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19 ottobre 2017 4 19 /10 /ottobre /2017 08:00

Una casa vicino alla nostra è di una famiglia svedese/danese che la usa giustamente per le vacanze. Hanno una bimba di un anno più grande di Emma, la famosa Alma, per cui Emma ha una ossessione generata dal fatto che, parlando lingue diverse, non riescono a comunicare.
E questo nonostante noi genitori, invece, sì: grazie alla lingua inglese.

Da qui la fissa più grande di Emma: "Mamma, devo imparare l'inglese"
Finora la cosa è stata limitata a sessioni di Peppa Pig in lingua inglese e ad una specie di esperanto che Emma parla con le sue bambole spacciandolo per l'idioma di Albione, oltre ad una serie di sguardi feroci rivolti a chi secondo lei padroneggia l'agognato linguaggio.
Fino ad oggi.

"Mamma, mamma!!!"
"Dimmi, amore"
"OGGI A SCUOLA ABBIAMO FATTO LA PRIMA LEZIONE DI INGLESE!"
"Ma dai! E ti è piaciuto?"
"Tantissimo. E' bellissimo studiare inglese!"
"E che cosa hai imparato?"
"Sciiit!"
"Come?"
"Sciit, mamma. Sciit! Non lo sai che vuol dire?"
"Aehm..."
"Mamma, ma vuol dire fate silenzio, no? Non sai nulla"
"Ah, sì... hai ragione! Come no?"

In fondo, non si comincia sempre dalle parolacce quando si vuol imparare una nuova lingua?

 

 

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28 settembre 2017 4 28 /09 /settembre /2017 14:00

Sono sparita, non scrivo più.
Vorrei poter dire che sia stato per mancanza di tempo, di voglia o per inerzia.  Oppure che sia stato il caldo, o il lavoro. Oppure la vita frenetica.
Ma direi una bugia.

La verità è che qualche volta la vita non ti travolge, ma ti erode. Ti sembra che sia tutto tranquillo, che la tua vita proceda dentro una routine placida e comoda, fatta di giorni sereni e uguali. Eppure non è così, non del tutto. 
La vita quotidiana ti lavora agli angoli, smorza l'ironia, annulla l'allegria.
"Hai qualcosa che non va? Non ridi più"
No, niente.
Ma che dici.
Non è vero.

Però qualcosa c'è, magari.
Nascosto in fondo ad un cassetto.
Sì le rogne, i problemi, la famiglia, il lavoro, una bimba piccola, i soldi, corri corri, niente tempo, blabla, blabla. Ma non è questo. Non è solo questo.
Un po' come la polvere, dentro di me si sono accumulate tante cose. La stanchezza, prima di tutto certo. Ma anche la routine dei giorni tutti uguali, la gabbia di un cliché, l'obbligo di fare certe cose in un certo modo. 
E i problemi, anche. I problemi, che però così sembrano montagne.

Così ho iniziato a lavorare su di me.
Mi sono messa a dieta seriamente, seguita da uno specialista, tanto per cominciare.
Ho ripreso a guardarmi allo specchio.
Mi prendo del tempo per me.
Progetto di tagliarmi tutti i capelli.
Ho prenotato una fenice da tatuarmi addosso.
Progetto uscite con mia figlia e con le mie amiche.
Ho ricominciato a scrivere qui.

Insomma, sono tornata.

Ma non sono più la stessa.



 

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28 luglio 2017 5 28 /07 /luglio /2017 14:00

Emma è sempre stata malaticcia. O meglio, ha sempre sofferto di febbri improvvise e molto molto alte, ma il suo aspetto non è mai stato quello classico dalla bambina cagionevole. 
Anzi.
Schiere di dottori a cui ho donato l'equivalente monetario di una vacanza alle Maldive mi hanno trattato come la peggiore delle mammine pancine cuccioline, dandomi della paranoica isterica perché "Ma signora, non la vede? E' il ritratto della salute!"
E va bene, grazie, sarà anche 17 chili per 105 centimetri di altezza e 700 metri di lingua, ma l'esaurimento nervoso mi viene perché ogni venti giorni le si piazza addosso una febbre da cavallo che non se ne vuole andare, mica perché sono matta io!

