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26 gennaio 2015 1 26 /01 /gennaio /2015 08:05

Non faccio molto caso alla pubblicità, la ascolto sempre distrattamente e preferisco quella ironica o con giochi di parole, le musichette come in Carosello per farvi capire.
Ma da quando c'è Emma alle pubblicità dove ci sono bambini sono sensibile, capitemi. E se trovo deliziosa la pubblicità della Vodafone con lo zio che riesce a cambiare il nipotino neonato grazie ad un tutorial su youtube, trovo riprovevoli certi messaggi che passano attraverso prodotti specificatamente legati ai nuovi nati.

Prendiamo i pannolini, Pampers per la precisione. Che sono ottimi, non lo nego, i migliori secondo la mia esperienza. Ma perchè devi far dire ad una ragazzetta (che non è che rispetti proprio proprio il target della mamma media, aehm...)  che la sua preoccupazione è sapere quanto rimanga bagnato il sederino della sua progenie nell'intervallo tra la minzione e l'assorbimento. E certo, sono problemi. No il riscaldamento globale, no la crisi endemica che attanaglia il mondo, no le scie chimiche, no l'ebola. L'assorbimento della pipì è il vero problema!!!!  
Però questo posso prenderlo con ironia, magari facendo finta che vogliano impicitamente e simpaticamente sfottere le neomamme con ancora in circolo gli ormoni della gravidanza. Che ci sono e sono tante, altrimenti perché le neo-mamme finirebbero sempre a parlare di cacca

Le pubblicità che davvero mi danno fastidio sono quelle dei cosiddetti latte di proseguimento o crescita, prodotti nati negli ultimi anni per aiutare mamme ansiose e multinazionali in crisi ma che, come ha gentilmente affermato il mio pediatra, possono andar bene nei casi di bambini denutriti o molto sottopeso, ma non nella maggioranza dei bambini italiani.
Mi infastidiscono  e mi lasciano in bocca un brutto sapore, come di ignoranza. E non solo perché io ho allattato finché Emma ha voluto o perché ho avuto la fortuna di poter essere seguita da un Consultorio degno di questo nome.
Che poi per legge devono affermare che il latte materno è sempre il migliore, finché c'è e se c'è, tengono a sottolineare come se fosse un'impresa titanica (per alcune lo è, ma in genere viene abbastanza bene a tutte le donne, magnate tranquilli pubblicitari!), ma lo dicono in modo talmente veloce che nemmeno Eta Beta riuscirebbe a cogliere il senso delle parole.
Tra tutte la più scandalosa è quella nuova del Latte di crescita 3 Mellin. Perchè? Mi chiedete perchè? Va bene, analizziamolo, magari sorvolando sull'accento e sull'espressione da strafatta dell'attrice che, con mille mossettine, impersona una mamma:

1) Diventi mamma appena sai di aspettare. Cazzata. Grossa cazzata. Almeno per me, poi non so. Non diventi mamma nemmeno dopo aver partorito, ma ti ci trasformi giorno per giorno, già l'ho detto. 
2) Il primo bagnetto con la temperatura sbagliata. Comprare un termometro costava molto? Ma poi scusa... non dici che tua figlia ha 15 mesi? E finora il bagno non glielo avevi fatto mai? Non è che per caso invece ti rivolgi alle neomamme, quelle impacciate, coi bambini che urlano e strepitano, che magari non hanno ancora preso il ritmo dell'allattamento al seno e sono terrorizzate?
3) Ho trovato la tranquillità in un barattolo. Ragazza, credimi: a meno che dentro non ci sia del Prozac la vedo molto molto dura! Oppure della droga, visto che dentro al barattolo ci sta comunque una polverina bianca.

E poi queste mamme delle pubblicità sembrano tutte oche ebeti. La tranquillità in un barattolo. lo trovo agghiacciante, oltre che molto scorretto, specie perché va a colpire una donna in un momento molto complicato della propria vita, anchorché bellissimo. Tutte vorremmo poter trovare la propria tranquillità di madri in un barattolo, sarebbe comodo e facile, sarebbe magnifico. Ma non è così, non sono gli altri ad avere le soluzioni, né tantomeno le cose che possiamo acquistare.

