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13 febbraio 2017 1 13 /02 /febbraio /2017 14:00

Oggi è un giorno importante.
Oggi è il giorno catartico.
Oggi è il giorno in cui Tracker si unisce alla Paw Patrol.
Lo so che probabilmente per voi non vuol dire nulla, ma per me e per l'Amoremio è un giorno di festa, un giorno da ricordare ubriacandosi.

Da oggi in poi nostra figlia smetterà di sbavare davanti alla pubblicità dei nuovi episodi dei Paw Patrol e smetterà di protestare e baccagliare perché ancora non conosce questo stramaledettissimo cane che vive nella giungla.
Grazie NickJr
Grazie soprattutto di aver iniziato due mesi fa a fare promozione.

Maledetto il demonio e gli inventori di questa serie che rende schiavi i genitori di otto pulciosissimi cani e del loro padrone.
Come fanno ad essere così pervasivi? Mia figlia mette in fila i suoi bambolotti esi inventa una sua Paw Patrol con cui salva gattini e bambini in pericolo. CiccioBello fa il pompiere, per dire. Sbrodolina guida un aereo e l'altro bambolotto alza pezzi di pongo con la ruspa (immaginaria).
Andiamo molto molto male, dico io.

Vogliamo poi parlare del fatto che, nonostante la popolarità immensa di questi fenomeni, le action figure dei personaggi siano più rare de Dodo? Mia figlia brama Rocky da tre mesi ("Riciclare è meglio che buttare!!"), ma non lo trovo nemmeno su Amazon. Che fanno i cinesi, dormono?
Non c'è più giustizia, mannaggia la puttana.

Però oggi arriva Tracker e voglio essere ottimista.

Prima o poi si stuferà, vero?



 

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10 febbraio 2017 5 10 /02 /febbraio /2017 08:00

Io ed Emma, in macchina.
Solita scena quotidiana.
Mentre siamo fermi ad un semaforo, un folle in moto ci sorpassa con un rombo, incurante del semaforo rosso. 

- Mamma, guarda!!! Ma dove casso va?
- Aehm... Come Emma? Non ho capito bene cosa hai det...
- Ho detto dove casso va quello con la moto!
- Aehm... ha fatto una cosa molto pericolosa, che non si fa mai, amore mio.
- Ma casso, la polizia? Non c'è? Nemmeno Massciall? O Ciéis! (ndr. due dei Paw Patrol famosi per essere ligi alle regole, rispettivamente pompiere e poliziotto).
- No Emma.
- E ma casso. Non si fa fa.
- Eh.
- Casso.
-...
- Mamma?
- Dimmi.
- Ho detto casso. Hai sentito?
- Sì.

Cazzo.

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8 febbraio 2017 3 08 /02 /febbraio /2017 17:00

Scrivo poco ultimamente.
Scrivo poco, ma la mia testa è piena fino all'orlo. Scrivo poco e mi sento stanca, ma se una volta mi figuravo di essere come il criceto sulla ruota oggi mi sento come uno scalatore davanti alla cima più alta del mondo. Cerco di scalarla, ci provo, mi arrampico, ma sono sempre allo stesso identico punto.
Per quanto io possa fare, mi trovo sempre lì ferma.
E manco uno straccio di sherpa ad aiutare.

Sarà che non respiro bene, Che non posso fare tutto quello che voglio, che non riesco ad allenarmi o a fare tutto ciò che mi piace senza il fiatone. Sarà che questo mio maledetto naso mi impedisce anche di fare una rampa di scale di corsa. Sarà che l'attesa dell'intervento, per quanto possa essere banale, è sempre un po' logorante.

Vorrei scrivere di più, davvero, recuperare uno spazio perduto che per la mia sanità mentale è veramente molto importante.

È che ultimamente "scrivere di più" mi sembra solo un buon proposito, tipo quello del "inizio la dieta lunedì".

Comunque giuro, ci proverò.

