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13 novembre 2017 1 13 /11 /novembre /2017 14:45

A scuola di mia figlia, un po’ per motivi ecologici e di risparmio, un po’ per una miglior gestione ci hanno chiesto di portare per ogni bambino un bicchiere di plastica dura.
Come tutti i bambini sotto gli otto anni mia figlia ne ha una collezione ricchissima, ma la gnocca in questo weekend a casa dei nonni a Pescara ha scoperto un bicchiere appartenente a sua sorella.

Questo bicchiere è niente che un reperto archeologico dell’infanzia dell’ora adolescente figlia del mio compagno ed è un oggetto del desiderio ambitissimo: rosa fucsia e delle Winxs. Ovviamente la sorella maggiore lo ha regalato gentilmente alla minore, sia per generosità che per manifesto disinteresse.

Questo gigantesco oggetto del desiderio era destinato ad essere portato a scuola.
Stamattina.

Io, da mamma perfetta ed assolutamente connessa con il mondo scolastico, nonché dittatrice suprema, stamattina ho speso cinque minuti del mio preziosissimo tempo per fare un’etichetta con il nome da appiccicare sotto il bicchiere. Ero stata così brava da plastificarla addirittura con lo scotch: una vera opera d’arte.

Senonché la mia progenie appena si è accorta del mio bellissimo operato ha inscenato il dramma della follia, con pianti disperati, urla inarrivabili e scenate con svenimento annesso.
“Mamma, ma hai scritto il mio nome sotto il bicchiere!“
“Certo amore, hai visto come è carino?“
“Mamma, ma volevo scriverlo io!!“
“Vabbè amore, ormai l’ho fatto io“
A lei è balenato negli occhi un impeto di rabbia che nemmeno Ken il guerriero, ha preso il bicchiere, lo ha girato e ha strappato con un solo gesto plastico l’etichetta al grido di: “Mamma, non capisci niente! Io sono grande!“
Ecco, lì mi sono alterata. “Emma, ma come ti sei permessa? Sono molto arrabbiata con te.“  ho sentenziato cercando di mantenere uno straccio di calma, ché mica di lunedì è così semplice.
“No, mamma. SONO IO CHE SONO MOLTO ARRABBIATA CON TE.”
A quattro anni. Nemmeno.
Sulla zuffa seguente soprassiedo per pudore, però posso assicuravi che non ci siamo uccise ed abbiamo fatto la pace stabilendo di scrivere INSIEME il nome sotto il bicchiere stasera dopo cena.

La gnocca mi ha abbracciato le gambe prima di salire in macchina per andare all’asilo e io mi sono abbassata alla sua altezza.
“Facciamo la pace?”
“Sì mamma.”
“Ti voglio bene”
“Anche io mamma. PERO’ AVEVO RAGIONE IO”.
Ecco.

 

Mi chiedo come sarà la litigata per il motorino (che non avrà mai).

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19 ottobre 2017 4 19 /10 /ottobre /2017 08:00

Una casa vicino alla nostra è di una famiglia svedese/danese che la usa giustamente per le vacanze. Hanno una bimba di un anno più grande di Emma, la famosa Alma, per cui Emma ha una ossessione generata dal fatto che, parlando lingue diverse, non riescono a comunicare.
E questo nonostante noi genitori, invece, sì: grazie alla lingua inglese.

Da qui la fissa più grande di Emma: "Mamma, devo imparare l'inglese"
Finora la cosa è stata limitata a sessioni di Peppa Pig in lingua inglese e ad una specie di esperanto che Emma parla con le sue bambole spacciandolo per l'idioma di Albione, oltre ad una serie di sguardi feroci rivolti a chi secondo lei padroneggia l'agognato linguaggio.
Fino ad oggi.

"Mamma, mamma!!!"
"Dimmi, amore"
"OGGI A SCUOLA ABBIAMO FATTO LA PRIMA LEZIONE DI INGLESE!"
"Ma dai! E ti è piaciuto?"
"Tantissimo. E' bellissimo studiare inglese!"
"E che cosa hai imparato?"
"Sciiit!"
"Come?"
"Sciit, mamma. Sciit! Non lo sai che vuol dire?"
"Aehm..."
"Mamma, ma vuol dire fate silenzio, no? Non sai nulla"
"Ah, sì... hai ragione! Come no?"

In fondo, non si comincia sempre dalle parolacce quando si vuol imparare una nuova lingua?

