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9 novembre 2012 5 09 /11 /novembre /2012 17:52

Lo conoscete Wonderbook per PlayStation? No? Io sì, grazie a Dicelamamma, il primo blog delle mamme moderne che devono affrontare i bambini del XXI secolo e non sanno da che parte cominciare, e in cui scrive una delle mie blogger preferite, Bismama.
E non è facile, soprattutto quando si parla di tecnologia. I bambini di oggi fin da piccoli hanno la tecnologia nel sangue, non per niente vengono definiti con una caratteristica metafora come nativi digitali. E spesso i genitori si sentono inadeguati, non stanno al passo, sono nati in un'era in cui non esisteva non dico Internet, ma nemmeno i videogame.
Io non ho ancora figli, ma volente o nolente ho molte esperienze con i figli degli altri, specie nella fascia d'età da zero a dieci anni e mi sono occupata a lungo di educazione infantile.
All'inizio ero estremamente contraria alla tecnologia: vedevo, nel dare i videogiochi, console o computer in mano ai bambini un male assoluto. Perché “sbattergli” addosso la tecnologia già da piccoli? Dovranno averci a che fare per tutta la vita! Evitare la tecnologia ai bambini è impossibile e ingiusto, ce l'hanno sotto pelle, dentro il sangue, insieme ai globuli rossi. 
Avete mai visto un bambino impugnare un cellulare? 
Ecco, lo sa usare meglio di me.
Per dire, eh.

E allora, siccome non si può evitare, ben vengano prodotti videogiochi come Wonderbook per PlayStation, un nuovo modo di giocare, un vero e proprio libro degli incantesimi da giocare in famiglia e che stimola la creatività dei ragazzi dai 5 ai 10 anni ed è completamente privo di violenza.
Inoltre PlayStation si fa vicina alle necessità della famiglia, grazie al Parental Control innanzitutto. Inoltre tutti i giochi sono strettamente marcati con indicatori di età e contenuto PEGI, per un maggior controllo da parte dei genitori, ma anche dei nonni meno esperti.
Per presentare il progetto in maniera innovativa e diretta, i manager di  PlayStation il 25 ottobre hanno presenziato ad un evento in cui le mamme, tramite l'hashtag #chiedelammamma hanno potuto esporre le proprie perplessità e domande direttamente alla casa madre ed agli sviluppatori.

Dicelamamma parla dell’evento qui, e potrete non solo vederne in anteprima la presentazione, ma anche capire meglio le necessità dei più piccoli.

Le tre mamme blogger che stanno curando il progetto Dicelamamma.it e che hanno dato voce, durante l’evento, alle numerose domande dei genitori sono: Linda (Mamma in 3D), Sara (Mammachetesta) e Serena (Bismamma).

Detto questo, anche se sono fuori età... il Wonderbook posso averlo pure io?

In fondo Natale è vicino...


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17 ottobre 2012 3 17 /10 /ottobre /2012 18:31

Birra---cioccolato.JPGSono in genere una donna da vino, anzi da vino rosso.

Volete mettere d’inverno una bella bistecca alla brace con un bicchiere di vino e il camino che scoppietta?

Come avrete capito, no non sono vegetariana. 

E nemmeno astemia.

Mi piace godermi la vita, con la giusta misura ovviamente.

 

Ultimamente ho scoperto il piacere della birra, specie d’estate. Ma non una birretta qualsiasi, a me da vera buongustaia piacciono le birre scure, di preferenza rosse con quel gustino strano a metà tra il caramellato e l’aspro. Sono meglio di Gusto, vero? Ecco, la mia ultima perversione in fatto di bevande è la Sixtus della Forst, una birra doppio malto che, specie se abbinata al cioccolato fondente, è diventata il mio comfort food  autunnale.

Cos’è un comfort food? Non lo sapete? Ah!

Studiate!

 

 

Per giustificarmi della scelta, anche se non ce n’è bisogno, vorrei dire innanzitutto «Bevi Responsabile» e solo se hai diciotto anni, che anche se questo è solo un blog non sia mai che poi succede qualcosa. in secondo luogo, volevo segnalarvi la tipicità di questa birra.

Da vera amante dell’handmade e del biologico, ho scelto infatti Forst, che dal 2000 di è membro Slow Food ed unica rappresentante a livello industriale nel campo birraio italiano presente nell’associazione. Da quest’anno partecipa anche al Salone del Gusto di Torino, uno dei più importante palcoscenici per produttori e artigiani dell'agroalimentare provenienti da tutto il mondo.

