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1 settembre 2015 2 01 /09 /settembre /2015 09:00

Rientro dalle ferie.
Shock globale.
Ufficio (composto di sole donne) in silenzio.
Solo tic tac svogliati sulla tastiera.
Amarezza.
Molta amarezza.

 

- Se rinasco, giuro che rinasco prostituta.
- Ma che dici!?!?
- Sì, sì. Ma mica una battona sfruttata, che pensi? Una di quelle d’élite, che si fanno mantenere nel lusso e non muovono un bicchiere in casa. Servite e riverite.
- Ho capito, ma ti devi incontrare bene, eh.
- Mi trovo un omino. Anziano. E mi faccio intestare tutto, ecco.
- Io invece se rinasco, voglio rinascere lesbica. Mi sono rotta dei maschi.
- Sbagli, non cambierebbe nulla. 
- Tanto alla fine una relazione è una relazione.
- Dici?
- Eh.
- Allora meglio rinascere maschio. Vuoi mettere?
- Sìììì!
- Guadagnerei sicuramente di più.
- Non come a fare la prostituta, però.
- Effettivamente.
- Eh.
- Già.
- ...
- ...
-  Io invece voglio rinascere ibrida.
- …         
- …
- …
- Caffè?
- Sì, dai.
- Andiamo.
- Meglio.
- Sì, sì.

 

E bentornati (a chi è stato in ferie).

 

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5 settembre 2014 5 05 /09 /settembre /2014 08:00

Lunedì sono rientrata al lavoro dopo otto mesi a casa.
Otto mesi sembrano tanti, ed in effetti lo sono: a pensarci bene sono 3/4 di un anno intero, una enormità di tempo in cui può accadere qualsiasi cosa oppure nulla.
Infatti 
E tornare al lavoro è stato come fare una doccia gelata in una giornata bollente: ti viene un colpo sul momento, ma poi ti senti rinvigorita, più forte e reattiva. Oppure ti viene una polmonite, ma questo è un altro discorso.
Insomma, sono rientrata a lavorare ed ho realizzato in un attimo quanto mi mancasse tutto ciò e di come la mia vita era cambiata all'improvviso portandomi alla deriva. Cioè, voelte mettere truccarsi tutte le mattine? E chi si truccava più? Che poi il problema non è truccarsi, ma trovare tre minuti per togliersi l'effetto panda la sera prima di andare a dormire.
Comunque sono tornata, con una routine ben stabilita che verrà però già duramente messa alla prova si da lunedì prossimo, quando mia figlia inizierà l'inserimento all'asilo. Ce la faremo? ce la fanno tutti, mi dico per farmi forza. 
In realtà non sono preoccupata per Emma, le educatrici del nido mi sembrano più simili a Biancaneve che alla Matrigna e sono certa che si troverà bene. Il problema sono io: riuscirò a far tutto?

A lavorare al massimo o almeno in maniera decente, far girare la casa in una maniera decente, non lasciare mia figlia al supermercato nel carrello, cambiare la sabbia nella cassetta del gatto, ricordarmi dell'Amoremio e bagnare le piante? E per fortuna che non cucino se non ad Emma, questo è competenza dell'Amoremio che è un provetto chef.
La mia vita è quasi sempre stata frenetica, incasinata e complicata. Ora, ovviamente, non è che possa migliorare.


Credo che le piante moriranno, ne sono quasi certa.

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17 giugno 2013 1 17 /06 /giugno /2013 16:44

vintage-ancien-wtf-14.jpgCi sono persone che hanno la fortuna di lavorare in un ufficio ordinato ed accogliente. Io no. Io sto in un openspace in cui risiedono le più disparate figure aziendali, il cui fondamentale tratto distintivo è l’uso del pettegolezzo. Che ci faccio lì? Devo ringraziare il caso. Ma anche il fatto che la sede aziendale è discretamente piccola.

Ad ogni modo, la situazione era abbastanza sotto controllo finché sei mesi fa non è arrivato LUI.

LUI, il nuovo assunto.

 

No, smettete di leggere gli Harmony immediatamente. LUI non è Gabriel Garko con il plus di un cervello, non è aitante e atletico, non è un principe arabo single, non è divertente e non è nemmeno discreto. Non è nemmeno presentabile, a dirla tutta.

LUI si veste come se facesse l’imbianchino, con in più le scarpe da ginnastica col bavero tirato su in bellavista come i rapper.