E poi.
"Sarà la socializzazione!" Ma va all'asilo nido da quando ha sette mesi, cazzo. Non si immunizza mai?
"Ma quest'anno è tremenda, signora mia!" Sì, certo, son tre anni che c'è un'invasione di virus, presto saremo tutti zombie.

Poi, il mio pediatra SantoSubito (della ASl, lo voglio precisare) si è fatto venire un dubbio. 
- Signora, ma sarà pfapa?
- Che??????
- PFAPA! Ma lei non ci va in internet?
- Sì, ma non a fare le diagnosi, che mi monta l'ansia!

E insomma, dopo un bel prelievo di sangue (ricordate? Sì, proprio quello) ci siamo aggiudicati la sindrome più cool del web: la Pfapa.
Cos'è?
E' una sindrome che colpisce i bambini, la cui caratteristica principale è una febbre alta che si verifica periodicamente ad intervalli di 3-8 settimane. Ad oggi non sono ancora state chiarite le cause alla base della sindrome; l’ipotesi più accreditata è che la PFAPA rappresenti un disturbo dei meccanismi di controllo dell’infiammazione: l'organismo crede di dover affrontare una grossa infezione, ma si sbaglia.
I sintomi sono vari e a parte la febbre sopra i 39° non è detto che si verifichino tutti; Emma ad esempio ha la febbre alta, una leggere infiammazione alla gola, i linfonodi del collo ingrossati e stop. Ma la febbre può durare anche 4 o 5 giorni.
Come si ferma? Nurofen, Tachipirina, esorcismi, preghiere tibetane e tisane ayurvediche sono inutili. Ci vuole il cortisone. Una singola dose, almeno per Emma, ed è come spingere il tasto “reset” del PC. Comodo, no? No, perché in alcuni bambini avvicina gli attacchi e quindi bisogna sopportare a volte ed spettare che semplicemente passi.
E in genere con l’età scompare. O, nei casi più insistenti, occorre togliere le tonsille.

 

E’ pericolosa? No, per fortuna no.
Una volta (sì, è sempre esistita, anche se ha un nome solo dal 1987) si chiamavano “febbri di crescita” e le nostre nonne le trattavano con un scrollatina di spalle.

 

Lo saprò fare pure io?
 

 



 

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22 luglio 2017 6 22 /07 /luglio /2017 15:00

Luglio.
Mare della nonna.
Fa caldo.
Molto caldo.
E quando fa caldo io sono più intollerante verso il genere umano tutto.
Che ODIO.
E che non si sa come mai si esprime sempre ai massimi livelli  in ambienti collettivi e discinti come la spiaggia, dove l'italiano medio sa regalare al prossimo il peggio di sé.
Se sono genitori, poi, è BINGO.

Cose che odio (elenco esemplificativo e sempre in aggiornamento).

1) I genitori che si mettono sul bagnasciuga a strillare alla prole ("Esci!!!! Ti ho detto esci!!!hai le dita raggrinzite, esci!!!!!") con la sigaretta in mano e nell'attesa spengono la sigaretta sulla sabbia spingendo giù il mozzicone per nasconderlo. Ma cazzo, ti preoccupi che tuo figlio abbia le dita raggrinzite dal troppo stare in acqua, ma di lasciargli pulito il mondo non te ne fotte nulla?

2) Quelli che fanno buche sul bagnasciuga di 5 mc e poi si dimenticano di richiuderle, sicché tu che porti tua figlia di 18 chili (ripeto di-ciot-to) a spasso sul passeggino per farla addormentare devi fare un percorso che il fil-rouge di Giochi senza frontiere ti spiccia casa.

3) Quei genitori i cui figli non dormono MAI, per cui alle due del pomeriggio, nel momento del riposo per tutto l'universo balneare, nel momento in cui tua figlia dorme spiaggiata come una foca permettono alla loro vispa prole di cantare/vociare/ascoltare youtube a 150 decibel. 
Svegliando tua figlia.
Vaffanculo lo posso dire?

4) Quei genitori (ma anche nonni, zii, parenti accessori) che permettono ed anzi incentivano la ricerca di animaletti tra gli scogli al puro scopo di torturarli. No, lo scopo no è educativo, non cominciamo a dire fesserie. Andare in cerca di granchi, stelle marine, pesciolini e gamberetti per poi lasciarli sotto al sole in un secchiello con un dito d'acqua non ha nulla di educativo.
Poi non vi lamentate se mi tocca fare il giustiziere della spiaggia.