 

 

(PS. Aggiuingere "E 'sti cazzi" in un punto a piacere del post)

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19 gennaio 2017 4 19 /01 /gennaio /2017 08:00

- Mamma...
- Dimmi, amore mio.
Sospirone apocalittico.
- Su, dillo alla mamma.
- Mamma, io non so scrivere.
- ...
Ulteriore sospirone.
Ora, mia figlia va alla scuola dell'infanzia del mio paesello. Trattasi di una amena e virtuosa scuola che raccoglie 19 bambini dai 3 ai 5 anni in un'unica sezione. ciò vuol dire che accanto a mia figlia che deve ancora fare tre anni ci sono bambini che l'anno prossimo faranno le elementari.
E la secchiona ha ansia da prestazione.

 

 

Avrei voluto risponderle: "Amore della mia vita, se a nemmeno tre anni già scrivevi la mamma e il papà lasciavano il lavoro e partivamo in tour in tutta Europa, D'Urso compresa. Invece le ho detto: - Amore, ma tu sei piccola. Vedrai che tra un anno o due...
- Mamma, ma io non sono capace!!! 
- Ma imparerai, tesoro. 
- Però però però Alberto dice che io solo scarabocchio!!!!
- Vedrai che quando sarai grande come Alberto, sarai persino più brava di lui!
- Mpf.

Non mi ha creduta nemmeno un po'.
Secchiona.


Tale mamma...
 

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16 gennaio 2017 1 16 /01 /gennaio /2017 08:00

Quando è nata Emma mi sono subito resa conto con orrore che non sapevo assolutamente cosa farmene.
Ma sul serio. 
Passavo le ore a guardarla e a chiedermi: "Ora che ne faccio?"
Piangeva e non capivo perché, la mia abilità nel cambio del pannolino era appena sufficiente, avevo paura di romperla e allattarla era semplice come un logaritmo. Per non parlare del “come si spegne”, improponibile operazione anche solo dal punto di vista ideologico.
E tutti a dirti: “Ah, che bel tempo! Goditelo che poi ti manca!
Ecco, no.

Però io in quei momenti lì, in quei precisi istanti in cui la cacca verde prendeva il sopravvento e fare un lavaggio nasale era paragonabile all’allunaggio, io pensavo solo a quanto cavolo fosse difficile. Bramavo solo il momento in cui mia figlia fosse in grado di spiegarmi a parole i suoi desideri (piccola ingenua, io).
Pensavo a quanto fosse difficile, complicato, intenso, e come tutte le mamme in erba non c’avevo capito un cazzo.
Essere mamma è difficile, sì.

E’ difficile quando tua figlia piange perché vai al lavoro, ma tu devi andare lo stesso e anche di corsa, ché fai tardi.
Quando chiede alla nonna: ”Quando torna la mamma?” dieci volte in un pomeriggio, ma lei non te lo racconta perché è stata una mamma che lavora pure lei e ancora le si stringe il cuore.
Quando si siede sul letto e ti dice con naturalezza da bambina grande: “Stai tranquilla, mamma. Tu vai al lavoro, io asilo. Poi viene nonna e quando arriva il buio arrivi tu.”
“E quando torno me lo dai un bacio?”
“NO.”
Quando si sbaglia, e ti chiama NONNA.
Quando sta male, ha la febbre alta e vorrebbe solo la mamma. Ma tu lavori, perdindirindina. E lo sai che stai facendo la cosa giusta, lo sai. Per te, per lei, per l’esempio che ti ha accompagnato per tutta la vita e che credi fermamente sia giusto dargli.
Lo sai che è giusto.
Però, cazzo se è difficile.

E' difficile anche se lo sai che andrà tutto bene, anche se ti fidi dei tuoi genitori come e più di te stessa. E' difficile anche se lo sai che lei starà bene, che non mancheranno mai le occasioni per essere felici insieme, che il tempo giusto ve lo ritaglierete.
E' difficile perché il tempo passa e scivola via.

