonerati dal dono ci siano rimasti molto male, ma sono certa che pure chi l'ha ricevuto magari si aspettava di meglio, eh.

Diciamola tutta: queste maestre hanno sbagliato. E' vero che è usanza diffusa questa del regalino per la comunione, ma potevano darlo fuori da scuola, o nell'ora di religione. Ognuno fa quel che vuole, ci mancherebbe, ma un po' di tatto in più non sarebbe guastato, anche perché così più che un pensiero il loro atto risulta una sorta di giudizio morale. E non va bene.

Dall'altro lato questi genitori sono eccezionali: invece di consolare i propri figli spiegandogli che spesso la gente non è equa o comunque corretta come dovrebbe essere, denunciano le maestre.
Colpevoli, eh, perché per me la scuola dovrebbe essere più che laica, il crocifisso sostituito dalla bella faccia di Mattarella  e l'ora di religione cattolica andrebbe abolita e sostituita con molta più educazione civica, ma questa storia ha un sapore sbagliato.

Non posso non ricordare con affetto la mia maestra di terza elementare che per la comunione mi regalò "L'isola del tesoro" di Stevenson. Un libro a testa, perché nella piccola scuola elementare del mio paesino tutti i bambini della classe facevano la comunione insieme, così come facevano il tema di italiano. Un altro mondo, un luogo della memoria.

Le maestre hanno commesso un errore, sono d'accordo, ma non mi piace chi utilizza i propri figli per combattere battaglie di principio che andrebbero discusse in ben altre sedi. Hanno sbagliato, potevano essere più delicate.
Ma magari, non lo so, son maestre un po' avanti con gli anni che hanno seguito una tradizione non pensando che il mondo nel frattempo è cambiato. 
Potevano fare meglio, essere più delicate, ascoltare le esigenze di tutti. Magari fare un regalo in occasione delle altre festività religiose dei bambini esonerati

Oppure farsi i fatti propri e non impicciarsi delle questioni private altrui, che in fondo la religione non è di stato.
Essere più delicate non avrebbe guastato, insomma.

Ma in questo mondo, chissà perché la delicatezza sembra costare troppo. 
 

Condividi post

Repost0

Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

Piccolo spazio pubblicità



Archivi

Varie ed Eventuali

Il tarlo della lettura





buzzoole code