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3 gennaio 2013 4 03 /01 /gennaio /2013 14:36

donna-al-volanteInterno macchina.

Notte o giorno scegliete voi, è indifferente.

Guida l’Amoremio, io sto seduta al lato passeggero.

Amoremio: “Ma guarda… che cazz… ma come guida questo?”

Phoebe: “Una lumaca!”

Amoremio: “Ma… accc… se va un po’ più piano torniamo indietro nel tempo!”

Phoebe: “Porta pazienza, sarà un uomo col cappello!”

Amoremio: “Macché, E’ UNA DONNA”

Phoebe: “Ma come fai a dirlo??”

Amoremio: “E’ UNA DONNA, SONO SICURO!” Afferma sorpassando l’utilitaria che avanza con la velocità tipica delle lumache da corsa.

 

Ecco, io non ho risposto, ma avrei voluto dire all’Amoremio che lo stereotipo delle donne che non sanno guidare è davvero una delle cose più maschiliste del mondo.

 

Che mica non è così, tra l’altro.

 

Che tanti uomini guidano con le orecchie allo stesso modo di certe donne.

E che comunque se noi donne magari siamo sovrappensiero  qualche volta mentre guidiamo è solo perché siamo troppo impegnate. Guidiamo e pensiamo alla spesa da fare, alla lavatrice, ai panni da stendere, al gatto che (pora stella) ha finito i croccantini e tu non glieli hai rimessi. E poi alla dieta, alla cellulite che avanza, ai pantaloni che (vaffanculo) non ti entrano più.

E anche a quello carino del terzo piano, al lavoro da consegnare, alle pratiche da sbrigare, e poi anche alle amiche che nonchiamipiù e alle rughe che stamattina ti sei vista in faccia. E no, non era il segno del cuscino.

Perciò, se una donna vi taglia la strada, va piano, non è reattiva al semaforo o solo ti mostra il dito medo quando cerchi di scavalcarla in fila in mezzo al traffico, no è che non sappia guidare: c’ha solo un milione di cose da fare.

Riflettici, maschio medio ciabattato, nonché campione olimpico di sgassata atomica.

Riflettici.

 

 

Ah, per la cronaca: era una donna…

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30 dicembre 2012 7 30 /12 /dicembre /2012 22:44

images--1-.jpgMi sono sempre piaciute le cose semplici della vita.
Il calore di una tazza di tè tra le mani.
Un fiore che sboccia nel tragitto tra casa e la fermata dell'autobus.
Uno sconosciuto che dice “buonasera” incrociando lo guardo al supermercato, anche se non sa chi è e lui nemmeno ti conosce.
Una foto scattata in una giornata d'inverno tutta azzurra: 
Fare la marmellata e metterci il dito dentro per sentirne il sapore in anteprima.
Il sorriso di un bambino al parco, mentre scende dallo scivolo.
Piccole cose, che hanno sempre avuto il potere di tirarmi su il morale.
Ma in quest'anno difficile, bisesto e funesto, non è bastato, no.

Anzi, mi ha lasciata svuotata, incapace di ritrovare in questi piccoli piaceri un motivo per tirar fuori un sorriso e ricaricare la riserva di energia.

Per curiosità sono arrivata anche a fare il test sulla depressione Zung online. Depressione media. Tzè, a me che a scuola ero una secchiona media non l'ha mai detto nessuno. Ci sputo sopra, io. Inutile, insomma, se non per far affondare ancor di più.

Ma oggi finisce questo 2012, un anno che a parte due piccole grandi gioie è stato avaro. Un anno duro, complicato, di crescita e lotta interiore.

E per quest'anno nuovo vi auguro quel che auguro a me stessa: essere in grado di ritrovare la bellezza nelle piccole cose. Negli sguardi, in un tramonto, in una fila indiana di formiche o nella forma nelle nuvole. Dove volete voi, insomma, purchè vi consoli il cuore.