LUI fuma come una ciminiera e anche se le noiose procedure aziendali nonché la legge gli vietano di fumare all’interno, quando rientra dalla sessione fumosa puzza come un appestato.

LUI è l’essere più sessista, maschilista e razzista che abbia mai incontrato in vita mia.

LUI non parla l’italiano, ma un misto di calabrese, pugliese e perugino che lo rende incomprensibile.

LUI non sapeva cosa fosse una mail prima di sei mesi fa.

LUI ha chiamato un figlio Silvio in onore di. Anche se la notizia sconvolgente è che tale scimmione sia riuscito con successo a procreare.

LUI guarda in televisione solo Striscia la notizia e AXN, e ci tiene molto a far sapere a tutti quello che ha visto la sera prima.

LUI è l’ultimo degli uomini di Neanderthal. Credevate si  fossero estinti a favore dei cugini col cervello più grande, vero? Eppure la forma del cranio e la fronte sfuggente lo tradiscono: LUI è uno di loro!

Sarebbe un personaggio perfetto per un libro grottesco. Ci dovrei pensare, sì, ma temo che nessuno al mondo crederebbe che possa esistere un simile esemplare, talmente gretto da risultare finto.

E vive accanto a me.

Mi spalanca la finestra quando fuori ci sono 10° e l’uragano Katrina.

Origlia le mie telefonate.

Guarda i video dei peggiori incidenti automobilistici di sempre su Youtube.

Ma soprattutto PARLA. Parla sempre, dalla mattina alla sera con quel suo incomprensibile accento e con la grammatica di un bambino di 5 anni.

Parla, parla, parla. E figuratevi se nell’openspace non trovava tutto il terreno fertile di cui aveva bisogno.

 

E io? Sopporto, abbozzo, metto le cuffie, ostento indifferenza, piango miseria coi miei capi per essere trasferita. Senza esiti.

E lui continua ad interim.

Ma ci sono giorni in cui una donna dice NO.

Dopo averlo sentito dire cose che rendono Hitler un moderato senza ribattere, dopo averlo sentito prendere in giro tutte le razze e le attitudini sessuali del mondo, oggi ho sbroccato.

E’ lunedì.

Ho il ciclo.

Ho dormito di cacca.

Fuori piove.

Ok?

 

LUI e l’openspace tutto stanno discutendo sulla possibilità di emigrare in Australia (magari!!!!), sogno da sempre accarezzato da una mia collega ormai attempata. Mentre i decibel della conversazione salgono, LUI sbraita informandola con un ghigno che a chi entra in Australia non serve solo il visto, ma deve subire indicibili torture tra cui una perquisizione rettale.

“Ma dai, non ci credo”

“E’ vero! Non è mica come qui in Italia che tutti fanno come vogliono e entrano tutti questi immigrati!”*

“Questo è vero. Ma non credo…”

“Sì sì, guarda i programmi di AXN dopo mezzanotte! Prendono una mano e la infilano su per…”

 

“ORA BASTA! SILENZIO!” Mi sono ritrovata in piedi, come una maestrina che sgrida i bambini della terza elementare. Ho l’attenzione di tutti nell’openspace, e alcuni mi guardano come cagnolini abbandonati in una piazzola.  “VOGLIO SILENZIO PER LAVORARE, CHIARO? NON E’ UN BAR!” Mi giro verso LUI e rincaro la dose:”E TU, INVECE DI STARE LA NOTTE A VEDERE CAZZATE, UTILIZZA IL TEMPO PER DORMIRE, CHE IL TUO CERVELLO NE AVREBBE UN DISPERATO BISOGNO! PURE IO VEDO SEMPRE PRIGIONIERI DI VIAGGIO, MA NON VUOL DIRE CHE SUCCEDA SEMPRE! E’ TELEVISIONE, CAZZO!”

Mi siedo, stampo una mail, telefono.

Come se non fosse successo nulla.

 

Sono passate tre ore e nessuno ha più fiatato.

Mi hanno chiuso anche la finestra.

Un paradiso.

 

Averlo saputo sbroccavo prima.

 

 

 

 

 

 

 

 

*Mi è impossibile rendere il suo accento. Tappatevi il naso e provate a pensare di aver fatto una lobotomia, vi ci dovreste avvicinare.

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Published by Phoebe - in Phoebe at work
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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