Quando poi capita che le altre mamme portino i figli a laboratori, a incontri in biblioteca, in palestra, ad incontri sulla musicalità, al parco e blabla blabla e ti chiedono: “Vieni anche tu?” .
No, io no.
Brutta madre.
Sempre di corsa.
Col cuore appeso.

E ripenso a quando ritenevo difficile cambiare i pannolini…

 

 

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22 dicembre 2016 4 22 /12 /dicembre /2016 15:00

Pescara, Piazza della Rinascita (aka piazza Salotto per gli autoctoni).
Casetta di Babbo Natale.
- Emma, amore, guarda c'è Babbo Natale!
Questa mia esternazione di gioia causa nella piccola sociopatica che alberga in mia figlia le seguenti reazioni a catena:
1. Timidezza improvvisa
2. Fissaggio alle gambe del padre stile colla al silicone
3. Espressione del Grinch stampata in faccia
4. Rifiuto allo spostamento ancorché coatto

Io, che sono una brutta madre, cerco di evitare il trauma infantile: - Guarda che se fai così non ti porta nulla!
Ma niente, nulla la smuove. 
Interviene una graziosa figurante, impropriamente vestita da Elsa di Frozen. Diciamo che da elfo sarebbe stato più corretto, ma vabbè, accontentiamoci. La ragazza, c'è da dirlo, ha sprezzo del pericolo e si avvicina alla gnocca sicura dell'ascendente che il proprio travestimento in genere le dona tra i nani. Non avrebbe certo mai potuto immaginare che mia figlia snobba pizzi e lustrini da principessa per gettarsi senza remore nel mondo del Gruffalo e del Topo Tremendo.

- Ciao bella bimba, ci vieni con me da Babbo Natale?
- NO.
- Ma mi riconosci, lo sai chi sono?
- NO.
- Ma come no! Sono E...
Sopracciglio alzato.
- Sono El...
Mento incassato.
- Ma sono Elsa, la principessa di Frozen!
- NO, NO e NO!
- ...
- ...
- Vuoi una caramella al limone?
- SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!
(Ma in braccio a Babbo Natale manco se muori)

E Buon Natale dalla gnocca. 




 

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20 dicembre 2016 2 20 /12 /dicembre /2016 08:00

Io ed Emma ci laviamo i denti, come tutte le sere prima di andare a dormire. Un rito, sancito dal bicchiere della Pimpa utilizzato per bere e sciacquarsi la bocca, di gran lunga il momento top di tutta l'operazione.

- Mamma, perché spegni acqua?
- Perché sennò si spreca. L'acqua è importante, lo sai?
- Perché?
- Perché serve per bere e per innaffiare tutte le piante. Sai che ci sono dei bambini che non hanno l'acqua dentro casa?
- E perché?
- Perché non ci sono i tubi. Devono andare ad un pozzo lontano da casa se vogliono l'acqua. Per questo noi non la dobbiamo sprecare.

Momento di silenzio catartico, seguito dallo sciacqua e sputa targato Pimpa.
- Mamma, idea!!!!!
- Che idea hai avuto, amore?
Io no faccio più la doccia!

Non ci provare, Emma, non ci provare nemmeno!!!

A dieci anni mi cambia le password del conto corrente, altroché...

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8 novembre 2016 2 08 /11 /novembre /2016 08:00

Giorno 1

- Mamma! Ottè papa fa la pipi in piedi e io no?
- Perché lui è un maschio ed ha il pisellino, tu sei femmina e hai la cocchina.
- Anche io in piedi, mamma!
- Ma che ti importa, è scomodo! Non è meglio sedute?
- Mmmm...

Giorno 2

- Mamma, io maschia.
- No, amore mio. Tu sei una femmina. Riccardo, ad esempio, è un maschietto.
- No, no e no. Io maschia.
- E va bene, sei maschia. Fai come ti pare.
- Io maschia, certo. Certo, mamma.