Inoltre la Forst produce le sue birre solo ed esclusivamente in Italia, con il massimo rispetto della natura ed il minimo impatto ambientale, pur mantenendo sempre standard elevati di prodotto ed una tecnologia sempre all’avanguardia.  
Ecologica, con brio, insomma.

Alta qualità dei prodotti e armonia con la natura.  E ad un prezzo accessibile.
Se non è importante questo!

Se passate dal Salone del Gusto di Torino dal 25 al 29 ottobre, fate un salto allo stand della Forst e partecipate al concorso “St[r]appa e vinci”, se siete fortunati vincerete un bel premio. Alla più brutta, vi faranno una foto da condividere su Facebook.

 

Ora scusatemi, vado ad accendere il camino…



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16 luglio 2012 1 16 /07 /luglio /2012 00:00

 

1.jpgEd eccoci alla seconda puntata di Phoebe ai barattoli

Avete perso la prima puntata? Non c'è problema, potete recuperare!


Vi capita mai di trovarvi una quantità di peperoni che non sapete utilizzare? 

D’estate capita.

Almeno, a me capito, a voi no?

Insomma, mettiamo che abbiate dei peperoni d’avanzo e proprio non ne potete più di mangiarne. Che poi non fanno venire nemmeno un bell’alitoe  se avete un appuntamento galante fate pure una figuraccia.

Quindi, basta peperoni.

Ma buttarli non si può, non trovate?

 

Per conservarli, ecco una bella ricettina della vostra cuoca dilettante di riferimento. Di seguito gli ingredienti:

4 spicchi d'aglio
5/6 acciughe o alici salate 
200 gr di tonno 
1 bicchiere di olio evo (che vuol dire extra vergine di oliva, so impazzita all’inizio per capire…)
1/2 bicchiere di aceto bianco
1/2 bicchiere di vino bianco
un mazzetto di prezzemolo sminuzzato
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaio di zucchero

 

Avete tutto? Bene, procediamo.

In una pentola capiente mettere olio, aceto e vino, gli spicchi di aglio sbucciati, le acciughe, il prezzemolo, il sale e lo zucchero. Mettere a fuoco basso per circa 5 minuti, appena inizia a  sfrigolare buttare i peperoni a tocchetti (o falde) , chiudere la pentola con un coperchio cuocere a fuoco medio.
Lasciar cuocere per circa 30 minuti girando ogni 5 minuti, per fare in modo che si cuociano per bene tutti i peperoni, poi giusto 5 minuti prima della fine aggiungere il tonno sgocciolato, dare una bella mescolata, e richiudere.
A questo punto prendere dei barattoli di vetro sterilizzati, riempire quasi fino all'orlo con il composto. Dopo aver riempito tutti i barattoli distribuire il sughetto rimanente in maniera uguale nei barattoli, poi sigillarli con gli appositi tappi, e metterli a raffreddare capovolti per creare il sottovuoto.

E’ un preparato comodissimo d’inverno, per cene veloci e gustose.

Un ovetto fritto con accanto del misto peperoni e tonno e la cena è pronta!

Io lo dichiaro: ho dimenticato lo zucchero e me ne sono accorta solo ora, ma son venuti bene uguale.

 

Sono o no meglio di Benedetta Parodi???

 

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5 giugno 2012 2 05 /06 /giugno /2012 21:42

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18 aprile 2012 3 18 /04 /aprile /2012 19:25

imagesCAPC7E2M.jpgIo non ho mai vinto nulla.

All’onor del vero, non sono una di quelle che passa la vita a comprare Gratta&Vinci, Turistipersempre o biglietti della lotteria. Non sono mai entrata in una sala Bingo e al lotto giocavo solo i numeri e le date degli esami all’Università (quindi moltomoltomolto tempo fa).

E’ che sono certa della mia sfiga.

O forse poco certa delle mie capacità.

 

Alle Olimpiadi della matematica sono arrivata ottava, per dire. Su molti partecipanti, certo, ma sempre ottava.

E figurarsi se ero prima nella lista dei maschi che girava alle medie.

Ma figurati.

Nello sport, poi, lasciamo stare: sono sempre stata una schiappa. Avete presente quando si facevano le squadre all’ora di ginnastica e restavano sempre due o tre sfigati in fondo?

Ma tanto non ho mai voluto essere Mimì Ayuara.

 Ahem.

In altri tipi di concorsi, poi, no comment.