5) In spiaggia ci sono tre contenitori per l'immondizia: plastica e vetro, carta, indifferenziato. Perché tu, bullo di periferia tatuato male, devi gettare il bicchiere della granita nella carta? Perché? Ti hanno bocciato tre volte in seconda elementare e non sai leggere?

6) La sabbia: alzarla, perché? 

E voi, cosa non sopportate in spiaggia?

 

 

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22 giugno 2017 4 22 /06 /giugno /2017 08:00

Volevo scrivere qualcosa a favore della legge sullo ius soli
E' una proposta di legge a cui tengo molto, che ritengo sia davvero importante per una valanga di motivi, ma credo che ormai il mio pensiero sia talmente palesa da risultare noioso. E poi c'è chi ha saputo riassumere in poche semplici FAQ la faccenda molto meglio di come potrei fare io, che invece di restare calma mi infervoro e la prendo sul personale, applicando principi astratti alla vita vera.
Già, perché quei bambini lì, quei ragazzi che vivono nel limbo li conosco. Vanno a scuola con mia figlia, frequentano lo stesso parco giochi, prendono lo stesso autobus.

E allora mi son detta che questa poteva essere l'occasione per fare un altro genere di riflessione, diversa. Più astratta, tanto per cambiare.
La domanda che mi sono posta è: cosa vorreste essere in grado di insegnare ai vostri figli?
Sembra facile, no? Anche troppo, poniamo un tetto: le tre cose principali, ché le lasagne come le faceva nonna siano escluse.
Ok, ci provo.

Numero 1. Non avere paura.
Vorrei riuscire ad insegnare a mia figlia a non avere paura. Non dei ragni o degli scorpioni, ma del mondo. Vorrei insegnargli a non avere paura di chi è diverso da lei, ma nemmeno di chi le assomiglia troppo.
Ad andare in giro per strada sicura, senza sussultare se un'ombra si muove in fondo alla via, ma con la lucidità di sapere cosa fare se le cose si mettono male.
Vorrei insegnarle a non avere paura di vivere e nemmeno di volare.

Numero 2. Ad essere qui ed altrove.
Vorrei riuscire ad insegnare a mia figlia ad essere fiera del luogo in cui vive, delle sue radici contadine, della torta al testo e del suo lago. Ma vorrei insegnarle ad amare i viaggi, ad essere felice di mangiare con appetito la tajine e il rocoto relleno, ma anche le cavallette fritte; a poter vivere ovunque come a casa propria.
Vorrei insegnarle ad amare casa ed il mondo allo stesso modo, anche se questo volesse dire andarsene lontano.

Numero 3. Non mollare mai.
La cosa più importante che vorrei riuscire ad insegnare a mia figlia però è questa: a non mollare mai. Non arrendersi quando gli altri dicono che sei matta, a continuare a credere nelle proprie idee anche se vuol dire esporsi, a ricercare sempre la giustizia anche quando non fa comodo, a non scegliere la strada più facile, a non perdere mai l'empatia con il prossimo che la circonda. Spero di riuscire a insegnarle a non mollare davanti ad una ingiustizia, a non chiudere gli occhi, a credere sempre di poter migliorare questo mondo che sì, fa schifo, ma anche un po' per colpa nostra.

Ecco, ho finito.
Ora è chiaro perché voglio questa legge sullo Ius Soli?

E voi cosa vorreste insegnare ai vostri figli? 
 

 

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8 maggio 2017 1 08 /05 /maggio /2017 08:30

Dopo la Pimpa (sempre amata, per carità) e dopo altre varie ed eventuali fissazioni, anche Emma è caduta nella rete di quei stramaledetti cagnacci buonisti e vagamente militarizzati; a casa nostra ormai è OSSESSIONE PAW PATROL.