Voglio sottolineare che non ho niente contro Mellin: uso molti loro prodotti, ma mi rendo conto che il business del latte di proseguimento ha numeri ben più elevati di quello della pastina.
Però ci sono dei limiti, e sono il rispetto della legge e degli acquirenti. Dell'intelligenza degli acquirenti, come minimo.

Non trovate?

 

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16 maggio 2014 5 16 /05 /maggio /2014 09:23

Interno giorno
Casa dei genitori di Phoebe.
Protagonisti: Phoebe, sorelladiPhoebe, padrediPhoebe (a voi indovinare chi dice cosa)

Emma, seduta sulla sdraietta mulina i piedini come nemmeno Armstrong ai tempi d'oro, ciucciando allegra una paperella. 

 

- Certo Emma che t'ho messo questi calzini stamatina alle undici e li hai già distrutti prima di pranzo! Una strage!
- Dai che domani pomeriggio non lavoro e andiamo insieme al centro commerciale.
- Sì, sì dai. magari andiamo pure da Secondamanina.magari hanno venduto qualcosa di nostro.
- Figuriamoci, per andare in giro a spendere siete fatte a misura.
- Ma se ho comprato quasi tuto usato per mia figlia! Pure il trio! Ho fatto un affarone!
- E l'hai messi da parte i soldi risparmiati? Non credo.
- Ma che vuol dire? C'ho comprato altre cose.
- Utilissime.
- Certo. Lei cresce e le sfugge tutto.
- Certo.
- E non siete maniache, vero?
- (All'unisono) NONO. 
- Mmmm.
- Ad ogni modo, l'usato è fighissimo.
- Vero. C'ho preso un sacco di cose. La sdraietta, per dire.
- E quel vestitino delizioso.
- E il giubbino senza maniche.
- Bellissimo.
- Aveva il cartellino attaccato ancora!
- Comprerei tutto usato, guarda.
- Il tuo fidanzato anche è usato. Usato seminuovo.
- Garantito, però.
- Usato poco, almeno.
- Funzionante al 100%?
- Abbastanza.
- La figlia almeno è nuova.
- Decisamente.
- Almeno lei.
- Vabbè, ho messo al mondo due folli.

 

Sarà un caso?

 

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3 settembre 2013 2 03 /09 /settembre /2013 15:19

500full-mia-farrow.jpgCi sono persone che le vedi ed è impossibile che non rimangano impresse nella mente per l'aura perfetta che emanano. Una luce che le rende speciali, ma con naturalezza, come se la perfezione non fosse un obiettivo da raggiungere, ma uno stato d'essere genetico.

Esseri umani che sono farfalle in un mondo di bruchi

Persone che le vedi e pensi:"Vorrei essere così".

Ma tu non sei una farfalla, al massimo a voler strafare sei una falena e non ci riusciresti mai ad essere diversa, nemmeno se ti ci impegni  a morte e ti metti le catene ai polsi come  Mimì Ayuara. Non c’è verso.

Quell’aura lì, di lieve disincanto e di purezza, che far star bene queste fortunate icone anche con lo straccetto peggiore al mondo non si impara. Tu sembreresti una pulciara, loro sono vintage.

Senza pensarci nemmeno, senza studi o accorgimenti.

Dubiti persino si guardino allo specchio, sarebbe troppo frivolo.

Loro sono così e gli è naturale come bere un bicchier d’acqua, come respirare o come levitare a pochi centimetri dal suolo.

Impossibile non rimanerne affascinata, impossibile.

E non è che siano persone particolarmente belle  o interessanti, anzi. E’ solo la loro luce che li rende particolari, unici e così fastidiosamente perfetti da farti desiderare di passarci sopra con un trattore a cingoli.