Giorno 3

Signora cotonata di paese non si fa i fatti suoi inizia a fare domande. Sempre a sproposito, chiaramente.
- Bella bimba, il fidanzatino ce l'hai?
- Sì, sì. Francy...
- Brava.
- ...Pippo...
- Ehm, ah sì? Brav...
- E... e... Livia.
- Eh??

Giorno 4

Sessione serale di water.
- Mamma, io 'mbelico. Ahahah, quanto buffo!
- Lo sai che quando eri nella pancia della mamma eri attaccata a me da un tubicino che partiva proprio da lì?
- Che schifo, mamma! NOO!!!

 

Se incontrate la cicogna, salutatemela...

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26 ottobre 2016 3 26 /10 /ottobre /2016 08:00

Sono tornata a leggere e questo è bello. Non sono ancora tornata al ritmo forsennato pre-gnocca, ma mi accontento.

Nel mio girovagare tra letture impegnate, gialli divertenti, letteratura più o meno di livello, mi sono trovata davanti due libri di cui si parla molto per ragioni molto diverse tra di loro.

Il primo è l'ormai celeberrimo "Io prima di te". Me lo ero ritrovato tra le mani molte volte, ma la copertina zuccherosa (non quella del film, ma questa) mi aveva allontanato. Sì, io sono una che ancora fa caso alla copertina, ai colori, all'intenzione messa nel riassumere in un'occhiata trecento pagine o poco più. E a me 'sto libro sapeva di Harmony ammuffito. Poi è uscita la notizia che la Khaleesi ne avrebbe interpretato in un film il personaggio principale e di quanto fosse entusiasta all'idea di entrare in questo personaggio e mi son detta: perchè no? E buttiamo via 'sti quattro giorni di lettura, su. In fondo venivo da tre settimane di Houellebecq, uno sciacquacervello era una necessità primaria.
E ho sbagliato.
Ho sbagliato perché l'ho letto in tre giorni.
Tre giorni in cui la brillantezza della scrittura, la purezza della narrazione, la coerenza della trama non hanno contato nulla. Tre giorni in cui mi sono innamorata della protagonista, in cui ho sperato senza crederci, in cui ho sofferto ed alla fine pianto anche, come la peggiore delle beote che scrivono sui social "ke bel libro, mi a preso il <3". 
Cara Jojo, te lo devo dire: sei una stronza. 

Non so se le tue siano capacità innate o sia solo culo, ma hai costruito un libro a cui il lettore resta appiccicato nemmeno fosse la ragnatela di Shelob. In cui il finale aleggia come una spada sospesa nel cielo già da metà libro ed il lettore lo sa che piangerà, già lo sa. E anche se questo libro ha il merito di trattare un tema tabù come l'eutanasia rendendolo accessibile anche ai militanti del family day, dall'altro è un libro costruito col chiaro intento di trasportare il lettore in una valle di lacrime.

Riuscendoci benissimo, tra l'altro.
Bastarda.

Insomma, lo sciacquacervello non aveva funzionato a dovere ed ero in cerca di qualcosa da leggere quando mi sono imbattuta nella pubblicità di un altro libro intirolato "Maestra". La quarta di copertina ne raccontava le meraviglie e l'impressionante numero di copie vendute, nonché la spiccata eroticità. Andiamo? vabbè, buttiamoci.
Le prima 100 pagine promettevano bene: piccanti, un pò surreali, tutto sommato divertenti. Poi, è iniziata la discesa. Avete visto un film di James Bond ultimamente? Uno di quelli in cui James si butta da un elicottero, prima che si sfracelli contro un palazzo, rotola sull'asfalto, si rialza e non gli si è nemmeno guastata la piega dei pantaloni, ma tutt'al più storto di 5 gradi il nodo della cravatta? Ecco, qui uguale. A questa tizia, di cui ho già rimosso il nome, succedono cose impensabili, commette crimini orrendi e niente, non se ne accorge nessuno perché è vestita Prada. O Gucci. O vattelapesca, ma non certo H&M. Alla fine ovviamente c'è l'happy end, lei la fa franca e diventa ricca, alla brutta faccia del resto del mondo. E dei lettori, che hanno iniziato a sbadigliare a pagina 130.