Benvenuto 2013, fai il bravo eh...

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21 dicembre 2012 5 21 /12 /dicembre /2012 11:11

Fine-del-mondo1.jpgEhi, ci siete?

Uh uh!! Mi sentite?

Se state leggendo questo post è perché i Maya hanno toppato coi calcoli ed il mondo non è finito.

 

A meno che non siate a Cisternino rinchiusi in un trullo e siate uno degli ultimi rappresentanti della razza umana.

 

Se non lo state leggendo, ma siete in fila per essere indirizzati negli alloggi di competenza da San Pietro, bèh allora in bocca al lupo.

Io da par mio ho già prenotato una bella suite superlusso vista Stige, già confermata per meriti pregressi, quindi sto abbastanza tranquilla.

Che poi non ho capito una cosa: ma come si conciliano le profezie Maya, l’Apocalisse della Bibbia e la venuta degli alieni? Forse i cavalieri dell’Apocalisse hanno le antennine e sono verdi? E pensare che io li immaginavo a cavallo dei Nazgul.

Ma non divaghiamo.

Non troppo, almeno.

Aehm.

Quindi, ipotizziamo che il mondo non sia finito.

Che questa sia l’inizio di una nuova era.

Un’era nuova, appunto, dove tutti i vizi e le storture di questa ca**o di quinta era o come la chiamano i Maya verranno arsi e dimenticati, e nascerà una civiltà più evoluta, sana e buona. Come quella dei Playmobil per capirsi.

O di Star Trek.

Un mondo nuovo, più equo, dove non esiste la cattiveria e la cupidigia, dove non esiste né lo spread né Berlusconi, dove gli uomini si rispettano e se sei gay puoi pure sposarti senza rotture di palle. Vabbè, forse ho esagerato con l’utopia.

Ma non sarebbe bello?

Non sarebbe bello se tutto questo rumoreggiare sulle profezie Maya producesse qualcosa di utile oltre a dare un lavoro a Daniele Bossari? Se il mondo cambiasse davvero? Oppure come dice mio padre l’Italia non la cambiano manco i Maya?

 

E come lo vorreste un mondo nuovo?

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14 dicembre 2012 5 14 /12 /dicembre /2012 14:33

sadness.jpgParlare non è difficile.

Io riesco a farlo anche in fila alle poste, col vecchietto che deve pagare il gas. O con la cassiera del supermercato, mentre implacabile srotola il nastro dei bollini per prendere i bicchieri e te ne dà solo tre.

Parlare mi è sempre riuscito facile. Da bambina non riuscivo a star zitta mai e mia madre riconosceva il momento della nanna obbligatoria esattamente nel momento in cui iniziavo a parlare a velocità doppia, come un mangianastri sbiellato insomma.

Ma se parlare mi è sempre riuscito facile, esprimere quello che mi porto dentro non lo è affatto.

Posso tenere simposi su materie affascinanti come il maglione a trecce dell’impiegato alle poste che fa raccomandate alla velocità della luce. Oppure addirittura una conferenza sulla penna più idonea per  firmare una ricevuta (a punta fine, sennò viene un casino) e tenere una dotta conversazione sui gerani che ornano le balaustre della piazzetta e sulla loro possibilità di sopravvivenza con l’onorevole temperatura di -1°C. E sul meteo, uh sul meteo posso tenere un intervento da primo premio!!!

Ma quando devo dar vita ai miei pensieri più intimi, quando non si tratta di dar fiato ai denti e di sparare cavolate, ecco lì allora mi blocco.

Non ci sono mai riuscita, non raccontavo nemmeno a mia madre dei “fidanzatini” delle scuole elementari e l’unico uomo che ho fatto conoscere ai miei è stato l’Amoremio. Mi blocco, mi rimane tutto sulla punta della lingua e rimango zitta.

E quello che mi rimane è il silenzio, quello che crea sottesi grandi come macini, che non fa dormire e pesa sul cuore.