Eh, sì. Perché tu, che quando mangi il gelato ti sporchi, che sei capace di rovesciarti addosso il contenuto di una Bic intera e che sei vittima della sfortuna come Paperino, c’hai provato mille volte ad essere così, dalla seconda elementare.  E’ che proprio non fa per te, tu che quando starnutisci fai un rumore assurdo, mica cinguetti come chi è naturalmente perfetto.

E ti sei sforzato pure di avvicinarti per gradi, di generare amicizia confidando in un effetto osmotico che avrebbe sanato la tua imbranataggine e attirato anche qualche maschio, ma niente.

Ma ora basta.

E’ che ora c’hai un’età per cui lo puoi dire tranquillamente e senza paura di avere ripensamenti.

 

Ma vaffanculo, và.

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15 ottobre 2012 1 15 /10 /ottobre /2012 08:09

vintage-woman1.jpgAlle scuole medie non ero tra le ragazze alla moda, né tanto meno tra quelle corteggiate dai ragazzi. Ero una ragazzina timida, silenziosa e anche un po' secchiona, che conviveva col suo senso di inadeguatezza guardando le ragazza attraenti, perfette, senza brufoli e con i capelli svolazzanti al profumo di shampoo.

Proprio il contrario di come mi sentivo io.

Diciamocelo, non ero proprio una Lolita.

E meno male che ancora non si parlava di bullismo, sennò non ne uscivo viva, credete a me.

Per fortuna alle medie si sopravvive, e si cresce eh.

Per fortuna.


A volte però mi capita di avere a che fare con certe donne che, pure alla mia veneranda età, mi scaraventano di nuovo con violenza nel tunnel delle medie.

Un incubo, insomma.


Avete presente quelle donne superfighe, sempre truccate anche dopo un'ora di palestra e alle quali i capelli non si appiccicano mai alla testa, nemmeno dopo un'ora di corsa?

Quelle donne botulinizzate che non hanno mai un capello fuori posto, sempre perfettamente alla moda e con gli occhi di tutti puntati addosso.

Donne che se ne vanno in giro con una sicumera che io me la sogno, belli miei. Io che mi faccio mille paranoie, che vivo di mille insicurezze, che non mi piaccio, che va a finire che sbaglio sempre cosa indossare e risulto inadeguata.

Loro, invece, non hanno paure, non temono il ridicolo, sono avvezze all'ammirazione degli altri e la pretendono con consumata nonchalance, come attrici di cinema consumate.


Ma queste donne, che esistono ve lo assicuro, come fanno?

Nascono così o ci si diventa?

C'è una scuola? E se c'è, posso ancora iscrivermi o è troppo tardi?

Se ci si nasce, perchè la mia sequenza del DNA è sprovvista di questo gene?

 

Insomma, resterò sempre inadeguata??

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9 ottobre 2012 2 09 /10 /ottobre /2012 17:05

tumblr_m9j5xxM0k51rf6qxxo1_500.jpgCi sono giorni in cui mi sento piccina.

Impotente.

Miserrima.

Giorni in cui non riesco a spostare nemmeno di un grado il baricentro del mondo, in cui mi sento schiacciata e minuscola. Giorni in cui vorrei una mano sulla spalla, la rassicurazione che andrà tutto bene, quella che si dà ai bambini prima di andare a dormire. Me lo diceva mia madre ed io ci credevo.

Ci credo ancora?

Giorni sì, giorni no.

Oggi, ad esempio, è un giorno sì. Forse perché il sole occhieggia da dietro alle nuvole, perché il mio gatto mi si è accoccolato sopra alla pancia per darmi il buongiorno, perché l’Amoremio m’ha preparato la colazione e mi ha messo la marmellata sulle fette biscottate.

O forse solo perché è così, perché non si può stare di malumore per sempre e sempre rimuginare.

La vita fa schifo. Sì, lo so.

Devo rifare il terrazzo di casa e non c’ho una lira. Sì, lo so.