 

 

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16 ottobre 2017 1 16 /10 /ottobre /2017 14:00

Autunno, mattina.
Accompagno Emma a scuola in macchina.
Le sponde del Trasimeno sono sempre state luogo di sosta per le migrazioni di tutti i tipi di uccelli e in questa stagione il cielo è pieno e a volta fa anche un po' impressione.
Passa uno stormo che fa il cielo nero.
"Emma, guarda quanti sono! Lo sai dove vanno?"
"Certo mamma"
"Ma dai? E allora dimmelo."
"Vanno in vacanza, no? Quando qui fa freddo vanno in vacanza in un posto caldo e poi tornano quando il freddo è passato"
"Ah."
"Mamma?"
"Dimmi"
"Ma vanno in Tunisia?"
"Sì, amore può essere. In Tunisia fa caldo."
"Lo so. Nour c'è stata a trovare i nonni. Al mare."
"Quando siete grandi, magari, potrete andare insieme in vacanza. Che ne dici?"
"Eh, mi piacerebbe... ma non posso proprio. Da grande devo già andare a trovare Alma in Danimarca".
"Ah"

Emma.
Quattro anni il prossimo gennaio.

E già l'agenda così fitta.

 

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5 ottobre 2017 4 05 /10 /ottobre /2017 13:45

Emma adora leggere, il suo più grande cruccio è non saperlo fare da sola e a poco valgono le parole di mamma che la esortano ad avere pazienza. 
"Amore, non hai quattro anni. Stai tranquilla, presto imparerai!"
(Sospiro) "No, non è vero"

Io mi presto a fare da voce narrante e non c'è sera che non mi tocchino un paio di libri di varia natura. 
Tra cui un paio di giorni è spuntato, dimenticato dopo l'acquisto, "Il dragone puzzone". Il libriccino, edito da Emme Edizioni nella collana degli Albumini (che adoriamo e tra cui si trova anche il Gruffalo) è scritto da Henriette Bichonnier ed illustrato da Pef con dissacrante ironia.

Il dragone puzzone è Dragoberto, un drago molto curioso di vedere cosa succede nel paese degli umani.

Dragoberto, nonostante i genitori si raccomandino di non oltrepassare le montagne e di non entrare nel pericoloso paese degli umani, non si arrende ed un bel giorno dopo la scuola decide di andare.
Con sua grande sorpresa, sono le persone ad avere paura di lui e alla sola vista scappano e si dimenano, per non parlare della loro reazione se sputa fuoco e ruggisce. 
Tutti temono Dragoberto, tranne una bambina, una certa Sedanina Soffritto, che non scappa ed alla quale il drago non incute neanche un briciolo di paura. Anzi, a guardarla bene il drago le stuzzica una certa voglia di sfida. E poi deve andare a fare la merenda, che è la cosa più buona che c’è.

Dragoberto ricorre allora alla minaccia: “Se non mi porti la merenda, verrò di notte e mangerò te e tua mamma!”
Sedanina racconta tutto alla mamma che ritiene di dover obbedire di fronte a chi è così potente e prepotente.  Quindi prepara un bel cesto con torta, crepe e succo di mela per Dragoberto e Sedanina si avvia a portarlo nel luogo stabilito.
Tuttavia, lungo il percorso a Sedanina viene fame.
Comincia dalla torta.
Come sostituirla? Idea! Passa una mucca, la ragazzina chiede alla mucca di fare una cacca …
Il seguito potete bene immaginarlo e vi consiglio di divertirvi a leggerlo coi vostri bambini.
Vi anticipo solo che Sedanina e la sua mancata sottomissione al prepotente avranno la meglio, mentre Dragoberto riceverà una bella lezione.

 

Un bel libro, divertente e scorretto quel tanto che basta a catturare l’attenzione anche del bambino non avvezzo alla lettura e che affronta il tema dei bulli con intelligenza ed ironia.

Volete che vi legga un altro libro?

 

 

 

 

 

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31 luglio 2017 1 31 /07 /luglio /2017 08:00

In macchina io e un'amica.
Dietro la gnocca ed il figlio di lei, più grande di BEN sei mesi.
Seduti sui loro seggiolini, discettano dell'universo conosciuto.
Noi, davanti, cerchiamo di non andar a sbattere dal troppo ridere. 

- Tu sei piccola. 
- Non è vero, sono un quadrato. 
- Sì.
- Nooo. Nooo.
- Zitta, sei piccola. io ho quattro anni e tu solo così (E fa il segno di "tre" con le dita). Io invece presto farò cinque anni.
- Non è vero, io sono un quadrato. Siamo uguali. Vero mamma??? Mamma????