Le cose che ho dentro e rimangono appiccicate al palato, specie se fanno soffrire.

Mi urlano dentro e mi soffocano il petto, mi imbruttiscono più di quanto sia stato già concesso a Madre Natura. E mi scatta nel cervello la matrice de “Non è evidente?” come se tutte le persone a me care avessero libero accesso alle mie sinapsi e quindi già sapessero o comunque fossero in grado di vedere.

Il buio oltre il baratro.
Il mostro che mi balla nel petto.

E quando finalmente esce fa male.

Fa male perché s’è sedimentato, depositato nell’anima, cresciuto e nutrito di rimuginanti pensieri e sgradevoli sensi di colpo.

Lo urli fuori ed è come vomitare.

E poi passa.

 

 

 

Passa?

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5 dicembre 2012 3 05 /12 /dicembre /2012 11:22

 

"Bella questa pubblicità"
"Umpf"
"Non ti piace? Guarda, c'è anche il Louvre, Parigi..."
"Ma co'sta chiave che ci deve fare?"
"Aspetta e poi vedi"
"Ma poi... lei è inguardabile, sembra uscita da Auschwitz..."
"Ma dai, è bellissima!"
"Ma se sembra un manico di scopa!"
"E' magra!"
"Amore, sembra il mocio Vileda. Solo il manico, però. Ti immagini a farci sesso? Brrrrr!!"
"..."
"Che c'è?"
"E' magra!" "E' brutta!"
"Amore, ma non la vedi? E' MAGRA!"
"Tu devi farti curare... ma da uno bravo!"
"Ma è bellissima! E' magra!"
"Ecco, appunto!"
"..."
"Guarda... usa la chiave!!!!"
"Ma... non ho capito"
"E' una lettera, non vedi?"
"Ma poi, la mongolfiera che sta a significare?"
"Uffa, amore... ma tu di pubblicità di profumi non capisci niente!"
"In effetti mi sembra una cavolata. Oppure un film polacco coi sottotitoli in coreano."
"Fffff! E' la poesia, l'emozione, la storia di Francia, i Tre moschettieri, Dumas padre, l'eleganza, il salto di qualità!"
"Non lo sai nemmeno tu quel che c'entra la mongolfiera, vero?" 
"No."
"..."
"..."
"Spegniamo la tv?"
"E' meglio."

I maschi... 

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3 dicembre 2012 1 03 /12 /dicembre /2012 12:08

charlie-chaplin-silent-movie-inspired-engagement1-copia-2.jpgIo sono una persona anziana.
Cioè dentro, perché anagraficamente... quasi.
Insomma, non è che mi diletti tra locali dalla musica assordante e discoteche, perché forse l'ho fatto per troppo tempo (anche per pagarmi l'Università), preferisco intrattenimenti più ameni ed in cui è possibile chiacchierare ed interagire col prossimo. O bere buon vino ascoltando buona musica, per dire.
Ciò non toglie che a volte mi faccia trascinare, ecco.

Per esempio sabato sera io e l'Amoremio ci siamo fatti trascinare amichevolmente in un capannone rimodernato a discoteca per un cena+ballo a € 15,00 con tutta la palestra. Una bella festa di Natale a cui ci siamo divertiti, abbiamo ballato, riso, scherzato e ammirato diversi tipi da manicomio vestiti come tronisti. Naturalmente all'uscita ci fischiavano le orecchie come fossimo i vecchietti dei Muppets, ma pazienza.

Nel mezzo del marasma, vedo arrivare un gruppetto di gente che si guarda intorno come se avesse una valigetta di droga nascosta e fossero inseguiti da James Bond.
Al centro noto lui, Filippo Nigro.
Bravo attore, eh, ma voi vi chiederete: come hai fatto a riconoscerlo così al volo, con certezza, in mezzo al casino?
No, non sono una stalker di professione e non sono nemmeno una maniaca, semplicemente mia sorella ne è invaghita (per usare un eufemismo) dai tempi venerandi in cui faceva RIS e quindi mi ci ha fracassato il fracassabile.