Una volta ho partecipato ad un concorso letterario sponsorizzato da una nota casa dolciaria: sono arrivata quarta, ho vinto tre torroni.

Vabbè.

 

Tutto questi peana sui miei fallimenti, noioso e prolisso tra l’altro, solo per notificarvi che all’Enel Blogger Award per la mia categoria sono arrivata seconda.

In mezzo a tanti, tanti altri, chiaramente.

Ma seconda.

E siccome il vincitore Luca Rosati non è che a rinunciato (e ci mancherebbe!), non ho vinto nulla.

Solo la gloria.

Lo so che per il mio blogghino è un bel risultato, penzolo in fondo alla classifica di Blogbabel e non sono così trendy da andare in tv come la Lucarelli.

Lo so che mi ha votato molta gente, che ringrazio di cuore e a cui vorrei dare un abbraccio vero e non virtuale. Gente che non mi conosce e che mi ha votato per come scrivo, e altra che invece mi conosce e l’ha fatto per l’assillo che gli ho dato.

Grazie, davvero.

Di cuore.
Millemila milioni di grazie.

 

Ma la prossima volta fate meglio, eh!

 

 

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13 aprile 2012 5 13 /04 /aprile /2012 07:15

http://pleasurehunt2.mymagnum.com/?lc=it_itArriva l'estate.
Forse.
Beh, almeno la primavera, via!
In previsione dell'estate, chi è che non è a dieta???

Ah, non guardate me: io ci sto (nominamelmente!!) dodici mesi all'anno!
Poi, infingarda, vedi passare la pubblicità del Magnum.
Ecco volare via i buoni propositi come farfalle in un assolato pomeriggio d'estate.
Peccato veniale, direte voi.
No, affatto.

Perchè la mia vecchiezza, oltre a certi chiletti in più che proprio non se ne vogliono andare, mi ha regalato anche una sgradevole novità: l'allergia al latte vaccino ed ai suoi derivati.
Quindi per me, una roba goduriosa come il Magnum è assolutamente off limits.

E così mi scopro ad invidiare i bagnanti che trangugiano Magnum sul bagnasciuga, ricordando quanto mi piaceva pranzare al mare col mitico Magnum alle mandorle.

Mmmmm.....
(Ecco, immaginatemi come Homer davanti alle ciambelle).
Mmmmmm.....

Ma sto divagando. Il punto è che Magnum, oltre a proporre porcose novità tutti gli anni e rendere con questo il mondo un posto migliore, per tutti quelli che non possono apprezzare i suoi prodotti (ma anche per gli altri) ha creato anche quest'anno un nuovo divertente gioco: La caccia al piacere 2.
Una bellissima ragazza che si nutre di soli Magnum gira il mondo in bellissime location (c'è anche Parigi!) e che porta il giocatore a destreggiarsi tra le strade di New York City e a surfare a Rio. Il gioco è delizioso: da piccola geek ho adorato l'idea di entrare all'interno di Google Maps.

Le animazioni sono molto relaistiche e fluide, la giocabilità è ottima.

E poi, sono arrivata al n. 24. Non male, no? Considerate poi che siamo solo all'inizio, il gioco è online solo dal 3 aprile... ho tutto il tempo per arrivare in cima!!!
Comunque, non sono andata male, no?
Sapreste voi far di meglio??
Vi sfido!

Se posso essere sincera, però, il gioco ha due piccole pecche:
1) non esiste un'app per giocare dal telefono, magari per l'anno prossimo sarebbe una idea carina far contenti anche i malati di cellulare come me!
2) i bon bon e i gelati Magnum vengono mangiati solo dalla protagonista del gioco (molto secca, tra l'altro... sgrunt!) e non anche nelle realtà.

Consiglio pertanto di accompagnare il gioco con un Magnum vero e proprio, voi che potete. E attenti ai pezzi di cioccolata che, scrocchiando, potrebbero scivolar via e cadere.
E leccatevi anche le dita.
E anche il bastoncino.

Voi che potete...


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21 febbraio 2012 2 21 /02 /febbraio /2012 10:37

Ci sono giorni in cui guardi la tv per noia, per abitudine e per mancanza di idee. O solo per stanchezza. E il sonno sta arrivando, inesorabile. Poi, all'improvviso, la tua attenzione è colpita dalla pubblicità.
Sì, quella cosa fastidiosa, che fa rumore e interrompe il flusso dei pensieri e che spesso, ahimè, è più carina ed interessante dei programmi della televisione pubblica.