Al lavoro sono sottopagata. Sì, lo so.

Vorrei scrivere, ma non ho mai il tempo. Cani e porci scrivono libri, pure Flavio Insinna (l'ho visto in libreria, lo giuro!) e io no. Sì, lo so.

Devo incassare non so quanti soldi e chissà mai se li vedrò. Sì lo so.

Vorrei tante cose, e chissà. Sì lo so.

A gennaio faccio 37 anni e c’ho l’ansia. Sì. Lo so.

E quindi?

Non posso fare nulla di più di quello che già faccio, posso solo continuare a dare il meglio di me. Oggi, e dico oggi, visto che vedo il mondo non dico rosa, ma almeno colorato, mi sembra inutile innalzare inascoltabili peana alle divinità della sfiga e della frustrazione. Occorre essere lucidi e costrutti, le lacrime non servono a un bel niente.

Ecco, magari dovrei imparare a puntare di più i piedi, ad alzare la voce ed incazzarmi con le persone giuste. E dovrei sorridere di più. Distende i muscoli e osteggia le rughe.

Ah, le rughe.

 

Quelle sì che sono un problema…

 

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5 ottobre 2012 5 05 /10 /ottobre /2012 17:35

39617671691750325_BHntderK_b.jpgIo non ho un buon carattere, un carattere facile.

Ho un carattere spigoloso, che mal tollera le ingiustizie e le opinioni contrarie.

E poi ho la lingua lunga, non riesco a stare zitta nemmeno volendo e per questo mi ficco spesso nei guai.

Non sono facile, no.

Anche leggermente attaccabrighe.

Sono quella con le spalle forti, io.

Ci penso io.

 

Ma non sono sempre stata così..

Da piccola ero la bambina più buona del mondo.

Al primo sguardo non si potevano non notare due occhi marroni giganti impressi in un piccolo viso, incorniciato da un caschetto castano. Occhi tranquilli, ma non remissivi.

L’acqua cheta, rompe i ponti diceva di me mia nonna alle amiche che invidiavano la mia attitudine al silenzio.

Giocare da sola era la cosa che amavo di più, inventare storie, fiabe, amici immaginari.

Nei miei occhi marroni passava il mondo, osservavo tutto con il distacco di un adulto. Con la innata certezza della solitudine. Non amavo in maniera particolare gli altri bambini, non volevo andare all’asilo, non mi piaceva che qualcuno entrasse nel mio mondo. Anche alle elementari spesso osservavo e  basta il film della vita che correva, incapace di avere un ruolo determinante.

Non sono un personaggio principale, mi dicevo tra me e me. Sempre inadeguata, sempre non abbastanza,sempre barricata dietro lo specchio di due occhi come laghi scuri.

Una bambina buona, magari troppo sensibile e incapace di reagire. Incapace di prendersi la sua fetta di mondo, di lottare per i suoi desideri, di difendersi da chi vuol ferirla.

 

Ora, invece, ho un pessimo carattere e zitta non riesco a stare. Nemmeno quando dovrei.

Ma mai come in questo periodo mi sto rendendo conto che è tutta una farsa, una reazione al mio senso d’inconcludenza.

Dentro sono sempre la bimba con gli occhi marroni giganteschi, occhi che guardano il mondo senza appartenergli.

Chi mi conosce bene lo sa.

 

Ma solo chi sa guardare davvero in fondo ai miei occhi…

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21 settembre 2012 5 21 /09 /settembre /2012 13:02

autumn-outfits.jpgE’ arrivato il freddo.

Oddio, freddo. Diciamo fresco, ma è arrivato.

E non fate come me , non vi fate fregare dal cielo azzurro: il tempo delle maniche corte è finito, per ora.

Fidatevi.

 

E oggi è l’ultimo giorno d’estate ed anche il mio gatto se ne è accorto, manifestando tutta la sua ritrosia nell’uscire in giardino con 9 gradi. Nove.

N-O-V-E. Brrr.