L'allegra comitiva parcheggia a pochi metri dal nostro tavolo e ordina. C'è poco da ordinare, comunque, essendo l'ameno posto a menù fisso e con una varietà da far sentire orgogliosa la mensa scolastica delle medie.

Certa di me e abbastanza allegra per il vino da due soldi che ci hanno propinato, agguanto due mie amiche e andiamo a chiedere una foto. Così, mi dico, faccio rosicare mia sorella.
Essendo molto vicini faccio attenzione al momento, scegliendone di proporci in una pausa tra una portata e l'altra. Faccio presente anche che non c'era ressa, nessuno aveva riconosciuto in lui una celebrità e se ne stavano lì a guardare la pista piena di gente che ballava.
Mi avvicino, ci presento e chiedo una foto.
Lui, tranquillo, fa per alzarsi sorridendo, quando interviene una ragazza riccia seduta accanto a lui che con aria indispettita si mette in mezzo e inizia a vociare:”Ma non si può! Ma è una cosa impossibile! Non si può mai star tranquilli! Andate via!!”

Starnazzava così forte da coprire l'unz unz della musica.
La gente ci guarda.
Guardo lui che mi guarda come si osserva un incidente in autostrada.
E mi sono girate.
M'è scesa la tendina davanti agli occhi e sono entrata in modalità sticaxxi.
Le sorrido e le dico:“Guarda, lasciamo perdere, io non prego nemmeno in Chiesa. Al massimo, per Luca Argentero e Bono Vox. E qui mi sa che non c'è nessuno dei due.”

E dopo un bell'inchino trascino via le mie amiche. E sì che lo sapevo, con le finte celebrità e simili non ho mai fortuna e di solito non ho questa smania di andare a conoscere questo o quello.

Di sicuro io sono stata rispettosa ed educata, della riccia no so che dire a parte che spero sia la sua manager e non la fidanzata.

 

Per il resto, che non si fa per una sorella...

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25 novembre 2012 7 25 /11 /novembre /2012 10:04

http://i48.tinypic.com/zmhxlc.jpgQuando un venerdì al lavoro ti viene in monte che potresti mettere alcuni file sulla chiavetta per lavorarci nel fine settimana, capisci che il tuo delirio workaholic è ormai quasi irrecuperabile ed è ora di provvedere a ribaltare gli equilibri.

Una volta la soluzione sarebbe stata una terapeutica seduta di shopping e l'acquisto di almeno un paio di scarpe, possibilmente stivali vista la stagione, ma la situazione economica e la ristrutturazione impellente di casa mia (maremma operai) mi hanno fatto ripiegare su un più economico thermarium .
Compreso nell'abbonamento della palestra, eh.

 

Insomma, mentre me ne stavo seduta dentro la vasca idromassaggio con la testa appoggiata sul bordo e gli occhi chiusi, quando mi sono resa conto che il tenere le braccia rilassate, che salivano a galla, abbandonate, mi procurava un leggero fastidio.

Il mio subconscio ha iniziato a pensare che forse avrei potuto fare qualcosa. Scrivere magari, o controllare la posta. O stendere i panni. Anche.

Insomma, di questi tempi mi è difficile rilassarmi, fare un bagno con le bollicine in santa pace, pure, a quanto pare.

Ci sono tanti pensieri che mi frullano per la testa, tanti problemi, cose da fare, milioni di piccole e grandi cose che si affastellano in grandi mucchi proprio lì, accanto al comodino.

 

Pensieri, pensieri, fastidiose vocine che ti ricordano le cose che devi fare, il dovere che ti fa esplodere la gastrite e le bollette da pagare che ti guardano poco amichevoli dalla bacheca della cucina.