Questo fino ad oggi.
Che cosa succederebbe, infatti, se le pubblicità potessero essere scelte dalla gente? Oppure create? Certo obbrori obbrobriosi come le pubblicità di De Sica non esisterebbero di certo più. O come quelli della cameriera sexy che passa il silicone, per dire.

Sì, sarebbe bello scegliersi la pubblicità, e siccome non sono una esperta di marketing questa idea non ce l'ho avuta mica io. No, è stata Telecom Italia a pensarci per prima, realizzando uno spot dalla Rete per la Rete.
Come?

Riprendendo il concetto della pubblicità della scorsa estate, "Le emozioni non cambiano, il modo di comunicarle sì", ha chiesto ai naviganti di immaginare il mondo della bimba appena nata protagonista finale dello spot . Ve la ricordate? Io stanamente sì, perché quella pubblicità mi aveva molto colpito: basta sederi da fuori per vendere piani telefonici, andiamo sulla fantasia, cribbio!
E come me devono averlo pensato in tanti, perché almeno 700 autori hanno partecipato alla competizione, immaginando mondi alternativi e innovativi, sognando ed immaginando. Alla fine 7 autori sono stati scelti per la composizione di uno spot dedicato ad internet.

E' nato così il primo esperimento di "social advertising contest" e con lui il cortometraggio intitolato "Futura Francesca" in cui si immagina un futuro non troppo lontano, fatto di ologrammi, specchi che aiutano nei cambi d'abito (Lo voglio!!!! Se snellisce pure ne voglio due!), finestrini che diventano macchine fotografiche e una connessione alla rete praticamente continuata.
Io  trovo "Futura Francesca" molto carino e diverso dal solito, mi piacerebbe fosse collocato anche nei canali tradizionali visto che per il momento mia madre non potrebbe certo vederlo!
Mi piace l'idea positiva del mondo, specia in questo periodo in cui l'ottimismo non è ai massimi livelli e a ragione. Nel cortometraggio la  piccola Francesca cresce e riesce a concretizzare i suoi sogni, diventa astronauta in un mondo fatto di innovazioni e viaggi fantastici.

Chi non vorrebbe un futuro così per i propri figli?
Sarà davvero così il futuro?
Voi come ve lo immaginate?
Vi piace questo esperimento?
Una cosa è certa, il viaggio è appena cominciato!

 

Io, intanto, aspetto ancora la banda larga a casa...  


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31 gennaio 2012 2 31 /01 /gennaio /2012 16:29

Dada-rifiuta-l-offerta-di-Banzai-Splinder-chiudera-al-100-6.jpgOggi 31 gennaio 2012 muore ufficialmente Splinder, antesignana tra le piattaforme di blogging ed oggi ormai demodé quanto la brillantina.

E con lui muoiono mille e mille blog, magari abbandonati dai loro creatori e silenti testimoni del passaggio del tempo, o magari solo ibridi tentativi di scrittura creativa o solo di sfogo.

Chiude oggi, ma l’agonia è cominciata ben più di un anno fa, quando lo staff tecnico è sparito nel nulla e la piattaforma ha smesso di essere aggiornata.

Puff!  All’improvviso spariti tutti.

Autogestione.

Il perché ed il per come non è lecito sapere, ma nel tempo iniziano a circolare le voci più orribili.

E parte anche la prima migrazione di utenti, di quelli che se la sapevano cavare con l’html o che avevano conoscenze informatiche principalmente, che volano verso siti più accoglienti.

Poi, verso settembre, il cataclisma.

 

Splinder chiude il 24 novembre, non vogliono dirvelo ma è così!!!

Scappate!

Splinder chiude.

Perderete tutti i vostri post!

Non c’è futuro!

Lasciate ogni speranza, o voi che entrate nel mondo del blogging!!!!

 

Peggio dei Maya, caspita.

Ovviamente una bufala, ma nemmeno tanto.

Diciamo una anticipazione.

Infatti,  dopo una serie di voci dissonanti e gossip frenetici, l’amministratore delegato di Dada Claudio Corbetta dichiara la chiusura di Splinder il 31/01/2012.