Ma è un brivido piacevole, cade sulla pelle che ha ancora vivo il calore dell’estate

Arriva l’autunno e non mi dispiace. Da sempre mi sembra che il suo arrivo porti con sé il nuovo, l’inizio, una nuova pagina da scrivere.

Come quando ero piccola e ricominciava la scuola e l’emozione del primo giorno portava nuovi odori, colori e sensazioni.

La prima riga scritta con la grafia tremolante delle elementari sul quaderno nuovo, l’euforia di un inizio.

 

La natura cambia, matura, tira il fiato dal caldo dell’estate.

 

Più del Capodanno, l’autunno  con le sue foglie gialle e rosse e l’aria frizzantina mi sa di novità, di voglia di rimboccarsi le maniche e andare in contro al futuro. Voglia di fare, di cambiare, di rimboccarsi le maniche e di preparare ad un inverno che poi porterà alla primavera.

 

Oggi, stranamente, mi sento ottimista.

Nonostante la crisi, la recessione, i cattivi pensieri.

 

Magari domani mi passa.

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5 luglio 2012 4 05 /07 /luglio /2012 13:19

tempo-madre-teresa.jpgCi sono oggetti che sin dalla notte dei tempi hanno mantenuto inalterato il loro valore. Che dire delle pietre preziose, delle perle, della seta o di alcuni minerali ? Sono merce di scambio da secoli ed il loro valore è noto a tutti.

Un diamante è per sempre, in fondo, no? Lo dice anche la pubblicità!

Eppure, tralasciando la retorica e le emozioni, la merce di scambio più preziosa del ventunesimo secolo non sono i diamanti: è il tempo.

Sì, il tempo.

Chi può dire di averne a sufficienza?

O di averne addirittura d'avanzo?

Sarà il lavoro? Sarà il logorio della vita moderna?

Siete sicuri?

E che dire di mia madre, pensionata? Nell'età in cui potrebbe avere tutto il tempo per sé, è talmente presa da mille impegni da lamentarsi a voce alta: “Non ho tempo di far nulla, uff...”

Certo, tra beneficenza, balli di gruppo e marmellate, di tempo gliene resta ben poco, non trovate anche voi?

E io? Io ho tempo d'avanzo?

Ah, non certo io che corro da un posto all'altro, da un delirio al successivo senza soluzione di continuità. Certe volte mi sembra che la mia vita sia solo una grande rincorsa verso un balzo che tarda ad arrivare. Mi sento come un giocattolo a molla caricato allo spasimo, ma che nessuno attiva.

Ci sono giorni, anzi periodi dell'anno, in cui mi alzo dal letto, vado al lavoro, torno dal lavoro e vado a letto. O almeno mi sembra di fare solo questo. Ripensandoci bene, ci sono anche le faccende di casa a cui pensare: lava, stira, stendi e pulisci. Wow!

E mi dimentico di richiamare gli amici, salto i compleanni, scordo gli anniversari.

Non ho tempo, non ho tempo, manco fossi il Bianconiglio alle prese con la Regina di Cuori!

 

Non ho tempo per fare tutto quello che vorrei.

Non ho tempo per gli amici, almeno non come vorrei.

Non ho tempo per leggere, figurarsi per scrivere.

Almeno non come vorrei.

 

E avrei tante idee, perché non metterle in pratica?

 

Ah, già: non ho tempo.

Ma sarà vero? O è solo una scusa? Questo fuggi-fuggi è forse il vero male del nostro secolo?

Scegliamo noi di non avere tempo o riempiamo la nostra agenda di inutili appuntamenti per la paura del vuoto che ci circonda e che potrebbe ingoiarci in un sol boccone?

Dovrei diventare zen come il mio vicino?

 

Scusate, ho visto passare il Bianconiglio, devo andare…

 

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25 giugno 2012 1 25 /06 /giugno /2012 12:45

ceb09334be3511e1a8761231381b4856_7.jpgIeri guardavo il tramonto dal mio terrazzo. Ero uscita solo un secondo, per innaffiare le piante, in ciabatte e pigiama.