 

Ed i giorni scorrono veloci, tra un mese sarà Natale e a me sembra ancora poco più che estate. Giorni, settimane, mesi passano in un battito di ciglia. E mi scopro a non avere voglia di parlare, di organizzare. Trascuro gli amici, e non è da me. Trascuro anche la mia famiglia, non riesco ad essere presente come vorrei.

Trascuro persino il mio gatto, povera bestia.

E mentre le cose da fare crescono e si moltiplicano, io sogno un giorno di 34 ore.

 

 

E invece avrei bisogno di un'isola deserta. Tutta per me...

 

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8 novembre 2012 4 08 /11 /novembre /2012 09:39

538491-3_flags.jpgAmoremio: “Visto che hanno eletto Obama per altri quattro anni?”

Io: “Per fortuna! Almeno, credo eh, poi si vedrà”

Amoremio: “Tanto, peggio che in Italia… ma li ha ben presente i nostri politici? No, dico… li hai presenti bene?”

Io: “Sì, per mia sfortuna.”

Amoremio: “Certo che non è un buon periodo per fare il Presidente degli Stati Uniti.”

Io: “Eh, no.”

Amoremio: “…”

Io: “…”

Amoremio: “E comunque, gli americani sono diversi. Hai visto quello che ha perso, Romney? Ha augurato buon lavoro a Obama e God bless America, rimbocchiamoci le maniche senza scannamenti, recriminazioni e supercazzola all’italiana. Un altro passo proprio. C’abbiamo molto da imparare.”

Io: “Ma io mi chiedo però, ma i repubblicani uno migliore e più presentabile di Mitt Romney non ce l’avevano?”

Amoremio: “Forse non volevano vincere davvero.  Magari essere ricordato come il presidente USA nel periodo della grande crisi non piace a nessuno. Chissà che diranno i libri di storia tra 30 anni!”

Io: “Nel 2008 hanno candidato uno che aveva 72 anni e oggi un mormone. Non è che mica tutti i repubblicani sono fanatici religiosi, eh. Ma se tu fossi tra gli indecisi lo voteresti un mormone? Uno che magari mette per legge che la domenica devi andare in chiesa? O che ti devi mettere quelle cuffiette alle orecchie e il vestito nero? Mah!”

Amore mio: “Quelli sono gli Amish.”

Io: “Fa niente, è il principio. Tu lo voteresti se fossi tra gli indecisi?”

Amoremio: “Beh, no!”

Io: “Vedi?”

Amoremio: “Che poi, uno pensa agli USA e pensa alle grandi città. Ma ci sono anche stati che nessuno nomina mai. Che ne so, il Wyoming , il Nebraska, il Montana…”

Io: “Il Montana è famoso.”

Amoremio: “?”

Io: “Ci abitavano Brenda e Brandon Walsh, caspita!”

Amoremio: “…”

Io: “E’ vero!”

Amoremio: “A parte che trovo imbarazzante che tu possa ricordare certi dettagli, com’è che da cose serie io e te finiamo sempre a parlare di cazzate?”

Io: “E’ una dote, la mia!”

 

Per essere chiari, non capisco nulla di elezioni americane, riflessi sui mercati finanziari e prospettive per lo sviluppo europeo, di Obama che è amico di Marchionne e per cui è il male assoluto.

Capisco poco di politica italiana, figuratevi voi.

Ma  The best is yet to come mi sembra un bellissimo slogan

 

 

Non c’è dubbio che la (semi)Sinistra italiana avrebbe parecchio da imparare…

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31 ottobre 2012 3 31 /10 /ottobre /2012 09:21

halloween1.jpgDa bambina questo periodo dell’anno per me era un incubo. Non solo cominciava il freddo, ma i miei mi costringevano al famoso giro dei cimiteri per andare a trovare tutti i parenti morti fino al nono grado. Il tutto era reso ancor più grave ai miei occhi dalla tradizione, tutta perugina, dell’arrivo oltre che del Luna Park anche della Fiera dei Morti.