E quindi?

Quindi niente. Se "Io prima di te" mi aveva coinvolto troppo emotivamente senza ottenere il benefico effetto "pausa" che ogni sciacquacervello dovrebbe portare con sè, il libro della Hilton mi ha irritata. Basta davvero descrivere quattro avventure mirabolanti, tre gang bang acrobatici con avvitamento ed un pugno di vestiti alla moda per vendere milioni di copie? 

Comunque, alla fine, ho trovato un bel libro da leggere.
Un libro da compagnia, divertente e con dentro tante piccole verità dentro seminate come papaveri in un campo di grano.

L'ho trovato per caso, in mezzo al mucchio, e quando l'ho visto mi son ricordata di una amica che lo aveva consigliato un po' di tempo fa.
Un libro piccolo, originale, curioso ed umano. 

"La lettrice scomparsa" è un libro per cui ama i libri, per chi ne ha cura e ne è anche un po' ossessionato. un libro per chi deve ricominciare ad amare se stesso e le persone.

Forse basta cercare.
Forse è solo una regola matematica.

Forse, come diceva il mio professore delle medie, "Basta leggere".

E io sono tornata. Spero.


 

 

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27 settembre 2016 2 27 /09 /settembre /2016 08:00

Nel mio post su "Piccolo Uovo", uno dei libri attualmente preferiti di Emma insieme a Pippi Calzelunghe e al classico sempre attuale e vivo "La Scuola Materna", ne vantavo la delicatezza nel trattare il tema della diversità e l'importanza di trattare certi temi con i bambini per renderli migliori di noi da adulti.

Volevo cogliere l'occasione però per puntualizzare delle questioni "da adulto" che girano attorno a questo ed a altri libri per bambini rei di indrottinare i bambini all'omosessualità. Ripensandoci, questa cosa mi fa ridere anche mentre la scrivo, ma tant'è questa è la società in cui viviamo ed evidentemente che meritiamo.

ho fatto una ricerca e mi sono imbattuta in un personaggio che avevo già incontrato e sul quale mi ero già dilungata: Costanza Miriano
La signora (ah, lo è ora eh. Ma a far la cattolica oltranzista da convivente son bravi tutti) in merito ad un libro che ha vinto il Premio Andersen nel 2012 e che è una pèiccola perla di insegnamento della diversità afferma in un articolo illuminato che che "una famiglia monosessuale non è come una normale e che quindi non sono tutte uguali queste famiglie anche se apparentemente sono felici."
Quindi il fatto che i bambini recepiscano da un libro come questo che ogni famiglia è felice se c'è l'amore è un abominio, un voler mettere il bambino nella posizione di dover decidere da solo cosa è buono o no e, soprattutto, non siamo consci della violenza che genera.

Cara Costanza, 
tu sei confusa, credimi. Almeno per un paio di buone ragioni, almeno. 
La prima è che, come diceva un povero scrittore russo qualunque che forse ti è sfuggito "Tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo". Sei certa che a fare le cose a modo tuo porti la felicità? Sei così sicura di essere sacrosantamente nel giusto o vuoi solo vendere? Sei certa che le famiglie tradizionali siano tutte felici e quelle monosessuali tutte infelici? Hai fatto una indagine statistica, te lo ha detto il tuo utero o ti è apparso in sogno Adinolfi e te lo ha comunicato come terzo segreto di Fatima?
La seconda è questa, e mi piacerebbe una risposta. In un mondo dove una ragazzina di 13 anni è violentata a turno da nove bravi ragazzi tra l'impotenza omertosa dei genitori, dove le amiche invece di aiutarti di filmano e poi mandano in giro l'abuso che hai subito e dove una donna è ancora puttana per definizione, la violenza sta in "Piccolo uovo"?  In un mondo che giustifica lo stupro ed il bullismo, il problema è non insegnare ad accettare da diversità?

Attendo commenti.

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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