Da casa mia si vede il lago. Non un pezzettino, si vede quasi tutto, sembra di poter abbracciare con lo sguardo le isole e poi oltre, le colline dall’altra parte.

Innaffiavo, e i colori del tramonto mi venivano addosso, impossibili da ignorare.

Nella pace del mio bosco, il tempo mi è sembrato annullato, bloccato in un istante perfetto tra l’odore dei fiori del cedro e il canto dei grilli.

Tutti i problemi, i casini, le gelosie, i drammi sono stati inghiottiti dal tramonto.

Persino la crisi, lo spread, la benzina, i soldi che non bastano mai.

Come può la gente essere così orribile, ignorante e cattiva quando il mondo è così bello? Come può il mondo girare storto se la natura si esibisce tutte le sere in questo spettacolo meraviglioso e pure gratis?

Pensieri vuoti, lo so, e anche un po’ populisti.

Buonisti, persino.

Non è da me, lo so.

 

Ma ieri sera mi sono sentita sopraffatta e mi son dovuta mettere a sedere.

Era tutto troppo bello, la luna appesa lì un po’ sghemba come se l’avesse appiccicata al cielo un gigante con il nastro adesivo.

Mi son seduta e sono rimasta a guardare, senza pensare troppo. Senza pensare a nulla.

Avrei voluto restare lì, a non pensare a nulla.

 

Però poi l’Amoremio mi ha chiamata da dentro casa.

Mi sono riscossa.

Il tempo ha cominciato a scorrere di nuovo.

Sì è fatto buio.

 

L’attimo è passato…

 

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22 giugno 2012 5 22 /06 /giugno /2012 16:52

Afa

THE_EM-1.JPGSarà che è caldo, e anche se io il caldo non lo soffro mi ispira lo stesso pigrizia, ma non riesco a scrivere. I pensieri si arrovellano, intrecciano, fondono e poi evaporano lasciando niente. E lo so che dovrei scrivere, ma mi sudano le parole i testa, che ci posso fare? E che mi dicono: dovresti scrivere un libro, sei brava.

Perché no lo fai?

Ed è inutile spiegare che scrivere non è come buttare giù il gettone nella macchinina dell’autoscontro.

Non è facile, ci vuole il momento, la voglia, la concentrazione e l’idea. Soprattutto l’idea. E la chiarezza mentale. Che io l’idea ce l’avrei, ma la chiarezza?

La chiarezza chi me la presta?

 

Sarà che vorrei emigrare sull’isola di Robinson Crusoe lasciando a casa sia lui che Venerdì, ma portandomi il mio gatto.  Sono certa si troverebbe bene in un paradiso tropicale, magari mi riporta anche un’iguana per cena, no? In fondo è solo una lucertola un po’ più grossa e lui con le lucertole è un mito.

 

Sarà che Johnny Depp e Vanessa Paradis si sono lasciati dopo 14 anni (e pare che lui c’abbia un’altra) e mi viene da credere un po’ di meno nell’amore. E lo so, sì, che i personaggi del mondo dello spettacolo son diversi e blablabla. Ma che ci posso fare se loro mi davano l’idea di essere squisitamente e deliziosamente parigini innamorati. No, eh?

 

Sarà che aspetto i cambiamenti alla porta, guardando il mio cedro alto trenta centimetri che sfida le leggi della fisica creando tre frutti tutti insieme e piegandosi sotto un peso spropositato (Cedrata? Gradite?).

 

Sarà Scipione che imperversa sul Trasimeno, peggio di Annibale Barca ai tempi suoi.

Sarà che sono stanca e voglio una vacanza.

Sarà che dicono arrivi Caronte.

 

Io intanto vorrei solo una sdraio all’ombra, un po’ di venticello e una Corona con una fettina di limone dentro.

E dormire.

E un po’ di pace.

 

Sono una persona semplice, no?

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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