Me ne sono resa conto perché stanotte mi sono svegliata e ho scoperto che nel mio cervello stavo cantando silenziosamente "e se c'è un problema ad Adventure Bay, Ryder e i suoi cuccioli arriveranno sai!"
Emma in una settimana di influenza ha visto tutti gli episodi in onda più quelli messi a disposizione da Sky On Demand praticamente a nastro, facendo nascere in me diverse inquietanti domande:
1) Dov'è Adventure Bay? Non so perché, ma io all'inizio l'ho localizzata a San Francisco. Però l'estate ci fa un caldo disarmante e l'inverno nevica che nemmeno sul Gran Sasso, quindi non saprei.
2) Ryder. Dove sono i suoi genitori? Dove sono in genere gli adulti ad Adventure Bay? A parte il sindaco ed il fruttivendolo, voglio dire. Ah, e Jake che vive solo su una montagna. Vicino al mare. Con un cane. 
3) Il sindaco Goodway. Mi fa molto piacere che il sindaco sia una donna, ma francamente non capisco chi e perché l'abbia eletta. Non solo ha come animale domestico una gallina, ma non sa gestire nemmeno una bancarella di ciambelle senza chiamare la Paw Patrol, figuriamoci un municipio. Facessero sindaco il ragazzino o uno dei cani, a questo punto!
4) Sì, lo so che questi cartoni sono buonisti, che vogliono spingere il senso della comunità, del fatto che ognuno deve fare la sua parte per aiutare gli altri, blabla blabla. Però, diciamocelo: io se fossi in Ryder vorrei solo spegnare il cellulare per non dover rispondere ad orde di deficienti.
5) Youtube è un serbatoio inesauribile di video, cartoni e scemenze varie. Ma i Paw Patrol no, sono assenti ingiustificati. Loro ci tengono al copyright, porelli, ci mancherebbe. Peccato che anche io tenga alla mia salute mentale. Maledetti. Maledetti cagnacci.
6) Ora è arrivato un nuovo cane dall'accento messicano, in sfregio al muro di Trump ovviamente, chiamato Tracker. Ovviamente la sua action figure e la sua jeep sono più rari del Dodo e Amazon li vende alla innocente e modica cifra di 70 euro o giù di lì. Maledetti cani, maledettissimi.

Ora, spero che mia figlia passi a qualcosa di più strutturato il prima possibile, magari anche a qualcosa di più scorretto e disdicevole, potendo scegliere. Mi andrebbe bene anche un Disney qualsiasi, persino Violetta o le sue sorelle.

Ma basta cani, misericordia!!!

 

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28 aprile 2017 5 28 /04 /aprile /2017 18:10

Tonsillite.
Febbre.
Molta febbre.
Un treenne riottosa e un ponte senza medici.
Quattro giorni di febbre a 39 e di accozzamenti, quattro notti insonni (o quasi).

Io e la Gnocca, sdraiate vicine nel suo letto in attesa che la memicina faccia effetto.
"Mamma, lo sai perché sto male?"
Perché abbiamo sfiga? Per il karma? Per via del malocchio della vicina? "Amore, non c'è un perché, succede."
"No, mamma. Non lo sai? Io ho il sangue di Sant'Antonio!**"
Non ridere.
Non ridere.
Non rid... Ok, ok. Serietà. 
"Emma, no. Ormai stai bene. La ferita sul naso non c'è più. Stai tranquilla"
"No, mamma, ti sbagli! Metto sempre la crema!"
"Ma quella è solo per il sole, tesoro!"
"Me la mette la maestra, eh!"
"Certo"
"Mamma?"
"Dimmi"
"Anche tu hai avuto il sangue di Sant'Antonio al naso?"
"No, io ho fatto un'operazione"
"Eheheh"
"Che c'è?"
"Il tuo naso era grande. Era molto buffo!"
"Già"
"Ma ora stai bene"
"Sì, certo. Ma il naso mi fa ancora un po' male, devo starci att..."
"Mamma, però ora dormiamo che è tardi. Basta parlare"
"..."

Che dite, era preoccupata per me?



**(La Gnocca ha avuto il fuoco di Sant'Antonio quest'estate, aka herpes zoster, probabilmente per i motivi razionali di cui sopra, e ne porta ancora i segni in faccia)

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20 febbraio 2017 1 20 /02 /febbraio /2017 14:30

Dormo male, dormo poco.
Non è colpa di Emma, lei dorme il sonno dei giusti e l'unico pensiero che ha è la sveglia.
Sono proprio io.
Ed il mio naso, che non funziona.
Apnea amica mia.
E l'ansia, poi? La vogliamo dimenticare così? Dopo una vita insieme? NOOOO.