Splinder secondo lui è diventato antieconomico per loro, gli utenti sono poche migliaia e gli procurano un sacco di grane. Aiuteranno i pochi sparuti, lo promettono (buahahhahahahah! Gli avrò scritti mille volte senza esito, per fortuna che c’era Paolo ad aiutarmi!) a migrare gli utenti, ci metteranno un bel redirect ai nuovi eventuali siti sopra e poi butteranno via tutto nel cesso. Per aprire, dice lui, attività diverse inerenti Domini&Hosting e Performance Advertising. In pratica, un casinò on line. O un sito di donnine nude, magari.

Certamente rende di più, non ci sono dubbi.

Bah.

 

E dire che quando nel 2004 mi ci trasferii era all’avanguardia, anzi nella blogosfera era il top: se non eri su Splinder non eri nessuno.

Ah, come cambiano i tempi.

Chissà cosa mai accadrà quando rottameremo Facebook (anche se oggi ci sembra impossibile) e chissà quale altra diavoleria tecnologica sarà stata inventata!

 

O magari torneremo a lavorare tutti a maglia….

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27 gennaio 2012 5 27 /01 /gennaio /2012 10:36

I premi  tra blogger  in internet assomigliano a volte alle catene di S. Antonio, quelle fastidiose e terribili usanze degli anni ’80 che costringevano a copia e incolla, fotocopie e invii a parenti, amici o anche gente pescata a caso dall’elenco telefonico. Pena, ovviamente, malie  sciagure che nemmeno i Maya da cui il solerte esecutore materiale si sarebbe salvato solo con la diligenza. Anzi, magari qualcosa sarebbe anche tornato indietro (a parte gli accidenti dei destinatari delle lettere).

Però, non è sempre così.

Un premio sincero fatto da una amica, seppur ancora solo virtuale,  è un raggio di sole in una giornata grigia. E allora grazie a writergioia di Bricciole di informazione che mi ha omaggiata del premio come Liebster blog.

 

liebsterblog1.png 

La parola Liebster deriva dal tedesco e significa "amabile". In questo caso, blog preferito perché amabile proprio non è una parolina che tutti tutti assocerebbero al mio carattere.

Ogni blogger che lo riceve deve consegnarlo ad altri cinque blog preferiti, con meno di duecento follower, altrimenti Berlusconi e Brunetta vestiti da nani da giardino verranno ad infestare i vostri sogni e a giudicare la vostra fossa biologica. Quindi, attenti.


Ecco le semplici regole da seguire:
1. Il ricevente del premio dovra ringraziare il blog che l'ha premiato e linkarlo;
2. Dovrà copiare e incollare l'immagine del Liebster Blog;
3. Scegliere cinque blog meritevoli con meno di duecento iscritti;
4. Avvisare i blogger con un commento sul loro blog.

La scelta è complicata, ma si devono pur prendere decisioni, no? E allora, ecco qui i nomi in ordine rigorosamente casuale:

 

-       Gatta sorniona

 -       Ladra di Caramelle

 -       Web al cioccolato

 -       Pensieri sparsi di una coccinella felice

 -       Drink Pop 

 

Approfittate della segnalazione per fare la loro conoscenza, non ve ne pentirete!!!

 

E voi destinatari… niente accidenti grazie, che già così

 

UPDATE: Grazie a Sophia per avermi regalato un altro premio!!

 

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10 dicembre 2011 6 10 /12 /dicembre /2011 18:00

http://s2.imagestime.com/out.php/i613666_trasloco.jpgDoveva succedere.

Sì, prima o poi doveva succedere.

Il tempo passa, bisogna evolversi e cambiare… ma io non sono capace, non lo sono stata mai. E così ho lasciato che il tempo passasse, che tutto si evolvesse accanto a me senza far nulla.

Poi, come sempre accade, un terremoto. Splinder, la mia casa, chiude il 31/01/12.

Prima della fine del mondo maya, se vi può consolare.

E quindi ho dovuto combattere la mia indolenza e la mia assoluta incapacità informatica, farmi forza e guardarmi incontro. Per fortuna è venuto in mio soccorso Paolo, mio mentore presso Over Blog che mi ospita. E ha pensato a tutto lui, persino a combattere contro Splinder e i suoi file xml (si dice così?) balordi ed iniqui.

Ed insomma, eccomi qui.

Queste settimane senza blog sono state difficili, mi hanno fatto capire quanto sia importante per me avere un luogo dove buttar giù le idee, le mie cose, anche solo le paturnie.

Eccomi qui, sì.

Con la voglia di scrivere di più, di farlo meglio, di crescere.

Sperando che questa sia una nuova via e, perché no, una nuova me.

Eccomi qui.

Eccoci qui.

 

Se vorrete…

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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