- Lo sai che Giulia ha una sorellina piccola? Si chiama Bea.
- Ah ah.
- Anche io ho un fratellino. Si chiama Ettore e sa camminare.
- Ah ah.
- E tu?
- Io ho una sorella grande, sa fare le capriole e mi porta dove voglio io. 
- ...
- Ah ah.

- Facciamo finta che sei il mio bambino?
- No, io sono grande.
- Ma è per finta! Dai, giochiamo.
- No.
- Dai!!
- Ok. 

- Cantiamo?
- Cosa?
- Rovazzi.
- No.
- Fedez.
- No.
- Uffa, io canto da sola.

Poveri maschi.
 

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21 luglio 2017 5 21 /07 /luglio /2017 14:00

Emma e l'Amoremio innaffiano in una calda sera d'estate. 
E per calda intendo in modo sconcertante, non romantico.
Io rassetto la cucina dopo la cena e dalla terrazza li sento chiacchierare.
Idillio.
Finché un urlo squarcia il crepuscolo: "Mammmmmmmmmmmmmaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!"
Ecco, è caduta.
Lo sapevo.
La vedo arrivare dopo qualche minuto in braccio al padre, che ha la mia stessa faccia.
- E' caduta.
- Immaginavo.
Emma è campionessa olimpica di inciampo nei propri piedi, a medaglia proprio.

Piange e si dispera, ed i decibel emessi aumentano ancora quando, da brutta madre, le disinfetto a tradimento il ginocchio graffiato. 
Sì, è solo un graffio.
A ginocchio sinistro.

Da vera drama queen, Emma si sdraia sul divano e piagnucola.
- Mamma, non posso muovermi... sto male, portami la cioccolata.
- E certo, come no?
- Stai con me? Mi abbracci? STO MALEEEEE!
- Emma, dai... usciamo, continuiamo ad innaffiare. Non è nulla, amore.
- NON E' VERO! - afferma la mia prole stringendosi al petto il ginocchio destro - SONO FERITA! STO MALISSIMO!
- Emma?
- Sì, mammina?
- Hai sbagliato ginocchio.
- Ah.

Seguono venti minuti di risate sguaiate da parte mia e dell'Amoremio, nonché di silenzio indispettito della gnocca.

- E comunque mi sono fatta male, ecco.
- Certo Emma. Vuoi un po' di fondente?
- Sì.
- Usciamo.
- Occhei.

Amo la mia drama queen. 


 

 

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19 luglio 2017 3 19 /07 /luglio /2017 14:00

- Mamma?
- Dimmi amore mio.
- Mamma, lo sai? Io sono innamorata della Nour.
- Ah.
- Sì, però anche la Mia è innamorata della Nour.
- E tu?
- No, niente. Se la tocca la picchio. 
- A posto.

 

- Mamma?
- Dimmi amore.
- Lo sai che Alfredo è il mio fidanzato?
- Ma non era Alberto?
- Sì, anche lui.
- Eh, ma due Emma mica si può!
- Ma mamma, devono essere tutti e due per forza! Alfredo è buono, ma Alberto è bellissimissimo!
- ...

 

Cantato in loop, davanti allo specchio.
-  Non sei l'ideaaaaleeeeeee,non ti avrei sognato accanto meeee! Ma ora sei reale, ha quaccosa che non ho mai visto prima in teeeeeeeeee!
- Emma, ma come canta la teiera?
- Mamma Miss Bric, vuoi dire.
- Precisina. Come canta?
- Quello che accade è una grande novità! Sì, sì. E poi Chicco le chiede cos'è e lei le dice lo scoprirà da grande.
- E tu lo sai cos'è?
- Certo mamma: E' L'AMORE!

Colpita e affondata...

 

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17 luglio 2017 1 17 /07 /luglio /2017 08:00

Spiaggia della nonna.
Luglio.
Domenica.
Affollamento di gente.
Caldo.

- Mamma, che fanno quei bambini laggiù?
- Ehm, niente Emma.
- Vado a vedere.
E parte di corsa sul bagnasciuga.
Dopo mezzo minuto la gnocca torna a velocità supersonica.
- Mamma, mamma devi correre subito!!!!
- Ma che succede?
E mentre mi trascina racconta.
- Mamma, quei bimbi hanno catturato dei granchi e li hanno messi in un secchiello!
- Ah.
- E non possono uscire, sono in trappola!
- Amore, vedrai che adesso li lib...
- NO, TU LI DEVI LIBERARE!
Ci avviciniamo al capannello di piccoli delinquenti in erba che ammazzano il tempo torturando creature e, cercando di essere credibile, dico a mia figlia: - Vedrai che poi li liberano.
- Mamma, non è vero. IO NON ME NE VADO FINCHE' NON SONO LIBERI!