Tutti i miei amici (mi sembrava) andavano alla Fiera dei Morti.

Io, no.

No, perché dovevo ubbidire, e non importava quanto mi annoiassi né quanto forte puntassi i piedi.

Non c’era un bel nulla da questionare.

Se ero fortunata potevo andare nei giorni successivi, ma solo se non si lavorava e i miei mi ci potevano portare. Sennò, ciccia.

E col senno di poi ringrazio i miei genitori per questo, perché mi hanno insegnato il valore del ricordo e del rispetto delle tradizioni.

Lasciando stare il significato strettamente cattolico della festa, eh, che non sono io quella più adatta ad illustrarlo.

 

Sono passati diversi anni (ahimè) e tutto cambia. Dall’esperienza di amici e parenti con prole, nessuno obbliga più al giro dei cimiteri e anzi il girono del primo novembre è diventato per molti bambini solo il giorno dopo Halloween. Una festa che, come ho ribadito molte volte, non ci appartiene e  che non rispecchia le nostre radici, ma che essendo molto divertente e riproposta da innumerevoli film anglofili ormai è moda. 

 Una moda incentivata anche dalla scuola pubblica, che coglie l’occasione per lavoretti e feste a tema. Come giustamente mi diceva una mia amica, mamma di due bimbi piccoli: “Io non glielo vorrei far festeggiare, ma a scuola son due settimane che ci lavorano… come faccio?”

Ecco, io lei la capisco. Non si può sempre combattere contro i mulini a vento, alla fine uno si stanca e porta i figli a fare “Dolcetto o scherzetto?” dai vicini che ti guardano come se fossi scema.

Non voglio giudicare, non me en frega nulla.

Solo trovo molto insulso il ripescaggio delle tradizioni altrui a discapito delle proprie, sicuramente meno divertenti ma almeno proprie. Non solo, in un paese come il nostro dove sì o no il 10% della popolazione spiccica l’inglese, Halloween viene storpiato in mille affascinante modi: fatevi un giro su Internet.

Detto questo, siamo (anoca) un paese libero e se proprio decidete di festeggiare Halloween, almeno fatelo nel modo giusto. 

E attenti agli zombie!!!

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25 ottobre 2012 4 25 /10 /ottobre /2012 10:45

handley-david-little-ballerina.jpgFino a pochi anni fa, quand’ero particolarmente incazzata col mondo o scoraggiata, ma anche solo semplicemente frustrata dalle avversità io correvo.

Correvo modello criceto, senza pensare a nulla, astraendomi dalla realtà circostante, senza pensare a nulla che alla fatica nelle mie gambe.

Correvo, correvo e sbollivo nella stanchezza tutti i problemi.

Oppure prendevo a cazzotti e calci un sacco da boxe, altro ottimo espediente. Magari visualizzando bene l’artefice (maschile o femminile) di tutti i mali.

Oppure c’era sempre il voo-doo. Al limite.

 

Adesso no.

Non ce la faccio.

Ho la sensazione di lottare coi mulini a vento, di non farcela più.

Sono inchiodata, immobile come quei bambini che puntano i piedi per un capriccio impossibile e restano inamovibili a ingoiarsi le lacrime in silenzio.

Dovrei pure scrivere, ho delle scadenze impellenti che bussano alla porta.  Ma che scrivo? Ho il nulla nel cervello, il vuoto.

Vorrei solo accoccolarmi sul letto a leggere  col gatto in grembo, nell’attesa che mi passi il raffreddore.

E mi passi anche tutto il resto, ma è complicato.

Complicato come tutte le cose che stentano a venir fuori, complicato come i problemi di matematica delle medie, quelli sulle vasche da bagno e i rubinetti che perdono.

Complicato come le cose che non hanno soluzione e tu devi solo accettarlo, ma non è facile.

 

Forse dovrei ricominciare a correre, a lottare.

Forse mi farebbe bene.

 

Forse domani lo faccio.

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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