Ma stanotte ho dormito stranamente cinque ore consecutive.
- Amoremio, ho dormito!!! Però ho fatto un sogno strano.
- Cosa?
- Ho sognato che perdevo i capelli a ciocche. Li pettinavo e venivano via. 
- Brutto!
- E che vuol dire?
- Ma che ne so! Perché vuol dire qualcosa?
- Eh, qualcosa vorrà dire. E poi il terrone della famiglia sei tu!
- Forse vuol dire che devi smettere con la piastra.
- Scemo.

Poi l'ho cercato su Google, eh, ed ha un significato ben preciso.

Perdere i capelli a ciocche vuol dire essere molto stanchi e stressati ed avere necessità immediata di una vacanza.
(Seguono grasse risate registrate)

Inoltre perdere i capelli mentre ci si pettina davanti allo specchio vuol dire che per risolvere i problemi che ci si trova davanti si può contare solo se stessi e nessun altro.

Allegria e buonumore.
Tutte cose che non sapevo, tra l'altro.

 

Stanotte non dormo, che è meglio.

 

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13 febbraio 2017 1 13 /02 /febbraio /2017 14:00

Oggi è un giorno importante.
Oggi è il giorno catartico.
Oggi è il giorno in cui Tracker si unisce alla Paw Patrol.
Lo so che probabilmente per voi non vuol dire nulla, ma per me e per l'Amoremio è un giorno di festa, un giorno da ricordare ubriacandosi.

Da oggi in poi nostra figlia smetterà di sbavare davanti alla pubblicità dei nuovi episodi dei Paw Patrol e smetterà di protestare e baccagliare perché ancora non conosce questo stramaledettissimo cane che vive nella giungla.
Grazie NickJr
Grazie soprattutto di aver iniziato due mesi fa a fare promozione.

Maledetto il demonio e gli inventori di questa serie che rende schiavi i genitori di otto pulciosissimi cani e del loro padrone.
Come fanno ad essere così pervasivi? Mia figlia mette in fila i suoi bambolotti esi inventa una sua Paw Patrol con cui salva gattini e bambini in pericolo. CiccioBello fa il pompiere, per dire. Sbrodolina guida un aereo e l'altro bambolotto alza pezzi di pongo con la ruspa (immaginaria).
Andiamo molto molto male, dico io.

Vogliamo poi parlare del fatto che, nonostante la popolarità immensa di questi fenomeni, le action figure dei personaggi siano più rare de Dodo? Mia figlia brama Rocky da tre mesi ("Riciclare è meglio che buttare!!"), ma non lo trovo nemmeno su Amazon. Che fanno i cinesi, dormono?
Non c'è più giustizia, mannaggia la puttana.

Però oggi arriva Tracker e voglio essere ottimista.

Prima o poi si stuferà, vero?



 

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8 febbraio 2017 3 08 /02 /febbraio /2017 17:00

Scrivo poco ultimamente.
Scrivo poco, ma la mia testa è piena fino all'orlo. Scrivo poco e mi sento stanca, ma se una volta mi figuravo di essere come il criceto sulla ruota oggi mi sento come uno scalatore davanti alla cima più alta del mondo. Cerco di scalarla, ci provo, mi arrampico, ma sono sempre allo stesso identico punto.
Per quanto io possa fare, mi trovo sempre lì ferma.
E manco uno straccio di sherpa ad aiutare.

Sarà che non respiro bene, Che non posso fare tutto quello che voglio, che non riesco ad allenarmi o a fare tutto ciò che mi piace senza il fiatone. Sarà che questo mio maledetto naso mi impedisce anche di fare una rampa di scale di corsa. Sarà che l'attesa dell'intervento, per quanto possa essere banale, è sempre un po' logorante.

Vorrei scrivere di più, davvero, recuperare uno spazio perduto che per la mia sanità mentale è veramente molto importante.

È che ultimamente "scrivere di più" mi sembra solo un buon proposito, tipo quello del "inizio la dieta lunedì".

Comunque giuro, ci proverò.

 

 

(PS. Aggiuingere "E 'sti cazzi" in un punto a piacere del post)

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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