E mi guarda con gli occhi umidi di lacrime. Ed è subito Delfinario di Cattolica. nonché rievocazione di vecchi traumi infantili.
Guardo Emma, guardo i bambini.
Nessuno guarda il secchiello, tutti sono attenti solo a rovistare tra gli scogli vicini.
- Emma, quando ti dico corri, scappiamo velocissime, ok?
- Perché mamma?
3, 2, 1... sferro un calcione al secchiello che si rovescia, mentre una trentina di granchi scappano via. 
Noi corriamo, ridendo, e ci tuffiamo in mare.
Quando smettiamo di ridere, Emma mi prende la faccia tra le mani e mi stampa un bacio grande.
- Mamma, li hai liberati!!! Sei il mio eroe!

I manigoldi intanto si sono accorti del rovesciamento del secchiello e cercano invano di recuperare il malloppo.
Li ripescheranno, ne sono certa.

 

Ma forse domani il secchiello lo rovescerà Emma.


 

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16 giugno 2017 5 16 /06 /giugno /2017 14:00

Invito alcuni amici a cena, per inaugurare la terrazza.
Bambini, amici, alcol. 
Estate, insomma.
io adoro la mia terrazza.

Attendiamo il tramonto sul lago, mia figlia dà spettacolo con tutta la sua improvvisa energia dovuta all'integratore di ferro che sta prendendo.
Ma a tutti i bambini le gocce di ferro fanno quest'effetto? La mia sembra punta da una tarantola, poi arriva a letto e BOOM! Svenuta per le successive 10 ore almeno.

Insomma, siamo lì.
Tramonto.
Prosecchino.
Amici.
Allegria.
Bambini che giocano.

Poi, all'improvviso, Emma si avvicina ad un mio amico che conosce bene, visto che ha due lupi cecoslovacchi e lei adora rotolarcisi insieme.
- Ciao.
- Ciao bambolina.
- Aspetta che ti mostro.
- Cosa tesoro?
- IL CA CHE ME NE FREGA!

E se ne va facendo la dabb.
No, ma la scuola materna è molto istruttiva, eh.

Altro prosecco?

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14 giugno 2017 3 14 /06 /giugno /2017 14:30

Arriva per tutti, un giorno o l'altro.
La prima volta fa paura, specie perché si è piccoli, ma molti continuano ad esserne terrorizzati anche da grandi.
Ed è toccato anche ad Emma, come a molti della sua età, prima e dopo di lei.

E' il primo prelievo di sangue.
PANICO.

Soprattutto per i genitori, visto che la gnocca si è recata con me (brutta madre) al centro analisi con la stessa consapevolezza dell'agnellino che non conosce le festività pasquali. Pensava di fare un tampone alla gola ed era tranquilla, l'ingenua.
Il tampone è una cosa che mi spaventa da morire, tanto per essere chiari. Mi devono tenere ferma tre infermiere nerborute, sempre concesso che mi presenti all'appuntamento.
Ma a lei no, lei va serena. Sempre che poi arrivi il dottore che le regala due caramelle gommose.
Ma questa è una storia diversa.

Appena arrivata, però, ha subito intuito la portata dell'avvenimento e si è irrigidita. Ma non scomposta, attenzione; si è seduta in braccio a me, ha tirato su col naso e allungato obbediente il braccio. 
Due lacrimoni le hanno solcato il viso mentre il sangue riempiva le provette, ma non u gemito è uscito dalla sua boccuccia da treenne. 
Per premio le infermiere, che mai avevano visto tanto coraggio in una bimba così piccola, l'hanno invasa di caramelle gommose che lei sdegnosamente ha accettato.

In macchina, muta.
"Emma, tutto bene?"
"Mamma"
"Dimmi, amore mio".
"Mamma, che cosa mi hai fatto?"
E la diga si è rotta. Ha iniziato a singhiozzare e piangere disperata, finché non l'ho consegnata tra le braccia di mio padre che l'aspettava a casa.
"Nonno, la mamma mi ha fatto uscire una cosa rossa dal braccio, ho avuto paura"
"Amore, è passato. Stai tranquilla."
"Puoi dare due sculacciate alla mamma? Così mi passa prima"

Brutta madre...

 

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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