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27 aprile 2015 1 27 /04 /aprile /2015 18:00

Sto scrivendo poco, lo so. A mia discolpa potrei invocare la mancanza di tempo, il sonno, la primavera e perfino il fatto che Emma appena mi vede avvicinarsi al portatile scatena la terza guerra mondiale pretendendo di battere lei le dita sulla tastiera. Giustamente, tale madre tale figlia.
Dicono.

No, non è questo.
O meglio, non è solo questo.
La verità è cheè un periodo non facile, complicato da gestire e davvero intenso dal punto di vista emotivo.

Il fatto che io mi preoccupi per le persone che mi stanno accanto e per la la loro felicità è risaputo, che questo potesse toccare picchi che la mia gastrite non aveva conosciuto ancora un po' di meno.

Perchè gli altri, seppure declinati nell'accezione delle persone a cui vogliamo più bene, sono e restano esseri liberi, con un proprio discernimento e con la prorpia vita, nonchè l'umana propensione all'errore ed ad imbroccare sempre e comunque la strada sbagliata. O giusta, dipende dai punti di vista,
E così la parte apprensiva di me non può far altro che star a guardare senza nemmeno mangiarsi le unghie dal nervoso, ché non mi è mai venuto naturale e poi c'ho il gel. 

E' un periodo strano, e non solo per questo. 
Il mondo mi si ribella, perdo punti di riferimento a mazzi e niente è più come lo conoscevo. Volete degli esempi concreti? Il mio corpo, ad esempio, sta assumendo l'inquietante forma di una busta di fave. Per dirla con allegria ed ottimismo, eh. Che la gravidanza scombussoli è normale, che lo faccia dopo 15 mesi pure? 
E ancora, gli amici che credevo veri mollano il colpo, emigrano, scappano altrove abbandonandomi sulla nave delle brutte persone in balia della tempesta. Ecco, comincio a credere che c'abbiano ragione.
Pure il mio gatto è sparito da venerdì, povera bestia. Aspetto il suo ritorno con l'ansia di quelle mamme che attendono i figli al rientro dalla discoteca, ma ogni sera la speranza si affievolisce.

Ce ne avrei pure altre, ma mi fermo qui, che poi trascendo.
E poi v'avrò già tediato abbastanza.

Scrivo poco, dicevo, proprio perché non mi va di autocommiserarmi, di scrivere povera me e mostrare a tutti un cilicio 2.0. Ma, tutto sommato, non mi va nemmeno di non scrivere. Scrivere è sempre stato uno sfogo, un mettere in ordine i troppi pensieri, un modo per trovare le soluzioni agli ingorghi del cervello.

Ma questa volta non funziona.
Forse è colpa mia, devo essere stata montata male al momento della consegna. Oppure  è solo sfiga, Saturno contro, congiunzioni astrali sfavorevoli o ciclo metruale complicato, non lo so.
Fattostà che pure il gatto è scappato, e io mi sento un po' così.
Abbandonata.

Ma poi torno a casa, e come nella migliore delle pubblicità mia figlia sbuca da dietro la porta con la sua corsa aleatoria, stampandosi in faccia un sorriso a tuttiidentichec'hopiùuno.

E lo sapete che c'è a questo punto?

Ho mille pensieri? Chissenefrega.
Sono una brutta persona? Chissenefrega.
A volte mi manca l'aria? Chissenefrega.

La mia cura è lei, e nei suoi occhi c'è il domani.

 


 

 

 


 

 

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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